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Papa Leone XIV invita ad usare con giudizio la ricchezza
“Mi rivolgo anzitutto ai rappresentanti di diverse associazioni cattoliche, impegnate nella solidarietà con la popolazione della Striscia di Gaza. Carissimi, apprezzo la vostra iniziativa e molte altre che in tutta la Chiesa esprimono vicinanza ai fratelli e alle sorelle che soffrono in quella terra martoriata. Con voi e con i Pastori delle Chiese in Terra Santa ripeto: non c’è futuro basato sulla violenza, sull’esilio forzato, sulla vendetta. I popoli hanno bisogno di pace: chi li ama veramente, lavora per la pace”: anche oggi al termine della recita dell’Angelus papa Leone XIV ha rivolto ancora un appello per la pace in Terra Santa con un pensiero per le associazioni che sostengono con aiuti umanitari il popolo di Gaza.
Prima della recita dell’Angelus il papa ha riflettuto sulla parabola della buona amministrazione: “Nel racconto vediamo che un amministratore viene chiamato dal padrone a ‘rendere conto’. Si tratta di un’immagine che ci comunica qualcosa di importante: noi non siamo padroni della nostra vita né dei beni di cui godiamo; tutto ci è stato dato in dono dal Signore e Lui ha affidato questo patrimonio alla nostra cura, alla nostra libertà e responsabilità. Un giorno saremo chiamati a rendere conto di come abbiamo amministrato noi stessi, i nostri beni e le risorse della terra, sia davanti a Dio sia davanti agli uomini, alla società e soprattutto a chi verrà dopo di noi”.
Il papa ha sottolineato l’interesse dell’amministratore: “L’amministratore della parabola ha cercato semplicemente il proprio guadagno e, quando arriva il giorno in cui deve rendere conto e l’amministrazione gli viene tolta, deve pensare a che cosa fare per il suo futuro. In questa situazione difficile, egli comprende che non è l’accumulo dei beni materiali il valore più importante, perché le ricchezze di questo mondo passano; e, allora, si fa venire un’idea brillante: chiama i debitori e ‘taglia’ i loro debiti, rinunciando quindi alla parte che sarebbe spettata proprio a lui. In questo modo, perde la ricchezza materiale ma guadagna degli amici, che saranno pronti ad aiutarlo e a sostenerlo”.
Infatti l’intento di tale amministratore era quello di farsi gli amici: “Infatti, l’amministratore della parabola, pur nella gestione della disonesta ricchezza di questo mondo, riesce a trovare un modo per farsi degli amici, uscendo dalla solitudine del proprio egoismo; tanto più noi, che siamo discepoli e viviamo nella luce del Vangelo, dobbiamo usare i beni del mondo e la nostra stessa vita pensando alla ricchezza vera, che è l’amicizia con il Signore e con i fratelli”.
Quindi questa parabola è interessante per i cristiani, che possono scegliere tra due strade: “Possiamo seguire il criterio dell’egoismo, mettendo la ricchezza al primo posto e pensando solo a noi stessi; ma questo ci isola dagli altri e sparge il veleno di una competizione che spesso genera conflitti. Oppure possiamo riconoscere tutto ciò che abbiamo come dono di Dio da amministrare, e usarlo come strumento di condivisione, per creare reti di amicizia e solidarietà, per edificare il bene, per costruire un mondo più giusto, più equo e più fraterno”.
Prima della recita dell’Angelus papa Leone XIV ha celebrato la messa nella parrocchia ‘Sant’Anna’, affidata agli agostiniani: “A proposito, il Vangelo che è stato appena proclamato ci provoca a esaminare con attenzione il nostro legame con il Signore e, quindi, fra di noi. Gesù pone un’alternativa nettissima tra Dio e la ricchezza, chiedendoci di prendere una chiara e coerente posizione..
Non si tratta di una scelta contingente, come tante altre, né di una opzione rivedibile nel corso del tempo, a seconda delle situazioni. Occorre decidere un vero e proprio stile di vita. Si tratta di scegliere dove porre il nostro cuore, di chiarire chi sinceramente amiamo, chi serviamo con dedizione e qual è davvero il nostro bene”.
Così Gesù invita a fare una scelta di vita: “La sete di ricchezza rischia di prendere il posto di Dio nel nostro cuore, quando riteniamo che sia essa a salvare la nostra vita, come pensa l’amministratore disonesto della parabola. La tentazione è questa: pensare che senza Dio potremmo comunque vivere bene, mentre senza ricchezza saremmo tristi e afflitti da mille necessità.
Davanti alla prova del bisogno ci sentiamo minacciati, ma invece di chiedere aiuto con fiducia e di condividere con fraternità, siamo portati a calcolare, ad accumulare, diventando sospettosi e diffidenti verso gli altri”.
Però non contrappone il ricco al povero, ma ad operare una scelta: “La parola del Signore, infatti, non contrappone gli uomini in classi rivali, ma sprona tutti a una rivoluzione interiore, una conversione che inizia dal cuore. Allora si apriranno le nostre mani: per donare, non per arraffare. Allora si apriranno le nostre menti: per progettare una società migliore, non per scovare affari al miglior prezzo”.
Ed ha sottolineato che la Chiesa chiede ai governanti il buon uso della ricchezza: “Oggi, in particolare, la Chiesa prega perché i governanti delle nazioni siano liberi dalla tentazione di usare la ricchezza contro l’uomo, trasformandola in armi che distruggono i popoli e in monopoli che umiliano i lavoratori. Chi serve Dio diventa libero dalla ricchezza, ma chi serve la ricchezza ne resta schiavo! Chi cerca la giustizia trasforma la ricchezza in bene comune; chi cerca il dominio trasforma il bene comune nella preda della propria avidità”.
(Foto: Santa Sede)
A Roma patto di collaborazione per il rilancio del quartiere San Basilio con l’Istituto ‘Zaveria Cassia’
Un Patto di Collaborazione per il rilancio del quartiere San Basilio a Roma. L’iniziativa, promossa dall’Istituto Comprensivo Paritario “Zaveria Cassia” gestito dalla cooperativa Kairos, ha lo scopo di favorire la collaborazione tra cittadini, istituzioni e organizzazioni locali per la cura, la gestione condivisa e la rigenerazione dei beni comuni urbani di questo popoloso territorio nel settore nord-orientale della Capitale.
Questo Patto, in vista dell’avvio di un percorso finalizzato alla sua formalizzazione, sarà lanciato venerdì 4 ottobre dall’Istituto “Zaveria Cassia”, quale ente proponente, dal Municipio IV, rappresentato da Annarita Leobruni, vicepresidente e assessore alla Scuola, e dalla rete delle scuole del IV Municipio, con la presenza del coordinatore, il dirigente scolastico prof. Paolo Lozzi. L’iniziativa sarà presentata nel corso del convegno organizzato da Kairos dal titolo “New deal in educational contest: dalla pedagogia del ‘900 alle avanguardie educative”, sempre presso lo “Zaveria Cassia” (via Corridonia 40, ore 14:30).
Questo Patto di Collaborazione segue il modello già proposto in altre realtà dall’associazione Laboratorio per la Sussidiarietà (Labsus) e dal prof. Gregorio Arena, già docente di Diritto Amministrativo presso l’Università di Trento e presidente emerito di Labsus. In particolare, prevede la promozione di iniziative concrete di amministrazione condivisa, in relazione all’art. 118 della Costituzione, e quindi di inclusione sociale, educazione, cultura e sostenibilità ambientale. L’obiettivo è di valorizzare le risorse locali e migliorare le condizioni sociali ed economiche del quartiere, attraverso la partecipazione attiva dei cittadini e il coinvolgimento delle comunità locali.
“Il quartiere di San Basilio è caratterizzato da significative sfide legate a difficoltà sociali, economiche e ambientali, come la povertà diffusa, la disoccupazione e il disagio giovanile”, spiega il presidente di Kairos, Alessandro Capponi. “Ciò fa da contrappeso però ad un grande senso di appartenenza al quartiere, alle sue radici, dove da sempre la popolazione vive concrete esperienze di solidarietà sociale e si batte per la lotta dei diritti primari, quali la casa, la sicurezza, il lavoro e la formazione delle giovani generazioni, rendendola un’area con notevoli potenzialità di sviluppo e miglioramento del benessere complessivo.
L’obiettivo del nostro Patto”, sottolinea Capponi, “è di potenziare le risorse educative, culturali e sociali, con lo scopo di fornire opportunità di apprendimento, di sport, di crescita personale e sviluppo professionale soprattutto per le fasce più vulnerabili della popolazione, come i giovani, gli anziani, le donne e i nuovi cittadini”.
Diverse realtà hanno già manifestato l’interesse a partecipare al Patto di Collaborazione per San Basilio: Associazione Centro ELIS, Dianova Cooperativa Sociale, Centro Anziani APS, Associazione KORA del Municipio III, Centro Antiviolenza Spazio Donna San Basilio, Protezione Civile Centro Radio Est, Croce Rossa Italiana Municipio IV, Wellness Village, ASD POLAS, IV Distretto Sanitario ASL RM2, Commissariato Polizia San Basilio, ASI, Parrocchia di San Basilio, Gruppo Scout Agesci Rm76, ASD Virtus Pionieri San Basilio, Suore Sacramentine di Bergamo e singoli cittadini attivi nel quartiere.
Il programma del convegno, che si svolgerà dal 3 al 5 ottobre all’Istituto “Zaveria Cassia”, vedrà anche una serie di sessioni formative per il personale docente e amministrativo della cooperativa Kairos, che gestisce attualmente 58 servizi educativi in 44 sedi scolastiche in diverse regioni italiane. Interverranno esperti di levatura nazionale del mondo della scuola e dell’università, come il dirigente scolastico prof. Federico Marchetti, tra i massimi esperti in Italia dell’approccio “Dada – Scuola senza zaino”, e il prof. Roberto Farnè dell’Università di Bologna, caposcuola e massimo esponente in Italia dell’Outdoor Education, già professore ordinario in Didattica generale e oggi docente di Pedagogia del gioco e dello sport.
(Foto: Kairos)
Papa Francesco: mettiamo a frutto i talenti
“Il Vangelo di oggi ci presenta la parabola dei talenti. Un padrone parte per un viaggio e affida ai servi i suoi talenti, ovvero i suoi beni: capitali, i talenti erano un’unità monetaria. Li distribuisce in base alle capacità di ciascuno. Al ritorno chiede conto di ciò che hanno fatto. Due di loro hanno raddoppiato quanto ricevuto e il signore li loda, mentre il terzo, per paura, ha seppellito il suo talento e può solo restituirlo, ragione per cui riceve un severo rimprovero”.
Vanessa Palucchi: il Terzo Settore è necessario per il welfare italiano
“L’attuale sistema di welfare risulta essere frammentato e non in grado di garantire la presa in carico tempestiva, globale e continuativa di chi si trova in condizioni di fragilità, marginalità o è a rischio esclusione sociale. E’ un sistema che non riesce a promuovere quella coesione sociale imprescindibile per superare le diseguaglianze e contrastare le crescenti forme di povertà, oltre che per affrontare le emergenze sanitarie, economiche e sociali. E che deve, quindi, essere progressivamente sostituito da un modello inclusivo basato sul riconoscimento dei diritti”:
Il papa riforma il Libro VI del Codice di Diritto Canonico
“E il Pastore è chiamato a esercitare il suo compito ‘col consiglio, la persuasione, l’esempio, ma anche con l’autorità e la sacra potestà’, giacché la carità e la misericordia richiedono che un Padre si impegni anche a raddrizzare ciò che talvolta diventa storto. Procedendo nel suo pellegrinaggio terreno, sin dai tempi apostolici, la Chiesa si è data regole di condotta che nel corso dei secoli hanno composto un coeso corpo di norme vincolanti, che rendono unito il Popolo di Dio e della cui osservanza sono responsabili i Vescovi. Tali norme riflettono la fede che noi tutti professiamo, dalla quale traggono la loro forza obbligante, e su di essa fondate, manifestano la materna misericordia della Chiesa, che sa di aver sempre come fine la salvezza delle anime”.




























