XXIII Domenica del Tempo Ordinario: la vera Sapienza!

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Come definire la Sapienza? E’ un termine la cui radice è identica a ‘sapore’; è un vero dono di Dio; è sapiente chi assapora ciò che conosce, assapora la verità di Dio e la realizza nel quotidiano. Sapienza è perciò aderire con il cuore a ciò che si conosce con il cervello ed attuarlo nelle opere. E’ perciò una scelta esistenziale. Nella Chiesa i veri sapienti sono i “Santi” perchè hanno saputo regolare la propria vita ai comandamenti  ed hanno saputo affermare la verità con il martirio.

Nel Vangelo si parla che molta gente seguiva Gesù; ma seguire Gesù non è partecipare ad un corteo trionfale ma condividere il suo amore misericordioso. L’opera di Gesù è infatti un’opera di misericordia, perdono e amore. Essere con Gesù significa accettare Cristo che muore in croce per salvarci: ‘per crucem ad lucem’. Il vero cristiano non ama la sofferenza per la sofferenza ma accetta la croce come strumento di salvezza. Nel brano del vangelo troviamo la risposta vera e concreta al problema della Sapienza. Molta gente andava da Gesù,  con Gesù; ma essere davvero con Gesù significa vivere un cristianesimo autentico e serio; significa fare bene i conti affrontando rischi e difficoltà.

Cristiano vero è colui che si distacca da tutto e si ritrova a vivere la logica del Vangelo, la logica dei figli di Dio. Da qui le due parabole del brano del vangelo: quella di colui che deve costruire una torre e prima fa i calcoli perché nessuno gli rida in faccia dicendo: costui voleva costruire ma non è riuscito a portare a termine il lavoro; la parabola del re che va alla guerra ma prima fa i conti per vedere se può riuscire a vincere l’avversario. La scelta del cristiano comporta costanza, coraggio, senso di responsabilità nel realizzare il fine ultimo della propria vita.

Non si tratta di ‘odiare’ ma di amare i valori veri ed eterni; il primo avversario da combattere è il nostro egoismo, la nostra superbia ed orgoglio  che spesso  collocano il nostro io al posto di Dio. Ecco la vera Sapienza: vincere è amare, amare è servire, come Cristo Gesù che ‘non è venuto  per essere servito ma a servire e a dare la vita per tutti’. I problemi della vita vanno trattati senza superficialità ma con vera serietà.

Vivere con una fede viva che ci porti ogni giorno a progredire, consapevoli delle parole di Gesù: ‘Se il chicco di grano non muore, non può germogliare, fiorire, fruttificare’; ad astra per aspera; si entra in cielo solo attraverso la porta stretta. L’uomo veramente sapiente è colui che non si lascia travolgere dalle cose, dagli avvenimenti quotidiani e in ogni circostanza riesce a salvaguardare il primato dell’amore.  La sapienza cristiana non è erudizione o semplice scienza, ma è assaporare ciò che si conosce dalla fede e dall’insegnamento cristiano.

La sapienza cristiana, che scende dall’alto ed insegna all’uomo la via del cielo, è dono di Dio e frutto dello Spirito Santo che abbiamo ricevuto nel sacramento del Battesimo. L’uomo è fragile, ma Dio è grande e misericordioso e non si lascia vincere in generosità. Bisogna chiedere la sapienza del cuore con la preghiera, con fede profonda e con fermezza di spirito. Se la vita eterna è il fine ultimo , bisogna agire con rettitudine, costanza, perseveranza e rinuncia.

Come vedi non si tratta di odiare padre, madre, figli, suoceri  … ma di amare Dio ed i fratelli e  lodare e ringraziare Dio grande e misericordioso, sempre il primo ad amarci. Se Gesù è il sole, Maria è l’aurora che preannuncia il suo sorgere; la Santissima Vergine, madre di Gesù e nostra, interceda sempre per noi: Maria rivolga a noi i suoi occhi misericordiosi e ci apra la via a Cristo Gesù via, verità e vita.

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