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Marco Frisina ricorda Giovanni Paolo II a 42 anni dall’attentato

A 42 anni dall’attentato a san Giovanni Paolo II, sabato 13 maggio (memoria della beata Vergine Maria di Fatima) la diocesi di Macerata ha dedicato un concerto, ‘Totus Tuus’, con 200 coristi delle corali del territorio maceratese (coro ‘San Francesco’ di Macerata, coro ‘San Vincenzo Maria Strambi’ di Macerata, coro ‘Figli della Luce’ di Macerata, corale ‘San Francesco’ di Montelupone, ‘Grace choir’ di Urbisaglia, coro ‘San Francesco’ di Recanati, coro ‘Santa Maria in Monntemorello’ di Recanati, corale ‘G. Bonagiunta’ di San Ginesio, corale ‘P. Giorgi’ di Montecassiano, ‘Pueri Cantores’ di Macerata, coro ‘Santa Maria delle Vergini’ di Macerata, coro ‘Sibilla’ di Macerata), accompagnati da 20 musicisti dell’Orchestra ‘Sinfonietta Gigli’ di Recanati sotto la direzione del consultore del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione e rettore della basilica di Santa Cecilia in Trastevere, maestro mons. Marco Frisina, biblista e compositore, proponendo un repertorio di canti liturgici della tradizione popolare, dedicati alla Madre di Dio:

9 Maggio: per non dimenticare tre anniversari

Sono state molte le iniziative con le quali la Chiesa agrigentina ha ricordato il trentennale della visita di san Giovanni Paolo II, iniziate con l’incontro sul tema ‘A trent’anni dalla visita di Papa Giovanni Paolo II. Come è mutata la mafia? Quale sentiero ha percorso la Chiesa?’ con gli Interventi di Giuseppe Pignatone, presidente del Tribunale dello Stato della Città del Vaticano, di mons. Antonino Raspanti, vescovo di Acireale e presidente della Cesi, e di mons. Alessandro Damiano, arcivescovo di Agrigento, culminata con la celebrazione eucaristica, durante la quale il card. Stanislao Dziwisz, segretario di papa Wojtyla, ha donato all’Arcidiocesi una reliquia ex sanguine di san Giovanni Paolo II.

Il presidente Mattarella invita a non dimenticare gli olocausti

I ‘banchi di prova’ che l’Europa ha di fronte non possono essere superati andando in ordine sparso, inseguendo ciascuno i propri ‘interessi nazionali’: nell’ultimo giorno della visita in Polonia il presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, ha tenuto la prolusione all’università Jagellonica di Cracovia, in cui hanno studiato Niccolò Copernico e Karol Wojyjla, oltre allo stesso presidente polacco Andrzej Duda.

Negli store digitali la compilation del Festival della Canzone Cristiana, distribuita da ‘La Gloria’

Il Sanremo Cristian Music Festival, Festival della Canzone Cristiana Sanremo 2023 https://www.sanremofestivaldellacanzonecristiana.it/,  dopo il grande successo riscosso nella seconda edizione, si conferma il più importante festival cristiano in Italia.

Anìma ha vinto la seconda edizione del Festival della Canzone Cristiana Sanremo 2023

Francesca Samarati, in arte Anìma, di San Donato Milanese, con la canzone ‘Ti verrò a cercare’, è la vincitrice della seconda edizione del Festival della Canzone Cristiana Sanremo 2023. A decretare la vittoria è stata la giuria collegata dalla sede di Firenze e dalla sede di Palermo, il cui presidente onorario è stato mons. Giovanni D’Ercole. Le votazioni sono state convalidate dall’avvocato Marco Monetti, Fondatore della Monetti e Associati.

I Papaboys al Festival della Canzone Cristiana Sanremo 2023

Nel corso del Sanremo Cristian Music – Festival della Canzone Cristiana Sanremo 2023, https://www.sanremofestivaldellacanzonecristiana.it/ che si terrà dal 9 all’11 febbraio 2023, nello Storico Teatro del Palazzo dell’Antico Ospedale di Sanremo, si è voluto attribuire, quest’anno, uno spazio rilevante e di spessore all’arte, accostandola alla musica e alla canzone Cristiana.

‘Non abbiate paura’: per non dimenticare i diritti umani

Sabato 10 dicembre ad Oslo sono stati assegnati i premi Nobel per la pace ad Ales Bialiatski, attivista bielorusso noto per il suo lavoro con il ‘Viasna Human Rights Centre of Belarus’, a ‘Russia’s Memorial’ ed ad ‘Ukraine’s Center for civil Liberties (Ccl)’.

Nella dichiarazione il presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella ha sottolineato il valore dei diritti umani: “E’ dal 10 dicembre 1948 che l’adozione della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani afferma il rispetto della persona e delle sue libertà fondamentali come diritto che appartiene a tutta l’umanità”.

Il presidente Mattarella ha richiamato le ultime drammatiche vicende riguardanti i diritti umani: “Il tema ‘Dignità, libertà e giustizia per tutti’ richiama, quest’anno, a traguardi che non sono stati raggiunti in tante parti del mondo.

Lo dimostrano drammaticamente la brutale aggressione subita dal popolo ucraino, la repressione contro quanti si oppongono alle violenze sulle donne, financo con inaccettabili sentenze capitali, e i tentativi di sopprimere le voci dei giovani che manifestano pacificamente per chiedere libertà e maggiori spazi di partecipazione.

Colpiti sono sempre i più vulnerabili e indifesi. La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani impegna tutti i membri della Comunità internazionale a comportamenti coerenti con tali altissimi e irrinunciabili principi”.

Bialiatski, prigioniero in Bielorussia, ha inviato un messaggio letto dalla moglie Natalia Pintchuk, che ha ritirato il Premio Nobel, in cui ha richiamato l’invito di san Giovanni Paolo II a non aver paura ad inizio del pontificato: “Non abbiate paura! Queste le parole che disse papa Giovanni Paolo II negli anni ’80 quando venne nella Polonia comunista. Allora non disse altro, ma fu sufficiente. Perché so che viene sempre la primavera dopo l’inverno”. Poche ma forti parole rivolte ad un mondo che si è dimenticato il valore dei diritti umani.

Nel frattempo Amnesty International fa sapere che venerdì 9 dicembre un tribunale di Mosca ha condannato Ilya Yashin, ex consigliere di un municipio della capitale russa, a otto anni e mezzo di carcere.

Yashin è stato giudicato colpevole di ‘aver consapevolmente diffuso false informazioni’ sulle forze armate russe, un reato introdotto dall’articolo 207.3 del codice penale dopo l’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina.

Secondo la pubblica accusa, in un post pubblicato su YouTube il 7 aprile, Yashin aveva ‘affermato sulla base di informazioni da lui ritenute credibili’ che le forze armate russe stavano uccidendo civili ucraini nella città di Bucha e aveva proseguito con espressioni ‘denigratorie’ nei confronti delle autorità russe.

Inoltre Amnesty International ha reso note le generalità e altri dettagli di almeno 44 minorenni uccisi dalle forze di sicurezza iraniane durante le proteste in corso e ha denunciato i metodi crudeli con cui le loro famiglie vengono costrette a restare in silenzio e sono ostacolate nello svolgimento di funerali e commemorazioni.

Secondo le ricerche di Amnesty International, 34 dei 44 minorenni sono stati uccisi da proiettili mirati al cuore, al capo e ad altri organi vitali. Altri quattro sono stati uccisi da pallini di metallo esplosi da breve distanza; cinque, tra cui una ragazza, sono morti a seguito di pestaggi; infine, una minorenne è morta dopo essere stata colpita al capo da un candelotto lacrimogeno.

L’età di 39 delle vittime di sesso maschile andava dai due ai 17 anni; una bambina aveva sei anni, le altre quattro tra i 16 e i 17 anni. I minorenni rappresentano finora il 14% del totale delle persone uccise durante le manifestazioni. In 12 casi le autorità iraniane hanno attribuito le loro morti ad ‘azioni di terroristi’, suicidi, overdose, morsi di cani o incidenti stradali.

Il 60% dei minorenni uccisi dalle forze di sicurezza apparteneva alle minoranze oppresse baluci e curda: 18 delle 44 vittime erano baluci, 10 curde. 

Di fronte a tali situazioni non possiamo chiudere gli occhi!

Il card. Sandri in Bulgaria per ricordare san Giovanni Paolo II

Il card. Leonardo Sandri, prefetto del dicastero per le Chiese Orientali, su invito della Conferenza Episcopale bulgara, nelle settimane scorse si è recato in Bulgaria per commemorare il XX^ anniversario del viaggio apostolico di san Giovanni Paolo II e per l’inaugurazione della radio cattolica ‘Radio Ave Maria’, che offrirà un servizio di informazione alle parrocchie.

Liturgia: la risposta (prevedibile) dei lefebvriani

La Fraternità sacerdotale di san Pio X (lefebvriani) è ormai ai margini anche del mondo dei tradizionalisti cattolici. La sua breve risposta alla lettera apostolica di papa Francesco, Desiderio desideravi, e al precedente motu proprio Traditionis custodes, va comunque rilevata. E archiviata. Datata 5 luglio, la nota accenna solo tre temi.

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