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L’università cattolica ha 100 anni: un contributo all’Italia

“Oggi si inaugura il centesimo anno accademico dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Le singolari circostanze, delle quali evidentemente non si può tacere, ci impongono una riflessione in cui convergono contingenza e prospettiva storica. Siamo in un’aula deserta, costretti a proteggerci, ma non abbiamo ragione di sentirci soli, perché questi spazi sono colmi della partecipazione e dell’affetto di tutti coloro che ci seguono a distanza e del lascito intellettuale e morale di tutti coloro che hanno reso vivo questo luogo nel corso della storia dell’Ateneo”.

Parole O_Stili e Istituto Toniolo: nella dad gli studenti hanno chattato, guardato i social e cucinato

“Dopo un anno di didattica a distanza, oltre il 40% degli studenti ha percepito un peggioramento nelle proprie attività di studio e il 65% fatica a seguire le lezioni. Il 96% durante la Dad ha chattato con i compagni, l’89% è stato sui social media, l’88% ha consumato cibo e il 39% ha cucinato”: è quanto emerge da una ricerca di ‘Parole O_Stili’ e Istituto Toniolo, condotta con il supporto tecnico di Ipsos, su oltre 3.500 studenti della scuola secondaria di secondo grado e su circa 2.000 insegnanti della scuola primaria e secondaria.

Il card. Petrocchi ricorda che gli aquilani sono popolo

Ancora una volta L’Aquila, con i 56 comuni, si è ritrovata, a 12 anni dall’evento, a ricordare nel silenzio della notte i morti sotto le macerie, mentre ancora la completa ricostruzione è ancora lontana. Ed anche quest’anno nessuna fiaccolata per le misure anti-Covid in atto, ma 309 rintocchi di campane e l’accensione di un braciere nei pressi della chiesa, acceso da un vigile del fuoco, Francesca Di Nino.

Mons. Redaelli: Gorizia crocevia privilegiato dell’incontro tra i popoli dell’Europa

Il nome di Ilario (Ilaro o Ellaro), associato a Taziano nel Martirologio geronimiano, coincide con quello del secondo vescovo dei catologhi aquileiesi. Un’antichissima tradizione vuole che il vescovo Ilario e il diacono Taziano abbiano subito il martirio sotto Numeriano il 16 marzo 284.

Libera invita a ‘ricordare e riveder le stelle’

La Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie giunge alla sua 26^ edizione: un periodo lungo che ha reso protagonista una vasta rete di associazioni, scuole, realtà sociali in un grande percorso di cambiamento dei nostri territori, nel segno del noi, nel segno di Libera e da qualche anno è anche riconosciuta ufficialmente dallo Stato, attraverso la legge n. 20 dell’8 marzo 2017.

Padre Panichella dal Brasile racconta la situazione

Qui ad Atalaia do Norte, nell’Amazzonia brasiliana, sul confine con il Perù non ci sono grandi novità in questi mesi. Da dicembre a febbraio in Brasile è tempo di vacanze, ritmo attenuato. C’è la morsa della pandemia del covid che qui viaggia su una trentina di casi nuovi al giorno, con diversi morti (non si sa  quanti perchè l’assessorato comunale della sanità attribuisce i decessi ad altre cause); su 13.000 abitanti hanno avuto ed hanno il virus 2.400 persone circa, cioè sul 15% della popolazione. La cosa é gravissima.

Il vescovo della nostra diocesi, Alto Solimões ha emesso un decreto per la diocesi di sospensione di tutte le attività pastorali. Così il comune. Quindi questa missione può  contare solo con la messa alla domenica al 30% di capienza, la consegna delle buste di alimenti e la preghiera e comunione nelle famiglie. Gli indigeni dei villaggi, circa 6.200 sono contagiati a loro volta dal covid.

Vi racconto un incontro:  giovedì scorso, durante il pisolino del pomeriggio hanno bussato e mi hanno chiamato: era la suora, di cui conosco la voce che mi chiamava e c’era alla porta un indigeno che parlava il portoghese chiedendomi di andare a benedire un morente, che non era mai guarito bene dal morso di un serpente. Il morente aveva questo desiderio…

Il fatto inedito è che José Nascumento era pagé, cioè ministro della religione etnica ‘Marubo’ e che spesso non accettava interventi medici dei ‘bianchi’. Il medico l’aveva abbandonato al suo destino da tre mesi. E’ un villaggio ad 8 km da Aralaia, strada di terra con buche profonde melmose con la mia moto guidata da un giovane. Arrivati lì siamo entrati nella ‘maloca’ (capanna di paglia indigena), piccola in verità e scura, con pochissima luce.

Credo che nessuno parlasse il portoghese tranne l’uomo che era venuto a cercarmi. Ho toccato il malato, che non reagiva, ho pregato il Signore, ho letto un tratto del vangelo di Giovanni; ho dato la benedizione con  l’acqua e ho tentato di conversare con i tanti presenti su alcune cose. Rispondeva colui che era venuto a chiamarmi. C’erano tante amache appese qua e là e mi hanno detto che lì dentro vivono tredici famigliari.

Ciò non è esattamente per la povertà, ma per un altro motivo molto valido, per conservare la loro cultura che amiamo e stimiamo! Passando ai progetti con i bambini, adolescenti e giovani, dovuto alla pandemia non si possono fare attività in presenza e quindi sono aiutati in casa e con le loro famiglie con borse di alimenti, in questa fase di estrema povertà e…fame.

Li ho visitati a gennaio. Il comune di São Paulo sta boicottando il centro SASF e si rischia di chiudere per mancanza di fondi. Meno male che voi aiutate. Grazie infinite. La Pasqua è giustamente Gesù,che è stato ucciso perchè scomodo, dando la vita a tutti e risorgendo glorioso. Diamo anche noi la vita.

Viaggio apostolico in Iraq: l’ong ‘Un Ponte per’ illustra la situazione

Questa mattina papa Francesco è partito per il 32^ viaggio apostolico in Iraq, dopo un anno di pausa dovuta al Covid 19, a distanza di 22 anni da quel viaggio sognato da san Giovanni Paolo II ad apertura del Giubileo del 2000. Nel 1999 il Paese era già in ginocchio a causa della sanguinosa guerra contro l’Iran (1980-1988) e per le sanzioni internazionali seguite all’invasione del Kuwait e alla prima guerra del Golfo. Il numero dei cristiani in Iraq era allora più di tre volte maggiore di quello attuale.

A Cosenza il Manifesto Culturale, Artistico e Poetico di GAIA

Nel bel mezzo di un centro storico, decadente e completamente abbandonato al tempo che passa, nasce un piccolo posto fatto di tante mani, che spazzano a terra, riparano pezzi rotti, tinteggiano muri sporchi, raccolgono la spazzatura o che semplicemente puliscono, perché è così che si fa! Ci si prende cura delle cose, perché è tra queste che viviamo e che ci fanno sembrare il mondo bello o brutto. Noi alla bellezza non vogliamo rinunciare, anche se tutto intorno crolla. Con questo manifesto vogliamo dire cosa siamo, cosa facciamo e cosa vogliamo”.

“In vide Vivo!” La fede di Divo Barsotti. Un libro che indaga sulla storia della salvezza

Il servo di Dio, don Divo Barsotti, è tra le più complete e carismatiche figure del novecento cattolico. Fine predicatore, la sua attività letteraria è varia e vasta, toccando con profondità le differenti sfaccettature del cristianesimo.

Oggi alle ore 18, in diretta streaming sul canale youtube di Aurelio Porfiri, “Ritorno a Itaca” e sulla sua fanpage di Facebook, si riflette sulla figura di don Barsotti, presentando anche il libro di meditazioni sulla fede, “In fide vivo!”.

Nel volume ci sono alcuni esercizi tenuti da padre Barsotti a Bagheria, in provincia di Palermo, dall’8 all’11 dicembre 1971, sul tema della fede. Per l’occasione il Religioso ripercorre la storia della salvezza, con la sapienza e la conoscenza che lo distinguono. Un testo inedito, apparso per la prima volta in forma stampata ed elettronica.

All’appuntamento, oltre al maestro e scrittore Aurelio Porfiri che modera l’incontro, interverranno i padri Agostino Ziino e Serafino Tognetti della Comunità dei Figli di Dio – fondata da Padre Barsotti – gli studiosi Guido Vignelli e Marco Vannini, i teologi mons. Nicola Bux e padre Giovanni Cavalcoli.

Papa Francesco: la Dottrina Sociale della Chiesa si fonda sulla realtà

Nella scorsa settimana un videomessaggio di papa Francesco ha chiarito l’attualità della Dottrina Sociale della Chiesa, partendo dalla realtà per curare le persone nella città. Ed alla Conferenza Internazionale dei giudici membri dei Comitati dei Diritti Sociali di Africa e America, papa Francesco ha ribadito alcuni temi del suo pensiero sociale, ribaditi nell’enciclica ‘Fratelli Tutti’:

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