280° giorno del #ArtsakhBlockade. Cronaca dal campo di concentramento della soluzione finale di Aliyev in Artsakh. Sottomettere gli Armeni con l’arma della fame in modo che, se e quando il Corridoio di Lachin riaprirà, se ne vadano

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[Korazym.org/Blog dell’Editore, 17.09.2023 – Vik van Brantegem] – Con il blocco dell’Artsakh/Nagorno-Karabakh «gli Azeri vogliono che moriamo per strada», è quello che gli Armeni – dichiarati da Ilham Aliyev “cittadini del Karabagh dell’Azerbajgian senza alcun diritto o garanzia di sicurezza particolare” – dicono sia un tentativo di Baku di costringerli alla sottomissione: pulizia etnica a tappe e genocidio al rallentatore.

«La mia passeggiata domenicale attraverso il viale principale di Stepanakert. Le persone raramente passano. Si sente parlare solo di cibo. Tutti hanno facce allarmate. Buona giornata» (Marut Vanyan, giornalista freelance in Karabakh/Artsakh – Email).

Sono necessarie tre azioni immediate:

1. Sanzioni contro il regime autocratico azero e i suoi massimi rappresentanti, in testa il clan Aliyev (le cui massime ricchezze si trovano in Occidente), in quanto responsabili delle atrocità di massa in corso nell’Artsakh/Nagorno-Karabakh.
2. Aperture immediato del Corridoio di Berdzor (Lachin) senza ostacoli per persone, veicoli umanitarie e private, merci umanitarie e commerciali. Ogni minuto conta visto la situazione umanitaria al collasso.
3. Riconoscimento al popolo armeno dell’Artsakh/Nagorno-Karabakh del diritto all’autodeterminazione. La discriminazione per motivi raziali e l’oppressione sistematiche sottolineano l’urgenza di questo riconoscimento. Il riconoscimento dell’indipendenza della Repubblica di Artsakh da parte della comunità internazionale è essenziale per l’esercizio del diritto fondamentale degli armeni a vivere in pace nelle loro terre ancestrali.

Il Nagorno Karabakh Observer nel pomeriggio e in serata di ieri, ha informato, che l’esercito di difesa della Repubblica di Artsakh è stato messo in massima allerta, aggiungendo che non c’è nessuna indicazione diretta dello scoppio imminente di una guerra, solo le normali segnalazioni di violazione del cessate il fuoco da parte dell’Azerbajgian, che sono diventate la nuova norma. Poi ha riferito di rapporti non ufficiali secondo cui l’Azerbajgian sta concentrando delle truppe lungo la linea di contatto con il Nagorno-Karabakh nella regione di Martakert. Inoltre, ha riferito di segnalazioni di camion dell’esercito di difesa della Repubblica di Artsakh in movimento da/per Stepanakert ad Askeran, vicino alla linea di contatto a est, lungo la strada che porta ad Akna (Aghdam), al centro dell’attenzione nei giorni scorsi come “rotta alternativa alla strada Lachin”.

Jean-Christophe Buisson, il Vice Direttore de Le Figaro Magazine, in un post su Twitter scrive: «Confusione sulla situazione a #Martakert nell’#Artsakh. Voci di bombardamenti azeri sugli Armeni smentite dal sindaco, che però sottolinea come gli Azeri abbiano concentrato nelle vicinanze molto equipaggiamento militare negli ultimi giorni. La tensione è quindi reale. Anche la nostra attenzione».

Il Centro di informazione della Repubblica di Artsakh alle ore 22.22 ha pubblicato un post sulla sua pagina Facebook, con il seguente messaggio del servizio stampa del Ministero della Difesa: «Relativamente ai movimenti e agli accumuli effettuati dalle forze armate azerbajgiane, in Artsakh è stato osservato una stato di allarme nella popolazione della Repubblica. A questo proposito, vi informiamo che la Repubblica di Artsakh segue la situazione 24 ore su 24 e informa immediatamente il pubblico in caso di sviluppi significativi. La diffusione di informazioni non verificate nella situazione attuale non contribuisce in alcun modo alla difesa del nostro Paese. Da notare anche che i servizi speciali nemici sono attivi nel fomentare situazioni di panico. Vi invitiamo a seguire le notizie ufficiali».

Il Centro di informazione della Repubblica di Artsakh alle ore 22.43 pubblicato sulla sua pagina Facebook il seguente post: «Cari compagni compatrioti, in caso di cambiamento nella situazione sulla linea di contatto, il servizio stampa del Ministero della Difesa informerà immediatamente il pubblico. Esortiamo a non parlare di sicurezza e questioni militari nei social network e nelle conversazioni telefoniche, in quanto si ciò potrebbe danneggiare la difesa della Repubblica di Artsakh. Vi esortiamo a mostrare moderazione e di seguire solo le notizie ufficiali».

Ani Badalyan, Portavoce del Ministero degli Esteri dell’Armenia in un post su Twitter ha affermato: «Apprezzate le dichiarazioni chiare e mirate espresse durante l’audizione “Valutazione della crisi nel Nagorno-Karabakh” [al Senato] negli Stati Uniti [QUI], sul contenimento dell’escalation della situazione nel Caucaso meridionale, sulla prevenzione della pulizia etnica nel Nagorno-Karabakh, sottolineando che il Corridoio di Lachin dovrebbe essere sbloccato e che i diritti e la sicurezza della popolazione armena dovrebbero essere affrontati. I rispettivi passaggi, un forte coinvolgimento internazionale e l’implementazione sono fondamentali».

Il 16 settembre, 8 pazienti del Centro Medico Repubblicano della Repubblica di Artsakh, insieme ai loro accompagnatori, sono stati trasferiti nei centri medici specializzati della Repubblica di Armenia con la mediazione e l’accompagnamento del Comitato Internazionale della Croce Rossa. Lo riferisce il Ministero della Salute della Repubblica di Artsakh, aggiungendo che 18 bambini sono attualmente ricoverati nell’unità medica Arevik, di cu 3 nel reparto neonatale e di rianimazione. 72 pazienti sono ricoverati presso il Centro Medico Repubblicano, di cui 6 pazienti nel reparto di terapia intensiva, 4 dei quali in condizioni critiche.

Dal canale Telegram delle forze di mantenimento della pace russe in Nagorno-Karabakh, 14 settembre 2023, inusualmente chiaro e schietta, riferendo come stanno le cose senza parafrasi fumose diplomatiche:
«Il Ministro della Difesa armeno ha discusso con il comandante in capo delle forze di terra delle forze armate russe e il nuovo comandante del contingente di mantenimento della pace russo la situazione nella regione.
Il 14 settembre 2023, il Ministro della Difesa della Repubblica di Armenia, Suren Papikyan, ha ricevuto il comandante in capo delle forze di terra russe, il Generale dell’esercito Oleg Salyukov, e il nuovo comandante del contingente di mantenimento della pace della Federazione Russa nel Nagorno-Karabakh, il Maggiore generale Kirill Kulakov. Il Ministro della Difesa ha salutato il comandante del contingente di mantenimento della pace e gli ha augurato successo nella missione di mantenimento della pace.
Le parti hanno discusso della situazione al confine armeno-azerbajgiano e nell’area di responsabilità delle forze di mantenimento della pace. È stata inoltre sollevata la questione di aumentare l’efficacia della missione del contingente di mantenimento della pace.
Il Ministro della Difesa ha presentato i dati sui movimenti e le concentrazioni delle forze armate azere lungo i confini, sulle provocazioni, sulle sparatorie e sulla diffusione della disinformazione. Ha inoltre sottolineato la necessità di una rigorosa attuazione di tutti i punti della dichiarazione trilaterale del 9 novembre 2020 e l’importanza degli sforzi volti a sbloccare rapidamente il Corridoio di Lachin».

Dal canale Telegram delle forze di mantenimento della pace russe in Nagorno-Karabakh, 16 settembre 2023
«Il 16 settembre 2023, 80 persone hanno lasciato il Karabakh per l’Armenia attraverso il Corridoio di Lachin.
I residenti dell’Armenia e del Nagorno-Karabakh si sono rivolti al punto di accoglienza dei cittadini del contingente di mantenimento della pace russo in Karabakh: studenti di università armene e straniere, nonché specialisti e lavoratori che, a causa del blocco da parte dell’Azerbajgian, hanno perso il lavoro e non potevano ritornare al loro luogo di residenza permanente.

I rappresentanti del contingente della mantenimento della pace russo in Nagorno-Karabakh hanno organizzato il trasporto e la scorta di queste persone attraverso il Corridoio di Lachin, hanno monitorato il loro passaggio attraverso il punto di controllo di frontiera sul lato azerbajgiano, hanno aiutato a caricare e consegnare i bagagli e hanno offerto l’opportunità di viaggiare su comodi autobus».

Ovviamente, come di consueto l’operazione è stato filmato come un reality show dai media statali azeri, con le solite interviste, e riportato da Adnan Huseyn («Circa 80 persone di nazionalità armena hanno attraversato oggi liberamente il valico di frontiera di Lachin in direzione di Khankendi-Gorus. Alcuni avevano cittadinanza e passaporti russi. Dopo un controllo documentale è stato garantito il loro regolare movimento»), il tutto rilanciato dai troll azeri, come prova che “non c’è un #ArtsakhBlockade” e “la strada Khankendi-Goris è aperta”.

Il movimento pubblico Fronte per la Sicurezza e lo Sviluppo dell’Artsakh ha rilasciato una dichiarazione riguardante la distribuzione di pacchi alimentari – come si nota dalle foto con prodotti di fabbricazione russa – per le donne incinte. Secondo la dichiarazione, le donne incinte registrate presso l’Associazione medica regionale di Martuni hanno diritto a ricevere pacchi alimentari ipercalorici appositamente progettati per le donne incinte distribuiti dal Fronte per la Sicurezza e lo Sviluppo dell’Artsakh. Per ottenere questi pacchi il destinatario o un suo familiare è pregato a presentare un documento di riconoscimento valido a nome del destinatario.
Il Comitato esecutivo del Consiglio del Fronte per la Sicurezza e lo Sviluppo dell’Artsakh è coordinato da Ruben Vardanyan, già Ministro di Stato della Repubblica di Artsakh.

Arshak Abrahamyan, membro del movimento pubblico Fronte per la Sicurezza e lo Sviluppo dell’Artsakh, ha pubblicato sulla sua pagina Facebook le foto di quelle che sembrano dei piccoli panini, che è riuscito ad acquistare venerdì 15 settembre dopo aver fatto la fila per il pane per diverse ore: «A Stepanakert, questi sono considerati pirozhki [in riferimento ai fagottini ripieni tipici della tradizione culinaria russa, in questo caso senza un ripieno] e vengono venduti a 200 dram al pezzo. Ieri sono stato in fila per tutta la notte e poiché avevano assegnato meno farina al panificio, avevano deciso di preparare almeno “pirozhki”. Li ho presi da loro».

«Stamattina ho camminato per 3 km per arrivare al mercato sperando di trovare carne, verdura o frutta venduta dagli abitanti dei villaggi. Non c’era niente, tranne alcuni sottaceti, erbe e zucche, che sono di stagione» (Siranush Sargsyan, giornalista freelance nel Nagorno-Karabakh assediato).
Ecco, che mercato ricco provvisto di tutto, manca solo una torta per organizzare un fantastico matrimonio appositamente per il rappresentante dell’Azerbaigian all’ONU o per i troll azeri a cui piace postare filmati di grassi ospiti Armeni che ballano durante una festa di matrimonio (peccato che non fanno vedere tutto questo magnifico cibo che è disponibile in Karabagh in Azerbajgian a prova che il #ArtsakhBlockade è inventato dai criminali separatisti di Khankendi).
Chi avrebbe fornito tutti questi prodotti che nelle foto si vedono esposti sulle bancarelle del mercato: Azeri, alieni o altri bravi ragazzi pieni di umanesimo con la casacca della Mezzaluna azera, riciclati eco-attivisti del blocco del Corridoio di Lachin?

Il HALO Trust, una delle due ONG internazionali (con il Comitato Internazionale della Croce Rossa) ancora operative nell’Artsakh/Nagorno-Karabakh, riferisce della situazione sul campo [QUI].
HALO sta implementando un programma di assistenza finanziaria rivolto ai membri vulnerabili della comunità, come le donne incinte e gli anziani, i cui redditi sono stati drasticamente colpiti dagli effetti della carenza di beni e non possono più permettersi il poco cibo disponibile.
Nonostante queste sfide, HALO ha continuato il suo lavoro salvavita. Con la sospensione anche del razionamento del carburante, l’attenzione si è spostata sui compiti nelle vicinanze di Stepanakert per preservare questa risorsa limitata. HALO rimane impegnata a schierare le sue squadre di sgombero delle mine per eliminare la minaccia di contaminazione mortale nella regione. Attraverso questi sforzi, continua a migliorare la vita delle famiglie e dei bambini nel Nagorno-Karabakh, consentendo loro di vivere liberamente senza paura, curare in sicurezza i loro giardini e sostenersi durante il periodo di carestia.
Dal 2000, HALO ha ripulito quasi 500 campi minati nel Nagorno-Karabakh, rendendo il territorio sicuro e trasformando la vita della popolazione. I volontari di HALO visitano scuole e comunità per insegnare alle persone, soprattutto ai bambini, come rimanere al sicuro finché tutte le mine non saranno scomparse.
Ma le mine antiuomo non sono l’unica sfida. Il 27 settembre 2020, nel Nagorno Karabakh sono scoppiati i peggiori combattimenti degli ultimi decenni, con molte famiglie costrette a fuggire dalle proprie case. Il 9 novembre 2020 è stato concordato un cessate il fuoco, ma le case, le strade e i giardini sono rimasti disseminati di esplosivi. L’attenzione di HALO ora in Karabakh è sulla rimozione di munizioni a grappolo e altri ordigni inesplosi da centri abitati chiave come Stepanakert, Martakert e Martuni. Ciò garantirà la sicurezza della popolazione rimanente e delle famiglie sfollate che fanno ritorno nelle loro case.

Segnaliamo
Perché questo blocco porta alla fame e alla minaccia di guerra di Iris de Graaf – NOS, 16 settembre 2023 [QUI] https://nos.nl/video/2490638-waarom-deze-wegblokkade-tot-honger-en-oorlogsdreiging-leidt: «Il Nagorno-Karabakh è tagliato fuori dal mondo esterno da nove mesi. L’unica strada di accesso alla regione armena dell’Azerbaigian è bloccata, provocando una crisi umanitaria. La NOS [la più grande televisione dei Paesi Bassi] è andata a vedere il Corridoio di Lachin bloccato per riferire sulla situazione attuale. La corrispondente Iris de Graaf spiega come è nata la situazione».
ARTSAKH-29072023_06 NOI PREGHIAMO IL SIGNORE PER QUESTO MIRACOLO
NON DOBBIAMO SPERARE CHE VENGA DAGLI UOMINI,
QUELLO CHE SOLO IL SIGNORE POTREBBE DARCI

Indice – #ArtsakhBlockade [QUI] https://www.korazym.org/83192/indice-artsakhblockade-in-aggiornamento/


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