I 5 motivi per dire NO alla Carriera Alias

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[Korazym.org/Blog dell’Editore, 29.11.2022 – Vik van Brantegem] – Ormai da molti mesi – se non anni – la nuova frontiera dell’indottrinamento ad opera del movimento LGBTQAI+ è quello di fare pressione sulle scuole italiane affinché adottino la “carriera alias”, uno strumento per trattare alunni e studenti sulla base della loro “identità di genere” auto-percepita e non del sesso biologico maschile o femminile. Più di 130 scuole italiane hanno già introdotto la “carriera alias” nei loro regolamenti interni.

Ma perché la Carriera Alias è assolutamente qualcosa di illegale e pericoloso per i ragazzi e perché dire di no a questa procedura? Non rispetta la legge, non rispetta la scienza, non rispetta i giovani, non rispetta le famiglie e non rispetta la scuola.

1. Non rispetta la legge
Non esiste alcun fondamento giuridico che consenta alle scuole di adottare la “carriera alias” per nominare gli alunni in base al genere scelto, diverso dal sesso biologico, adattando di conseguenza l’accesso a bagni e spogliatoi. I dati anagrafici possono essere modificati solo con apposita sentenza del Tribunale, rispettando una specifica procedura legale.

2. Non rispetta la scienza
Un Tribunale consente il cambio dei dati anagrafici solo dopo aver verificato, con specifiche diagnosi mediche, che la persona interessata sia realmente affetta da disforia di genere. Per attivare la “carriera alias”, invece, le scuole non richiedono nessuna diagnosi clinica, ma solo un’autodichiarazione in cui si afferma che l’identità di genere è diversa dal sesso di nascita e si chiede solo di prenderne atto.

3. Non rispetta i giovani
Durante l’adolescenza possono verificarsi dei fisiologici momenti di incertezza sulla propria identità. Normalmente, queste fasi passano con la piena maturazione sessuale. Con la “carriera alias” la scuola può rafforzare nell’adolescente l’idea di essere “nato nel corpo sbagliato”, spingendolo a intraprendere percorsi per la “transizione sociale” (cambiare nome, abiti, etc) o addirittura il “cambio di sesso” (bombardamenti ormonali e interventi chirurgici). Si viola così il principio di precauzione, spesso con danni psicofisici traumatici e irreversibili.

4. Non rispetta le famiglie
Le scuole approvano la “carriera alias” senza informare in modo completo e corretto le famiglie, violando il patto di corresponsabilità educativa su cui si fonda l’alleanza tra genitori e scuola. Inoltre, si prevede che dopo i 14 anni l’alunno possa chiedere di attivare la “carriera alias” senza nemmeno il consenso dei genitori!

5. Non rispetta la scuola
La “carriera alias” obbliga tutta la scuola (docenti, studenti, genitori, personale amministrativo) ad accettare senza possibilità di critica o dissenso l’autodichiarazione di un alunno sulla propria identità di genere, diversa dal sesso biologico. Chi non si adegua, potrà essere accusato di atteggiamento “discriminatorio” o “transfobico” e incorrere in sanzioni disciplinari o legali.

Firma la petizione “Stop gender nelle scuole”

Basta confondere l’identità sessuale di bambini e adolescenti con corsi e attività ideologiche nelle scuole, con la “carriera alias” e i “bagni neutri”. Il Governo e il Parlamento devono intervenire per bloccare questo bombardamento e aumentare gli strumenti per difendere la libertà educativa della famiglia.

Già quasi 60.000 persone hanno firmato.

Firma QUI.

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