«Geen Limburgse bloemen meer met Pasen voor de Paus». Addio ai fiori dai Paesi Bassi per la Pasqua in piazza San Pietro? Si salverà la tradizione?

Dopo un’iniziativa durata quasi 40 anni, gli sponsor nei Paesi Bassi hanno deciso di terminare l’iniziativa “Bloemen voor de Paus” (I fiori per il Papa) per Pasqua. L’ha fatto sapere il 26 gennaio 2022 verso mezzanotte, con un comunicato stampa sulla sua pagina Facebook [QUI], il project manager e capo arrangiatore Paul Deckers (aka Paulus Floralus) di Posterholt, nella provincia del Limburg dei Paesi Bassi: «Non rientra più nella strategia di marketing degli sponsor». Quindi, non si trovano sponsor disposti a pagare per gli addobbi floreali da mandare in Vaticano per Pasqua.

Il fiorista ha ricevuto nel 2015 da Papa Francesco l’onorificenza Croce pro Benemerenti per il suo lavoro in piazza San Pietro. “Questo è stato il coronamento del mio lavoro”, ha detto Deckers, che sottolinea che non avrebbe potuto raggiungerlo senza il suo team, i coltivatori, le altre parti coinvolte e ovviamente i predecessori. Il progetto è stato avviato nel 1985 dai fratelli Van der Voort. “Sul letto di morte mi hanno detto: ‘Non capisco come lo gestisci ogni anno’. È fantastico quello che abbiamo ottenuto tutti insieme”.

Una tradizione che è andata avanti per 35 anni e che vedeva i fioristi dei Paesi Bassi a fare a gara per poter donare al Papa i fiori per decorare il sagrato della Basilica di San Pietro durante le celebrazioni pasquali, adesso subisce la battuta d’arresto. Anche qui, “la crisi provocata dal Covid-19” viene invocato come colpevole… e comoda (economica) foglia di fico.

Il caso è riportato dai giornali nei Paesi Bassi [QUI], che mettono in evidenza che il fiorista storico incaricato del trasporto e degli addobbi a Posterholt nel Limburg non riesce a trovare degli sponsor disposti ad accollarsi il costo dell’operazione. Quindi, non vedremo più la piazza San Pietro addobbata con il mare di fiori provenienti dai Paesi Bassi? Basta alle rose, i narcisi, i tulipani, i gigli e i giacinti che arrivarono freschissimi con dei camion refrigerati dal Nord e venivano sistemati da una squadra di 30 fioristi coordinati da Paul Deckers. Quindi, non sentiremo più il Papa pronunciare la frase nella mia lingua durante la benedizione Urbi et Orbi: «Bedankt voor de bloemen» (grazie per i fiori)? Peccato, ma cosa volete, se per il marketing la cosa romana non tira più, tutto finisce qui e niente più fiori dai Paesi Bassi per Pasqua, una tradizione iniziata con il Papa San Giovanni Paolo II, proseguita con il Papa emerito Benedetto XVI e che si ferma con il Papa regnante Francesco?

Si salverà la tradizione?

Abbiamo messo punti interrogativi, perché sebbene Deckers si è ritirato per mancanza di sponsor, la tradizione potrebbe ancora essere salvata. La Friezenkerk (la Chiesa nazionale dei Frisoni) a Roma vuole che i fiori dai Paesi Bassi rimangano in piazza San Pietro con la benedizione papale Urbi et Orbi, come si apprende da un comunicato del 27 gennaio 2022 [QUI], riportiamo nella nostra traduzione italiana dal neerlandese:

«Ripartenza per i fiori per il Papa – “I fiori per il Papa” riparte. Lo ha annunciato il Consiglio della Chiesa frisone di Roma in risposta alle domande. Giovedì 27 gennaio è stato annunciato che il progetto dell’addobbo floreale per la Pasqua sulla piazza San Pietro nell’attuale forma organizzativa non potrà più avere luogo. La Chiesa frisone si sta ora concentrando sullo stato di avanzamento del progetto. “Il gesto floreale dai Paesi Bassi al Papa a Roma e dalla provincia della Chiesa nei Paesi Bassi alla Chiesa Universale è troppo speciale per non dare ulteriore seguito”, ha affermato il Tettore Antoine Bodar a nome della Chiesa frisone. Sono in corso consultazioni con varie parti interessate nei Paesi Bassi che hanno indicato di voler sostenere il progetto. Si prevede quindi che anche quest’anno, a Pasqua, la piazza San Pietro sarà addobbata con fiori provenienti dai Paesi Bassi».

Totalmente sorpreso

Si apprende che Deckers è totalmente sorpreso da quella notizia diffusa dalla Chiesa frisone. “Se questo fosse vero, allora è molto strano che io non sia stato informato. Questo in realtà succede alle mie spalle. Ho lavorato per questo per anni, quindi è strano che non verrei contattato per questo”, così ha dichiarato Paul Deckers.

Intervista a Paul Deckers per KRO-NCRV, 4 gennaio 2021.

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