Senza titolo

Prima di leggere un testo, è importante farsi un’idea del contenuto del testo stesso. Quindi, è bene fare attenzione al titolo, osservare le immagini, valutare la struttura e magari fermarsi a metà lettura ed immaginare cosa intende comunicarci l’autore.

Ebbene, chi mi segue ha già intuito il mio modo atipico e imprevedibile con il quale approccio alle varie argomentazioni; amante delle “strade impervie”, le stesse che conducono ad un sapere libero.

Infatti, ho deliberatamente omesso il titolo, ma vi offro un piccolo indizio con due frasi celebri: “Più piccola è la mente, più grande è la presunzione” (Esopo). “Riguardo all’arroganza i violenti la soffrono, ma i saggi la deridono” (Tito Livio).

La nostra è una società che si basa su atteggiamenti classisti ed elitari. Atteggiamenti ampiamente diffusi, perniciosi e solitamente sintomi esclusivi del diritto arrogante di una abbondante cerchia di individui che credono, per motivi intriseci di sentirsi migliori degli altri; solo perché appartenenti ad un’élite chiassosa che si oppone ai tentativi virtuosi di poter livellare le opportunità che la società offre. E questo perché trasudano di arroganza classista. Un’élite disperata che si aggrappa al proprio status e con la stessa disperazione e ambiguità cerca di assicurare i propri privilegi alla sua diretta discendenza. Ma di consueto assistiamo a spettacoli gratuiti e senza tempo, dove le uniche cose che restano in piedi sono la disperazione.

Questa élite, che piaccia o meno, è la causa dei mali della nostra società; poiché è molto difficile mettere in atto misure a contrasto delle disuguaglianza ed è sempre questa élite, che si oppone all’onesta realizzazione della meritocrazia.

Tutti dobbiamo sentirci responsabili nei confronti delle generazioni future, pronti ad apportare cambiamenti sociali, politici e culturali che potrebbero almeno rendere la società più egualitaria. Pertanto, il diritto arrogante di questa élite, che disprezza chi non appartiene alla loro ristretta cerchia, deve essere assolutamente ostacolato.

Per sostituire l’arroganza di questo classismo e di questo elitarismo, deve essere progettato un atteggiamento più ricettivo a contrastare le ingiustizie e le disuguaglianze, attraverso metodi di ridistribuzione economica e politica, volta ad offrire a tutti la possibilità di far emergere talenti intrinseci, soffocati dall’élite.

Dobbiamo farla finita con questo egoistico classismo, che blocca il progresso.

Valentina Villano

Foto di copertina: un foglio bianco.

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