Numeri ufficiali Covid-19 del 24 febbraio 2021. Crisanti: “In Italia si sbaglia tutto quello che si può”. “Non sappiamo quanto il virus si diffonde nelle scuole”

Spetta allo Stato, non alle Regioni, determinare le misure necessarie al contrasto della pandemia. Lo ha stabilito la Corte costituzionale, accogliendo il ricorso del Governo contro la Legge anti-Dcpm della Valle d’Aosta.

– Come (e se) è possibile controllare un’epidemia
– Le varianti virali
– La lettura e l’utilizzo corretto dei dati
– Garattini, rispettare regole o rischio lockdown
– Crisanti: “In Italia si sbaglia tutto quello che si può”. “Non sappiamo quanto il virus si diffonde nelle scuole”
– Parlando di vaccini
– Parlando di sbarchi
– “Un Paese serio e sobrio”. L’Italia un anno dopo la pandemia, vista da un inglese che la conosce bene
– Sito vaccinazione anti-Covid-19 allestito dalla ASL Roma 1 all’interno dell’Auditorium – Parco della Musica
– I colori aumentano… arriva l’arancione scuro. Emilia Romagna, da domani arancione scuro per 14 comuni

Ringraziando i nostri lettori e sostenitori, ricordiamo che è possibile inviare comunicazione presso l’indirizzo di posta elettronica del “Blog dell’Editore”: QUI.

I dati Covid-19 ufficiali del Ministero della salute di oggi mercoledì 24 febbraio 2021

Ricoverati con sintomi: 18.217 (-78) (-0,43%)
In terapia intensiva: 2.157 (+11) (+0,51%) [con 178 nuovi ingressi del giorno] [*]
Deceduti: 96.666 (+318) (+0,33%)
Vaccinati [**] e percentuale sulla popolazione (aggiornato al 24 febbraio 2021 Ore 14:07): 1.345.839 (2,23% di una platea di 50.773.718 persone da vaccinare)

[*] Dato molto importante, perché permette di verificare al di là del saldo quante persone sono effettivamente entrate in terapia intensiva nelle ultime 24 ore oggetto della comunicazione.
[**] Persone che hanno completato la vaccinazione (prima e seconda dose). Vaccinazione in tempo reale: QUI.

Il sistema “Tutor” per verificare il “trend” dell’epidemia

Media giornaliera dei decessi: 261 (-)

Tabella con i decessi al giorno, il totale dei decessi e la media giornaliera dei decessi [A cura dello Staff del “Blog dell’Editore”]: QUI.

Il punto della situazione a cura di Lab24

Diamo oggi, in rapida sequenza, qualche risposta sintetica alle domande di alcuni lettori su tre distinti argomenti.

Come (e se) è possibile controllare un’epidemia
1) Il primo obiettivo da raggiungere mentre si fronteggia un’epidemia, non solo quella di Covid-19, è mantenere (o riportare) il numero dei contagi “al di sotto” della soglia limite delle capacità di tracciamento. Solo tracciando il virus in modo efficiente (isolando i positivi, i contatti dei positivi e i contatti dei contatti) è possibile interrompere le catene di trasmissione e controllare la diffusione del contagio.
2) Con “al di sotto” si intende un margine di manovra utile (almeno il 30% rispetto alla soglia limite) nel caso in cui ci si trovasse di fronte a un improvviso rialzo dei nuovi casi. In Italia la soglia limite è stata indicata chiaramente dall’Iss: 50 nuovi casi alla settimana per 100.000 abitanti, che possiamo tradurre in 4.311 nuovi casi di media giornaliera. L’obiettivo è dunque contenere i nuovi casi quotidiani nel range 2.500-3.000, per poter gestire un eventuale rialzo improvviso mantenendo il tracciamento sul territorio.
3) Senza tornare stabilmente sotto soglia, e quindi senza aver ripreso il pieno controllo del contagio e delle catene di trasmissione, qualsiasi misura di contrasto (lockdown totale incluso) è destinata ad avere effetti solo transitori, indipendentemente dai colori o dalle sfumature con cui la dipingiamo.
4) Tutte le restrizioni adottate negli ultimi mesi non hanno riportato l’epidemia sotto la soglia necessaria per riprendere il contact tracing: per questo hanno avuto solo effetti temporanei, con ripetute altalene del numero dei nuovi casi. L’ultimo valore sotto la soglia media giornaliera è stato registrato il 7 ottobre 2020 (con 3.676 positivi) alla vigilia dell’esplosione della seconda ondata.

Le varianti virali
1) Non sono una novità delle ultime settimane: hanno iniziato a prodursi da quando il Sars-CoV-2 ha iniziato a infettare l’uomo a causa degli errori che, inevitabilmente, i virus commettono ogni volta che si replicano. La gran parte di questi errori genera mutazioni del tutto inutili per la diffusione del contagio: in qualche caso invece, come è accaduto con le varianti inglese, sudafricana e brasiliana, le mutazioni cambiano in modo evidente il comportamento del virus.
2) Le forme virali che prendono il sopravvento sono quelle in grado di diffondersi più rapidamente e con maggiore efficienza: inutile sperare che una variante più lenta e meno efficiente nel superare le nostre difese possa prendere il sopravvento. Nel tempo, e non sappiamo quanto ne servirà con il Sars-CoV-2, tendono a diventare prevalenti le varianti che colpiscono moltissime persone causando infezioni lievi o asintomatiche. Se a qualcuno vengono in mente i virus del raffreddore (per esempio i rinovirus, gli adenovirus e alcuni coronavirus che consideriamo “buoni”) è sulla strada giusta.
3) La variante inglese (come quelle sudafricana e brasiliana) non è più contagiosa perché ha imparato a spostare le mascherine oppure a sopravvivere ai disinfettanti. E nemmeno, come abbiamo sentito nei giorni scorsi, perché infetta a distanze siderali rispetto al Sars-CoV-2 originario. La Medicina sta lavorando su due ipotesi: una maggiore carica virale nei soggetti infetti (in termini semplici, una maggiore quantità di virus con cui veniamo a contatto) e un periodo di tempo più lungo (fino a 10 giorni) in cui il soggetto infettato può trasmettere il contagio. In entrambi i casi si ha come risultato una crescita del numero dei contagiati.
4) Le misure di protezione e precauzione che dovremmo avere imparato a utilizzare (distanziamento, lavaggio frequente delle mani, mascherine a coprire naso “e” bocca, non naso “o” bocca) funzionano con pari efficacia anche contro le varianti. Usiamole.

La lettura e l’utilizzo corretto dei dati
1) Qualsiasi indicazione derivante dai numeri, anche e soprattutto quando viene utilizzata per confrontare situazioni diverse tra loro, non deve prescindere dal confronto più importante: quello con i parametri di riferimento.
2) Un esempio pratico chiarisce meglio il punto precedente. La Provincia di Brescia, sottoposta a restrizioni crescenti per il forte rialzo dei contagi, ha un rapporto positivi/tamponi totali che oscilla intorno al 15%: questo dato, per evidenziare l’anomalia, viene spesso messo a confronto con il rapporto positivi/tamponi totali dell’intera Regione (circa il 7% negli ultimi 5 giorni) come se quello fosse il valore corretto. Una scelta fuorviante: perché il dato della Lombardia, a sua volta, potrebbe essere messo a confronto con quello nazionale che negli ultimi 5 giorni si muove in area 4-5%. Ma anche in questo caso saremmo in un contesto sbagliato, perché il vero (e unico) confronto utile deve essere fatto con l’obiettivo da raggiungere: ovvero il 2%, che indichiamo nella parte introduttiva dedicata ai numeri. In estrema sintesi: Italia, Lombardia e Provincia di Brescia sono tutte oltre il parametro corretto e contro un’epidemia non vale la regola del “mal comune mezzo gaudio”.
3) Pensare di poter decidere allentamenti e restrizioni sulla base dei ricoveri in ospedale significa scegliere di utilizzare un indicatore tardivo (ci dice come sono andate le cose un paio di settimane prima) anche più del criticatissimo indice Rt. Che, almeno, può essere calcolato anche con i metodi istantanei: da mesi utilizziamo il Kohlberg-Neyman modificato, che alla sera del 23 febbraio segnava 1.08 a livello nazionale, 1.20 per il Veneto e 1.37 per la Lombardia. Nessuno (vedi il precedente punto 2) è messo bene: il parametro di riferimento infatti non è il più basso dei tre, ma l’ormai noto 1.0 che segna il punto di separazione tra contrazione ed espansione dell’epidemia (Fonte Lab24.ilsole24ore.com/coronavirus).

Le cose principali che ha detto Speranza sulle nuove misure anti-coronavirus
La bussola sarà la salvaguardia del diritto alla salute

“Il prossimo Dpcm varrà dal 6 marzo al 6 aprile e la bussola sarà la salvaguardia del diritto alla salute”. Lo ha detto, tra le altre cose, il ministro della Salute, Roberto Speranza, riferendo in Senato sulle nuove misure contro la pandemia. “Anche con le misure attualmente in vigore l’Rt si avvia a superare la soglia di 1, il numero dei contagi quotidiani aumenta costantemente in modo significativo, questo potrebbe portare rapidamente a un sovraccarico dei sistemi sanitari”, ha avvertito il ministro.
“Gli obiettivi strategici ai quali lavoriamo, in un rapporto quotidiano molto stretto con tutte le realtà italiane e con la struttura del Commissario all’emergenza sono tre”, così Speranza. “Innanzitutto – ha spiegato – ultimare il più rapidamente possibile la prima fase della nostra campagna vaccinale per mettere in sicurezza tutto il nostro personale socio-sanitario, le RSA ed i cittadini italiani con più di ottant’anni. Sono le categorie più esposte, quelle che hanno pagato il prezzo più alto in termini di vite umane, nella prima e nella seconda ondata della pandemia. I primi segnali di immunità in queste categorie sono finalmente ben visibili e rappresentano un incoraggiante segnale di speranza per tutti noi.
Voglio ricordare che sei decessi su dieci – sei su dieci – nel nostro Paese sono avvenuti tra persone con più di ottant’anni.
Vaccinare quelle persone significa metterle in sicurezza e salvare loro la vita. Daremo ora la massima attenzione alle categorie particolarmente fragili, affette da una o più patologie gravi, così come individuate d’intesa con il Consiglio superiore di sanità. Voglio sempre ringraziare, inoltre, il Comitato nazionale di bioetica per i preziosi suggerimenti al lavoro difficile che si sta svolgendo.
Parallelamente – e questo è il terzo obiettivo – sono state avviate le prenotazioni e le prime vaccinazioni per il personale scolastico, che rappresenta una priorità per alzare il livello di sicurezza delle nostre scuole e favorire la didattica in presenza, e per il personale dei servizi pubblici essenziali. Per queste immunizzazioni è utilizzato il vaccino AstraZeneca, che ad oggi è riservato alle persone con meno di sessantacinque anni”.
“Si tratta, come si vede, di un lavoro imponente – ha sottolineato il ministro -. Ai milioni di italiani che aspettano il loro turno per essere vaccinati ripeto, in conclusione, il messaggio di fiducia e di speranza che ho rivolto loro all’inizio del mio intervento. La comunità scientifica internazionale ha compiuto un’impresa senza precedenti, rendendo possibile la produzione in tempi record di vaccini sicuri ed efficaci. Il loro lavoro sta proseguendo in queste settimane, studiando l’efficacia dei vaccini in relazione alle nuove varianti del Covid-19 che si stanno diffondendo nel mondo.
La produzione di vaccini per miliardi di persone ha, come è del tutto evidente, messo a dura prova il sistema industriale di riferimento. Ci sono stati ritardi nella consegna delle dosi, che però saranno superati; ma la campagna vaccinale non si ferma, va avanti e, giorno dopo giorno, aumenterà la quota di cittadini immunizzati”.
“L’Italia è un grande Paese che, insieme all’Unione europea, alla comunità scientifica internazionale e ai nostri professionisti sanitari, sarà all’altezza di questa sfida”, ha concluso Speranza (Fonte Askanews).

Garattini, rispettare regole o rischio lockdown

“Il governo sia chiaro e faccia capire alla gente che se non si osservano le regole avremo un altro lockdown. Dobbiamo rendere tutti partecipi di questo problema: o si sta attenti o si chiude di nuovo”. Lo ha detto Silvio Garattini, Presidente dell’Istituto Mario Negri, ospite di Timeline, su Sky TG24, che ha spiegato: “Esiste molta diffusione di questo virus. La cosa più importante che dobbiamo fare, e che la popolazione in generale non sta facendo, è prendere le precauzioni”, usando la mascherina e mantenendo la distanza (Fonte SkyTG24).

Diversi istituti in tutta Italia sono stati nuovamente chiusi a causa dei contagi. Mentre mancano i dati ufficiali sui casi tra i banchi, partono le vaccinazioni agli insegnanti. Il Tar della Publia «boccia» il Governatore Emiliano. In 5 giorni 672 contagi tra i banchi. E Emiliano fa una nuova ordinanza: torna il «fai da te», il Ddi (Didattica digitale integrata) al 100% in tutte le scuole. Contro l’ordinanza il ricorso del Codacons Lecce e un gruppo di genitori.
Crisanti: “In Italia si sbaglia tutto quello che si può”. “Non sappiamo quanto il virus si diffonde nelle scuole”

“In Italia è un casino, si continua a sbagliare tutto quello che si può sbagliare”. Ad affermarlo ai microfoni di Radio Capital è il microbiologo Andrea Crisanti. “Io sono in Inghilterra, sono otto settimane che stiamo in lockdown e se ne uscirà il 15 giugno”, dice. “E intanto in Italia stiamo a discutere le scuole, non le scuole, quelli che vogliono andare al bar, quelli che vogliono andare al ristorante… se non si capisce che se ci sta la variante brasiliana bisogna fare la zona rossa stile Codogno perché altrimenti si diffonde in tutta Italia e buttiamo un anno di ricerche sul vaccino e cominciamo da capo… non c’è visione”. Per Crisanti, la strada è una: “Implementare le misure restrittive, e una volta tanto farlo anticipatamente invece di aspettare che i casi vadano alle stelle. Ci sono dati che dimostrano che la variante inglese si sta espandendo a ritmo allarmante”.
“Qualcosa bisognerà fare, ma sulle scuole non sappiamo nulla. Sicuramente questa variante complica il quadro, ma il problema di fondo non cambia: non abbiamo ancora elementi quantitativi statistici per capire come si diffonde il virus nelle scuole”. Il microbiologo Andrea Crisanti parla a Radio Capital della eventuale chiusura delle scuole. “Ora – spiega – c’è la complicazione della variante inglese ed è chiaro che diventa tutto più problematico. Ma qualche cosa bisognerà fare”. Riaprire i ristoranti di sera? “Queste son tutte cose fatte in maniera dilettantesca. Finché non ci stanno i dati, qualsiasi cosa la facciamo cercando di indovinare” (Fonte SkyTG24).

Parlando di vaccini

“Alcuni stati non hanno acquistato tutte le dosi di vaccino a loro destinate. Le ha comprate la Danimarca. Noi continuiamo così, mi raccomando. Chiusi in casa come sorci” (Roberto Burioni @RobertoBurioni – Twitter, 23 febbraio 2021).

“Attaccati alle sottane di mamma-Europa saremo vaccinati nel 2024. Nella più rosea delle ipotesi” (Azzurra Barbuto @AzzurraBarbuto – Twitter, 23 febbraio 2021).

“Continuano a parlare di piano vaccini, ma non hanno i vaccini” (Vittorio Feltri @vfeltri – Twitter, 23 febbraio 2021).

Nel frattempo… “Vaccino AstraZeneca, usata solo una dose su 10. E l’azienda dimezza la fornitura. Arrivate un milione di dosi ma vaccinati solo 80mila. Il 30% dei flaconi è inutilizzato nei frigoriferi, pesa la babele dei 21 piani regionali” (Il Sole 24 Ore, 24 febbraio 2021).

Un “problema di organizzazione”… Ora sono concentrati ad organizzare la vaccinazione degli ultrà ottantenni, ma il vaccino del quale abbiamo più scorte non è adatto a quella fascia di età, così sono andati in tilt… “Andare in tilt…” è una costante da un anno
.

Parlando di sbarchi

“Vogliono chiuderci per contenere le varianti, intanto in 20 giorni sono sbarcati 3.118 extracomunitari, moltissimi dei quali positivi, provenienti da zone in cui circolano le varianti più temibili. Il governo dei migliori” (Azzurra Barbuto @AzzurraBarbuto – Twitter, 23 febbraio 2021).
I dati del Viminale parlano chiaro: gli sbarchi sono aumentati del 77%. Non solo: 1 profugo su 5 arriva in Italia positivo al Covid. Cifre e problemi sono decuplicati in due anni.

“Un Paese serio e sobrio”. L’Italia un anno dopo la pandemia, vista da un inglese che la conosce bene

Tobias Jones è uno dei giornalisti stranieri che meglio conoscono l’Italia. Sposato con un’italiana, vive dal 1999 a Parma, e ha scritto molti libri sul nostro Paese. Adesso, a un anno dalle prime chiusure anticontagio, racconta sul Guardian come l’epidemia ha cambiato l’Italia e i suoi cittadini. Ricorda la «cupa dignità» dell’inizio, simile a quella che c’è durante un funerale a cui si partecipa «con grande dolore», i cori alle finestre delle «spaventose prime settimane» in cui, «nonostante il dolore, stava accadendo qualcosa di straordinario». Spiega che nei primi tempi l’epidemia ha cambiato persino il sentimento di sé degli italiani. «È stato un periodo che ha modificato non solo il modo in cui gli stranieri percepivano l’Italia, ma anche come gli italiani si vedevano tra loro. Sono spesso visti in modo stereotipato (sia da loro stessi che dagli stranieri) come una nazione di persone che “piegano” le regole, desiderosi di aggirare il bene pubblico per il tornaconto privato -scrive -. Ma per tutta quella primavera il Paese è stato ordinato e obbediente. “Abbiamo imparato a fare la fila”, scherzava mia moglie, che è italiana. Non c’era nessuno che si accaparrava la carta igienica. Mentre altri Paesi erano disattenti nell’applicare o seguire le linee guida, l’Italia aveva, nel complesso, chiarezza legislativa e aderenza sociale».
Ma con il progredire dell’epidemia, l’aumentare dei morti e dei danni economici la situazione è cambiata. Jones ricorda, con le parole del suo amico Luca («Se il mio unico reddito dipendesse solo da questo ristorante, mi sparerei»), le difficoltà crescenti di coloro che lavorano nei settori più colpiti dagli effetti dell’emergenza sanitaria, come turismo e ristorazione. E ancora: i fallimenti, i divorzi, la violenza domestica crescente, la disoccupazione femminile alle stelle, la spietatezza della criminalità organizzata che si infila nelle crepe della crisi economica, accanto ai gesti di solidarietà di volontari e associazioni che hanno iniziato a distribuire cibo e aiuti a chi ne aveva bisogno. Tutti aspetti che conosciamo bene, ma messi in fila rendono bene l’idea dell’anno terribile che abbiamo passato. E della stanchezza che ci fa sembrare talvolta troppo pesanti gli sforzi ancora necessari. È anche per questo che gli italiani hanno bisogno di una politica all’altezza della situazione senza precedenti che stanno vivendo. L’Italia oggi non potrebbe essere più lontana dagli stereotipi su pizza e mandolino, si sente «un posto sobrio e serio», aggettivi – nota ancora Jones – «che si potrebbero usare anche per descrivere il nuovo premier, Mario Draghi» (Fonte Elena Tebano – Il Punto | la newsletter del Corriere della Sera, 23 febbraio 2021).

Sito vaccinazione anti-Covid-19 allestito dalla ASL Roma 1 all’interno dell’Auditorium – Parco della Musica

Si tratta di un hub con 10 postazioni vaccinali e due postazioni dedicate alla preparazione e diluizione del vaccino, che va a rafforzare in una logica di prossimità la rete dei siti vaccinali della ASL Roma 1, rivolgendosi a un bacino di utenza di più Municipi. Grazie alla collaborazione con Fondazione Musica per Roma è stato interamente allestito uno spazio di 750 mq, in cui è stato organizzato un percorso agevole e guidato alla vaccinazione per la popolazione over 80. L’intero processo di anamnesi e raccolta del consenso informato è digitalizzato e reso così più rapido e sicuro e tutti gli aspetti logistici e strutturali sono stati curati per una somministrazione del vaccino confortevole e in piena sicurezza. All’interno della location è stato anche allestito un percorso espositivo in collaborazione con il Museo Arti Sanitarie Ospedale Incurabili di Napoli dal titolo “Con cura, con amore, con rigore. Viaggio nella storia dei vaccini”.

I colori aumentano… arriva l’arancione scuro
Emilia Romagna, da domani arancione scuro per 14 comuni

Da domani, giovedì 25 febbraio, e fino all’11 marzo, scatta come annunciato la Zona arancione scuro per 14 Comuni dell’Emilia-Romagna: tutti quelli dell’Ausl di Imola – quindi Imola, Castel San Pietro, Medicina, Mordano, Castel Guelfo, Dozza, Casalfiumanese, Fontanelice, Borgo Tossignano, Castel del Rio – e quelli confinanti in provincia di Ravenna: Bagnara di Romagna, Conselice, Massa Lombarda e Riolo Terme, che ricadono nel territorio dell’Ausl Romagna. È stata firmata oggi dal Governatore Stefano Bonaccini l’ordinanza della Regione – condivisa con i sindaci – che si è resa necessaria a tutela della comunità, per contrastare la diffusione del virus in aree dove i dati delle Aziende sanitarie di Imola e della Romagna mostrano una forte crescita dei contagi (Fonte SkyTG24).

La barzelletta della sera.
E questa è una cosa seria. 28184 decessi solo in Lombardia più di un quinto dei morti italiani, ma non lo scrivono nel titolo.

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