La nuova colonizzazione? Riguarda la natura umana

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Il discorso dell’Anno? Quello che Benedetto XVI ha tenuto al Bundestag di Berlino nel settembre del 2011. In quel discorso, il Papa sottolineò subito che la sua intenzione era riportare Dio al centro del dibattito giuridico, come nella società. E chi pensa che il dibattito giuridico influisca poco sulla società dovrebbe leggersi il IV Rapporto sulla Dottrina Sociale della Chiesa del Mondo, diramato dell’Osservatorio Van Thuan, il cui titolo è “La colonizzazione della natura umana”. Perché tra i tanti tratti che minacciano la Dottrina Sociale della Chiesa nel mondo, quello che appare più urgente riguarda proprio le enormi pressioni internazionali affinché i governi cambino la loro tradizionale legislazione sulla procreazione, sulla famiglia e sulla vita.

Il discorso di Benedetto XVI al Bundestag è una pietra miliare, incentrato come è sulla legge morale naturale, senza rispettare la quale gli Stati si trasformano in una “banda di Briganti” come scriveva Sant’Agostino. E l’esempio pratico era dato proprio dall’esperienza dei tedeschi. “Noi – aveva detto il Papa – abbiamo sperimentato il separarsi del potere dal diritto, il porsi del potere contro il diritto, il suo calpestare il diritto, così che lo Stato era diventato lo strumento per la distruzione del diritto – era diventato una banda di briganti molto ben organizzata, che poteva minacciare il mondo intero e spingerlo sull’orlo del precipizio. Servire il diritto e combattere il dominio dell’ingiustizia è e rimane il compito fondamentale del politico. In un momento storico in cui l’uomo ha acquistato un potere finora inimmaginabile, questo compito diventa particolarmente urgente. L’uomo è in grado di distruggere il mondo. Può manipolare se stesso. Può, per così dire, creare esseri umani ed escludere altri esseri umani dall’essere uomini.”

Sono parole che raccontano, in fondo, tutta la situazione delineata nel Rapporto. La colonizzazione della natura umana è ritenuta dai curatori “il dato nuovo che interessa la Dottrina Sociale della Chiesa” e che “impone di riconsiderare le strategie culturali e politiche che ad essa si ispirano a livello mondiale”. Vero, ci sono state nell’anno in corso gravi emergenze legate alla povertà e allo sfruttamento. Ma queste non sono una novità, né “forse un danno paragonabile  alla colonizzazione della natura umana”.

Un fenomeno che gode di buona stampa – le risorse che vi sono impiegate sono ingenti – nonostante abbia “un carattere sovversivo dei legami sociali, di frammentazione funzionale dei rapporti, di accentuato individualismo disincarnato”.

Si tratta – si dirà – solo di cosmetica. Di un cambiamento dei termini in una legge. Cosa può cambiare a livello sociale? E invece, cambiando le parole, tutto cambia. L’esempio più lampante c’è stato all’ONU, dove una risoluzione alla fine di quest’anno ha inserito, in maniera strisciante, l’apertura al diritto all’aborto. Ma la parola aborto non è mai detta esplicitamente nella risoluzione. Si parla piuttosto di “diritto alla salute riproduttiva”.

L’ONU e l’Unione Europea sono tra i maggiori finanziatori di questa “ideologia della salute riproduttiva”. E come abbiano cambiato a colpi di “cosmetica” il loro orientamento da “in favore dell’essere umano” a “in favore dei diritti individuali” è stato raccontato qualche anno fa da un libro, “Contro il cristianesimo. L’ONU e l’Unione Europea come nuova ideologia” (Piemme), di Eugenia Roccella e Lucetta Scaraffia.

Rispetto al 2005 (anno di pubblicazione del libro), le cose sono addirittura peggiorate. “L’Occidente – ha detto l’arcivescovo Giampaolo Crepaldi, presidente dell’Osservatorio Internazionale Cardinal Van Thuan – una volta colonizzava nel senso classico del termine, ora colonizza culturalmente, proponendo una mentalità contraria alla legge morale naturale e facendo pressione perché gli Stati ancora ‘arretrati’ entrino finalmente nel ‘progresso’”.

Un esempio lampante? L’Argentina. Nel corso del 2011, lì è stata approvata una legge sulla procreazione artificiale che ha denaturalizzato la procreazione, una legge sul riconoscimenti sulla “identità di genere” e una modifica del Codice civile per permettere l’utero in affitto.  Alcune leggi sono state approvate nel 2012, ma sono state discusse ed elaborate nel 2011, mentre alcune sono ancora all’esame di un ramo del Parlamento dopo essere state approvate dall’altro. Ma – si legge nel rapporto – “la tendenza è chiarissima. Nel giro di un solo anno è stata rivoluzionata la base dell’intera società argentina, è stata messa da parte la nozione di ‘natura umana’ ed è stata posta in angolo l’ispirazione della fede cattolica per la costruzione della società”.

Un altro esempio è quello delle Filippine, dove la Chiesa locale sta portando avanti una battaglia durissima contro la legge sulla contraccezione, il Reproductive Health Bill approvato di recente che – così come è stato redatto – è chiaramente l’inizio di una nuova impostazione post-naturale del concetto di famiglia e di essere umano.

La natura umana viene colonizzata con le leggi e con la cosmetica, vero. Ma si colonizza anche attraverso le ideologie. Come l’ideologia del gender, vero problema dei nostri tempi, tanto che lo stesso Benedetto XVI l’ha citata e criticata esplicitamente nel suo discorso di auguri alla Curia Romana di quest’anno. Diffusasi nel mondo occidentale senza particolare opposizione, l’ideologia del gender ora viene esportata anche nei Paesi emergenti.

Si tratta – si legge nell’introduzione al Rapporto – di “una ideologia sottile e pervasiva”, che “si appella ai ‘diritti individuali’, di cui l’Occidente ha fatto il proprio dogma, e ad una presunta uguaglianza tra individui asessuati, ossia astratti, per condurre una decostruzione dell’intero impianto sociale”. Il risultato è un incredibile rovesciamento di valori. Si legge nel rapporto: “Se non il sesso, come dato antropologico complessivo, ma la sessualità come comportamento è all’origine delle relazioni sociali, allora queste non ci sono ‘date’ ma sono da noi ‘scelte’”. Facile che si arrivi alla “discriminazione dell’eterosessualità, ossia della differenza sessuale, e della imposizione culturale della transessualità, ossia dell’indifferenza sessuale. Si tratterebbe dell’assoluto dominio della tecnica sulle relazioni umane. La tecnica ha reso possibile l’emancipazione della cultura dalla natura e quindi ha reso possibile essere mamma senza essere donna, essere padre senza essere uomo, essere uomo pur essendo donna ed essere donna pur essendo uomo, essere padre o madre senza sapere di chi ed essere figlio senza sapere di quale padre o di quale madre. La tecnica rende possibile la sessualità s-naturata, quindi come puro esercizio tecnico da parte di un essere privo di identità. Nella società avanza non l’assolutizzazione del sesso ma della sessualità e la messa da parte del sesso, di cui parla ormai quasi solo la Chiesa cattolica”.

E così “in tutti gli Stati in cui le coppie di fatto o le unioni gay vengono riconosciute segue inevitabilmente la riforma del diritto di famiglia, del regime fiscale, delle finalità e dei metodi delle strutture educative. L’impossibilità di condannare moralmente l’omosessualità per non rischiare di esseri accusati di omofobia compromette la libera espressione delle idee, l’educazione dei figli, la difficoltà a proporre pubblicamente il modello di famiglia eterosessuale. Le ‘nuove famiglie’ vengono promosse dai media senza possibilità di contraddittorio perché si tratta di un pensiero unico imperante”.

La denuncia del rapporto è durissima. Se la vecchia colonizzazione “tra i tanti aspetti negativi ne aveva avuti anche di eroici ed era sospinta da un desiderio di esportare qualcosa di significativo”, questa nuova colonizzazione è invece “ l’esportazione del nulla”. Una esportazione del nulla che è anche un attacco diretto alla Chiesa cattolica, la religione più perseguitata del mondo sia guardando il numero dei martiri che ogni anno si rimpolpa sia guardando gli attacchi all’idea stessa della Dottrina Sociale della Chiesa. Perché – si legge nel Rapporto – “abolendo per legge la famiglia naturale, si impedisce di fare esperienza della famiglia. Ora, fare esperienza della famiglia ha una funzione sociale, in quanto è il fondamentale apprendistato della vita in società, ma ha anche una funzione religiosa, in quanto tutto il lessico della vita cristiana è un lessico ‘familiare’ e chi non sa cosa voglia dire Padre, Madre, Figlio, Sposa, Sposo non può comprendere la rivelazione cristiana. Non fare esperienza della famiglia naturale distrugge la società e soprattutto distrugge la Chiesa. In Argentina, come in tanti altri Paesi, si vuole che il cristianesimo sparisca, privandolo delle condizioni naturali per essere conosciuto e compreso”.

Ma il futuro della fede cristiana dipende dalla tenuta della dimensione naturale nella procreazione e nella famiglia. Ma in realtà – sostengono i curatori del Rapporto – “è vero il contrario: è il futuro della dimensione naturale del bene umano che dipende dalla fede cristiana. Quando gli uomini si allontanano da Cristo, perdono anche di vista il loro autentico bene sul piano naturale”. È per questo che il Magistero di Benedetto XVI è stato tutto impostato sul ritorno dell’uomo a Dio. Un magistero incessante e purtroppo a volte nascosto dai media. Che sono (quasi) tutti orientati sulla colonizzazione della natura umana.

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