“Ecco il bilancio della Curia [romana], a servizio del Papa e della missione”. L’intervista per gli house organ della Santa Sede

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La Sala Stampa della Santa Sede ha diffuso oggi, 1° ottobre 2020 alle ore 11.07 un’intervista a cura di Andrea Tornielli, Direttore editoriale del Dicastero per la comunicazione della Santa Sede, con Padre Juan Antonio Guerrero Alves, S.I., Prefetto della Segreteria per l’Economia (SPE), che spiega con i media vaticani lo stato dei conti della Curia Romana, presentando i dati relativi al 2019: “L’economia della Santa Sede deve essere una casa di vetro, i fedeli hanno diritto di sapere come usiamo le risorse”.

Quello che conta in questa intervista – rilasciata per gli house organ della Santa Sede ed effettuato da un funzionario della Santa Sede, quindi non un’intervista libera (con delle domande dovute, non poste) – sono le prime due domande, che riportiamo. Chi è interessato a leggere la narrazione per intera, può andare a cercarlo QUI (al momento che scrivo non no ho ancora trovato traccia). E ognuno può sovrapporre le frasi in questa intervista-velina alla cronaca degli ultimi anni, mesi, settimane e giorni, fare la conta e farsi un’opinione.

Andrea Tornielli: “Padre Guerrero, lei ha appena presentato al Consiglio per l’Economia il Bilancio della Curia. In tanti chiedono al Vaticano di avviare una operazione trasparenza, di spiegare, a fedeli e non, lo stato dei propri conti. Cosa può dire attraverso noi a chi chiede di capire?”.
Padre Guerrero: “Chi chiede trasparenza ha ragione. L’economia della Santa Sede deve essere una casa di vetro. Questo è quel che il Papa ci chiede. Questo è l’impegno della SPE e il mio proprio, e questo è quello che vedo negli altri organismi della Curia. Per questo è stata avviata una riforma. Per questo sono state cambiate alcune regole. Per questo è stato varato il codice appalti. Su questa strada andiamo avanti. I fedeli hanno il diritto di sapere come usiamo le risorse nella Santa Sede. Non siamo proprietari, siamo custodi di beni che abbiamo ricevuto. Per questo, nel presentare il bilancio per il 2019, vorremmo spiegare ai fedeli, nel modo più comprensibile possibile, quali sono le risorse della Curia romana, da dove provengono e come vengono utilizzate”.

Andrea Tornielli: “Forse vale la pena allora fare prima un passo indietro. Spiegare innanzitutto di cosa stiamo parlando. A volte si fa confusione fra la Curia di Roma e la Chiesa tutta. A volte fra la Curia e il Vaticano. Cosa è la Curia?”.
Padre Guerrero: “È vero. Dunque: innanzitutto quello che presentiamo non è il bilancio della Chiesa. Ci sono Conferenze episcopali, diocesi, parrocchie, congregazioni e istituti religiosi, e un’infinità di opere della Chiesa, diffuse in tutto il mondo, che non entrano nel bilancio della Santa Sede. E nemmeno quelli che presentiamo sono i conti di tutto il Vaticano, che include anche, per esempio, il bilancio della Città del Vaticano, cioè del Governatorato; lo IOR, l’Obolo di San Pietro, e un buon numero di Fondazioni che collaborano con i dicasteri. Tutte queste istituzioni presentano i propri risultati, e rendono conto alle autorità corrispondenti. Quello che abbiamo presentato al Consiglio per l’Economia è il Bilancio della Curia Romana, cioè della Santa Sede in senso stretto: sessanta enti al servizio del Papa nella sua missione di guida della Chiesa, nel suo servizio di unità nella carità, e cioè evangelizzazione, comunicazione, promozione dello sviluppo umano integrale, educazione, aiuto alle Chiese in difficoltà, formazione del clero, ecc.”.

La conclusione (non lo chiede e non lo dice l’intervistatore, lo diciamo noi)? Il bilancio dei fondi (tra cui l’Obolo di San Pietro ma non solo) che compongono la cassaforte della Segreteria di Stato di Sua Santità – principali oggetto dello scandalo Vatileaks III di cui si parla in tutto il mondo e inorridiscono i credenti della Chiesa Cattolica Romana – rimangono coperti dal segreto di stato. E questo è un fatto che nessuna narrazione d’ufficio riesce a nascondere.

Foto di copertina: Udienza generale nel Cortile di San Damaso. Papa Francesco: serve una cura anche per i virus socioeconomici.

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