Bild: in Germania processo penale per abusi (omo)sessuali di un ex diplomatico della Segreteria di Stato. La denuncia di Mons. Viganò

L’amico e collega Marco Tosatti informa sul suo blog Stilum Curiae, che in Germania è in corso un processo penale che ha come principale protagonista Mons. Christoph Kühn, Responsabile della Sezione tedesca in Segreteria di Stato dal 2001 al 2008 [*].

Aggiornamenti – 22 luglio 2020

1. Marco Tosatti oggi, 22 luglio 2020 pubblica sul suo blog Stilum Curiae un documento di risposta da Mons. Christoph Kühn [QUI], con la seguente introduzione: «ACCUSE DI ABUSI IN VATICANO. LA RISPOSTA DI MONS. KÜHN. Carissimi Stilumcuriali, come vi ricordate abbiamo pubblicato la traduzione di un articolo della BIld Zeitung (in versione ridotta, abbiamo visto che Il Giornale disponeva di una versione più ampia e dettagliata su presunti abusi commessi anni fa in Segreteria di Stato. La persona al centro di questa vicenda, mons. Christoph Kühn, ci ha fatto avere un lungo documento di risposta che pubblichiamo nella nostra traduzione (l’originale è in inglese [QUI]). Buona lettura».

2. Il Messaggero, oggi 22 luglio 2020 rilancia il caso (“vicenda tutta da verificare”… “di cui, ancora oggi, nessuno vuole parlare. Ora si tratta di verificare la deposizione e capire come stanno effettivamente le cose”) – senza citare i nome dell’accusato (“presunto”), ne dell’accusatore (“presunto”) – con un articolo dai toni decisamente morbosi, che parla di “zone oscure, protezioni, omissioni”, a firma della vaticanista Franca Giansoldati “La Bild riparla di lobby gay in Vaticano, una denuncia arriva alla Congregazione [per la Dottrina] della Fede”, con informazioni riservati, in violazione delle disposizioni relative alle procedure penali del diritto canonico: “Un ex capo ufficio della Segreteria di Stato che molestava sessualmente un altro sacerdote, suo subordinato, chiedendogli con insistenza di essere masturbato, mostrandogli i propri attributi, facendogli assalti nella stanza delle fotocopie dove il rumore avrebbe sovrastato le richieste. Mobbing, pressioni, attenzioni squallide. Una storia ben poco edificante che sarebbe avvenuta anni fa, nel palazzo apostolico, messa a tacere fino all’allontanamento – in una diocesi in Germania – del presunto molestatore. La vicenda – tutta da verificare – era destinata a restare negli archivi d’Oltretevere e scivolare nell’oblio se non fosse iniziata una complessa inchiesta della Bild e, soprattutto, se non fosse arrivata alla Congregazione della [Dottrina della] Fede la denuncia di una presunta vittima. I fatti riguardano uomini adulti che affermano – mediante deposizioni giurate – di avere subìto in silenzio per anni, in un clima pesante, intimidazioni e vendette. (…) Alla Congregazione della Fede la denuncia è arrivata piuttosto circostanziata (…). Nella denuncia, in un passaggio, si legge: «Ho informato gli inquirenti non solo delle violenze subite in Vaticano, ma anche delle vendette del prelato nei miei confronti e le conseguenze che patisco a tutt’oggi. Nell’interrogatorio è emerso tutto il mio dolore, che mi è costato uno sforzo emozionale significativo, in quanto ho dovuto rammentare episodi traumatici a causa dei quali mi sono visto costretto a lasciare il servizio diplomatico della Santa Sede». (…) Gli approcci sessuali – sempre stando al racconto – iniziarono attorno al 2003, quando ancora c’era il cardinale Sodano. «Un giorno cominciò a massaggiarmi le spalle, dicendomi che si sentiva che ero contratto perché avevo lavorato molto e che dovevo rilassarmi e non rimanere cosi teso. Era passato da capo rigido che mi sottraeva le ore di lavoro ad amico amorevole, che si interessava alla mia salute (…) Ero anche spaventato perché monsignore diceva di essere molto potente in Segreteria di Stato e che i suoi nemici andavano incontro a mala sorte». A quel punto la situazione divenne chiara: «mi voleva come oggetto sessuale ed io non ho avuto il coraggio né di denunciarlo né di fuggire. Mi sentivo braccato. Nell’anno 2004 cominciarono gli abusi terribili: baci in bocca e palpate tra le gambe quasi sempre quando mi chiamava nel suo ufficio. Le porte degli uffici non erano sempre aperte, come è diventata consuetudine solo di recente, almeno nella II Sezione, acquisendo la prassi statunitense secondo cui gli uffici si chiudono solo per svolgere colloqui confidenziali. Vicino all’ufficio del monsignore c’era la stanza delle fotocopie e, quindi, per evitare il rumore delle macchine fotocopiatrici, ogni volta che entravo, con quella scusa, mi chiedeva di chiudere la porta». Le molestie pare proseguirono persino a Santa Marta, dove entrambi – il monsignore capo ufficio molestatore e la vittima – all’epoca abitavano. «Una volta mi chiamò a Santa Marta, nella sua stanza e insisteva affinché premessi la mia scarpa sul suo pene. Si fece trovare in mutande e calzini. Rimasi di sale. Mi fece un lungo discorso dicendomi che era stressato e che le disposizioni di Pio XII consentivano la masturbazione. Ero sempre più frastornato. Premetti la scarpa con violenza, con l’intento di fargli male e di liberarmi finalmente di lui e delle umiliazioni che mi infliggeva. Ottenni l’effetto contrario». (…)La presunta vittima di mobbing, nel 2018, dopo una grande depressione dicise di ricorrere alla giustizia. «Ero sfinito e disperato (..) Ho perso tutto. La mia dignità, la mia serenità, il mio buon nome, il mio lavoro. Vivo in uno stato di depressione costante. Non sono stato ascoltato, non ho ricevuto aiuto, sono stato confinato come se il criminale fossi io».

Il giornale tedesco Bild ha pubblicato il 16 luglio 2020 un articolo, di cui Tosatti presenta una traduzione, con alcune brevi interpolazioni esplicative sue (in corsivo nel testo). “È un ulteriore esempio di come i vertici della Chiesa – a dispetto di dichiarazioni, vademecum, esortazioni, e documenti vari – tollerino e chiudano occhi e orecchie quando avvengono abusi e vessazioni sessuali – nella fattispecie omosessuali – verso sacerdoti e seminaristi”, scrive Tosatti.

GRAVI ACCUSE IN VATICANO
Confidente di Papa Benedetto avrebbe abusato sacerdote
di Nikolaus Harbusch
Bild.de, 29 aprile 2019
Lo scandalo delle aggressioni sessuali e la copertura degli abusi raggiunge la vetta del Vaticano!
Un ex stretto confidente di Papa Benedetto è accusato. Il prelato avrebbe abusato più volte di un sacerdote della Segreteria di Stato a Roma.
Questo sacerdote a BILD ha confermato per iscritto le sue accuse: “All’epoca ero spesso vittima di violenze sessuali da parte del mio ex capo (…). Se a volte resistessi agli attacchi, mi puniva con mobbing. Per questo mi sono ammalato psichicamente”.

Già nel 2019 Bild si era occupato del caso, pubblicando le dichiarazioni dell’accusatore, che tra altro ha definito Mons. Christoph Kühn un “supergay aggressivo”.

Accusa di abuso: sollevato il sacerdote diocesano di Eichstätt
Kath.net. 9 maggio 2019
La procura di Ingolstadt pochi giorni fa aveva avviato un’indagine preliminare dopo un rapporto del giornale “Bild” su un noto sacerdote della diocesi di Eichstätt ed ex diplomatico della Santa Sede e ora ha di fatto sollevato il sacerdote. “Al momento non abbiamo alcun sospetto iniziale di comportamento criminale”, ha dichiarato il procuratore capo al “Donaukurier”. Secondo la procura, le accuse formulate nel 2012 dei “presunti atti” non sono documentate. Non sarebbe neanche perquisito l’appartamento del sacerdote. Il sacerdote accusato qualche giorno fa ha parlato ai media di “diffamazione maliziosa” e ha minacciato azioni legali.
Il capitolo della cattedrale di Eichstätter ha pubblicato oggi la seguente dichiarazione:
In un articolo pubblicato il 30 aprile 2019, il giornale Bild ha sollevato gravi accuse nei confronti di un membro del capitolo della cattedrale di Eichstätt per presunte violenze sessuali su un prete mentre lavorava nel servizio diplomatico della Santa Sede. Fino a quando le accuse mosse contro di lui non saranno chiarite, il canonico della cattedrale in questione è sospeso immediatamente da tutti i suoi uffici e funzioni nella diocesi. I responsabili della diocesi hanno preso questa misura dopo aver consultato la persona interessata. Il sacerdote respinge le accuse anonime come false. La diocesi rifiuta qualsiasi forma di pregiudizio e sostiene tutto ciò che serve a chiarire i fatti.

Il 30 aprile 2019 il portavoce della Diocesi di Eichstätt Martin Swientek ha dichiarato: “Sia la conversazione con l’interessato come anche con il Responsabile del personale del servizio diplomatico hanno fornito alcuna informazione che avrebbe richiesto alla Diocesi di agire secondo le linee guida”.

Nel sua copertura del caso su Bild nel 2019, il giornalista Nikolaus Harbusch ha ricordato anche il ruolo che Kühn svolse alla vigilia del Conclave del 2005, quello che elesse Papa Benedetto XVI. Kühn infatti rese pubblico, rivelandolo a un giornalista di Die Welt (Paul Badde, che non menziona il nome del “prelato”), l’incontro segreto (pre-Conclave e quindi proibito) tra un gruppo di cardinali progressisti, decisi a portare già allora il Cardinale Jorge Bergoglio sulla cattedra di Pietro.

«Il 17 aprile 2005, tuttavia, un prelato dall’interno del Vaticano mi chiamò e mi informò che aveva prove di una cospirazione di cardinali che avevano cercato di impedire l’elezione di Joseph Ratzinger come prossimo Papa. Era il cosiddetto Gruppo di Sankt Gallen, come so ora, e il prelato mi ha dato anche un elenco con i loro nomi, tra cui il Cardinale Achille Silvestrini, il Cardinale Walter Kasper, il Cardinale Karl Lehmann, il Cardinale Godfried Danneels, il Cardinale Murphy O’Connor, il Cardinale Audrys Juozas Backis e il Cardinale Carlo Martini.
Ho chiamato il Cardinale Meisner nel pomeriggio e gli ho chiesto cosa fare in modo responsabile, dal momento che non volevo creare uno scandalo.
Si arrabbiò, ma mi disse con calma: “Segui la tua coscienza”.
Così ho scritto un articolo che menziona le informazioni che avevo ricevuto, che è apparso il giorno seguente, il 18 aprile, sul quotidiano DIE WELT.
Quel giorno, il cardinale Meisner non solo portò una foto del Volto di Dio [di Manopello] nel Conclave, ma anche quel mio articolo e combatté come un leone contro questa cospirazione, non importa quanto fosse solo, e nonostante il suo italiano limitato.
“È stato il giorno più difficile della mia vita!”, mi disse in seguito, senza menzionare, tuttavia, altri dettagli.
Ma quando il conclave finì, divenne chiaro che Meisner era diventato il king-maker, o più precisamente, il pope-maker » (Intervista di Maike Hickson a Paul Badde per LifeSiteNews, 7 dicembre 2018. Traduzione di lavoro dall’inglese).

«Ma anche l’istruzione” Universi Dominici Gregis” non sembra essere stata letta troppo attentamente da alcuni cardinali, in cui Giovanni Paolo II già nel 1996 ha regolato di nuovo con molta precisione la modalità di successione. La rigorosa clausola e avvertimento che non possano essere presi accordi per l’esito dell’elezione e di cordate all’interno del conclave è – se si vuole credere alle “voci” spesso ben informate nei corridoio e dietro le porte di carta da parati a Roma – tre giorni dopo il funerale, in una incontro segreto, in cui si dice che il Cardinale Achille Silvestrini, che non ha più diritto di voto, abbia tentato con i Cardinali tedeschi Lehmann, Kasper e altri Cardinali di Inghilterra, Belgio, Lituania e Italia di definire una strategia per l’elezione di uno dei loro candidati preferiti » (Paul Badde – Die Welt, 18 aprile 2005. Traduzione di lavoro dal tedesco).

Vaticano: scandalo degli abusi: il Responsabile del personale di Benedetto Viganò denuncia – 16 luglio 2020 – Indagine criminale su aggressioni sessuali in Vaticano – Al centro della vicenda c’è un prelato tedesco, che prestò servizio sotto Papa Benedetto (93, 2005–2013) in Vaticano. Si dice che abbia commesso aggressioni sessuali contro due sacerdoti. Un ex procuratore, ora monaco, è stato inviato a Roma per indagare la scorsa settimana. – Ora il Capo del personale di Benedetto ha presentato un documento che dovrebbe dimostrare come l’abuso è stato coperto! Cosa c’è dentro, i responsabili e i dettagli.


Dalla Germania: abusi (omo)sessuali Segreteria di Stato
di Marco Tosatti
Stilum Curiae, 20 luglio 2020


«La vicenda è incentrata su un prelato tedesco che ha servito in Vaticano sotto il pontificato di Papa Benedetto. Si dice che l’uomo abbia commesso aggressioni sessuali su almeno due sacerdoti, che egli nega.

Per chiarire il caso, il Vescovo di Eichstätt Gregor Hanke ha persino mandato un religioso (ex procuratore) a Roma la scorsa settimana come investigatore!

Perché secondo l’Arcivescovo Carlo Maria Viganò, (che è stato Segretario Generale del Governatorato, Nunzio Apostolico negli Stati Unit, e prima ancora N.d.R) Responsabile del personale alla Segreteria di Stato, (venendo così a conoscenza di denunce e problemi dei prelati in ogni parte del mondo, N.d.R.) l’incidente è stato coperto!

Viganò ha presentato un documento di quattro pagine, a disposizione anche dei responsabili della Congregazione per la Dottrina della Fede. La testimonianza è allegata a una denuncia penale di dieci pagine con la richiesta di allontanamento dal sacerdozio del presunto autore del reato. (Viganò è diventato famoso dopo la sua denuncia dell’agosto 2018, in cui affermava che il Pontefice regnante era al corrente degli scandali, particolarmente di natura omosessuale, relativi all’ex cardinale Theodor McCarrick. E nonostante fosse stato informato personalmente dei fatti da Viganò ha in pratica annullato i provvedimenti presi contro McCarrick da Benedetto XVI e dalla Congregazione per i vescovi e lo ha usato in diverse occasioni come su inviato personale all’estero, N.d.R.).

Viganò fa i nomi dei responsabili e i dettagli piccanti dal fascicolo personale del sospetto: dagli anni di servizio del prelato in Africa. Era stato messo al corrente anche il Cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin, oggi l’uomo più potente dopo Papa Francesco.

Un professore di psicologia ha valutato le cartelle e ha dato una prognosi negativa sulla personalità del prelato tedesco.

Ci sono queste voci nel file.

L’avvocato Alexander Stevens rappresenta una delle vittime: “Con la dichiarazione del Responsabile del personale Viganò è stata ufficialmente stabilita l’ostruzione della giustizia al più alto livello della Chiesa”.
Nel frattempo, la Chiesa ha informato per iscritto che il Vaticano, al momento del suo trasferimento in Germania, aveva fatto notare che il prelato, nonostante le sue notevoli doti e capacità intellettuali, doveva lasciare il servizio diplomatico”.

Secondo l’Arcivescovo Viganò, che ha presentato una testimonianza scritta al tribunale, nel caso è coinvolto anche l’attuale Segretario di Stato, il Card. Pietro Parolin, (all’epoca dei fatti N.2 al “Ministero degli Esteri” della Santa Sede, N.d.R.) che come altri responsabili vaticani, non solo avrebbe coperto l’abusatore, ma che avrebbe anche punito la giovane vittima».

* * *

Abbiamo potuto leggere le dieci pagine di denuncia del povero prete, che soffre di depressione, e di altri malesseri fisici e psicologici in conseguenza degli abusi, e soprattutto, della vendetta che il presunto responsabile degli abusi ha messo in atto per anni contro di lui, con l’indifferenza, il silenzio, la connivenza dei responsabili della Chiesa, in Vaticano e in Germania. Se un terzo di quello che è scritto è vero, i conati di vomito sono inevitabili. Una situazione drammatica che ha coinvolto anche i genitori del sacerdote, e che ha contribuito a un tentativo di suicidio della madre della vittima.

Il presunto responsabile era – e forse è ancora, a causa di quello che è venuto a conoscenza negli anni passati in Segreteria di Stato – un uomo potente. Tanto da minacciare, a un certo punto, secondo la denuncia, “Quando Ratzinger va in pensione distruggo anche Gänswein”.

Dopo l’abuso: “Mi sono sentito sporco, colpevole, malato. Infatti, per almeno una settimana non andai in ufficio dicendo di essere malato. Non uscivo neppure di casa. Ero fortemente traumatizzato. Fino a oggi questa esperienza torna come incubo quando dormo. Me ne vergogno tanto. La prima volta ne ho parlato in dettaglio alla polizia di Landshut dopo il primo articolo sulle condotte di Mons. Christoph Kühn pubblicato da Bild nel 2019”.

La vendetta nei suoi confronti è cominciata nel 2012, quando una lettera anonima, scritta in lingua tedesca, venne indirizzata a tutti capi dicasteri della Curia Romana e a tutti i Vescovi di lingua tedesca. Una missiva senza mittente accusava Mons. Gänswein, Mons. Wilhelm Imkamp, altri sacerdoti e anche la vittima di formare una cordata gay in Vaticano che organizzava delle orge. Un anno più tardi terminava la permanenza in Vaticano di Christoph Kühn. E incominciava, con la permanenza a Vienna e in Germania, il capitolo tedesco, che ha portato ai guai giudiziari. E alla situazione attuale. Anche la Congregazione per la Dottrina della Fede ha ricevuto la denuncia della vittima, in cui si chiede che il presunto abusatore venga ridotto allo stato laicale.

Marco Tosatti

Mons. Christoph Kühn, 7 ottobre 2012 (Foto di Mef.ellingen).

[*] Christoph Kühn, nato nel 1963 in Datteln (Land Nordrhein-Westfalen, Diocesi di Münster) è un canonista e ex diplomatico pontificio.
Ha completato la sua formazione filosofico-teologica presso l’Università cattolica di Eichstätt (Baviera). Come rappresentante degli studenti, ha lavorato lì al Senato e in diversi altri organi universitari.
Il 30 giugno 1990 ricevette a Eichstaett l’ordinazione sacerdotale dal Vescovo Karl Braun. Celebrò la sua Prima Messa nell’allora chiesa parrocchiale di Sant’Antonio in Hachhausen. Lavorò come cappellano a Wemding, a Neumarkt nell’Alto Palatinato e a Greding.
Dal 1993 al 1997 ha proseguito gli studi a Roma, con un laurea in diritto canonico. Ha anche ottenuto una licenza in diritto internazionale e si è laureato presso la Pontificia Accademia Ecclesiastica, che cura la preparazione dei sacerdoti destinati al servizio diplomatico della Santa Sede presso le varie Nunziature Apostoliche e presso la Segreteria di Stato.
Dopo aver completato questi studi, Christoph Kühn è entrato nel servizio diplomatico della Santa Sede sotto il Cardinale Segretario di Stato Angelo Sodano e destinato come Addetto alla Nunziatura Apostolica di Harare nel Zimbabwe e dal 1998 come Segretario presso la Nunziatura Apostolica in Zambia e Malawi con sede a Lusaka.
Dal 2001 al 2008, ha diretto la Sezione di lingua tedesca della Prima Sezione della Segreteria di Stato. In questo ruolo, ha accompagnato Papa Giovanni Paolo II all’incontro nazionale svizzero dei giovani a Berna nel giugno 2004, Papa Benedetto XVI per il XX. Giornata mondiale della gioventù 2005 a Colonia e durante i Viaggi apostolici in Baviera nel settembre 2006 e in Austria nel settembre 2007. Dal suo ufficio alla Terza Loggia del Palazzo Apostolico ha curato i contatti diplomatici della Santa Sede con Germania, Austria, Liechtenstein e Svizzera. I suoi doveri a Roma includevano anche la preparazione dei discorsi del Papa in lingua tedesca.

Mercoledì sera, 29 maggio 2008 il Cardinale Segretario di Stato Tarcisio Bertone ha ringraziato Christoph Kühn, ex Capo della Sezione tedesca della Segretariato di Stato, per il suo servizio in Vaticano. Ad un ricevimento d’addio all’Ambasciata tedesca presso la Santa Sede. Bertone ha dichiarato di essere fiducioso che Kühn mostrerà anche le sue eccezionali capacità nel suo nuovo ufficio in futuro. Kühn si trasferirà alla Nunziatura Apostolica a Vienna il 1̊ luglio 2008. Nella foto da sinistra: il Cardinale Segretario di Stato Tarcisio Bertone, l’Ambasciatore tedesco Hans-Henning Horstmann, Mons. Christoph Kühn.

Fine maggio 2008, più di 120 invitati hanno partecipato al ricevimento d’addio all’Ambasciata della Germania presso la Santa Sede, tra cui il Cardinale Segretario di Stato Tarcisio Bertone, i Cardinali Paul Josef Cordes e Darío Castrillón Hoyos e il Vescovo di Eichstätt, Gregor Maria Hanke, recatosi a Roma appositamente per l’occasione.

Da 1̊ luglio 2008 al 31 agosto 2012, Kühn è stato Consigliere di Nunziatura a Vienna, fino a quando si ritirò dal servizio diplomatico della Santa Sede.

Il 24 settembre 2012 fu nominato Canonico della Cattedrale di Eichstätt.

Con la consegna del berretto da parte del Vescovo Gregor Maria Hanke, il 24 settembre 2o12 è stata effettuata l’investitura del neo nominato Canonico della cattedrale, Mons. Christoph Kühn (foto sopra, di Daniela Bahmann). L’installazione come Canonico della cattedrale di Kühn ha avuto luogo il 28 settembre 2012 nell’ambito dei vespri capitolari del Capitolo della cattedrale di Eichstätt. Dopo aver prestato la promessa di lealtà, il Decano Willibald Harrer ha conferito a Kühn la croce capitolare del Capitolo della cattedrale di Eichstätt (foto sotto a sinistra). Il neo Canonico della cattedrale Mons. Christoph Kühn al suo posto nel coro della Cattedrale di Eichstätt (foto sotto a destra).

Il 25 settembre 2012, Kühn fu nominato dal Vescovo Gregor Maria Hanke Responsabile diocesano per la Chiese mondale, tra altro con responsabilità per la cooperazione con le organizzazioni di soccorso della Chiesa. Inoltre, fu nominato Incaricato per le comunità spirituali e il Incaricato spirituale per le Associazioni degli adulti della Diocesi.

Concelebrazione Eucaristica di ringraziamento in occasione dei 25 anni di sacerdozio di Mons. Christoph Kühn, lunedì di Pentecoste 29 maggio 2015 nella chiesa parrocchiale di San Amandus in Datteln.

Il 1̊ gennaio 2019, il Vescovo Gregor Maria Hanke ha sollevato Kühn dai servizi a cui l’aveva assegnato nel 2012 e gli ha assegnato il compito di accompagnare la Diocesi nel restauro della Cattedrale di Eichstatt. Inoltre, avrebbe dovuto cercare – come Incaricato della “Formazione Liturgica” – nuove forme liturgiche nel ambito della ristrutturazione della pastorale nella Diocesi di Eichstätt nelle aree pastorali.

Dal 2012 Kühn era in carica già come ” Summus Custos ” (Supremo Custode) per l’amministrazione dell’edificio del Duomo.

Dal 2014 Kühn era anche Giudice diocesano presso il Tribunale diocesano di Eichstätt.

Nel maggio 2019, la Diocesi Eichstätt annunciò che Kühn aveva preso congedo, fino a nuovo avviso, da tutti gli uffici e da tutte le funzioni nella Diocesi. Per le sue funzioni nell’Ordinariato e nel Capitolo della cattedrale furono nominato dei commissari. Come “Summus Custos” della cattedrale fu nominato Vicario del Duomo Reinhard Kurzinger, che fu anche eletto al Capitolo della cattedrale un mese dopo. Immediatamente prima che fossero annunciate le misure, il Vescovo Hanke si recò a Roma insieme al suo Vicario generale Isidor Vollnhals, secondo quanto riportato dai media.

Nel giugno 2020, Kühn fece di nuovo un’apparizione pubblica e celebrò con circa 100 fedeli la festa del Corpus Christi nel monastero di Strahlfeld vicino a Roding. La sua omilia era incentrata sugli effetti della pandemia di COVID-19. È ancora Canonico della cattedrale, ma continua ad essere sollevata da ogni funzione e non è più giudice diocesano.

Nei tempi degli studi Christoph Kühn è stato membro di WKSt.V. Unitas Frankonia Eichstätt e la KAV Capitolina Roma. Nel 2009 ha assunto il ruolo di cappellano della della KAV Marco-Danubia Vienna nel Österreichischen Cartellverband. Nel 2011 è diventato Filisteo onorario della KÖL Ferdinandea zu Graz nel Akademischen Bund der KÖL. Nel 2000 nel monastero di Casamari ricevette l’investitura nel Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme (OESSG). Nel 2002 a Roma fu ammesso nel Sovrano Militare Ordine di Malta (SMOM). Dal 2008 al 2012 era cappellano volontario nella casa per anziani dell’Ordine di Malto con sede Haus Malta a Vienna. A partire dal 2012 fino alle sue dimissioni nel febbraio 2019, Kühn ha servito come Curatore del Marianischen Messbundes bei der Schuttermutter Ingolstadt (IMB), che è sotto la protezione del Vescovo di Eichstätt. Inoltre, appariva come Presidente del gruppo diocesano di Eichstätt del Bundes Katholischer Unternehmer (BKU), composto da circa 20 persone.

Il 28 aprile 2008 Mons. Christoph Kühn riceve dal Primo sindaco di Altötting, Herbert Hofauer (a sinistra) il Distintivo d’onore d’oro della Città di Alötting. Con questo terza onorificenza più alto, che la Città di Altötting assegna, il Consiglio comunale “ha voluto onorare l’impegno straordinario del sacerdote diocesano di Eichstatt, soprattutto prima e durante la Visita del Papa nel settembre 2006″.

A parte del Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme (OESSG) e del Sovrano Militare Ordine di Malta (SMOM), che abbiamo già menzionato, Mons. Kühn ha ricevuto vari ordini e decorazioni da diversi paesi per il suo lavoro di diplomatico pontificio, tra cui la Croce al merito federale nell’Ordine al merito della Repubblica Federale Tedesca nel 2006. Nel 2004 è stato insignito della Grande medaglia d’oro per i servizi alla Repubblica d’Austria. All’inizio del 2007, gli è stata assegnata la Croce di commendatore con Stella dell’Ordine di Merito del Liechtenstein. Nel marzo 2007 ha ricevuto dal Presidente Giorgio Napolitano la Croce commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana. Nel 2010 ha ricevuto la Croce al merito Pro Piis Meritis del Sovrano Ordine di Malta.

Il Consigliere di Nunziatura Mons. Christoph Kühn da Papa Benedetto XVI nominato Prelato d’onore di Sua Santità. La consegna della pergamena di nomina da parte del Nunzio Apostolico in Austria, l’Arcivescovo Peter Stephan Zurbriggen (secondo da destra), a Kühn (secondo da sinistra) nella Nunziatura Apostolica a Vienna (con due collaboratori della Nunziatura), 16 aprile 2011.

Nel 1999 Kühn è stato nominato Cappellano di Sua Santità da Papa Giovanni Paolo II e nel 2011 da Papa Benedetto XVI Prelato d’onore di Sua Santità.

Foto di copertina: Mons. Christoph Kühn, 25 settembre 2012 (Foto di Norbert Staudt).

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