“A chi dunque posso paragonare la gente di questa generazione?” (Lc 7,33). Il severo giudizio di Gesù

“A chi dunque posso paragonare la gente di questa generazione? A chi è simile? È simile a bambini che, seduti in piazza, gridano gli uni agli altri così:
«Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato,
abbiamo cantato un lamento e non avete pianto!».
È venuto infatti Giovanni il Battista, che non mangia pane e non beve vino, e voi dite: «È indemoniato». È venuto il Figlio dell’uomo, che mangia e beve, e voi dite: «Ecco un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori!». Ma la Sapienza è stata riconosciuta giusta da tutti i suoi figli»” (Lc 7, 33-35).

Condivido la riflessione molta profonda di Sergio Russo, pubblicato da Marco Tosatti sul suo blog Stilum Curiae, “in cui tocca temi intimi, personali, e in cui ci esorta a non lasciarci abbattere dalle difficoltà dell’ora presente, ma a combattere per la nostra fede, e per quei ministri che ancora sono fedeli al mandato. E anzi, afferma che dobbiamo essere felici e grati di questa opportunità, in un’ottica soprannaturale”.

«Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, vi abbiamo cantato un lamento e non avete pianto!»

Qualche giorno fa, una madre badessa mi ha detto: «Il vero monaco sta sempre sulla soglia dell’eskaton (del “già, e non ancora”)…».
Io personalmente ho trascorso, non voglio dire anni, ma qualche decennio, ad interessarmi delle “realtà ultime” (la scienza detta appunto escatologia), assieme alle profezie, e al ruolo svolto dalla gran Madre di Dio e degli uomini che, scendendo dal Cielo sulla terra, rivela ai suoi figli il destino del mondo e della Chiesa o, se preferite, per usare un termine inglese che va tanto di moda, Ella ci svela il “trend” (la tendenza) che: azioni umane, influenze del nemico e progetti di Dio, interagendo fra loro, hanno in potere nel determinare presente e futuro dell’umanità.
“Dimentico del passato e proteso verso il futuro…” cerco dunque di vivere il presente, momento per momento, memore pure del fatto che “a ciascun giorno basta il suo affanno”.
No, non ho perso il mio tempo ad interessarmi di questi temi, i quali – per ragioni opposte, ma coincidenti, sono viceversa i più temuti dagli agnostici e dai clericali di ogni tempo – ché anzi, tali tematiche, oltre ad aver rafforzato in me il dono inestimabile della Fede, mi hanno altresì permesso di vivere l’umana esistenza con più razionalità, maggior concretezza e superiore efficacia, sia per gli obbiettivi che nei risultati.
Mi sono quindi addentrato nei sentieri del vero, scoprendo che Lui, Verità incarnata, è sempre un passo più avanti, solare e chiarificatore, e che illumina il mio cammino e disperde le tenebre della paura, dell’angoscia, del tedio, del disorientamento…
Ancora, ho bussato alle porte del bello, trovando che Lei, Bellezza per antonomasia, è sempre al di là, sublime e meravigliosa, capace di affascinarti e riempire il tuo cuore di nostalgia di cielo e di anelito per la felicità senza tramonto…
Però adesso mi rivolgo a te, fratello e sorella nella Fede: non ti angustiare oltre misura per quello che vedi accadere nella Chiesa e succedere nel mondo, ma gioisci ed esulta perché tu possiedi la “sensibilità” (ancor meglio: essa è una grazia senza pari!) di riconoscere la voce del tuo Pastore, che ti consola e parla al tuo cuore, mostrandoti ciò che va seguito e quel che è da evitare, infondendo al contempo nel tuo animo, un’innata repulsione, associata ad un intelligente fiuto, nel denunciare azione e comportamenti dei mercenari, i quali fanno di tutto per accreditarsi come pastori e guardiani presso il gregge del Signore… e pur tuttavia è Egli stesso ad illuminarti mente e cuore, poiché Lui desidera usarti oggi, in questi nostri tempi cupi e drammatici, quale strumento eletto, per far risplendere la Sua luce e la Sua sapienza di mezzo agli uomini, sia fra quelli che Lo rifiutano, che per coloro che Lo cercano, ma non sanno come fare per incontrarLo…
È dunque “conveniente che si adempia ogni giustizia”, disse il Signore Gesù a Giovanni Battista, desolato, quando non voleva compiere ciò che riteneva non fosse di sua competenza…

Georgios Iakovidis, “Concerto di bambini”.

Pertanto, se oggigiorno molti ministri e pastori stanno rifuggendo dalle loro gravi responsabilità, abbandonando di fatto il gregge alla mercé dei lupi rapaci, tu hai invece il diritto e il dovere di sostenere i ministri coraggiosi, quelli che si sono opposti a norme inique, senza comunque lasciarti intimorire da coloro che accampano pretesi diritti d’obbedienza, ostentando rango e autorità, a cui rispondiamo: «Sì, io sono re! Per questo sono nato e sono venuto nel mondo: per rendere testimonianza alla Verità…», poiché bisogna obbedire a Dio, piuttosto che agli uomini!
E concludo: lo Spirito, attraverso i secoli, ha suonato il flauto della sua creatività e del suo inarrestabile fervore mistico nel cuore dei suoi fedeli, ma i “sapienti di questo mondo” non hanno ballato né gioito insieme con Lui…
Ma oggi, che la Madre è discesa dal Cielo sulla terra, e sta intonando il suo ineffabile lamento, sono soltanto i “piccoli” a piangere, desiderando sinceramente consolarLa, e soprattutto ascoltarLa, ma non come opzione alla Fede, bensì ritenendo Lei necessaria ed imprescindibile alla salvezza del mondo, ed eterna delle anime!

Foto di copertina: Georgios Iakovidis, “Concerto di bambini”.

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