Cantagalli annuncia per il 30 gennaio 2020 l’uscita dell’edizione italiana del libro di Benedetto XVI e Cardinale Sarah

“Nos ergo debemus sublevare huiusmodi, ut cooperatores simus veritatis (Noi dobbiamo innalzarci a tal punto da essere cooperatori della Verità.
Lo splendido motto che il cardinale Ratzinger ha posto in esergo alla sua ascesa al soglio pontificio – motto che abbiamo riportato a nostra volta nella versione latina ed italiana – sia un auspicio per ciascuno di noi e per la Chiesa tutta: diventare cooperatori della Verità. La Verità esiste ed è una: questo è il messaggio forte, dirompente, di Benedetto XVI che proprio in quanto latore di un simile messaggio si trova adesso sotto i fuochi incrociati dei nemici di Dio e della Chiesa, ma anche dei suoi nemici personali all’interno della vigna del Signore” (dal Gruppo Facebook Benedetto XVI – L’umile lavoratore nella vigna del Signore).

Dal sito di Edizioni Cantagalli l’annuncio dell’uscita dell’edizione italiana di “Des profondeurs de nos coeurs”:

Dal profondo del nostro cuore
Autore: Robert Sarah con Joseph Ratzinger/Benedetto XVI
A cura di Nicolas Diat
Traduzione di Davide Riserbato
Grafica di copertina: Rinaldo Maria Chiesa
Pagine: 144
Formato: 13,5X21
ISBN: 978-88-6879-871-0
Product ID: 5072
€18,00
Titolo originale: Des profondeurs de nos cœurs by Benoît XVI and Cardinal Robert Sarah
© Librairie Arthème Fayard, 2020
© 2020 Edizioni Cantagalli S.r.l. – Siena
Stampato da Edizioni Cantagalli nel gennaio 2020
A tutti i sacerdoti
Descrizione
“Ci siamo incontrati in questi ultimi mesi, ci siamo confidati le nostre idee e le nostre preoccupazioni.
Abbiamo pregato e meditato in silenzio.
Sviluppate attraverso sentieri diversi, le nostre riflessioni ci hanno quindi portato a scambiarci alcune lettere. La prossimità delle nostre preoccupazioni e la convergenza delle nostre conclusioni hanno fatto sì che, sull’esempio di sant’Agostino, prendessimo la decisione di mettere a disposizione di tutti i fedeli il frutto del nostro lavoro e della nostra amicizia spirituale”.
DISPONIBILE DAL 30 GENNAIO

Oggi ho ricevuto – come un gradito regalo – in formato PDF il libro in italiano “di Robert Sarah con Joseph Ratzinger/Benedetto XVI” (come reciterà la copertina – “non ancora disponibile”) “Dal profondo del nostro cuore”.

Un libro intorno al quale – e soprattutto contro i due autori – sono state montate “incessanti, nauseabonde e false polemiche, mai interrotte”, come ha denunciato il Cardinale Sarah.
Una querelle voluta, provocata e continuata, con dei fake news, falsità e calunnie, ignorando in gran parte quanto scritto dai due autori.
Vale la pena di leggere per intera la Nota del curatore, per capire l’importanza del libri. La faccio seguire, insieme ad alcune screenshot dal libro, che da Edizioni Cantagalli viene definito “il caso editoriale dell’anno”.

Nota del curatore
«Dobbiamo meditare su queste riflessioni di un uomo che si avvicina al termine della propria vita. In questa ora cruciale, non si decide di intervenire con leggerezza» Cardinale Robert Sarah
Dal profondo del nostro cuore è il titolo molto semplice e commovente che il Papa emerito Benedetto XVI e il Cardinale Robert Sarah hanno scelto per il libro che pubblicano insieme. Le parole di Benedetto XVI sono rare. Nel marzo 2013, il Papa emerito ha deciso di ritirarsi in un monastero nei Giardini Vaticani. Ha voluto dedicare gli ultimi anni della propria vita alla preghiera, alla meditazione e allo studio. Il silenzio diventava così lo scrigno prezioso di un’esistenza lontana dal frastuono e dalla violenza del mondo. Assai di rado, finora, Benedetto XVI ha accettato di intervenire per esprimere il proprio pensiero su argomenti importanti per la vita della Chiesa.
Il testo qui offerto è, dunque, qualcosa di eccezionale. Non si tratta di un articolo o di appunti raccolti nel corso del tempo, ma di una riflessione magistrale, insieme lectio e disputatio. La volontà di Benedetto XVI è chiaramente espressa nella sua Introduzione: «Di fronte alla persistente crisi che il sacerdozio attraversa da molti anni, ho ritenuto necessario risalire alle radici profonde della questione». I lettori più avvertiti non esiteranno a riconoscere lo stile, la logica e la straordinaria pedagogia dell’Autore della trilogia dedicata a Gesù di Nazareth. Il dettato è ben strutturato, i riferimenti abbondanti e il procedere argomentativo finemente cesellato.

Per quale ragione il Papa emerito ha desiderato collaborare con il Cardinale Sarah? I due sono molto amici e intrattengono una regolare corrispondenza per condividere punti di vista, speranze e preoccupazioni. Nell’ottobre 2019, il Sinodo per l’Amazzonia, un’assemblea di vescovi, religiosi e missionari, dedicato al futuro di questa immensa regione, ha rappresentato in seno alla Chiesa un’occasione di riflessione, nella quale è stato variamente messo a tema l’avvenire del sacerdozio cattolico. Da parte loro, Benedetto XVI e il Cardinale Sarah avevano iniziato a scambiarsi scritti, pensieri e proposte già sul finire dell’estate, per incontrarsi poi allo scopo di conferire la maggior chiarezza possibile alle pagine che ora seguiranno.
Personalmente, sono stato il testimone privilegiato, incantato, di questo loro dialogo. Li ringrazio in finitamente per l’onore di essere il curatore di questo volume. Il testo di Benedetto XVI s’intitola molto sobriamente: Il sacerdozio cattolico. Il Papa emerito precisa da subito la sua impostazione: «Alle radici della grave situazione in cui versa oggi il sacerdozio, si trova un difetto metodologico nell’accoglienza della Scrittura come Parola di Dio». L’affermazione è severa, inquietante, quasi incredibile. Benedetto XVI non ha voluto affrontare da solo una questione così delicata. La collaborazione del Cardinale Sarah gli è parsa naturale e importante. Il Papa emerito conosce la profonda spiritualità del Cardinale, il suo spirito orante, la sua saggezza. Si fida di lui. Nella Prefazione a La forza del silenzio, durante la Settimana Santa 2017, Benedetto XVI scriveva: «Il Cardinale Sarah è un maestro dello spirito che parla a partire dal profondo rimanere in silenzio insieme al Signore, a partire dalla profonda unità con lui, e così ha veramente qualcosa da dire a ognuno di noi. Dobbiamo essere grati a Papa Francesco di avere posto un tale maestro dello spirito alla testa della Congregazione che è responsabile della celebrazione della Liturgia nella Chiesa» [1].

Da parte sua, il Cardinale Sarah ammira la produzione teologica di Benedetto XVI, la potenza della sua riflessione, la sua umiltà e la sua carità. L’intento degli Autori è perfettamente restituito in questa affermazione tratta dalla comune Introduzione al volume: «La vicinanza delle nostre preoccupazioni e la convergenza delle nostre conclusioni hanno fatto sì che prendessimo la decisione di mettere a disposizione di tutti i fedeli il frutto del nostro lavoro e della nostra amicizia spirituale, sull’esempio di sant’Agostino». Il quadro è semplice. Due vescovi hanno voluto riflettere. Due vescovi hanno voluto rendere pubblico il frutto della loro eminente ricerca. Il testo di Benedetto XVI è di grande finezza teologica. Quello del Cardinale Sarah possiede un’indubitabile forza catechetica. Gli argomenti si incrociano, le affermazioni si completano, le intelligenze sono reciprocamente stimolate. Al suo scritto il Cardinale Sarah ha assegnato come titolo: Amare fino alla fine. Sguardo ecclesiologico e pastorale sul celibato sacerdotale. Ritroviamo in esso il coraggio, la radicalità e la mistica che rendono incandescenti tutti i suoi libri.
Benedetto XVI e il Cardinale Sarah hanno voluto aprire e chiudere questo libro con due testi composti a quattro mani. Nella loro Conclusione scrivono: «È urgente, necessario, che tutti, vescovi, sacerdoti e laici, non si facciano più impressionare dai cattivi consiglieri, dalle teatrali messe in scena, dalle diaboliche menzogne, dagli errori alla moda che mirano a svalutare il celibato sacerdotale». Evidentemente, il Papa emerito e il Cardinale Sarah non hanno affatto voluto nascondere la propria inquietudine. Conoscono, però, fin troppo bene sant’Agostino, al quale fanno spesso riferimento, per non sapere che l’amore ha sempre l’ultima parola.
Il motto episcopale del Cardinale Joseph Ratzinger era: Ut cooperatores simus veritatis, «Noi dobbiamo perciò accogliere in questo modo, per essere collaboratori della verità» (3Gv 8). In questo saggio, all’età di novantadue anni, ha voluto disporsi ancora una volta al servizio della verità. Il motto episcopale del Cardinale Robert Sarah, scelto quando era giovane arcivescovo di Conakry, capitale della Guinea, recita invece: Sufficit tibi gratia mea, «Ti basta la mia grazia»; ed è tratto dalla Seconda Lettera ai Corinzi, nella quale l’Apostolo Paolo descrive i suoi dubbi, teme di non essere in grado di trasmettere efficacemente l’insegnamento del Vangelo. Dio, però, gli risponde così: «Ti basta la mia grazia; la mia potenza infatti si manifesta pienamente nella debolezza» (2Cor 12,9).
Vorrei concludere questo pensiero con due citazioni che sento oggi risuonare con forza. La prima è tratta dall’omelia di Benedetto XVI per la Messa di Pentecoste del 31 maggio 2009: «Come esiste un inquinamento atmosferico, che avvelena l’ambiente e gli esseri viventi, così esiste un inquinamento del cuore e dello spirito, che mortifica ed avvelena l’esistenza spirituale». La seconda è tratta da Il portico del mistero della seconda virtù di Charles Péguy: «Quello che mi stupisce, dice Dio, è la speranza. Non me ne capacito. Questa piccola speranza che ha l’aria di non essere nulla. Questa bambina speranza»2. Ricercando nel profondo del loro cuore, Benedetto XVI e il Cardinale Robert Sarah hanno voluto allontanare questo inquinamento e aprire le porte alla speranza.
Nicolas Diat
Roma, 6 dicembre 2019

[1] Benedetto XVI, Prefazione a R. Sarah, La forza del silenzio. Contro la dittatura del rumore, Cantagalli, Siena 2017, p. 11.

Un articolo di ieri, 19 gennaio 2020: Alcuni brani in italiano di “Dal profondo dei nostri cuori”. Ignatius Press presenta edizione inglese. «Silere non possum!»

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