Le meditazioni della Via Crucis affidate ad una famiglia

via crucis colosseo
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Quest’anno, per incarico della Santa Sede, le meditazioni per le stazioni della tradizionale Via Crucis del venerdì santo al Colosseo sono state composte da una coppia di coniugi, in sintonia con l’anno pastorale dedicato alla famiglia: Annamaria e Danilo Zanzucchi, aderenti a ‘Famiglie Nuove’ del movimento dei Focolari, fondato da Chiara Lubich. Originari di Parma, cinque figli, sono stati tra i fondatori e, per lunghi anni, gli animatori di questo progetto a largo raggio per la famiglia, nato nel 1967 dal desiderio di Chiara di riportare al centro di questa cellula fondamentale della società; inoltre sono stati anche consultori del Pontificio consiglio per la Famiglia.

I coniugi Zanzucchi sono la prima coppia a cui il Papa ha affidato la stesura delle meditazioni per la Via Crucis: “Il fatto che il Santo Padre abbia chiamato una famiglia per questo compito ci sembra metta in evidenza che la famiglia, nella Chiesa stessa, non è solo oggetto di evangelizzazione, ma una vera e propria ‘via’ della Chiesa per vivere e portare il Vangelo”. Infatti le meditazioni della Via Crucis sono attraversate dalla spiritualità familiare: “Abbiamo cercato di vedere la Via Crucis nei riflessi che ha per la vita di famiglia. E ci è venuto da pensare che quando Gesù andava verso il Calvario, tra i presenti c’erano certamente tante famiglie e Lui  aveva amore per loro… Dai dolori si può trarre paradossalmente una felicità inaspettata e nuova. La vita di famiglia può essere costellata di abbandoni, tradimenti, situazioni difficili. Eppure tutte queste croci vengono permesse per una gioia: sono il modo per entrare in questa dinamica di Risurrezione”.

In questa giornata le vie Crucis sono affiancate anche dalla rievocazione della Passione di Gesù attraverso le Sacre Rappresentazione, che in Italia hanno radici antichissime, tantoché è sorta ‘Europassion’, una associazione che riunisce in Italia ed in Europa tutti i gruppi di ‘Passione’. Infatti nel 1500 la Chiesa avviò una riforma per conciliare il modo molto spettacolare ed efficace di rappresentare la vita di Cristo, della Vergine e dei Santi con l’esigenza di dare contenuto spirituale, sentita partecipazione e moralità alle sacre rappresentazioni. Per quanto riguarda in particolare la passione di Cristo non è sorprendente quindi constatare come dalle iniziali proibizioni delle sacre rappresentazioni siano sorti molti nuovi e rinnovati ‘teatri della Passione’.

Le processioni del giovedì e venerdì santo con immagini, simboli, gruppi statuari e simulacri della Passione costituiscono il fulcro della devozione confraternale e l’espressione più altamente drammatica della devozione alle sofferenze di Cristo dal Concilio di Trento fino ai nostri giorni. Già nel Seicento a Milano si trovano tutte le principali tipologie di processione drammatica della Passione aventi come protagonisti dei simulacri. Quella con i misteri, simboli o statue rappresentanti i diversi episodi della Passione che sfilano in corteo, era stata inventata nel 1587 da uno stretto collaboratore del Borromeo, il generale dei barnabiti e futuro vescovo di Novara, Carlo Bascapè. I gesuiti, attraverso la loro congregazione di nobili, organizzarono dal 1633 la processione dell’Entierro, il solenne funerale di un simulacro di Cristo morto accompagnato da quello dell’Addolorata che si svolgeva per le vie principali di Milano. L’Entierro divenne il modello di processione del venerdì santo per moltissimi paesi e città della Lombardia e del Piemonte.

Per mantenere vivo questo sentimento religioso l’associazione ‘Europassion’ si è impegnata a valorizzare l’annuncio del messaggio di Cristo nelle sacre rappresentazioni legate all’associazione, a promuovere il raggiungimento del giusto equilibrio tra l’aspetto religioso, culturale, artistico e sociale delle stesse, a coinvolgere le comunità e soprattutto i giovani non solo come spettatori ma come protagonisti, favorendo percorsi di dialogo interculturale ed ecumenico, incentivare l’organizzazione di seminari, convegni, mostre e altre forme di divulgazione culturale.

Il cappellano di ‘Europassion’, mons. Fausto Panfili, ha sottolineato: “In alcuni luoghi i teatri della Passione si ripetono non solo il Venerdì Santo, ma anche durante l’anno, in modo che le persona possano avere varie occasioni per venire in contatto con il mistero della morte e resurrezione del Signore. Dal centro Italia sono partite queste esperienze nel Medioevo e si sono diffuse in tutta Europa. Adesso stanno ritornando alle loro origini per fare unità con l’Europa, con le radici cristiane”.

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