Vaticano: in calo i sospetti di riciclaggio

Nei giorni scorsi la Santa Sede ha pubblicato il rapporto annuale, relativo al 2018, sulle proprie attività finanziarie, informando della diminuzione dei casi di possibili attività sospette di riciclaggio. Il sistema di segnalazione di attività sospette ha registrato la costante diminuzione del numero di ‘segnalazioni di attività sospette’ rispetto agli anni precedenti.

Nel 2018 sono state inviate 56 Segnalazioni di Attività Sospette all’AIF rispetto alle 150 dell’anno precedente, come ha affermato Tommaso Di Ruzza, direttore dell’AIF: “Tale diminuzione e tendenza rispetto agli anni precedenti era prevedibile. Molto positiva è la crescente qualità delle segnalazioni di attività sospette inviate all’AIF e l’aumento dei rapporti inviati dall’AIF all’Ufficio del Promotore di Giustizia.

Nello scorso anno, l’AIF ha siglato 8 nuovi Protocolli d’intesa con controparti di giurisdizioni estere e ha scambiato informazioni in 488 casi… Nella sua funzione di ‘unità di informazione finanziaria’ (UIF), l’AIF ha scambiato informazioni con UIF estere 473 volte (231 richieste a UIF estere e 242 richieste da UIF estere), mentre sono state contestualmente trasmesse 158 comunicazioni spontanee ad unità di informazione finanziaria estere e ne sono state ricevute 15. L’AIF ha siglato nuovi protocolli di intesa con altre 6 giurisdizioni estere: Aruba, Bulgaria, Grecia, Honduras, Messico e Uruguay. Dal 2012, l’AIF ha siglato 56 protocolli di intesa con le controparti in tema di informazione finanziaria”.

E la cooperazione internazionale contro il riciclaggio rimane una priorità: “Nel 2018 non sono state registrate SAS relative al finanziamento del terrorismo e, complessivamente, l’aggiornamento della VGR del 2018 ha confermato un basso livello di rischio connesso al finanziamento del terrorismo. Nel contempo, l’AIF ha mantenuto un approccio preventivo e propositivo, assicurando la propria collaborazione a livello internazionale e garantendo un supporto costante alle UIF delle giurisdizioni maggiormente esposte al rischio di attacchi terroristici.

Più in generale, a norma dell’art. 71 della Legge n. XVIII, il Presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano promulga periodicamente Ordinanze con le quali viene pubblicata la lista dei soggetti che minacciano la pace e la sicurezza internazionale, tenendo conto delle indicazioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e dell’Unione europea”.

Ed ha fatto un monitoraggio più adeguato sulle proprietà: “Nel 2018, il Presidente del Governatorato ha emesso 21 Ordinanze. L’AIF, nel trasmettere le liste allo IOR, ha prescritto un monitoraggio rafforzato e l’adozione di potenziali misure preventive, incluso il congelamento di eventuali fondi e altre risorse economiche di proprietà, posseduti, controllati o detenuti, in maniera esclusiva o congiunta, diretta o indiretta, da soggetti inclusi nelle liste, degli eventuali frutti e profitti generati da tali fondi e risorse economiche, nonché di potenziali fondi o altre risorse economiche posseduti o controllati da altri soggetti, persone fisiche o enti, in nome o per conto o in favore di soggetti iscritti nelle liste.

Le analisi e le seguenti attività di monitoraggio non hanno fatto registrare connessioni tra i soggetti inclusi nelle liste e la giurisdizione. Al fine di promuovere una sempre maggiore consapevolezza tra le Autorità della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano, nonché tra gli enti senza scopo di lucro registrati nella Città del Vaticano, dei rischi potenziali, le liste sono pubblicate nel sito internet istituzionale dell’AIF39”.

Inoltre l’AIF ha in 15 casi scambiato informazioni con autorità di vigilanza estere (13 richieste ad autorità estere e 2 richieste da autorità estere), e ha sottoscritto protocolli di intesa con le Autorità di Vigilanza di Brasile e Panama, che portano ad 8 i protocolli siglati con autorità di vigilanza di Stati esteri, tra i quali la Banca d’Italia.

Nel 2018, l’AIF ha ricevuto 56 segnalazioni di attività sospette, in netta diminuzione rispetto ai 150 del 2017.Di queste segnalazioni, 50 sono arrivate dagli enti vigilati, 4 da autorità della Santa Sede e dello Stato di Città del Vaticano e 2 da altri soggetti. Infine nel 2018 l’AIF ha disposto 5 misure preventive, e nella fattispecie 3 sospensioni di transazioni e operazioni per un valore di € 422.077 e 2 blocchi di conti per € 2.362.725,53.

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