Venerdì Santo: la Colletta per la Terra Santa

Si rinnova anche quest’anno, in nome della ‘Comunione e solidarietà con la Chiesa di Gerusalemme’, la Colletta pro Terra Santa, che nasce dalla volontà dei Papi di mantenere forte il legame tra i Cristiani del mondo e i Luoghi Santi.

La Colletta è raccolta nel Venerdì Santo ed è la fonte principale per il sostentamento della vita che si svolge nei Luoghi Santi oltre a rappresentare lo strumento della Chiesa per stare a fianco delle comunità ecclesiali del Medio Oriente, da Gerusalemme all’Iraq, da Cipro all’Egitto, dalla Siria all’Eritrea, alla Turchia, come ha scritto il prefetto della congregazione per le chiese orientali, card. Leonardo Sandri:

“Centro di tutto l’anno liturgico è la Settimana Santa che inizia a Betfage, con l’entrata di Gesù a Gerusalemme. Lo seguiamo a Betania e assistiamo all’unzione col profumo di nardo, profezia della Sua passione, morte e resurrezione. Nel Cenacolo Egli offre se stesso per noi, nel pane e nel vino, e ci lava i piedi, insegnandoci l’umile servizio come comandamento nuovo dell’amore. Viviamo nel Getsemani il suo arresto e lo seguiamo da lontano con tutta la nostra fragilità, come Pietro che lo rinnega.

Sotto la croce, con Maria e il discepolo amato siamo presenti alla sua morte, contemplando il suo costato trafitto. Deposto infine in quel sepolcro, presso il quale il mattino di Pasqua si reca Maria Maddalena, risorge e con la sua luce accarezza i nostri occhi e i nostri cuori, invitandoci a guardare dentro la storia del mondo e quella personale di ciascuno di noi”.

Richiamando il viaggio compiuto da san Paolo VI, il prefetto ha invitato i fedeli a non dimenticare i cristiani del Medio Oriente: “Nell’ultimo periodo, assistiamo con speranza ad una certa ripresa dei pellegrinaggi, toccando con mano la gioia della fede di tanti fedeli che giungono in Terra Santa sempre più numerosi dalla Cina, dall’India, dall’Indonesia, dalle Filippine e dallo Sri-Lanka…

Tale vitalità apostolica è un segno grande per le comunità locali, e interpella quelle dell’Occidente talora tentate di scoraggiamento e rassegnazione nel vivere e testimoniare la fede nel quotidiano”.

In questo modo la Custodia attraverso la Colletta può sostenere la missione a cui è chiamata: custodire i Luoghi Santi, le pietre della memoria, e favorire la presenza cristiana, attraverso tante attività di solidarietà, come il mantenimento delle strutture pastorali, educative, assistenziali, sanitarie e sociali. I territori che beneficiano sotto diverse forme di un sostegno proveniente dalla Colletta sono Gerusalemme, Palestina, Israele, Giordania, Cipro, Siria, Libano, Egitto, Etiopia, Eritrea, Turchia, Iran e Iraq.

La Diocesi Patriarcale di Gerusalemme, la Custodia Francescana, le Chiese Orientali della Terra Santa e gli Istituti Religiosi sono impegnati per la formazione scolastica dei giovani della Terra Santa. Tenute presenti le particolari circostanze in cui versano gli studenti cristiani e preso in considerazione l’arrivo di migliaia di ragazzi in età scolare dalla Siria e Iraq in Terra Santa, la Congregazione per le Chiese Orientali ha deciso di aumentare la somma dei sussidi anche per l’anno accademico in corso.

Inoltre il ritorno dei rifugiati e degli sfollati rimane ancora questione molto complessa considerando che l’imprevedibilità è la parola chiave. E per la Pasqua i Patriarchi e i Capi delle Chiese di Gerusalemme hanno scritto un messaggio ai fedeli, in cui hanno ribadito il rispetto della vita: “La festa della risurrezione ci ricorda che la dignità umana deve essere rispettata e onorata. Gli esseri umani sono creati a immagine di Dio e quindi uguali davanti a Dio.

La Pasqua è il tempo in cui la famiglia umana viene celebrata alla luce della vita e dell’abbondanza divina. Gerusalemme, la città della risurrezione, è il faro della speranza e della vita. La tomba vuota ci ricorda costantemente gli eventi che hanno avuto luogo dentro e nei pressi della città santa. Gesù è venuto ad offrire una vita abbondante in cui il peccato e la morte sono sconfitti”.

Ed hanno chiesto il mantenimento dello status per Gerusalemme: “La città della vita è anche la città della pace e della riconciliazione. Pertanto, lo status multireligioso e multiculturale di Gerusalemme deve essere mantenuto, così che tutte le fedi abramitiche possano trovare in essa solo la città della pace e della tranquillità. Continuiamo a pregare per una pace giusta e duratura a Gerusalemme e in tutto il mondo.

Preghiamo con fermezza per tutte le regioni in cui regnano violenza e angoscia, perpetrate specialmente contro persone innocenti e luoghi di culto. Nelle nostre preghiere ricordiamo anche tutte le donne e i bambini che subiscono violenza e ingiustizia in tutto il mondo. Invitiamo tutti a rispettare la dignità di ogni persona umana e a camminare insieme verso l’integrità e la pienezza della vita”.

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