La scomparsa di padre Remo Piccolomini: un innamorato di sant’Agostino

Ad inizio anno la Provincia Agostiniana d’Italia ha annunciato la scomparsa di padre Remo Piccolomini: “Alle 16.49 del 4 gennaio nel nostro Convento di Cascia, confortato dalla presenza dei confratelli che lo sostenevano nella recita del Rosario, ha raggiunto la pace senza tramonto padre Remo Piccolomini. Fino all’ultimo, pur consumato nel fisico, ha conservato la lucidità ed il desiderio di prepararsi all’incontro finale nella fede e nella preghiera”.

Nella sua vita religiosa e nel ministero sacerdotale padre Piccolomini ha sempre rappresentato il suo grande amore per Agostino. Con entusiasmo e tenacia ha speso ogni energia per la divulgazione del suo pensiero e delle sue opere, promuovendo anche pubblicazioni che miravano a favorirne una conoscenza ampia e diffusiva.

Assieme al compianto padre Franco Monteverde ed ad altri agostiniani ha coltivato, e portato a compimento, il sogno di padre Agostino Trapé, che consisteva nella traduzione e stampa dell’Opera Omnia di sant’Agostino nella edizione bilingue della Nuova Biblioteca Agostiniana, di cui per lungo tempo è stato direttore.

Frequentando fin da giovane sia la basilica di san Nicola a Tolentino che la basilica di santa Rita a Cascia ho potuto conoscere padre Piccolomini e padre Monteverde, avendo con loro amicizia, nella quale ho potuto innamorarmi di sant’Agostino. Anzi grazie a padre Piccolomini e a padre Vincenzo Lolli, che dalla seconda metà degli anni ’60 invita a Cascia giovani per conoscere e comprendere il pensiero agostiniano, ho potuto ‘scoprire’ non solo santa Rita, ma anche il beato Simone Fidati e la beata madre Maria Teresa Fasce, sentendolo parlare di un ‘cammino ascenzionale’:

“C’è un ‘cammino ascensionale’ da percorrere per meglio ‘configurarsi a Cristo’ , che qui non descriverò, è una salita di nove gradini; dive dare solo delle indicazioni. Il cristiano è invitato a seguire Gesù ‘dove Egli vada’, cioè salire il monte, attraverso una via scabrosa.

Si incomincia con la vittoria sui bassi istinti, poi l’anima acquista padronanza di sé, disprezzo dei beni, essere illuminati, per arrivare all’impassibilità dello spirito, poi c’è l’intelligenza pronta della Parola, studio della salvezza dell’altro (o apostolato), purificazione totale della vita. Il cristiano deve fare ‘esperienza di Cristo’; Cristo, insomma, lo si ama con tutto l’uomo: non solo con l’anima, non solo con il corpo, ma con l’anima e il corpo insieme. Allora, dobbiamo prima salire, come Gesù, solo allora saliremo godremo della gloria”.

Riprendendo il discorso 228 di sant’Agostino aveva affermato durante un incontro che la società oggi ha bisogno di ‘testimoni’: “Non basta, poi, contemplare, è necessario imitare; Cristo è la via, la verità e la vita: la via ‘sperando per premium’, però il premio non si gode se prima l’uomo non si comporta bene nella vita.

Il premio segue i costumi e c’è solo per chi si sforza di vivere da cristiano, teso a prendere la ‘forma’ di Cristo, cioè ‘conformarsi’ a Lui, vivere di Lui, vivere con Lui, vivere per Lui. Parlare degli altri, della società, è molto più facile che parlare di se stessi, specialmente quando c’è di mezzo la critica: la colpa è della società, i politici sono tutti corrotti, nel Governo è tutto un ladrocinio, e tante altre cose…

Queste diatribe sono per gli altri. E tu? E’ mai possibile che intorno a me, tutto è melma, solo io non ne sono sporcato? Anziché trovare parole per demolire, perché non ci ingegniamo a trovare parole per costruire?”

E fra le sue numerose opere su sant’Agostino mi pare necessario menzionare un agile ma interessante volume sulla santità dell’umorismo, recentemente richiamata da papa Francesco nell’esortazione apostolica ‘Gaudete et exsultate’.

Scritto nel 2009 si intitola semplicemente ‘San Nicola da Tolentino – Il sorriso dell’umiltà’ e racconta la vicenda umana e spirituale di un Santo, tanto amato dal popolo cristiano: san Nicola da Tolentino porge con la sua testimonianza una grande lezione di amore, umiltà e profonda fede. Seppur vissuto otto secoli fa, resta attuale per il suo messaggio, la sua intercessione, l’esemplarità di vita come uomo e come religioso agostiniano; l’immagine di san Nicola si presenta come quella del sorriso di Dio, un sorriso pieno di bontà e umiltà.

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