Cammino neocatecumenale, ecco quello che il decreto dice davvero. E quello che non dice

Il testo del decreto del Pontificio Consiglio per i Laici approva alcune celebrazioni in uso nel Cammino neocatecumenale e tace su tutte le altre, quelle già regolate dai libri liturgici. Come la Santa Messa. Che però, guarda caso, è indirettamente tirata in ballo.

IL TESTO DEL DECRETO – Ma vediamo una cosa per volta e partiamo dai fatti. Cosa dice il decreto che è stato approvato dalla Santa Sede e che è stato letto in occasione dell’udienza che il papa ha concesso alle comunità del Cammino venerdì 20 gennaio 2012? Il decreto del Pontificio Consiglio per i Laici, firmato dal presidente, il cardinale Stanislaw Rylko, e dal segretario, mons. Josef Clemens, ricorda anzitutto che lo stesso organismo vaticano, con decisione dell’11 maggio 2008 “ebbe ad approvare in modo definitivo lo statuto del Cammino Neocatecumenale e successivamente, dopo aver debitamente consultato la Congregazione per la Dottrina della Fede, con decreto del 26 dicembre 2010, diede la sua approvazione alla pubblicazione del Direttorio Catechetico come sussidio valido e vincolante per le catechesi del Cammino Neocatecumenale”. “Ora – continua il decreto che porta ufficialmente la data di domenica 8 gennaio 2012, festa del Battesimo del Signore – visti gli articoli 131 e 133 § 1 e § 2 della Costituzione Apostolica “Pastor Bonus” sulla Curia Romana, il Pontificio Consiglio per i Laici, avuto il parere favorevole della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, concede l’approvazione a quelle celebrazioni contenute nel Direttorio Catechetico del Cammino Neocatecumenale che non risultano per loro natura già normate dai libri liturgici della Chiesa”. Stop, il documento è tutto qui.

CHE COSA E’ STATO APPROVATO – In soldoni, c’è il via libera alle celebrazioni usate nel Cammino e che non sono già normate dai libri liturgici della Chiesa. Non la Celebrazione eucaristica, non la Santa Messa, dunque, che evidentemente e ovviamente è già interamente disegnata, fin nei suoi minimi dettagli, dai libri liturgici in uso nella Chiesa di rito latino. E neppure le Lodi mattutine, i Vespri e tutto ciò che fa parte della cosiddetta “Liturgia delle Ore”, cioè i momenti di preghiera che scandiscono, dal risveglio all’addormentamento, l’intera giornata del cristiano. Tutto già definito. Quali celebrazioni sono state approvate dunque? Per conoscerle nel dettaglio occorrerebbe dare un’occhiata al “Direttorio Catechetico”, i tredici volumi che raccolgono tutte le catechesi del Cammino, scritte dagli iniziatori e presentate via via agli appartenenti alle comunità del Cammino: ma il Direttorio, come detto, non è stato pubblicato, pur essendo stato approvato. Per chi ha una minima conoscenza del Cammino Neocatecumenale, comunque, l’approvazione riguarda quei riti che accompagnano tutto il percorso di formazione del singolo nelle sue varie tappe.

Nel dettaglio, il via libera riguarda le celebrazioni che accompagnano il “primo scrutinio”, lo “Shemà” e il “secondo scrutinio” (passaggi con i quali si passa prima dalle catechesi iniziali al pre-catecumenato e poi da quest’ultimo al catecumenato vero e proprio). Sono state approvati anche i riti legati all’iniziazione alla preghiera, alla consegna del Salterio, alla consegna del Credo (la Traditio Symboli), alla confessione pubblica della propria fede (la Redditio Symboli), alla consegna del Padre Nostro, e via continuando fino al rito del Rinnovo delle promesse battesimali, che di fatto è il culmine ultimo del Cammino neocatecumenale. Tutte queste sono singole tappe di un percorso – il Cammino appunto – che generalmente dura qualche decennio. Insieme a queste, rientrano verosimilmente nell’approvazione anche quelle parti delle celebrazioni della Parola di Dio (sono settimanali, ne parlano anche gli Statuti) e delle celebrazioni penitenziali (hanno cadenza mensile) che già non siano regolate altrove.

COSA DICONO LORO – In questo quadro – che non sarà definito nei dettagli ma quanto meno è lineare – si è inserita la proverbiale confusione dei vertici del Cammino Neocatecumenale, che immancabilmente, anche quest’anno, ci hanno messo del loro, con la consueta imperizia (versione che salvaguarda quanto meno la buona fede) o con la solita furbizia (versione che invece non la contempla). La versione ufficiale del Cammino Neocatecumenale sull’intera vicenda (testo diffuso alla stampa di tutto il mondo e riportato integralmente sul sito web ufficiale) è che la Santa Sede ha approvato “le celebrazioni che segnano questo itinerario di iniziazione cristiana”, approvazione che – viene sottolineato – “giunge dopo quindici anni di studio da parte della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei sacramenti”. Non una parola di più. Non sono informazioni sbagliate o false, naturalmente (ci mancherebbe pure!), ma insufficienti si: dicono pochissimo, e poiché non dicono tutto hanno la conseguenza di indurre in errore. Il Pontificio Consiglio per i Laici, che ha emanato il decreto, neppure è nominato: si cita invece la Congregazione per il Culto divino, che nel mondo dei neocatecumenali è legata indissolubilmente ad una sola questione, quella della celebrazione della Messa nelle comunità, il sabato sera (ha fatto storia la lettera inviata nel 2005 che imponeva una serie di adattamenti che nella realtà hanno faticato e faticano molto a realizzarsi). Non deve sorprendere allora che il messaggio che è passato, anche fra molti neocatecumenali, è che, volgarmente detto, la Santa Sede abbia approvato la Messa del sabato sera, con tutte le particolarità che si conoscono (la mensa, le ammonizioni prima delle letture, le risonanze dopo, lo scambio della pace anticipato rispetto al rito romano, la distribuzione particolare del pane e del vino consacrati). Ma questa interpretazione è fuorviante: il decreto di alcuni giorni fa non riguarda per niente la Messa, della quale si parla solamente nei libri liturgici, che sono (ovviamente) uguali per tutti, neocatecumenali compresi. E’ vero che alla Messa celebrata nelle comunità del Cammino si applicano alcune eccezioni, ma queste varianti – che hanno una motivazione essenzialmente pastorale – sono e restano delle semplici varianti, peraltro ben circoscritte, definite nel dettaglio negli Statuti o nei documenti ufficiali della Santa Sede. Per dirla chiaramente: non esiste (o non dovrebbe esistere) una “Messa dei neocatecumenali”.

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