E’ nato il Comitato di riferimento dell’Università Europea di Roma

E’ nato il Comitato di riferimento dell’Università Europea di Roma. Ne fanno parte esponenti di rilievo del mondo delle imprese, delle professioni e del lavoro, che avranno il compito di supportare il vertice dell’ateneo.

“Si tratta di un ulteriore passo nello sviluppo della nostra università”, spiega il Pro-Rettore Alberto Gambino. “Il dialogo, la collaborazione e l’ascolto sono elementi fondamentali nel consolidamento del nostro giovane ateneo. Per questa ragione abbiamo accolto con entusiasmo la costituzione di un gruppo di esperti in grado di offrirci la loro esperienza e competenza. Fin dall’inizio l’obiettivo dell’Università Europea di Roma è stato chiaro: introdurre elementi di novità nel percorso formativo, che, partendo dalle solide esperienze culturali della tradizione, potesse avere come dimensione l’Europa e il mondo. In questo senso il contributo di idee del Comitato di riferimento si presenta come una grande opportunità per costruire il futuro e per allargare gli orizzonti del cammino educativo dei giovani”.

I membri del Comitato di riferimento dell’Università Europea di Roma sono: Vittorio Argento, Giornalista RAI e Capostruttura Safety & Security, Gianfranco Battisti, Presidente Nazionale di Federturismo e A.D. di Sistemi Urbani Srl – Gruppo Ferrovie dello Stato, Mario Civetta, Presidente dell’Ordine dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili di Roma, Gian Luigi De Palo, Presidente Nazionale del Forum delle Associazioni Familiari, Federico Fabretti, Esperto di comunicazione, media e rapporti istituzionali, Giorgio De Rita, Segretario Generale CENSIS, Loredana Gulino, Direttore Generale per la Lotta alla Contraffazione del MISE – Ufficio italiano brevetti e marchi, Marcella Mallen, Presidente della Fondazione Prioritalia, Daniela Primicerio, già Direttore Generale Ufficio Studi e Consulenza del MISE, Direttore Generale per l’Armonizzazione del Mercato e Tutela dei consumatori presso il Ministero della Attività Produttive, Andrea Ripandelli , Presidente partner della Global Real Estate Advisor – GREA e Fondatore di “Per Lorenzo Onlus”, Maurizio Romeo, Presidente del Club dei Circoli Sportivi Storici, Rossana Rummo, Membro del Consiglio di Presidenza della Corte dei Conti, Alfonso Sabella, Giudice del Tribunale di Napoli, Riccardo Starace, Imprenditore del settore sanitario, Antonino Tamburello, Direttore dell’Istituto Skinner.

Tra le varie attività, all’inizio del 2016 il Censis ha messo a disposizione di Giovanni Farese, professore associato di Storia dell’economia nell’Università Europea di Roma, una parte del suo archivio e della sua biblioteca per attività di ricerca e studio.

Sono emerse, in particolare, le carte private di Giorgio Ceriani Sebregondi (1916-1958), pioniere dell’economia dello sviluppo e dello sviluppo sociale negli anni del secondo dopoguerra – appunti, lettere, studi conservati con cura per oltre cinquanta anni dal Presidente del Censis, dott. Giuseppe De Rita, che di Giorgio Sebregondi fu stretto collaboratore.

Dalla comune iniziativa è scaturito di recente il volume Lo sviluppo come integrazione. Giorgio Ceriani Sebregondi e l’ingresso dell’Italia nella cultura internazionale dello sviluppo (Rubbettino, 2017), di Giovanni Farese, con prefazione del segretario generale del Censis, nonché componente del Comitato di riferimento dell’Università Europea di Roma, ing. Giorgio De Rita.

«Per Sebregondi – si legge nel libro – lo sviluppo non è più soltanto economico, ma anche istituzionale, sociale e culturale e assume i caratteri di un processo non più solo occidentale, ma planetario, in un filo che si dipana fino a Populorum Progressio (1967) di papa Montini.

Con la morte di Sebregondi il passo si ferma su sentieri oggi interrotti: gli investimenti sociali per lo sviluppo; una più stretta e costruttiva integrazione con i paesi dell’Africa e del Mediterraneo; il metodo e il sistema degli enti di innovazione sopranazionale per coprire i costi fissi della vita degli uomini».

Il volume è stato oggetto di presentazione in varie occasioni (al Censis, al Ministero degli Affari Esteri, nella Fondazione Courmayeur, a Bruxelles alla presenza di diplomatici e di rappresentanti delle istituzioni europee) e ha visto la partecipazione come relatori di illustri personalità e studiosi quali Sabino Cassese, Piero Craveri, Giuseppe De Rita, Giuseppe Di Taranto, Paolo Savona.

 

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