Quanto spendono gli italiani per asili e mense

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Una famiglia media italiana, con un bimbo al nido e un altro alla materna o primaria, spende € 380 al mese, precisamente 301€ per la retta dell’asilo e 80€ circa per la mensa: questo uno dei dati che emergono dal dossier ‘Servizi in…Comune. Tariffe e qualità di nidi e mense’, presentato da Cittadinanzattiva.

Le tariffe restano sostanzialmente stabili a livello nazionale negli ultimi tre anni, ma pesano molto le differenze regionali e fra i singoli capoluoghi di provincia: per i nidi si va dai 100€ al mese di Catanzaro e Agrigento ai 515€ di Lecco; per la mensa scolastica dai 38€ di Barletta ai 128€ di Livorno.

Il Sud Italia è virtuoso sui costi, però pecca però sulla disponibilità dei nidi; infatti la copertura sulla potenziale utenza è solo del 7,6%, rispetto alla media nazionale del 20%. Nel primato positivo, quanto a costi, delle Regioni del Sud, va però tenuto conto che solo nel 3% la retta comprende tutto (oltre ai pasti anche pannolini e altre spese), mentre tale percentuale sale al 25% negli asili del Centro e al 40% in quelli del Nord.

E soprattutto, la copertura media della potenziale utenza 0-2 anni è solo del 7,6% al Sud, con il limite negativo di Calabria e Molise che coprono rispettivamente fino al 4,1% e al 5%. La copertura arriva invece al 23% al Nord e al 26,5% al Centro. Aumentano le liste di attesa dal 20% del 2013 al 26% del 2015, e questo nonostante il numero di domande presentate si sia ridotto complessivamente del 13,1% nel 70% degli 89 capoluoghi di provincia indagati.

Particolarmente negativo il dato comparato al Centro Italia, dove, a fronte di una riduzione delle domande del 20,9%, è corrisposto un aumento delle liste di attesa dal 24% al 45%. Solo il 56% dei capoluoghi di provincia mette a disposizioni delle famiglie agevolazioni tariffarie: nel 62% dei casi si tratta della riduzione della retta a partire dal secondo figlio iscritto al nido, il 45% riguarda le assenze per malattia, il 19% riduce la retta per motivazioni economiche (disoccupazione, mobilità, cassa integrazione), il 15% per bimbi con disabilità e il 3% in presenza di mutuo per acquisto della prima casa.

Un altro dato allarmante riguarda l’indisponibilità di posti negli asili nido: nel 2016, su 30.000 donne (dati Ispettorato nazionale del Lavoro) che hanno dato le dimissioni dal posto di lavoro, ben una su cinque l’ha fatto per mancato accoglimento dei figli al nido pubblico, quasi una su quattro per incompatibilità fra lavoro e assistenza al bimbo, il 5% per i costi troppo elevati per l’assistenza al neonato.

Per quanto riguardano le mense esse non brillano in quanto a stato manutentivo e di sicurezza: il 14% presenta distacchi di intonaco e il 6% altri segni di fatiscenza come umidità, infiltrazioni di acqua. Barriere agli ingressi nell’8% delle mense, pavimentazioni irregolari nel 17%, porte con apertura anti panico assenti nel 35%. L’80% dei bambini ritiene che i locali siano abbastanza o molto puliti e luminosi, abbastanza o molto spaziosi (per l’85%) e sicuri (75%).

Fra gli aspetti negativi segnalati dai bambini, il 56% ritiene che siano molto rumorosi, il 37% poco accoglienti e il 43% poco allegri. Il cibo a detta di tutti gli intervistati è di buona qualità anche se poco bio. I bambini, in base alle loro scelte alimentari, si presentano sempre più carnivori, amanti di dolci e carboidrati e la pratica del bis, diffusa ovunque, non li aiuta a modificare le cattive abitudini alimentari.

Infatti, solo il 13% dice di mangiare tutto a mensa, il 36% di mangiare solo alcuni cibi, in particolare dolci e gelato (80%), pizza (78%), pane (61%), carne e frutta fresca (58%), pasta al sugo (47%). Fra i cibi meno graditi, verdure cotte (70%), minestre di verdure (60%), pesce e verdure crude (54%). Per il 77% dei genitori il menù è vario e per il 64% rispetta la stagionalità dei prodotti. Rispetto alle quantità, il 73% ritiene che le porzioni siano equilibrate e il 72% che i propri figli mangino volentieri a mensa. I

noltre l’87% degli intervistati afferma che vengano usate tovaglie di carta per apparecchiare i tavoli della mensa mentre, nel 6% dei casi, non si usano tovaglie di nessun genere. Le stoviglie sono usa e getta per il 50% di loro, di ceramica e di plastica per il 41%. Infine il 63% dei bambini dichiara di mangiare a mensa con piacere, soprattutto perché può stare insieme ai compagni (93%).

Fra quelli che non amano mangiare a scuola, il motivo per due bimbi su tre è la monotonia del cibo, per circa la metà la scarsità delle porzioni, per uno su tre la fretta con cui bisogna mangiare e i modi bruschi e scostanti del personale addetto.

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