Papa Francesco continua la lotta contro gli abusi sessuali

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Nel tweet di venerdì di 6 ottobre papa Francesco ha scritto: “Facciamo sì che anche per i minori Internet sia un luogo sicuro e ricco di umanità, una rete che non imprigiona ma aiuta a crescere”. Il papa non ha demonizzato internet e i nuovi sociali media, ma ha ribadito che spesso ci si sente ‘disorientati’ ed ‘impotenti’ davanti a fenomeni come il ‘sexting’ tra ragazzi e il ‘sextortion’, ovvero i ricatti a sfondo sessuale, il ‘bullismo’ o l’adescamento dei minori a scopo sessuale tramite la rete.

Davanti a tali pericoli non bisogna cedere alla paura, ma occorre contrastarli con ‘coraggio’, ‘passione’ e ‘determinazione’, ha detto papa Francesco ai partecipanti al congresso ‘Child Dignity in the Digital World’ , ricevuti in udienza, che hanno preso parte al seminario di studio alla Pontificia Università Gregoriana.

Il papa ha affermato che il problema degli abusi nei confronti dei minori è “un problema che non era ancora stato studiato e discusso collegialmente, con il concorso di tante competenze e figure di responsabilità diverse, come avete voluto fare in questi giorni: il problema della protezione efficace della dignità dei minori nel mondo digitale.

Il riconoscimento e la difesa della dignità della persona umana è principio e fondamento di ogni retto ordine sociale e politico, e la Chiesa ha riconosciuto la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo (1948) come una ‘vera pietra miliare sulla via del progresso morale dell’umanità’”, come aveva più volte sottolineato san Giovanni Paolo II all’ONU nel 1979 e nel 1995.

Il papa ha ricordato che il Vaticano “ha salutato con favore la Dichiarazione dei diritti del fanciullo (1959) e ha aderito alla relativa Convenzione (1990) e ai due Protocolli facoltativi (2001). La dignità e i diritti dei fanciulli devono infatti essere protetti dagli ordinamenti giuridici come beni estremamente preziosi per tutta la famiglia umana (Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa, nn. 244-245)”.

Nella Bibbia si parla della protezione dei bambini da parte di Dio e della condanna verso coloro che scandalizzano i ‘piccoli’: “Dobbiamo dunque dedicarci alla protezione della dignità dei minori con tenerezza ma anche con grandissima determinazione, contrastando con tutte le forze quella cultura dello scarto che oggi si manifesta in molti modi a danno soprattutto dei più deboli e dei più vulnerabili, come sono appunto i minori.

Viviamo un mondo nuovo, che quando eravamo giovani non avremmo neppure potuto immaginare. Lo definiamo con due semplici parole, ‘mondo digitale–digital world’, ma è il frutto di uno straordinario impegno della scienza e della tecnica, che ha trasformato in pochi decenni il nostro ambiente di vita e il nostro modo di comunicare e di vivere, e sta trasformando in un certo senso il nostro stesso modo di pensare e di essere, influendo in profondità sulla percezione delle nostre possibilità e della nostra identità”.

Il papa non ha condannato i ‘new media’, ma ha messo in guardia dall’uso improprio: “Da una parte ne siamo come ammirati e affascinati, per le potenzialità bellissime che ci apre, dall’altra suscita in noi timore e forse paura, quando vediamo la rapidità di questo sviluppo, i problemi nuovi e non previsti che ci pone, le conseguenze negative, quasi mai volute eppure reali, che porta con sé.

Giustamente ci domandiamo se siamo capaci di guidare i processi che noi stessi abbiamo messo in moto, se non ci stanno sfuggendo di mano, se stiamo facendo abbastanza per tenerli sotto controllo”. Quindi ha chiesto che vengano adottate prevenzione per la loro tutela: “Dobbiamo avere gli occhi aperti e non nasconderci una verità che è spiacevole e non vorremmo vedere. Del resto, non abbiamo forse capito abbastanza in questi anni che nascondere la realtà degli abusi sessuali è un errore gravissimo e fonte di tanti mali?..

La rete ha perciò un suo aspetto oscuro e delle sue regioni oscure (la dark net) dove il male trova modi sempre nuovi e più efficaci, pervasivi e capillari per agire ed espandersi. La vecchia diffusione della pornografia a mezzo stampa era un fenomeno di piccole dimensioni rispetto a ciò che sta avvenendo oggi in misura rapidamente crescente attraverso la rete. Di tutto questo, avete parlato con chiarezza, in modo documentato e approfondito, e ve ne siamo grati”.

Quindi ha chiesto agli esperti ed alle autorità presenti una maggiore collaborazione per non rimanere ‘disorientati’: “Come sapete bene e ci insegnate, caratteristica della rete è proprio la sua natura globale, che copre il pianeta superando ogni confine, diventando sempre più capillare, raggiungendo dovunque ogni genere di utilizzatore, anche i bambini, tramite dispositivi mobili sempre più agili e maneggevoli.

Perciò oggi nessuno al mondo, nessuna autorità nazionale da sola si sente capace di abbracciare adeguatamente e di controllare le dimensioni e lo sviluppo di questi fenomeni, che si intrecciano e si collegano con altri problemi drammatici connessi alla rete, come i traffici illeciti, la criminalità economica e finanziaria, il terrorismo internazionale”.

Il fenomeno si ripercuote anche a livello educativo: “Anche dal punto di vista educativo ci sentiamo disorientati, perché la rapidità dello sviluppo mette ‘fuori gioco’ le generazioni più anziane, rendendo difficilissimo o quasi impossibile il dialogo fra le generazioni e la trasmissione equilibrata delle norme e della saggezza di vita acquisita con l’esperienza degli anni”.

Di fronte al dilagare del fenomeno il papa ha invitato a non lasciarsi ‘dominare dalla paura’, dando tre linee per contrastare gli ‘errori di prospettiva’: “Il primo è sottovalutare il danno che viene fatto ai minori dai fenomeni prima ricordati. La difficoltà di arginarli ci può indurre nella tentazione di dire: ‘In fondo la situazione non è poi così grave’…

Il secondo errore è pensare che le soluzioni tecniche automatiche, i filtri costruiti in base ad algoritmi sempre più raffinati per identificare e bloccare la diffusione delle immagini abusive e dannose siano sufficienti per fronteggiare i problemi. Certamente si tratta di misure necessarie.

Certamente le imprese che mettono a disposizione di milioni di persone social media e strumenti informatici sempre più potenti, capillari e veloci, devono investire in ciò una parte proporzionalmente considerevole dei loro grandi proventi economici. Ma è anche necessario che, all’interno stesso della dinamica dello sviluppo tecnico, la forza dell’esigenza etica sia sentita dai suoi attori e protagonisti con molto maggiore urgenza, in tutta la sua ampiezza e nelle sue diverse implicazioni”.

Il terzo ‘errore di prospettiva’ sottolineato dal papa dipende dalla “visione ideologica e mitica della rete come regno della libertà senza limiti. Giustamente sono presenti fra voi anche rappresentanti di chi deve fare le leggi e di chi deve farle osservare a garanzia e tutela del bene comune e delle singole persone. La rete ha aperto uno spazio nuovo e larghissimo di libera espressione e scambio delle idee e delle informazioni.

E’ certamente un bene, ma, come vediamo, ha anche offerto strumenti nuovi per attività illecite orribili e, nel campo di cui ci occupiamo, per l’abuso e l’offesa della dignità dei minori, per la corruzione delle loro menti e la violenza sui loro corpi. Qui non si tratta di esercizio di libertà, ma di crimini, contro cui bisogna procedere con intelligenza e determinazione, allargando la collaborazione dei governi e delle forze dell’ordine a livello globale, come globale è diventata la rete”.

Questa sfida riguarda anche la Chiesa, per cui il papa ha assicurato disponibilità ed impegno, di cui negli anni precedenti è stata carente, con l’adesione all’Agenda per lo sviluppo sostenibile 2030 (Obiettivo 16.2):

“Proprio per questo, per le drammatiche esperienze fatte e per le competenze acquisite nell’impegno di conversione e purificazione, la Chiesa sente oggi un dovere particolarmente grave di impegnarsi in modo sempre più profondo e lungimirante per la protezione dei minori e la loro dignità, non solo al suo interno, ma in tutta la società e in tutto il mondo; e ciò non da sola, perché evidentemente insufficiente, ma dando la propria collaborazione fattiva e cordiale a tutte le forze e le componenti della società che si vogliono impegnare nella stessa direzione…

Lavoriamo dunque insieme per avere sempre il diritto, il coraggio e la gioia di guardare negli occhi i bambini del mondo”.

89.31.72.207