A Dublino l’incontro mondiale della famiglia, gioia del mondo

Città del Vaticano 26 ottobre 2013. Il Santo Padre Papa Francesco incontra le Famiglie.
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Il IX Incontro Mondiale delle Famiglie si svolgerà dal 21 al 26 agosto 2018 a Dublino sul tema: ‘Il Vangelo della Famiglia: gioia per il mondo’: “E riguardo a tale tematica e al suo sviluppo vorrei offrire alcune indicazioni più precise. E’ infatti mio desiderio che le famiglie abbiano modo di approfondire la loro riflessione e la loro condivisione sui contenuti dell’Esortazione Apostolica post-sinodale Amoris laetitia”, ha scritto papa Francesco nella lettera di convocazione.

Durante l’incontro di presentazione il Prefetto del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita, card. Kevin Joseph Farrell, ha notato come il primo riferimento indicato dal papa è che questo incontro possa offrire alle famiglie di tutto il mondo la possibilità “di approfondire la loro riflessione e la loro condivisione sui contenuti dell’Esortazione Apostolica post-sinodale Amoris Laetitia…

E’ facile vedere la reciproca compenetrazione tra vangelo, famiglia e mondo di oggi: dal Vangelo la famiglia trae forza e gioia, dalla famiglia evangelizzata il mondo viene a sua volta raggiunto dalla buona notizia dell’amore misericordioso del Padre. Il Papa apre il cuore e ci confida il suo sogno di pastore universale: ‘una Chiesa in uscita, non autoreferenziale, che non passi distante dalle ferite, una Chiesa misericordiosa che annunci il cuore della rivelazione di Dio Amore che è la Misericordia’. E la Chiesa sarà così e farà questo nella misura in cui le famiglie cristiane saranno ‘luoghi di misericordia e testimoni di misericordia’”.

Anche mons. Diarmuid Martin, arcivescovo di Dublino, ha osservato come ‘persone provenienti dai contesti più diversi sono affascinate da papa Francesco’, domandandosi quale sia il ‘sogno’ del papa: “Ciò che è innovativo nella Lettera di Convocazione è l‘enfasi sul ruolo centrale che la famiglia è chiamata a svolgere nella realizzazione di questo grande sogno di rinnovamento del papa.

La famiglia è chiamata ad essere il luogo di incontro con quella misericordia divina che guarisce e libera. La famiglia è chiamata ad essere il luogo in cui gli sposi si amano non in modo vagamente romantico, ma dentro alle realtà e alle difficoltà quotidiane. Vivere l’amore in famiglia implica che i suoi membri sappiano come donarsi con generosità, sappiano perdonare, sappiano non perdere mai la pazienza, ma anzi sappiano tendere la mano e comprendere l’altro rispettandosi a vicenda”.

Ed ha sottolineato la visione della famiglia secondo papa Francesco: “La visione del Papa della missione della famiglia non cerca di nascondere il fatto che le famiglie affrontano sfide, debolezze, fragilità, persino fallimento. Le famiglie hanno bisogno di una Chiesa che sia loro vicino, che le accompagni in un processo di discernimento e di integrazione per aiutarle a rispondere con un ‘sì’ al Divino amore”.

Infatti nella lettera di convocazione papa Francesco ha sottolineato “quanto sia importante che le famiglie si chiedano spesso se vivano a partire dall’amore, per l’amore e nell’amore. Come sarebbe migliore la vita familiare se ogni giorno si vivessero le tre semplici parole ‘permesso’, ‘grazie’, ‘scusa’.

Ogni giorno facciamo esperienza di fragilità e debolezza, famiglie e pastori, abbiamo bisogno di una rinnovata umiltà che plasmi il desiderio di formarci, di educarci ed essere educati, di aiutare ed essere aiutati, di accompagnare, discernere e integrare tutti gli uomini di buona volontà”.

Nell’esortazione, come è stato sottolineato nella presentazione della lettera, papa Francesco ha il sogno di una ‘Chiesa misericordiosa’, grazie anche all’apporto della famiglia: “Sogno una Chiesa in uscita, non autoreferenziale, una Chiesa che non passi distante dalle ferite dell’uomo, una Chiesa misericordiosa che annunci il cuore della rivelazione di Dio Amore che è la Misericordia.

E’ questa stessa misericordia che ci fa nuovi nell’amore; e sappiamo quanto le famiglie cristiane siano luoghi di misericordia e testimoni di misericordia; dopo il Giubileo straordinario lo saranno anche di più, e l’Incontro di Dublino potrà offrirne segni concreti”.