Le Carmelitane e la gioia di rimanere unite

Il terremoto del Centro Italia ha colpito anche gli ordini monastici, in particolare le carmelitane di Tolentino, il cui monastero di santa Teresa è stato dichiarato inagibile e le 19 carmelitane sono state trasferite a Fano con grande ‘dolore’ della città.

Però inaspettatamente, un sabato mattino ritrovo due di loro nella piazza principale in fila per aspettare di essere accompagnate dai vigili del fuoco nel loro monastero a recuperare alcune cose necessarie. Mi raccontano che ormai il monastero ha lesioni gravi e non sanno di preciso quando sarà il loro ritorno dopo una partenza precipitosa, ma si raccomandano che porti i saluti agli amici della città.

Ed in una lettera il provinciali dell’ordine dei Carmelitani dell’Italia centrale, padre Gabriele Morra, ha raccontato quei giorni vissuti a Tolentino: “Dopo il sisma di agosto e le nuove immancabili scosse di assestamento nessuno si sarebbe aspettato un’altra violenta scossa che questa volta, se non ha colto di sorpresa come l’evento notturno del 24 agosto, ha però devastato edifici di ogni genere.

Il monastero che è stato colpito maggiormente è stato quello di Tolentino, dichiarato inagibile. In accordo con il Priore Generale e grazie alla delicatissima disponibilità delle monache carmelitane di Fano, tutte le 19 consorelle di Tolentino hanno compiuto il loro doloroso esodo e distacco alla volta di Fano – S. Andrea in Villis. Il 31 ottobre mi sono potuto recare da loro a Tolentino, ho visitato la struttura e scattato le foto.

Abbiamo fatto un altro carico di materiale e oggetti personali e siamo andati a Fano, dove le monache erano ospiti già dalla sera del sisma. Le 32 consorelle ora coabitanti non hanno perso tempo né animo per sistemare tutto al meglio. Il dolore tuttavia è tanto, e lo shock per il taglio da una terra, una diocesi e tutti i legami che questo comporta segna inevitabilmente i volti di giovani e anziane, con vive lacrime soprattutto al ricordo delle scosse e del solido monastero che oscillava e si apriva sotto le spinte del terremoto proprio mentre stava iniziando la celebrazione eucaristica.

In queste ore si iniziano a fare ipotesi per il futuro; un futuro incerto fintanto che continua l’emergenza terremoto in quelle terre. La ricostruzione sarà lenta e onerosa; ma per ora non mancano gli aiuti e la disponibilità di tanti monasteri dentro e fuori la nostra Provincia”.

Padre Morra ha ringraziato la generosità dei fedeli che ha permesso di poter trovare una sistemazione dignitosa alle monache di Tolentino: “Il movimento inarrestabile di solidarietà è la cosa più bella e consolante per queste sorelle che tramite me desiderano ringraziare tutti voi, per ogni interessamento, proposta e dettaglio di vicinanza.

Per ora la gioia più bella è stata quella di non essersi dovute dividere, rimanere unite, ed essere ospitate in un’altra casa di Santa Teresa, con la cordialità e dolcezza delle sorelle di Fano. Il Signore ci accompagni tutti e le custodisca nella sua tenerezza”. Poi fornisce un ‘aggiornamento’ sulla raccolta a favore dei terremotati di Amatrice ed Accumoli: “Pochi giorni fa ho ‘chiuso’ la prima raccolta per l’aiuto ai terremotati, alla quale molti hanno contribuito versando il loro generoso aiuto sul conto del Provinciale.

La cifra raccolta (€ 11.500) è stata bonificata alla Caritas di Rieti; prima del bonifico mi sono recato nuovamente a Rieti per parlare con don Fabrizio, parroco della città, appena nominato dal Vescovo Pompili referente Caritas per l’emergenza terremoto. La cifra raccolta sarà dedicata preferenzialmente, secondo le nostre intenzioni, per la ricostruzione di sale polivalenti, spazi liturgici (previsti in numero di 4) e di incontro soprattutto per giovani e anziani.

Allo stesso tempo, scrivendo al Vescovo, ho comunicato che la prossima estate un gruppo dei nostri giovani sarà disponibile per realizzare un campo di lavoro, in coordinamento con la Diocesi, secondo le esigenze che si andranno presentando. Dopo il versamento del primo bonifico ho ricevuto offerte per altri € 2.570 e sono al corrente di altre iniziative in corso nella nostra Provincia atte a reperire fondi pro- terremotati. Stiamo ancora valutando a chi destinare questa seconda raccolta”.

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