Santa Sede, messaggio agli Indù per festa Deepavali: “Siano per voi un’occasione per rafforzare i legami familiari”

Con una lettera del Pontificio Consiglio per il Dialogo interreligioso, a firma del presidente cardinale Jean-Louis Tauran e del segretario Miguel Ángel Ayuso Guixot, il Vaticano ha voluto spedire un messaggio di augurio agli Indù, in occasione di una delle più importanti feste del subcontinente indiano.

Dalla forte valenza simbolica, Deepavali celebra la vittoria del bene sul male, ecco perché è chiamata ‘festa delle luci’. La Santa Sede sottolinea l’importanza della famiglia nel riconoscimento di una società sana e solidale.

Dal comunicato reso dalla Sala Stampa Vaticana, si legge che: “una sana società dipende dai legami familiari, ma oggi la nozione stessa di famiglia è minata da un clima di relativismo, nonché la vita familiare è turbata spesso da gravi realtà come le guerre, la povertà e le migrazioni.

Non manca però una rinnovata speranza grazie alla testimonianza di quanti credono nel perdurare dell’importanza del matrimonio e della vita familiare per il bene di ogni persona e della società nel suo insieme”.

Sia i cristiani che gli indù, sono pertanto invitati al rispetto del nucleo familiare, riflesso dell’amore divino verso il creato e l’umanità. Da qui l’invito a ‘educare alla speranza’ e che “i genitori, insieme con la più ampia comunità, inculchino nei figli il senso della speranza, orientandoli verso un futuro migliore e nel perseguimento del bene, anche di fronte alle avversità”.

Partendo dal padre e la madre, è possibile educare “alla speranza che incoraggia gli stessi giovani a mettersi a disposizione degli altri che sono nel bisogno, in carità e servizio, e divenire una luce per quelli che sono nell’oscurità”.

Nel messaggio, si chiede che le famiglie siano un “laboratorio di speranza, dove i figli imparano dall’esempio dei loro genitori e familiari, e fanno esperienza della potenza della speranza nel consolidare le relazioni umane, servendo i più dimenticati della società e superando le ingiustizie di oggi”.

Il testo si conclude con un auspicio: “Come cristiani e indù, uniamoci a tutte le persone di buona volontà nel sostenere il matrimonio e la vita familiare, guidando le famiglie a essere scuole di speranza”.

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