Al Meeting di Rimini il protagonista è Abramo

Al Meeting dell’Amicizia tra i popoli fin dall’inizio la figura di Abramo è stata sempre protagonista, perché ha tracciato nuove linee per le sfide moderne, come nell’interessante confronto tra Julián Carrón, presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione, e Joseph Weiler, presidente dell’European University Institute, coordinati dalla neopresidente Rai Monica Maggioni.

Il tema della nascita dell’io è stato introdotto suggestivamente da tre voci narranti che hanno letto brani della vocazione di Abramo dal testo della Genesi. Su questi brani Weiler ha lanciato la prima provocazione vista dalla parte di un ebreo: “In Abramo sono tre le rivoluzioni che avvengono: la natura della conversazione tra Dio e l’uomo è alleanza tra due parti sovrane, dove il vattene è una proposta, non un’obbedienza. La seconda è il sorgere dell’interiorità che scaturisce dalla relazione con Dio.

Infine Abramo nella reazione alla minaccia di Dio di distruggere Sodoma e Gomorra scopre in sé il senso della giustizia. Se non è giusto non è Dio. Abramo osa di fronte a Dio e io mi immagino che Dio esulti dicendo: così l’ho fatto”. Questa riflessione ha dato spunto a Carrón per continuare sul pensiero del professore:

“Perché ciò non c’era prima? Perché è successo come avvenimento storico, quello che nell’uomo c’è già in potenza ha bisogno di una provocazione adeguata, come accade per il bambino con il tu della madre: il volto dell’uomo si svela in un rapporto… Mi stupisce l’essere umano che emerge nell’alleanza tra Dio e Abramo; è la consapevolezza dell’io che si afferma”.

Nel prosieguo del dibattito Monica Maggioni ha posto un secondo problema: “La consapevolezza dell’io non è raggiunta una volta per tutte: tutti sappiamo che spesso l’io viene meno, è un’esperienza tanto dell’uomo della Mesopotamia quanto di quello attuale”. A tale ‘provocazione’ Weiler ha osservato che nella sua esperienza di docente di diritto in diverse parti del mondo, la parola che ossessiona la maggior parte dei giovani è ‘diritti’: infatti il professore ha affermato: “Non esistono più le parole responsabilità e dovere”.

Infatti per Carron questa ‘provocazione’ ha dimostrato il venir meno dell’io: “Spesso pensiamo che la vicenda di Abramo vada bene per i devoti e non crediamo che sia necessaria a tutti gli uomini: in realtà porta alla luce tutta la capacità di responsabilità dell’uomo… Quella di Abramo per noi è una sorta di fiaba religiosa e ciò lo paghiamo in termini di assuefazione”.

Dopo questo confronto la figura di Abramo è stata di nuovo approfondita sempre dal prof. Joseph Weiler, che ha tracciato ‘una biografia non autorizzata’, raccontando la figura del re Davide che ha mandato a morire il marito di Betsabea per poterla sposare. Weiler ha proposto il paragone tra Davide e Abramo: entrambi grandi leader ma carenti nella vita famigliare, analizzando il testo della Genesi, dove si narra che Abramo va in Egitto a causa di una carestia.

Nella prima frase Weiler ha notato la mancanza della parola ‘amore’: c’è un grande rispetto per la moglie ma è carente l’aspetto affettivo. Nell’episodio del Faraone, Sarai è disposta a sacrificarsi per salvare la vita ad Abramo, facendosi passare per sua sorella. La condotta di Abramo, secondo il professore è più complessa da capire. La bugia si ripete anche nella terra promessa con il re Abimelech. Ad Abramo faceva comodo perseverare nella menzogna per accrescere le sue ricchezze: “Nessuno tranne Dio è perfetto Abramo è un uomo pieno di difetti”.

Quindi dopo aver analizzato l’episodio del sacrificio di Isacco, in cui attraverso la prova Abramo cambia, diventa una persona diversa: l’alleanza fra Dio e Abramo viene rafforzata da questa prova di fede; ha proseguito il suo ragionamento nell’episodio di Sodoma e Gomorra, in cui Abramo sa protestare davanti a Dio, non vuole che vengano distrutti degli innocenti:

“Abramo non obbedisce ciecamente ma ha piena fiducia nella promessa fatta da Dio, la fede nell’Alleanza, in questo nuovo rapporto che si viene a creare: una familiarità tale per cui Dio mette alla prova Abramo ma anche Abramo mette alla prova Dio. Abramo ha piena fiducia nell’Alleanza ed è qui che Dio interviene. Così però i termini sono rovesciati, perché ora anche Dio è messo alla prova da Abramo… In questo modo l’alleanza si rinnova in maniera reciproca… Nella Bibbia tutto ha un significato tutto va letto con attenzione”.

Tra le mostre presentate a Rimini, quella che è stata di gradimento al pubblico, dopo quella di Abramo, è stata quella di arte contemporanea, ‘Tenere vivo il fuoco. Sorprese dell’arte contemporanea’, in collaborazione con ‘Casa Testori’: “Al visitatore è richiesta la disponibilità a sorprendersi, perché l’artista non è un elemento di un percorso sequenziale, ma il genio che vede le cose prima di ogni altro. Bisogna quindi confrontarsi, più che col manufatto finale, col progetto dell’opera”, ha affermato uno dei curatori, Giuseppe Frangi.

Anche la mostra ‘I Am Exceptional: The Millennial Experience. Alla ricerca della propria identità’, si è meritata una discreta affermazione di pubblico, soprattutto giovanile, in quanto è stata costruita dalle risposte, partendo dalla provocazione di una frase di don Luigi Giussani, lanciata da un sacerdote americano ad alcuni utenti del mondo su twitter sul senso della vita.

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