Rapporto sulla libertà religiosa degli USA, il 2013 un pessimo anno

E’ un dossier che ogni anno arriva in estate e non riesce a conquistare le prime pagine. Eppure il rapporto sulla Libertà Religiosa nel Mondo pubblicato dal Dipartimento di Stato Usa è interessante, soprattutto se paragonato a quello che ogni anno pubblica Aiuto alla Chiesa che Soffre e che non mette gli Stati Uniti proprio tra le prime nazioni dove la libertà religiosa è completa. Perchè l’errore più comune è confondere libertà di culto con libertà religiosa. E del resto le zone d’ombra in questo senso si trovano anche nella democratica Europa, che non ha ancora capito questa differenza. Ma torniamo al rapporto Usa. “Il 75 per cento della popolazione del mondo continua a vivere in Paesi che non rispettano la libertà di religione” dice il Segretario di Stato Americano, riferendosi ovviamente soprattutto alla libertà di culto. Un brutto anno il 2013 con abusi, discriminazioni, persecuzioni, soprusi e violenze per motivi di fede in aumento praticamente in ogni angolo del pianeta: dalla repressione indiscriminata in alcuni Paesi dell’Asia, alle violenze in Medio oriente, agli attacchi in Egitto e Iran contro i dissidenti. Ma anche l’impennata di sentimenti anti-semiti e anti-islam nelle nazioni dell’Unione europea.

C’è anche una “Lista nera” di paesi per lo più in Asia e Medio Oriente, che sono visti con preoccupazione per le violazioni e le discriminazioni tollerate o addirittura condotte dalle stesse autorità. C’è poi l’ombra dell’ antisemitismo che minaccia l’Europa. Una recente indagine condotta proprio in Europa ha rivelato che il 48 per cento degli ebrei residenti in Italia, Belgio, Francia, Germania, Ungheria, Svizzera e Gran Bretagna prendono in considerazione l’ipotesi di emigrare perché avvertono una sensazione di antisemitismo.

Uno spazio particolare per la situazione in Siria. Solo a Homs, la popolazione è scesa da 160 mila prima della guerra a poco più di mille. Poi ci sono i profughi di tutte le guerre che hanno un apparente motivo religioso. Anche l’ Africa vede più di un milione di sfollati a causa della recrudescenza della violenza tra cristiani e musulmani. Poi ci sono casi, come il Pakistan, dove si continuano ad applicare le leggi contro la blasfemia per ridurre la libertà di parola nelle fedi diverse dall’islam. E accanto alla prigionia, si sono registrate nel mondo altre gravi forme di violenze per motivi religiosi, come ad esempio il divieto di cambiare religione, tuttora in vigore in 39 Paesi.

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