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Maimone (RMTR): ‘Difendere il Turismo Religioso dalla mercificazione della Fede’
“Il turismo religioso non dovrebbe essere relegato a un mero e indiscriminato fenomeno commerciale. Risulta, invece, imprescindibile preservare il valore spirituale e culturale che caratterizza questi percorsi e le esperienze ad essi connesse. Questi itinerari rappresentano un’occasione unica per la crescita interiore dell’individuo e per il rafforzamento del legame con la dimensione spirituale. Si osserva, a tal proposito, una tendenza crescente a trasformare percorsi intrinsecamente spirituali e profondamente umani in occasioni esclusivamente economiche, con il rischio di comprometterne il significato più autentico”, ha dichiarato Biagio Maimone, Coordinatore per l’Italia della Rete Mondiale del Turismo Religioso.
“E’ certamente legittimo promuovere la crescita economica dei territori interessati e delineare nuovi modelli di sviluppo in grado di favorire l’occupazione e l’inserimento lavorativo delle giovani generazioni. Tuttavia, risulta altrettanto necessario contrastare ogni forma di sfruttamento e speculazione da parte di chi, come accade non di rado, tende a strumentalizzare la dimensione religiosa e la fede per finalità meramente lucrative.
Si nota, infatti, che negli ultimi mesi il turismo religioso viene talvolta presentato come una mera firma commerciale, come se rappresentasse una nuova frontiera del turismo tradizionale, riducendolo a un prodotto standardizzato da promuovere sul mercato, come farebbe un’agenzia di viaggi. Questa visione rischia di svilire la dimensione spirituale del percorso e di allontanarlo dal suo scopo autentico, che è quello di nutrire lo spirito e favorire la crescita interiore dell’individuo.
Il mio invito è quello di non perdere mai di vista il senso profondo del turismo religioso, concepito come fattore di evoluzione umana e spirituale, nonché come occasione di valorizzazione del patrimonio culturale e umano. Non è accettabile attribuire al turismo religioso una connotazione predatoria o finalizzata allo sfruttamento.
Il turismo religioso, se interpretato correttamente, può costituire un autentico fenomeno di civilizzazione: un’opportunità per migliorare l’essere umano, sviluppare valori etici e morali, rafforzare la fede e lo spirito, e contribuire alla costruzione di società più consapevoli e rispettose del patrimonio spirituale e culturale.
E’ necessario favorire la crescita di questa nuova frontiera del turismo, la quale deve certamente generare benefici economici, ma senza compromettere l’integrità della religione e della fede attraverso logiche esclusivamente speculative. A tal fine, risulta imprescindibile un monitoraggio costante e un sistema di controllo rigoroso.
Il turismo dell’anima deve rappresentare un nuovo linguaggio per lo spirito e un modello di turismo improntato all’umanesimo, capace di conciliare sviluppo culturale, arricchimento personale, crescita spirituale e sostenibilità sociale. Solo così esso può assumere pienamente il ruolo di strumento di evoluzione umana, di crescita della coscienza e di promozione dei valori profondi che fondano la nostra civiltà”, ha concluso Maimone.
Ospitalità Religiosa: Giubileo motore per Roma, Italia a +9%
Il settore dell’ospitalità a matrice religiosa e non-profit –che in Italia conta circa 3.000 strutture ricettive per un totale di 200.000 posti letto– tira le somme di questo 2025, anno segnato dall’afflusso straordinario dovuto al Giubileo e da un contesto economico ancora complesso.
Secondo i dati raccolti dall’Associazione Ospitalità Religiosa Italiana, Roma e provincia registrano un incremento del 14% delle presenze rispetto al 2024. Un risultato importante, che conferma la capacità di accoglienza del territorio in occasione dei grandi eventi religiosi. Allo stesso tempo, si tratta di una leggera flessione rispetto alle stime iniziali dei gestori, che ipotizzavano per l’Anno Santo una crescita attorno al 24%.
Ampliando lo sguardo all’intero Paese, il quadro restituisce comunque un segnale di fiducia. Il comparto della ricettività non-profit chiude il 2025 con un aumento medio delle presenze pari al 9% rispetto all’anno precedente. L’area del Centro Italia è quella che beneficia maggiormente dell’ ‘effetto Giubileo’, registrando un +11%, mentre Nord e Sud attestano entrambi l’incremente ad un +7%. Un andamento che conferma la funzione delle strutture religiose e sociali come rete diffusa di accoglienza, non solo nelle grandi città, ma anche nei piccoli centri e lungo i cammini di pellegrinaggio.
“Un po’ di ossigeno per le attività caritatevoli e missionarie finanziate da questi introiti –commenta Fabio Rocchi, presidente dell’Associazione Ospitalità Religiosa Italiana– ma anche una prospettiva che non si chiude con il Giubileo. Le esperienze di accoglienza vissute quest’anno non potranno che riverberarsi in future occasioni di incontro, ben al di là del semplice soggiorno. Molte persone hanno riscoperto il valore di una Casa che non è solo un letto per dormire, ma un luogo di ascolto, di condivisione, di vicinanza alle fragilità”.
Rocchi sottolinea inoltre come il 2025 abbia rappresentato per molte strutture un banco di prova: “Il Giubileo ha spinto i gestori a riorganizzare gli spazi, a migliorare l’accessibilità, a curare la comunicazione online e la gestione delle prenotazioni. Sono investimenti che resteranno e che permetteranno alle Case di essere pronte ad accogliere, anche nei prossimi anni, pellegrini, turisti responsabili, gruppi e famiglie in cerca di un’ospitalità sobria, sicura e alla portata di tutti”.
L’Associazione Ospitalità Religiosa Italiana vede in questi numeri non soltanto un segnale congiunturale legato al Giubileo, ma l’indicazione di una tendenza più profonda: la crescente ricerca di esperienze di viaggio che uniscano dimensione spirituale, attenzione alla persona e valorizzazione dei territori. Per questo l’Associazione continuerà a lavorare al fianco dei gestori, offrendo formazione, assistenza e strumenti operativi, perché l’ospitalità religiosa e non-profit possa rimanere un presidio di accoglienza aperta, solidale e sostenibile nel tempo.
Turismo Religioso, Maimone: I miracoli eucaristici sono il segno vivo dell’incontro con Dio
In un’epoca segnata da velocità, distrazione e frammentazione, si fa strada un richiamo silenzioso ma profondo, che invita l’uomo a ritrovare la propria anima e la sua originaria vocazione alla trascendenza. E’ in questo contesto che nasce il progetto ‘Voucher – Il Turismo dell’Anima’, ideato e promosso da Biagio Maimone, Coordinatore per l’Italia della Rete Mondiale del Turismo Religioso (RMTR), in collaborazione con l’agenzia Ventisetteviaggi di Anna Di Maria e con il conduttore televisivo Paky Arcella.
Questo itinerario si propone come un’esperienza spirituale, culturale e rigenerativa, in cui il viaggio diviene atto contemplativo, incontro con il Mistero, ma anche strumento di crescita economica, sostenibilità e valorizzazione dei territori. E’ un modello di turismo innovativo ed esperienziale, che supera la logica del consumo per riscoprire il viaggio come via di conoscenza, di preghiera e di comunione.Ogni percorso è pensato per risvegliare la coscienza, per unire fede e cultura, arte e natura, memoria e futuro — nel segno di una spiritualità viva e incarnata.
L’iniziativa trae ispirazione dai miracoli eucaristici, straordinari segni della Presenza reale di Cristo nel Sacramento dell’altare. Essi costituiscono la testimonianza più viva dell’amore di Dio che si fa carne e rimane tra gli uomini per donar loro la grazia della Sua vicinanza. Attualmente, i miracoli eucaristici riconosciuti ufficialmente dalla Chiesa sono ventidue, ma recenti studi condotti in Italia (nell’ambito della ricerca teologica, storica e antropologica) ne documentano circa quaranta, diffusi in tutto il Paese, in luoghi che rappresentano un tesoro spirituale di fede e di bellezza.
Tra i più celebri si annoverano: Lanciano (Abruzzo), Bolsena-Orvieto (Umbria), Siena (Toscana), Cascia (Umbria), Alatri (Lazio), Trani (Puglia), Offida (Marche), Firenze, Turin e Macerata. Ogni miracolo rappresenta un segno di alleanza tra cielo e terra, un evento che parla non solo ai credenti ma all’intera umanità, perché restituisce senso, speranza e stupore al cuore dell’uomo.
Maimone ha sottolineato: “Il progetto ‘Voucher – Il Turismo dell’Anima’ nasce come un segno che richiama alla sorgente stessa del nostro essere. I miracoli eucaristici non sono reliquie di un passato remoto, ma manifestazioni viventi della Grazia, centri di energia spirituale che continuano a parlare al cuore del mondo. Attraverso questo itinerario vogliamo proporre un turismo che sia incontro, non evasione: un incontro con Dio, con l’altro, con il creato e con la propria interiorità.
E’ un cammino che rigenera: rigenera i luoghi, le comunità, il senso della vita. Qui la bellezza diventa sacramento, l’arte diventa preghiera, e il viaggio si trasforma in un atto d’amore e di lode. Chi intraprende questo cammino impara a camminare con il silenzio nel cuore, perché nel silenzio risuona la voce che parla oltre le parole, e in quella voce si riconosce la misericordia che tutto abbraccia”.
‘Voucher – Il Turismo dell’Anima’ non si limita a promuovere la devozione o la conoscenza dei luoghi sacri: esso aspira a trasformare il modo stesso di intendere il turismo. Propone una nuova visione integrale, dove la fede incontra la responsabilità sociale e l’economia si trasfigura in etica e comunione. Il turismo, in questa prospettiva, diventa via di fraternità, sviluppo e sostenibilità, capace di unire l’uomo alla sua terra, la comunità al proprio destino spirituale, la cultura al Mistero che la fonda.
Ogni tappa di questo viaggio sarà concepita come esperienza immersiva, dove il pellegrino sarà invitato a vivere il luogo, non solo a visitarlo: a respirarlo, ascoltarlo, contemplarlo. E’ un turismo che non si misura in chilometri percorsi, ma in profondità di sguardo; non accumula immagini, ma trasforma il cuore. E’ un’economia dello spirito, dove la bellezza non si consuma ma si condivide, e la crescita diventa sinfonia tra creato e creatura. In questa visione si inscrive la luminosa figura di san Carlo Acutis, giovane beato, innamorato dell’Eucaristia e testimone di una fede capace di coniugare spiritualità e modernità.
Fu proprio lui a creare la celebre mostra digitale sui miracoli eucaristici del mondo, oggi tradotta in decine di lingue e diffusa in oltre cento Paesi. San Carlo, con la sua purezza di cuore e la sua intelligenza profetica, ha saputo mostrare come la tecnologia possa divenire strumento di evangelizzazione e di comunione, unendo i popoli nel segno dell’Eucaristia. Il suo esempio ispira ‘Voucher – Il Turismo dell’Anima’, che vuole accompagnare ogni viaggiatore in un cammino di luce, dove la fede si rinnova, la cultura si apre al divino e la vita diventa preghiera.
Questo progetto, attualmente in fase di strutturazione, rappresenta un nuovo paradigma di turismo religioso e culturale, in cui arte, fede, storia e sostenibilità si fondono in un’unica sinfonia spirituale.
Esso invita l’uomo del nostro tempo a riscoprire il senso del pellegrinaggio come atto di bellezza e di fraternità universale, e a riconoscere in ogni luogo visitato la presenza viva di Dio che abita il mondo:
“Quando il viaggio si trasforma in miracolo, conclude Maimone, ogni passo diventa luce, ogni incontro diventa grazia, e ogni anima ritrova se stessa nel respiro dell’Eterno. Il turismo dell’anima è la via nuova di un’umanità che vuole tornare a vedere il mondo come sacramento di Dio e la terra come dimora dell’infinito”.
Biagio Maimone: ‘Italia Faro del Turismo Religioso e Guida di Bellezza, Cultura e Spiritualità nel Mondo’
Si è tenuto a Roma, città eterna e cuore pulsante della cristianità, il IX Congresso Mondiale del Turismo, dal titolo ‘Il Turismo, Porta dell’Evangelizzazione’, inaugurato lo scorso 16 ottobre. L’evento, di straordinaria solennità e valore simbolico, è stato inserito nel Calendario ufficiale del Giubileo ed è promosso dall’Ufficio Nazionale per la Pastorale del Tempo Libero, del Turismo e dello Sport della CEI, su richiesta del Dicastero per l’Evangelizzazione.
Biagio Maimone, Coordinatore per l’Italia della Rete Mondiale del Turismo Religioso (RMTR) – www.tourismandsocietytt.com/red-mundial-turismo-religioso e Direttore della Comunicazione dell’Associazione ‘Bambino Gesù del Cairo’, ha affermato che esiste un legame profondo e indissolubile tra turismo ed evangelizzazione, in quanto il viaggio, se vissuto nella luce della fede, diviene un cammino interiore, una scoperta dell’anima e una via di incontro con Dio:
“Il turismo religioso non è soltanto spostamento nello spazio, ma pellegrinaggio dello spirito; è l’uomo che, muovendosi nel mondo, ritrova se stesso alla luce del divino”. In un tempo segnato da guerre, disuguaglianze e smarrimento morale, il turismo religioso si propone come messaggero di fraternità e di pace, ponte tra i popoli e le culture, strumento di riconciliazione universale.
Esso genera dialogo, rispetto, amore per il creato e per l’altro, educando all’incontro e alla comunione. Il turismo religioso trae ispirazione dalla Dottrina Sociale della Chiesa, che illumina l’umanità con i principi del Vangelo incarnati nella vita sociale, culturale e politica.
Papa Leone XIII, nell’enciclica Rerum Novarum (1891), affermava che è dovere della Chiesa difendere la dignità dei poveri e degli umili, poiché la missione evangelizzatrice non è solo predicazione, ma azione concreta di amore, giustizia e custodia del creato.
Il turismo religioso traduce tali principi in esperienze di bellezza e fraternità, promuovendo la dignità umana, la solidarietà tra i popoli, la sussidiarietà e la cura della casa comune. E’ una forma viva di evangelizzazione che rende visibile la luce del Vangelo nel quotidiano, testimoniando come la fede, vissuta nella cultura e nella bellezza, diventi forza trasformante del mondo.
Il turismo religioso può essere definito Turismo dell’Anima, perché è incontro tra lo spirito umano e la bellezza divina riflessa nella natura, nell’arte e nella cultura. Papa Francesco, nell’enciclica Laudato Si’, ricorda che “l’incontro con la natura è momento altamente spirituale, capace di cogliere in essa la presenza di Dio”.
In questa prospettiva, ogni paesaggio, ogni santuario, ogni opera d’arte diventa segno visibile della sapienza divina e invito alla contemplazione. Il Turismo dell’Anima non si limita a visitare i luoghi sacri, ma eleva l’uomo, lo rigenera interiormente e lo apre al mistero. È esperienza estetica e mistica insieme, dove la bellezza diventa via di conoscenza del divino e linguaggio universale della fede. Come ha affermato Mons. Rino Fisichella, Pro-Prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione: “La bellezza del creato e il patrimonio culturale educano a leggere i segni della sapienza di Dio.”
L’Italia, più di ogni altro Paese al mondo, è sintesi perfetta tra fede, arte e civiltà. Le sue città, i suoi borghi, i suoi santuari e le sue cattedrali costituiscono un ininterrotto dialogo tra cielo e terra, dove la bellezza diventa preghiera scolpita nella pietra, affresco di fede e canto dell’anima.
Da Assisi a Roma, da Loreto a San Giovanni Rotondo, dai cammini di san Francesco e san Benedetto fino ai santuari mariani e ai percorsi di pellegrinaggio che attraversano il Paese, l’Italia rappresenta il cuore spirituale e artistico del mondo cristiano. Ogni città italiana è un tempio di cultura e di spiritualità: le chiese, gli affreschi, le sculture, i mosaici e le opere letterarie (come quelle di Alessandro Manzoni e Dante Alighieri) sono testimonianza viva di un popolo che ha saputo tradurre la fede in arte e la bellezza in evangelizzazione.
La Cultura della Bellezza, nata in Italia, è una cultura dell’anima, perché la bellezza autentica è riflesso di Dio. Essa parla al cuore dell’uomo, lo educa alla speranza, alla comunione e al rispetto per la vita. In questo senso, l’Italia è la ‘terra della luce’, dove l’arte e la fede si abbracciano per dare forma visibile al mistero dell’infinito. L’Italia non è soltanto un luogo geografico, ma un’anima universale, una guida morale e culturale che ispira il mondo con il suo esempio di bellezza, umanità e spiritualità.
Promuovere il turismo religioso significa promuovere l’essenza stessa dell’Italia: la sua vocazione alla pace, la sua missione di accoglienza e la sua tradizione millenaria di fede e cultura. Il Turismo dell’Anima trova nella nostra nazione la sua più alta espressione, poiché l’Italia sa unire il sacro e il bello, la contemplazione e la creatività, l’arte e la preghiera.
Ogni pellegrino che giunge nel nostro Paese sperimenta un incontro con la spiritualità incarnata nella bellezza, un’esperienza che riconcilia il cuore con Dio e con il mondo: “L’Italia è chiamata ad essere non solo culla della cristianità, ma faro spirituale dell’umanità. In essa la bellezza diventa preghiera, la cultura diventa via al divino, e il turismo religioso si trasforma in pellegrinaggio dell’anima verso la luce di Dio”.
In un’epoca segnata dall’indifferenza e dalla frammentazione, l’Italia si erge come simbolo vivente di armonia tra fede, cultura e bellezza. E’ chiamata a guidare, con la sua luce, il cammino spirituale e culturale dei popoli, offrendo al mondo un messaggio di pace, fraternità e speranza. L’Italia è, e resterà sempre, il faro del turismo religioso mondiale, la guida della cultura della bellezza, il cuore della spiritualità che illumina la Terra.
Ospitalità non-profit: l’Antitrust chiarisce i limiti alla promozione
L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato si è espressa sul nodo che da decenni divide il settore della ricettività senza scopo di lucro, rappresentato da 3.000 Case per Ferie con 200.000 posti letto.
La questione era stata sollevata dall’Associazione Ospitalità Religiosa Italiana, richiamando la Legge 17 maggio 1983 n. 217 -poi recepita da quasi tutte le Regioni- che stabilisce come queste strutture debbano essere “gestite al di fuori dei normali canali commerciali”. Un passaggio interpretativo che, nel tempo, ha portato molte amministrazioni a escluderle da agenzie, pubblicità e portali di prenotazione online. L’Associazione aveva denunciato tale esclusione, giudicandola anacronistica e ingiustamente penalizzante in un mercato ormai aperto e diversificato verso ogni forma di ospitalità.
Con una delibera del 14 ottobre, l’Antitrust ha chiarito che secondo la normativa vigente l’esclusione dai canali commerciali non rappresenta una violazione delle regole di concorrenza, “in ragione delle specificità dell’attività in questione e dell’esistenza di canali di promozione alternativi”.
Pur non introducendo una completa liberalizzazione, il pronunciamento esplicita però che le Case per Ferie possono promuoversi attraverso circuiti dedicati, come ad esempio il portale ospitalitareligiosa.it, salvaguardando la loro identità solidale.
Il presidente dell’Associazione O.R.I., Fabio Rocchi, ha accolto con rispetto la delibera, ma avverte: “Resta aperta la questione del pieno riconoscimento dell’ospitalità non-profit come parte integrante del sistema ricettivo e turistico italiano. È tempo di superare ostacoli che ancora penalizzano queste realtà trasparenti e radicate sul territorio”. Rocchi auspica che “questa decisione possa comunque riaprire un confronto più ampio, orientato all’equità e alla valorizzazione di un patrimonio sociale e culturale unico al mondo”.
A Roma l’IX Congresso Mondiale del Turismo, Maimone: ‘Turismo Religioso come via di Evangelizzazione e di Cura secondo la Dottrina Sociale della Chiesa’
Nel cuore della Città Eterna, custode della cristianità e faro di fede per l’intera umanità, si terrà dal 16 al 19 ottobre, l’IX Congresso Mondiale del Turismo, dal titolo ‘Turismo porta dell’Evangelizzazione’, evento solenne inserito nel Calendario ufficiale del Giubileo e promosso dall’Ufficio nazionale per la pastorale del Tempo libero e dello Sport della C.E.I., su richiesta del Dicastero per l’Evangelizzazione.
Biagio Maimone, neo Coordinatore per l’Italia della Rete Mondiale del Turismo Religioso (RMTR), assisterà ai lavori del Congresso e ha dichiarato che vi è un nesso profondo e indissolubile tra turismo ed evangelizzazione poiché, mai come oggi, l’umanità, segnata dalle ferite delle guerre, delle ingiustizie e delle divisioni, avverte l’urgenza di ricostruire se stessa nella fraternità e nella pace.
Il turismo, aprendosi come ponte tra i popoli, diventa strumento privilegiato di dialogo, di comprensione reciproca e di riconciliazione e il turismo religioso, che muove i cuori verso i luoghi di fede, si rivela via straordinaria di evangelizzazione e di pace in quanto apre gli animi rendendoli rispettosi delle differenze e costruttori di fraternità e unità tra comunità diverse.
Attraverso le esperienze a cui esso dà vita, fondate sulla solidarietà, sulla custodia della vita, sull’amore per il creato e sulla ricerca spirituale, l’umanità può rinascere trasformando le divisioni in armonia e riconoscendo la propria responsabilità verso ogni fratello, guardando al futuro con speranza e con un rinnovato senso di unità che illumina la terra.
Il mandato di Cristo ‘Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura’ fonda la missione universale della Chiesa e papa Leone XIV raccogliendo la tradizione missionaria, ha ribadito con forza che l’opera evangelizzatrice della Chiesa consiste non solo nell’annunciare Cristo con le parole, ma anche nel rendere visibile la sua luce nella vita sociale, politica e culturale dei popoli.
Nella sua enciclica ‘Rerum Novarum’ del 1891, papa Leone XIII ha sottolineato che è un dovere solenne della Chiesa intervenire in materia sociale poiché appartiene al suo ufficio annunciare Cristo e difendere la dignità dei poveri e degli umili. La missione evangelizzatrice e la promozione della giustizia sociale non sono realtà separate, ma due volti della stessa fedeltà al Vangelo che illumina la vita degli uomini e il turismo religioso fa proprie tali istanze e le comunica attraverso il suo operato.
La dottrina sociale della Chiesa, nata come sviluppo organico della missione evangelizzatrice, diventa guida luminosa del turismo religioso in quanto cammino di fede e di promozione umana e il turismo religioso accoglie e fa propri i principi della dottrina sociale della Chiesa, che non sono semplici enunciazioni teoriche ma vie concrete di santità e di trasformazione del mondo, come la dignità inviolabile della persona umana che deve essere sempre custodita e rispettata, il bene comune come criterio che orienta la vita dei popoli, la solidarietà come vincolo che unisce ogni uomo al suo prossimo, la sussidiarietà come riconoscimento del ruolo delle comunità locali e della responsabilità di ciascuno e la cura del creato come dovere sacro di proteggere la casa comune affidata da Dio.
Il turismo religioso accoglie altresì l’affermazione di papa Leone XIII secondo cui il Vangelo non sopprime nulla di ciò che è buono nelle culture e nelle società, ma tutto innalza, tutto nobilita e tutto perfeziona e in questo modo, vissuto alla luce della dottrina sociale della Chiesa, diventa via privilegiata di evangelizzazione perché incarna i principi fondanti del Vangelo e li rende visibili nel vissuto dei popoli educando al rispetto della dignità di ogni persona, promuovendo il bene comune, valorizzando i territori e le culture locali, generando solidarietà tra genti diverse, incoraggiando la sussidiarietà, sostenendo le comunità ospitanti e diventando scuola di custodia del creato invitando a contemplare la bellezza del mondo come dono di Dio, trasformando il viaggio in pellegrinaggio interiore e in responsabilità sociale.
In tal modo il turismo religioso coniuga la dimensione spirituale con quella sociale e missionaria dimostrando come il Vangelo non rimanga confinato nei templi, ma si diffonda lungo le strade del mondo illuminando ogni ambito della vita umana e chi opera nel turismo religioso è chiamato a vivere questi principi con spirito missionario condividendo la quotidianità con le persone incontrate, testimoniando con la vita la verità del Vangelo e compiendo gesti di carità, di giustizia e di servizio ai più deboli.
Così il turismo religioso diventa espressione viva della Chiesa missionaria ed evangelizzatrice, una Chiesa che non si limita a predicare ma si incarna tra gli uomini, che non separa la fede dalla vita e che non teme di affrontare le sfide sociali per testimoniare la forza trasformante del Vangelo come sottolineato da papa Leone XIII, secondo cui non è sufficiente predicare la verità, occorre incarnarla nelle opere affinché il mondo creda.
In un mondo attraversato da conflitti e smarrimenti, il turismo religioso appare come via di riconciliazione, strumento di fraternità e seme di speranza, unisce i popoli, educa al rispetto, apre alla pace universale e rende visibile la luce di Cristo nel cuore delle culture e delle nazioni e attesta che la missione evangelizzatrice e la dottrina sociale non sono due percorsi separati, ma un unico cammino che conduce a Cristo e che trasfigura la storia e così il turismo religioso diventa profezia di una Chiesa che annuncia, testimonia, serve e accompagna rendendo concreta la promessa del Regno di Dio.
Il turismo religioso è autentico Turismo dell’Anima perché non si limita a condurre l’uomo nei luoghi sacri ma lo eleva interiormente, lo ricolma di bellezza e lo guida a riscoprire lo spirito e i valori morali come ricorda Papa Francesco nella ‘Laudato Sì’, dove l’incontro con la natura non è semplice esperienza estetica ma momento altamente spirituale e luogo di comunione con il creato. In occasione della Giornata Mondiale del Turismo, mons. Rino Fisichella, Pro-Prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione, ha evidenziato che la bellezza del creato e il patrimonio culturale educano a leggere i segni della sapienza di Dio e il turismo diventa occasione di crescita, incontro e conoscenza reciproca invitando ciascuno a prendersi cura della casa comune.
Il turismo religioso si conferma così ponte universale tra culture e fedi diverse, via di fraternità e pace ma anche impegno sociale ed economico, valorizza territori e patrimoni di fede e cultura, sostiene comunità locali e promuove sviluppo sostenibile attraverso la solidarietà.
Biagio Maimone, Coordinatore per l’Italia della Rete Mondiale del Turismo Religioso, presente per approfondire il ruolo del turismo religioso nel panorama globale
Il TTG Travel Experience è la principale manifestazione italiana dedicata alla promozione del turismo mondiale. Si terrà dall’8 al 10 ottobre 2025 presso la Fiera di Rimini. Per tre giorni, operatori internazionali, enti del turismo, tour operator, compagnie aeree, strutture ricettive e aziende del settore si confrontano per condividere idee, innovazioni e visioni sul futuro del viaggio, trasformando Rimini in un vero laboratorio globale di opportunità, scambio e networking di alto livello.
Biagio Maimone, Coordinatore per l’Italia della Rete Mondiale del Turismo Religioso, sarà presente in veste di visitatore, per approfondire la conoscenza delle offerte del settore e valutare come il turismo religioso possa inserirsi nel contesto internazionale del turismo, giocando un ruolo sempre più centrale nel futuro del settore e valorizzando l’aspetto della spiritualità insieme a sostenibilità, solidarietà e cultura.
“Il turismo religioso sta vivendo una crescita senza precedenti e rappresenta oggi una risorsa strategica per il futuro del turismo mondiale, ha dichiarato Maimone. E’ un vero e proprio turismo dell’anima, dove la spiritualità si fonde con l’identità dei luoghi e la scoperta dei territori, creando esperienze profonde e autentiche che arricchiscono chi viaggia e chi accoglie”.
Maimone ha aggiunto: “Essere presenti alle manifestazioni del settore non è solo importante: è fondamentale. Solo osservando, comprendendo e dialogando possiamo capire come il turismo religioso e spirituale possa assumere un ruolo concreto e innovativo nel contesto internazionale del turismo, contribuendo a costruire un turismo del futuro più consapevole, sostenibile e ricco di significato”.
Il tema dell’edizione 2025, ‘AWAKE to a new era’, richiama con forza la consapevolezza che non siamo più di fronte al cambiamento, ma dentro il cambiamento: comprenderlo, interpretarlo e guidarlo significa trasformarlo in un’opportunità concreta di crescita, innovazione e rinascita per tutto il settore turistico.
WTTC Global Summit e WTD: Italia punto di riferimento del turismo religioso globale, tra fede e cultura della sostenibilità
Nella scorsa settimana Roma ha ospitato un evento di portata storica: il Global Leaders Dialogue, primo Global Summit del World Travel & Tourism Council (WTTC) mai organizzato in Italia. Alla cerimonia inaugurale, con la presenza della premier Giorgia Meloni, è stato ribadito il ruolo centrale dell’Italia nel turismo mondiale.
Nel corso della Giornata Mondiale del Turismo (WTD), celebrata il 27 settembre dall’Organizzazione Mondiale del Turismo (UNWTO), il tema del 2025 – ‘Turismo e Trasformazione Sostenibile’ – ha messo in luce il turismo come motore di sviluppo economico, tutela ambientale e promozione della pace.
In questo contesto, Biagio Maimone, neo Coordinatore per l’Italia della Rete Mondiale del Turismo Religioso (RMTR), ha evidenziato il ruolo del turismo religioso come leva di spiritualità, solidarietà e sostenibilità, in vista del suo intervento al Congresso Mondiale del Turismo ‘Turismo porta dell’Evangelizzazione’, inserito nel calendario del Giubileo 2025 (Roma, 16-19 ottobre).
“Il turismo religioso non muove solo corpi, ma coscienze; non consuma risorse, le custodisce; non divide, ma costruisce ponti. Papa Francesco, con la Laudato Si’, ci ricorda che l’incontro con la natura eleva l’anima, mentre Papa Leone XIII ha richiamato all’impegno sociale. Da questa trilogia nasce una nuova economia by solidale e una civiltà di pace”, ha dichiarato Maimone.
Anche Mons. Rino Fisichella, Pro-Prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione, ha inviato un messaggio sottolineando come ‘la bellezza del creato e il patrimonio culturale dell’umanità educano a prendersi cura della casa comune’.
Maimone ha ricordato che il turismo religioso è anche motore di sviluppo economico e sociale: “L’Italia è il cuore pulsante del turismo religioso mondiale. Nessun altro Paese può vantare un intreccio così profondo di fede, arte e bellezza. Non è solo esperienza individuale, ma cammino collettivo di fraternità, pace e speranza”.
Giornata Mondiale del Turismo, Maimone (RMTR): il Turismo Religioso promuove la Pace e il dialogo interreligioso e interculturale
In occasione della quarantaseiesima Giornata Mondiale del Turismo, che si celebra, come ogni anno, il 27 settembre, l’Organizzazione Mondiale del Turismo, ha scelto il binomio ‘Turismo e Trasformazione Sostenibile’ , ritenendo che il turismo possa guardare lontano cogliendo la magnificenza dei contenuti dell’Enciclica ‘Laudato sì’ di papa Francesco, soprattutto dove si afferma che ‘la sfida urgente di proteggere la nostra casa comune comprende la preoccupazione di unire tutta la famiglia umana nella ricerca di uno sviluppo sostenibile e integrale’.
Il Turismo Religioso accoglie tale istanza e la fa propria con l’intento di diffonderla per migliorare la vita umana. Nel contempo, ritiene doveroso valorizzare i patrimoni storici e religiosi, ossia quei luoghi che ospitano Chiese, siti di pellegrinaggio e monumenti risalenti a centinaia o addirittura a migliaia di anni fa.
Biagio Maimone, neo Coordinatore per l’Italia della Rete Mondiale del Turismo Religioso (wwwtourismandsocietytt.com/red-mundial-turismo-religioso) assisterà ai lavori del IX Congresso mondiale sulla pastorale del turismo dal titolo ‘Turismo porta dell’Evangelizzazione’ inserito nel Calendario Ufficiale del Giubileo, organizzato dalla C.E.I., Ufficio Nazionale per la Pastorale del Tempo Libero, Turismo e Sport, il cui Direttore ad interim è don Michele Gianola, su richiesta del Dicastero per l’Evangelizzazione, che si terrà a Roma dal 16 al 19 ottobre prossimo.
Maimone ha affermato: “Possiamo definire il turismo religioso con il termine ‘Turismo dell’Anima’, in quanto veicola la cultura della bellezza, dello spirito e, nel contempo, dei valori profondamente morali ed estetici .
Favorire questa forma di turismo significa avvicinarsi alla bellezza che Dio ci ha regalato, che manifesta la sua presenza e la sua impronta sulla terra, consentendo l’incontro con la spiritualità di coloro che a tale forma di turismo partecipano.
Papa Francesco nell’enciclica ‘Laudato Sì’ poneva in luce l’incontro con la natura come momento altamente spirituale in quanto capace di cogliere in essa la presenza di Dio e papa Leone XIV quando parla di missione affronta l’importanza dell’impegno concreto a favore dell’uomo, che è anche impegno a favore del suo habitat”.
La Rete Mondiale del Turismo Religioso, la cui General Manager è la dott.ssa Pilar Valdés Arroyo e la cui direttrice territoriale per Europa è la Dottoressa Edit Székely, è presente in 18 Paesi ed è nata con lo scopo di promuovere il turismo e la cultura religiosa in diverse Regioni e Paesi come mezzo di dialogo interreligioso e interculturale, sviluppo territoriale e rafforzamento del patrimonio spirituale.
La missione della Rete è, inoltre, promuovere il rispetto delle diversità religiose e contribuire allo sviluppo sostenibile di luoghi in cui si svolgono esperienze spirituali e religiose. Il Turismo religioso e spirituale è un ponte che favorisce il dialogo tra culture e credenze diverse al fine di promuovere l’unità tra le persone e la valorizzazione delle differenze. La Rete si impegna per diffondere i principi della sostenibilità, dell’etica e del rispetto, affermandosi come strumento essenziale per un turismo più inclusivo, arricchente e responsabile.
Mons. Rino Fisichella, Pro-Prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione, Sezione per le questioni fondamentali dell’evangelizzazione nel mondo, ha inviato, in occasione della quarantaseiesima Giornata Mondiale del Turismo, un messaggio mediante cui sottolinea che la bellezza del creato e il patrimonio culturale dell’umanità educano tutti noi a leggere i segni della sapienza di Dio.
In tale prospettiva anche il turismo diventa occasione di crescita, di incontro e di reciproca conoscenza. Difatti, mentre arricchisce le relazioni tra i popoli, l’esperienza del viaggio invita ciascuno a prendersi cura della casa comune, che è il mondo e la sua natura. Biagio Maimone è anche direttore dell’Ufficio Stampa dell’Associazione ‘Bambino Gesù del Cairo’, il cui presidente è monsi. Yoannis Lahzi Gaid, già segretario personale di sua santità papa Francesco.
Attraverso le iniziative della suddetta Associazione Maimone ha richiamato, mediante il giornalismo, alla necessità di far vivere il dialogo interreligioso, il dialogo interculturale, la pace e la solidarietà. L’associazione ‘Bambino Gesù del Cairo’ è stata fondata in seguito alla sottoscrizione del documento sulla ‘Fratellanza Umana per la Pace Mondiale e la Convivenza Comune’ da parte di Sua Santità Papa Francesco e da parte del Grande Imam di Al-Azhar Ahmad Al-Tayyeb, in data 4 febbraio 2019.
Il suddetto Documento ha dato vita a numerosi frutti, tra i quali la realizzazione della Casa della Famiglia Abramitica, edificata nella città di Abu Dhabi, che vede una Chiesa, una Sinagoga e una Moschea convivere in uno stesso spazio, poste l’una accanto all’altra per uno scambio reciproco di conoscenze religiose e per far vivere il dialogo interculturale.
“Solidarietà, Sostenibilità e Spiritualità può definirsi la trilogia del futuro dell’umanità, in quanto se vivrà potrà consentire il suo sviluppo armonioso. L’Italia è una nazione che pone in evidenza la sua religiosità mediante innumerevoli Chiese, monumenti, cattedrali, percorsi spirituali, processioni e ricorrenze, presenti in ogni regione e in ogni paese, anche di piccole dimensioni, che le consentono di richiamare milioni di turisti per le loro bellezze, per la loro storia e per la religiosità che da essi promana.
Le Chiese, gli affreschi, le sculture ed ogni altra opera, a cui gli artisti italiani hanno dato vita, da sempre, sono espressione di un vigoroso sentimento di fede diffuso nella popolazione. Anche le opere letterarie di eminenti scrittori, come Alessandro Manzoni, sono testimonianza di profonda fede cristiana. Le città italiane irradiano una cultura religiosa forte e vigorosa e, per tale motivazione, l’Italia costituisce un baluardo prezioso per la diffusione del turismo religioso.
Pertanto l’Italia è il Paese che, più di tutti gli altri , può sviluppare il turismo religioso per essere espressione di bellezza artistica che si collega ai valori della fede cristiana ha dichiarato Maimone, il quale ha aggiunto: “Mi ispiro alla Chiesa del dialogo di Papa Francesco e alla Chiesa missionaria di Papa Leone XIV per dar corso al mio impegno a favore del turismo religioso.
Colgo l’esistenza di un nesso profondo tra il turismo religioso e il dialogo, tra il turismo religioso e la missione a cui esso dà vita, che è di natura altamente spirituale ed altamente umanitaria per essere protesa verso la salvaguardia del valore della sostenibilità che, in quanto cura di ciò che ci è stato donato, ci consente di trasmetterlo alle generazioni future.
Ciò esige impegno ed ancor più l’assunzione di un impegno missionario, ossia proteso verso l’altro in un processo continuo ed instancabile perché l’ambiente, i luoghi, gli spazi appartengono a tutti e tutti di essi devono poter godere. Dobbiamo impegnarci e mettere in moto le nostre energie migliori, quelle che vivono nel nostro mondo interno, che abitano gli spazi profondi della nostra spiritualità. In tale accezione per me assume un significato profondo parlare di turismo religioso, in quanto esso diviene altruismo, ossia volontà di offrire benessere a tutti.
Il turismo religioso diventa, pertanto, un turismo solidale, che ci sprona a metterci in cammino per migliorare i territori umani e porli al servizio dell’essere umano. Grandiosi sono i frutti che può generare il turismo religioso.
Innanzitutto il turismo religioso diviene il turismo che genera la pace, il dialogo interreligioso, il dialogo interculturale e la fratellanza umana, che genera relazioni profonde, molto autentiche in quanto pervase dal senso della spiritualità e dell’amore fraterno, che favorisce l’incontro con Dio e ci fa tendere le mani verso il cielo osservando i luoghi in cui si respira la sua presenza.
Ma non solo, Il Turismo Religioso può favorire la crescita di una nuova forma di economia che può generarsi attraverso la creazione di itinerari in località finora poco esplorate, come lo sono alcune zone d’Italia ricche di storia e di cultura religiosa. Aprendo nuove strutture ricettive per accogliere turisti provenienti da ogni parte del mondo genera occupazione”.
Santa Maria di Leuca protagonista in Europa
Oggi alle ore 16.30, presso la Sala del Pellegrino del Santuario di Santa Maria de Finibus Terrae si terrà la presentazione del Progetto Europeo ReligiTour. L’appuntamento conferma Santa Maria di Leuca tra le destinazioni europee di eccellenza per il turismo religioso e culturale.
Il Progetto ReligiTour rappresenta una delle iniziative più ambiziose nel panorama dell’alta formazione continentale. Coordinato dall’Università di Varsavia e co-finanziato dal programma Erasmus+ KA2 dell’Unione Europea, questo progetto triennale (2023-2026) vede la Fondazione Parco Culturale Ecclesiale Terre di Leuca – De Finibus Terrae presente tra le otto organizzazioni di eccellenza di sei paesi, Polonia, Spagna, Grecia, Romania, Bulgaria e Italia, partecipanti al progetto. Coordinatori di progetto per la Fondazione Parco Culturale Ecclesiale Terre di Leuca – De Finibus Terrae, Tiziana Protopapa e Nicholas Murdica.
ReligiTour intende proporre una visione completamente innovativa: considerare il patrimonio religioso come componente fondamentale del turismo culturale europeo. Chiese, monasteri, santuari, opere d’arte sacra non solo luoghi di culto, ma risorse strategiche per lo sviluppo territoriale sostenibile. L’Europa, infatti, possiede un patrimonio religioso di inestimabile valore, spesso sottovalutato nelle strategie turistiche locali. ReligiTour vuole elaborare degli strumenti formativi per trasformare questo patrimonio in leva concreta di sviluppo economico e culturale per le comunità.
I partner del progetto ReligiTour si incontreranno a Santa Maria di Leuca per una Short Term Learning Activity dal 1 al 5 settembre. La STLA prevede ogni giorno intense sessioni di lavoro tra gli esperti e visite guidate alla scoperta del patrimonio religioso e culturale di Galatina, Lecce, Ugento, Gallipoli e Otranto e, naturalmente, di Santa Maria di Leuca.
In questo senso, l’appuntamento di ReligiTour a Santa Maria di Leuca è, senza dubbio, un’opportunità per presentare ai partener europei il Salento con le bellezze architettoniche, paesaggistiche e la ricchezza del patrimonio culturale e religioso che lo caratterizzano. Un viaggio che sarà anche l’occasione per offrire, attraverso esperienze e suggestioni, l’essenza stessa di un territorio che con i suoi riti, le tradizioni, le usanze e, non ultima, l’enogastromia, si distingue per un patrimonio intangibile unico e che rende la Puglia e il Salento, una terra straordinariamente affascinante da raccontare e, soprattutto, da vivere.
Il Progetto ReligiTour nasce da una visione innovativa del turismo religioso europeo e rappresenta un’iniziativa ambiziosa nel panorama dell’alta formazione. Il partenariato europeo di ReligiTour è rappresentato da eccellenze accademiche e culturali che vede protagoniste l’Università di Varsavia come Lead Partner insieme a Frame per la Polonia, l’Università di Salamanca per la Spagna, l’Università dell’Attica Occidentale per la Grecia, l’Università Transilvania di Brasov per la Romania, la Fondazione Pax di Rodopica per la Bulgaria, e per l’Italia PRISM insieme alla FPCE Terre Di Leuca – De Finibus Terrae.
Tradizionalmente, quando si parla di turismo religioso, il pensiero corre immediatamente ai pellegrinaggi verso santuari e luoghi sacri. ReligiTour propone invece una prospettiva più allargata: considerare il patrimonio religioso come una componente fondamentale e integrata del turismo culturale europeo. Non si tratta quindi di sostituire l’esperienza spirituale del pellegrinaggio, ma di valorizzare la ricchezza artistica, architettonica e culturale dei siti religiosi come risorsa strategica per lo sviluppo territoriale sostenibile.
Questa visione nasce dalla consapevolezza che l’Europa possiede un patrimonio religioso di inestimabile valore – chiese, monasteri, santuari, opere d’arte sacra – spesso sottovalutato nelle strategie turistiche locali, nonostante rappresenti una testimonianza tangibile della storia, dell’arte e delle tradizioni che hanno forgiato l’identità europea comune.
Il progetto si distingue per il rigore metodologico della sua ricerca. Nel corso del 2024, i partner hanno condotto un’indagine approfondita attraverso focus group territoriali e interviste specializzate con docenti universitari esperti in turismo religioso, turismo culturale e discipline correlate. Un approccio che ha permesso di identificare le migliori pratiche già esistenti nei diversi paesi e di individuare le lacune formative che il progetto intende colmare. L’obiettivo è quello di fornire strumenti concreti agli operatori del settore per trasformare il patrimonio religioso in una leva di sviluppo economico e culturale per le comunità locali.
Al termine del progetto, sarà disponibile un pacchetto formativo completo articolato in manuali specializzati per integrare efficacemente i siti religiosi nell’offerta turistica territoriale. Si affronterà anche la questione dell’integrazione urbana al fine della valorizzazione del patrimonio religioso all’interno del tessuto cittadino senza che questa ne snaturi il carattere sacro. A completamento del progetto, sarà disponibile anche un contenuto digitale.
L’innovazione tecnologica è, infatti, parte integrante di ReligiTour. Il progetto prevede lo sviluppo di una piattaforma digitale interattiva che fungerà da hub formativo per tutti gli stakeholder coinvolti. La piattaforma ospiterà non solo i materiali didattici, ma anche una biblioteca digitale con risorse multimediali e test interattivi. La dimensione digitale del progetto garantisce, inoltre, la sostenibilità e la diffusione dei risultati ben oltre la conclusione formale dell’iniziativa con l’obiettivo di dare vita ad una community che condivida buone pratiche nel campo del turismo religioso.
ReligiTour vuole, dunque, rappresentare un’opportunità di sviluppo territoriale grazie a strumenti ideati per valorizzare e integrare il patrimonio religioso. La dimensione europea del progetto offrirà opportunità di networking internazionale per consentire agli enti locali, pubblici o privati, di inserirsi in circuiti turistici e culturali continentali. ReligiTour non vuole essere solo un progetto di sviluppo turistico, ma un’iniziativa che contribuisce alla costruzione di un’identità europea più consapevole e condivisa. Valorizzando il patrimonio religioso come elemento comune della cultura continentale, il progetto ambisce a facilitare il dialogo interculturale per rafforzare quei valori di rispetto, tolleranza e comprensione reciproca che sono alla base dell’Unione Europea.
In un momento storico in cui l’Europa si interroga sul proprio futuro e sulla propria identità, ReligiTour offre una risposta concreta: riscoprire e valorizzare le radici comuni per costruire insieme un domani più coeso, dove il patrimonio culturale e religioso diventano ponte di dialogo e strumento di sviluppo sostenibile per tutte le comunità europee. Il Progetto ReligiTour è co-finanziato dal programma Erasmus+ KA2 ‘Partenariati di cooperazione nell’istruzione superiore’ dell’Unione Europea.
Inoltre alle ore 20.00 a Specchia comunica che Lunedì 1° settembre, alle ore 20.00, a Specchia al termine della Santa Messa della Novena, presso la cripta della Madonna del Passo della parrocchia ‘Presentazione della Vergine Maria’ nello spazio esterno adiacente, si svolgerà la presentazione della piccola antichissima tavola, raffigurante la ‘Madonna del Passo’, un manufatto di grande valore storico e devozionale con il prof. Giovanni PERDICCHIA, studioso di storia locale, autore di diverse ricerche che hanno riscritto la storia e l’importante ruolo sul territorio di Specchia; il dott. Stefano TANISI, storico dell’arte, profondo conoscitore della evoluzione della pittura e dei suoi autori nel Salento, nonché membro della Commissione Arte Sacra della Curia di Ugento – Santa Maria di Leuca, mentre la restauratrice Alessandra MUCI, con una video presentazione, illustrerà il restauro della piccola tavola.
La preziosa opera rappresenta la più antica immagine conosciuta della Madonna del Passo, di dimensioni contenute (25 x 20 cm), raffigura una Madonna con Bambino benedicente, che secondo l’iconografia bizantina dell’Odigitria, ha come significato: “colei che indica la Via” (Prof. Giovanni Perdicchia).
Secondo le ricostruzioni storiche, la tavola era originariamente collocata al centro della nicchia ovale dell’altare maggiore della cripta della Madonna del Passo, realizzata in pietra leccese nel tardo Cinquecento. Nel corso dell’Ottocento, a seguito di interventi di ristrutturazione e decorazione, tra cui il rifacimento neoclassico del prospetto e la realizzazione delle scene del Calvario ad opera del pittore Giuseppe Buttazzo (1821-1890), l’icona fu rimossa e sostituita da un nuovo dipinto su tela, oggi purtroppo trafugato, che riprendeva la composizione originaria, ma con uno stile più aggiornato.
Dopo la rimozione, l’antica immagine lignea fu utilizzata durante le processioni dell’8 settembre, solenne festività della Madonna del Passo, e successivamente come immagine per la raccolta delle offerte, prima di essere accantonata per lungo tempo.




























