Biagio Maimone: ‘Italia Faro del Turismo Religioso e Guida di Bellezza, Cultura e Spiritualità nel Mondo’
Si è tenuto a Roma, città eterna e cuore pulsante della cristianità, il IX Congresso Mondiale del Turismo, dal titolo ‘Il Turismo, Porta dell’Evangelizzazione’, inaugurato lo scorso 16 ottobre. L’evento, di straordinaria solennità e valore simbolico, è stato inserito nel Calendario ufficiale del Giubileo ed è promosso dall’Ufficio Nazionale per la Pastorale del Tempo Libero, del Turismo e dello Sport della CEI, su richiesta del Dicastero per l’Evangelizzazione.
Biagio Maimone, Coordinatore per l’Italia della Rete Mondiale del Turismo Religioso (RMTR) – www.tourismandsocietytt.com/red-mundial-turismo-religioso e Direttore della Comunicazione dell’Associazione ‘Bambino Gesù del Cairo’, ha affermato che esiste un legame profondo e indissolubile tra turismo ed evangelizzazione, in quanto il viaggio, se vissuto nella luce della fede, diviene un cammino interiore, una scoperta dell’anima e una via di incontro con Dio:
“Il turismo religioso non è soltanto spostamento nello spazio, ma pellegrinaggio dello spirito; è l’uomo che, muovendosi nel mondo, ritrova se stesso alla luce del divino”. In un tempo segnato da guerre, disuguaglianze e smarrimento morale, il turismo religioso si propone come messaggero di fraternità e di pace, ponte tra i popoli e le culture, strumento di riconciliazione universale.
Esso genera dialogo, rispetto, amore per il creato e per l’altro, educando all’incontro e alla comunione. Il turismo religioso trae ispirazione dalla Dottrina Sociale della Chiesa, che illumina l’umanità con i principi del Vangelo incarnati nella vita sociale, culturale e politica.
Papa Leone XIII, nell’enciclica Rerum Novarum (1891), affermava che è dovere della Chiesa difendere la dignità dei poveri e degli umili, poiché la missione evangelizzatrice non è solo predicazione, ma azione concreta di amore, giustizia e custodia del creato.
Il turismo religioso traduce tali principi in esperienze di bellezza e fraternità, promuovendo la dignità umana, la solidarietà tra i popoli, la sussidiarietà e la cura della casa comune. E’ una forma viva di evangelizzazione che rende visibile la luce del Vangelo nel quotidiano, testimoniando come la fede, vissuta nella cultura e nella bellezza, diventi forza trasformante del mondo.
Il turismo religioso può essere definito Turismo dell’Anima, perché è incontro tra lo spirito umano e la bellezza divina riflessa nella natura, nell’arte e nella cultura. Papa Francesco, nell’enciclica Laudato Si’, ricorda che “l’incontro con la natura è momento altamente spirituale, capace di cogliere in essa la presenza di Dio”.
In questa prospettiva, ogni paesaggio, ogni santuario, ogni opera d’arte diventa segno visibile della sapienza divina e invito alla contemplazione. Il Turismo dell’Anima non si limita a visitare i luoghi sacri, ma eleva l’uomo, lo rigenera interiormente e lo apre al mistero. È esperienza estetica e mistica insieme, dove la bellezza diventa via di conoscenza del divino e linguaggio universale della fede. Come ha affermato Mons. Rino Fisichella, Pro-Prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione: “La bellezza del creato e il patrimonio culturale educano a leggere i segni della sapienza di Dio.”
L’Italia, più di ogni altro Paese al mondo, è sintesi perfetta tra fede, arte e civiltà. Le sue città, i suoi borghi, i suoi santuari e le sue cattedrali costituiscono un ininterrotto dialogo tra cielo e terra, dove la bellezza diventa preghiera scolpita nella pietra, affresco di fede e canto dell’anima.
Da Assisi a Roma, da Loreto a San Giovanni Rotondo, dai cammini di san Francesco e san Benedetto fino ai santuari mariani e ai percorsi di pellegrinaggio che attraversano il Paese, l’Italia rappresenta il cuore spirituale e artistico del mondo cristiano. Ogni città italiana è un tempio di cultura e di spiritualità: le chiese, gli affreschi, le sculture, i mosaici e le opere letterarie (come quelle di Alessandro Manzoni e Dante Alighieri) sono testimonianza viva di un popolo che ha saputo tradurre la fede in arte e la bellezza in evangelizzazione.
La Cultura della Bellezza, nata in Italia, è una cultura dell’anima, perché la bellezza autentica è riflesso di Dio. Essa parla al cuore dell’uomo, lo educa alla speranza, alla comunione e al rispetto per la vita. In questo senso, l’Italia è la ‘terra della luce’, dove l’arte e la fede si abbracciano per dare forma visibile al mistero dell’infinito. L’Italia non è soltanto un luogo geografico, ma un’anima universale, una guida morale e culturale che ispira il mondo con il suo esempio di bellezza, umanità e spiritualità.
Promuovere il turismo religioso significa promuovere l’essenza stessa dell’Italia: la sua vocazione alla pace, la sua missione di accoglienza e la sua tradizione millenaria di fede e cultura. Il Turismo dell’Anima trova nella nostra nazione la sua più alta espressione, poiché l’Italia sa unire il sacro e il bello, la contemplazione e la creatività, l’arte e la preghiera.
Ogni pellegrino che giunge nel nostro Paese sperimenta un incontro con la spiritualità incarnata nella bellezza, un’esperienza che riconcilia il cuore con Dio e con il mondo: “L’Italia è chiamata ad essere non solo culla della cristianità, ma faro spirituale dell’umanità. In essa la bellezza diventa preghiera, la cultura diventa via al divino, e il turismo religioso si trasforma in pellegrinaggio dell’anima verso la luce di Dio”.
In un’epoca segnata dall’indifferenza e dalla frammentazione, l’Italia si erge come simbolo vivente di armonia tra fede, cultura e bellezza. E’ chiamata a guidare, con la sua luce, il cammino spirituale e culturale dei popoli, offrendo al mondo un messaggio di pace, fraternità e speranza. L’Italia è, e resterà sempre, il faro del turismo religioso mondiale, la guida della cultura della bellezza, il cuore della spiritualità che illumina la Terra.


























