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Il New York Times accende i riflettori sull’ospitalità religiosa in Italia
Dopo l’attenzione ricevuta dal Times di Londra nello scorso gennaio, è ora il New York Times ad approfondire l’ospitalità religiosa in Italia, e in particolare su quella romana, confermando l’interesse internazionale verso una forma di accoglienza che rappresenta un tratto originale e distintivo del nostro Paese.
Nel reportage il quotidiano americano racconta le diverse opportunità offerte dalle comunità religiose a chi arriva a Roma per motivi spirituali, turistici, di studio o di lavoro, mettendo in luce anche l’impegno dell’Associazione Ospitalità Religiosa Italiana nella catalogazione e nella promozione di queste strutture.
L’articolo si sofferma su cinque realtà concrete, descrivendone caratteristiche, servizi, costi e stile di accoglienza. Ne emerge un modello apprezzato per la convenienza, la sobrietà degli ambienti e il valore umano dell’esperienza, capace di andare oltre il semplice pernottamento e di intercettare l’interesse di chi cerca un soggiorno più autentico e significativo.
“Essere presenti su media internazionali così autorevoli è molto importante” dichiara il presidente dell’Associazione Ospitalità Religiosa Italiana, Fabio Rocchi. “Significa poter far conoscere nel mondo un aspetto dell’ospitalità italiana davvero unico, che non si limita a offrire un posto dove dormire, ma propone uno stile di accoglienza fondato sulla relazione umana, sulla semplicità e su valori profondi. E’ una ricchezza originale del nostro Paese, difficilmente replicabile altrove”.
“Che grandi testate straniere scelgano di raccontare questa realtà,” aggiunge Rocchi, “aiuta a darle la giusta visibilità e a far comprendere come anche attraverso l’ospitalità religiosa l’Italia sappia esprimere un modello distintivo, in cui il soggiorno può trasformarsi in un’esperienza di incontro, attenzione e umanità”.
Nell’articolo inoltre si evidenzia il prezzo ‘contenuto’: “Uno degli elementi che rende particolari queste strutture è il prezzo contenuto. L’associazione di Rocchi stima il costo medio per notte di una camera doppia in una casa religiosa intorno ai 90 euro; una doppia in un hotel di Roma costa in media 190 euro. I visitatori devono aspettarsi camere essenziali. L’attenzione, ha detto Rocchi, è rivolta alla ‘semplicità, per farvi sentire a casa’, non ad un’esperienza da cinque stelle.
Trovare queste strutture può essere complicato: una legge italiana le definisce come realtà ‘gestite al di fuori dei normali canali commerciali’. Le prenotazioni vengono generalmente gestite via email o telefono, oltre che tramite banche dati come quella di Rocchi e del sito di prenotazione Monastery Stays. Per il viaggiatore che desidera uno sguardo più intimo su Roma, una casa religiosa per ospiti offre un ambiente sicuro e spesso centrale”.
Maimone lancia ‘Religious Tourism for Peace’ per promuovere la pace e il dialogo tra i popoli
In un contesto internazionale segnato da conflitti, tensioni e crisi umanitarie, con particolare riferimento alla guerra in Iran che coinvolge civili e comunità religiose, emerge con urgenza la necessità di strumenti capaci di favorire il dialogo, l’incontro e la costruzione di ponti tra i popoli. Il turismo religioso si configura, in questo scenario, non come semplice esperienza di viaggio, ma come pratica di mediazione culturale, spirituale e umanitaria, capace di promuovere comprensione, tolleranza, coesione sociale, rispetto per la vita e la salvaguardia dei valori universali.
Secondo Biagio Maimone, coordinatore per l’Italia della Rete Mondiale del Turismo Religioso (RMRT), intervistato da una radio locale, “il turismo religioso non si limita a un fenomeno ricreativo, ma costituisce un percorso complesso di interazione culturale, spirituale e filosofica. I cammini di fede rappresentano esperienze di apprendimento, introspezione e confronto che vanno al di là della semplice visita turistica. Favoriscono la nascita di un nuovo umanesimo, fondato sul dialogo tra culture e sulla costruzione di legami duraturi tra le comunità, radicati nel rispetto della vita, nella fraternità e nella solidarietà universale”.
Maimone sottolinea la necessità di promuovere e difendere il turismo religioso, evitando che sia ridotto a mero prodotto commerciale: “Va valorizzato e tutelato e per questo è indispensabile istituire una sede istituzionale dedicata, che coordini le politiche nazionali, favorisca la formazione degli operatori e garantisca un approccio etico, rispettoso dei luoghi sacri, delle comunità ospitanti e della sacralità della vita”.
Il coordinatore richiama il magistero di papa Francesco, che pone al centro della riflessione ecclesiale il dialogo interculturale, la fraternità e l’incontro tra popoli come strumenti fondamentali per la pace globale. Evoca anche la figura storica di papa Leone XIV, simbolo di come la spiritualità possa costruire legami duraturi tra fede, cultura e territorio, e rappresenti un esempio per un turismo religioso in grado di generare coesione sociale, responsabilità civica e un profondo rispetto per la vita e la dignità umana.
Secondo Maimone, “l’organismo istituzionale proposto avrebbe il compito di promuovere il turismo religioso come veicolo di pace e dialogo tra i popoli, coordinare le politiche nazionali e internazionali, valorizzare i territori rispettando le loro identità culturali e spirituali, sostenere percorsi formativi per operatori specializzati, garantire che i luoghi sacri siano tutelati da logiche commerciali preservandone il significato profondo, e diffondere la cultura della pace, dell’incontro e della vita attraverso esperienze di pellegrinaggio e percorsi spirituali”.
Maimone evidenzia come “il turismo religioso rappresenti, soprattutto in un periodo segnato da conflitti come quello in Medio Oriente, una concreta opportunità di costruzione di ponti tra culture e comunità diverse. Non si tratta solo di visitare un luogo sacro, ma di vivere un’esperienza che educa alla comprensione reciproca, rafforza la coesione sociale, nutre lo spirito e contribuisce a sviluppare un nuovo umanesimo globale fondato sulla pace, sulla vita, sulla cultura del dialogo e sulla fratellanza tra i popoli.
No alla guerra, sì alla pace. Il turismo religioso unisce, collega e sviluppa la cultura della pace e la cura dei territori, promuovendo la cooperazione tra popoli di diversa etnia e religione senza alcuna distinzione. ‘Religious Tourism for Peace’ è lo slogan della Rete Mondiale del Turismo Religioso: un invito universale a viaggiare con il cuore, a comprendere, rispettare e proteggere la vita in tutte le sue forme, costruendo un mondo più giusto, solidale, pacifico e spiritualmente consapevole”.
La Rete Mondiale del Turismo Religioso nasce con l’obiettivo di sviluppare pace, dialogo interculturale, rispetto della vita e coesione tra i popoli, affermandosi come piattaforma internazionale per il rilancio umano e sociale dei territori e delle comunità. In un mondo sempre più interconnesso ma diviso da guerre e tensioni, il turismo religioso può diventare un laboratorio di pace, un mezzo per promuovere il dialogo interculturale, rafforzare la cultura della pace e costruire ponti tra i popoli.
Guerra in Iran: la Rete Mondiale del Turismo Religioso per la pace e il dialogo tra i popoli
In un contesto internazionale segnato da conflitti, tensioni e crisi umanitarie, con particolare riferimento alla guerra in Iran che coinvolge civili e comunità religiose, emerge con urgenza la necessità di strumenti capaci di favorire il dialogo, l’incontro e la costruzione di ponti tra i popoli. Il turismo religioso si configura, in questo scenario, non come semplice esperienza di viaggio, ma come pratica di mediazione culturale, spirituale e umanitaria, capace di promuovere comprensione, tolleranza, coesione sociale, rispetto per la vita e la salvaguardia dei valori universali.
Secondo Biagio Maimone, coordinatore per l’Italia della Rete Mondiale del Turismo Religioso (RMRT), intervistato da una radio locale, “il turismo religioso non si limita a un fenomeno ricreativo, ma costituisce un percorso complesso di interazione culturale, spirituale e filosofica. I cammini di fede rappresentano esperienze di apprendimento, introspezione e confronto che vanno al di là della semplice visita turistica. Favoriscono la nascita di un nuovo umanesimo, fondato sul dialogo tra culture e sulla costruzione di legami duraturi tra le comunità, radicati nel rispetto della vita, nella fraternità e nella solidarietà universale”.
Maimone sottolinea la necessità di promuovere e difendere il turismo religioso, evitando che sia ridotto a mero prodotto commerciale: “Va valorizzato e tutelato e per questo è indispensabile istituire una sede istituzionale dedicata, che coordini le politiche nazionali, favorisca la formazione degli operatori e garantisca un approccio etico, rispettoso dei luoghi sacri, delle comunità ospitanti e della sacralità della vita”.
Il coordinatore richiama il magistero di papa Francesco, che pone al centro della riflessione ecclesiale il dialogo interculturale, la fraternità e l’incontro tra popoli come strumenti fondamentali per la pace globale. Evoca anche la figura storica di papa Leone XIV, simbolo di come la spiritualità possa costruire legami duraturi tra fede, cultura e territorio, e rappresenti un esempio per un turismo religioso in grado di generare coesione sociale, responsabilità civica e un profondo rispetto per la vita e la dignità umana.
Secondo Maimone, “l’organismo istituzionale proposto avrebbe il compito di promuovere il turismo religioso come veicolo di pace e dialogo tra i popoli, coordinare le politiche nazionali e internazionali, valorizzare i territori rispettando le loro identità culturali e spirituali, sostenere percorsi formativi per operatori specializzati, garantire che i luoghi sacri siano tutelati da logiche commerciali preservandone il significato profondo, e diffondere la cultura della pace, dell’incontro e della vita attraverso esperienze di pellegrinaggio e percorsi spirituali”.
Maimone evidenzia come “il turismo religioso rappresenti, soprattutto in un periodo segnato da conflitti come quello in Medio Oriente, una concreta opportunità di costruzione di ponti tra culture e comunità diverse. Non si tratta solo di visitare un luogo sacro, ma di vivere un’esperienza che educa alla comprensione reciproca, rafforza la coesione sociale, nutre lo spirito e contribuisce a sviluppare un nuovo umanesimo globale fondato sulla pace, sulla vita, sulla cultura del dialogo e sulla fratellanza tra i popoli.
No alla guerra, sì alla pace. Il turismo religioso unisce, collega e sviluppa la cultura della pace e la cura dei territori, promuovendo la cooperazione tra popoli di diversa etnia e religione senza alcuna distinzione. ‘Religious Tourism for Peace’ è lo slogan della Rete Mondiale del Turismo Religioso: un invito universale a viaggiare con il cuore, a comprendere, rispettare e proteggere la vita in tutte le sue forme, costruendo un mondo più giusto, solidale, pacifico e spiritualmente consapevole”.
La Rete Mondiale del Turismo Religioso nasce con l’obiettivo di sviluppare pace, dialogo interculturale, rispetto della vita e coesione tra i popoli, affermandosi come piattaforma internazionale per il rilancio umano e sociale dei territori e delle comunità. In un mondo sempre più interconnesso ma diviso da guerre e tensioni, il turismo religioso può diventare un laboratorio di pace, un mezzo per promuovere il dialogo interculturale, rafforzare la cultura della pace e costruire ponti tra i popoli.
L’ostensione delle spoglie di san Francesco come evento teologico. Maimone (RMTR): Una svolta nel risveglio della spiritualità francescana
Nel quadro delle celebrazioni per l’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi, l’ostensione delle sue spoglie presso la Basilica papale di San Francesco in Assisi si configura come evento di alta densità teologica. Non semplice memoria storica, ma gesto ecclesiale che rende visibile la radicalità della sequela Christi vissuta dal Poverello: spogliazione, minorità, fraternità universale.
In questa prospettiva si colloca la riflessione di Biagio Maimone, corrispondente per l’Italia della Rete Mondiale del Turismo Religioso (RMTR), la cui formazione negli studi francescani ha inciso profondamente sulla sua visione culturale e spirituale. Il suo percorso accademico e formativo nell’ambito della spiritualità francescana ha radicato in lui una concezione della povertà non come privazione, ma come categoria teologica di libertà e solidarietà.
Per Maimone, l’ostensione rappresenta un passaggio decisivo: ‘una svolta nel risveglio della spiritualità francescana’, poiché richiama la coscienza contemporanea alla necessità di una conversione interiore. La corporeità del Santo esposta alla venerazione diviene segno eloquente di un itinerario esistenziale: spogliarsi dell’effimero per rivestirsi dell’essenziale, secondo la logica evangelica della kenosi.
Sotto la sua guida in Italia, la Rete Mondiale del Turismo Religioso si ispira a quella che egli definisce un ‘turismo dell’anima’: non mero spostamento geografico, ma percorso interiore. Un turismo sostenibile nel senso più profondo, radicato nella visione francescana della custodia del creato e della dignità umana. La sostenibilità, in questa chiave, non è solo ambientale, ma spirituale: implica la trasformazione della persona, chiamata a intraprendere un cammino di spogliazione e rivestimento, di conversione e responsabilità.
Proprio a questo principio si collega l’enciclica ‘Laudato sì’, che rinnova la prospettiva francescana della cura del creato come vocazione universale, intrecciando la tutela ambientale con la giustizia sociale e la fraternità. L’esperienza del pellegrinaggio e del turismo spirituale si colloca così all’interno di una visione integrale della sostenibilità, che abbraccia la dimensione ecologica, culturale e interiore della vita umana.
Assisi diviene così paradigma di una esperienza che unisce contemplazione e impegno. Il pellegrinaggio si trasforma in itinerarium vitae, attraversamento della propria interiorità alla luce del Vangelo. La povertà francescana diventa criterio di giustizia sociale e solidarietà verso i più deboli, dimensione che segna profondamente l’azione culturale e comunicativa di Maimone.
In tale orizzonte si inserisce anche il suo impegno come direttore della comunicazione della Fondazione Bambino Gesù del Cairo, voluta da papa Francesco per tradurre la carità in azioni concrete a favore dei bambini e delle famiglie più fragili. La Fondazione, presieduta da mons. Yoannis Lazhi Gaid, rappresenta un esempio tangibile di quella ‘Chiesa del dialogo’ che si fa prossimità operosa e costruzione di ponti tra culture e popoli.
L’ostensione delle spoglie del Santo, dunque, non resta confinata alla dimensione liturgica, ma si apre a un significato più ampio: richiama la necessità di un umanesimo rinnovato, fondato sulla povertà evangelica, sulla sostenibilità integrale secondo lo spirito di Laudato sì e sulla solidarietà concreta. A ottocento anni dalla morte del Poverello, la sua testimonianza continua a indicare un cammino che attraversa la storia e interpella la coscienza dell’uomo contemporaneo, invitandolo a spogliarsi del superfluo per rivestirsi di fraternità.
Tour dei Miracoli Eucaristici: a Lanciano con il sostegno della Rete Mondiale del Turismo Religioso
L’Italia costituisce, nella storia della civiltà europea e mediterranea, uno spazio privilegiato di convergenza tra fede, arte, pensiero e bellezza. E’ una terra in cui il sacro ha assunto nel tempo una forma culturale, simbolica e antropologica, incidendo profondamente sulla coscienza collettiva e sull’identità dei territori. Tra chiese millenarie, abbazie silenziose e santuari spesso appartati, il patrimonio religioso italiano custodisce segni che attraversano i secoli e continuano a interrogare l’uomo contemporaneo, generando contemplazione, ricerca e senso.
In questo orizzonte nasce ‘Voucher – Il Turismo dell’Anima’, progetto promosso da Ventisetteviaggi, ideato da Anna Di Maria con il contributo di Biagio Maimone, Coordinatore per l’Italia della Rete Mondiale del Turismo Religioso, e del conduttore televisivo Paky Arcella. L’iniziativa si colloca all’interno della visione e dell’azione della Rete Mondiale del Turismo Religioso, realtà internazionale presente in 18 Paesi, impegnata nella valorizzazione del patrimonio religioso e culturale come risorsa viva per lo sviluppo umano, sociale ed economico delle comunità.
La Rete Mondiale del Turismo Religioso promuove un modello di turismo che supera la logica del consumo per assumere una dimensione sostenibile, spirituale e generativa, capace di tutelare i luoghi sacri, rispettarne l’identità profonda e favorire una crescita armonica dei territori. In questa prospettiva, il turismo religioso diventa strumento di educazione alla bellezza, alla responsabilità e al dialogo interculturale, contribuendo a rafforzare il legame tra memoria storica, spiritualità e sviluppo locale. L’Italia, con il suo straordinario patrimonio religioso e artistico, assume in tale contesto un ruolo centrale come laboratorio internazionale di buone pratiche.
La prima tappa del Tour dei Miracoli Eucaristici, in programma dal 20 al 22 marzo, è dedicata a Lanciano, luogo che custodisce il più antico Miracolo Eucaristico riconosciuto dalla Chiesa. Qui, nell’VIII secolo, durante la celebrazione della Santa Messa, un monaco basiliano, attraversato dal dubbio circa la reale presenza di Cristo nell’Eucaristia, fu testimone di un evento che ha segnato in modo indelebile la storia della fede cristiana: l’ostia si trasformò in carne e il vino in sangue.
Un evento che, nei secoli, è stato oggetto di approfondite indagini storiche e scientifiche, le quali hanno attestato che la carne è tessuto miocardico umano e il sangue appartiene al gruppo AB, rimasti integri per oltre tredici secoli. Lanciano emerge così come luogo emblematico di dialogo tra fede e ragione, in cui il Mistero sacramentale si manifesta come segno vivo e interpellante.
Il viaggio, organizzato da Ventisetteviaggi, prevede uno spostamento in bus Gran Turismo, con partenza da Milano e sosta a Rimini per il pranzo. Nel pomeriggio è prevista una visita alla Cantina Frentana, in provincia di Chieti, con degustazione, prima di proseguire verso Lanciano per la sistemazione in hotel, la cena e il pernottamento, favorendo un clima di raccoglimento e preparazione interiore.
Il secondo giorno è dedicato al cuore spirituale dell’itinerario: la visita al Santuario del Miracolo Eucaristico e al Santuario della Madonna del Ponte, luoghi in cui la dimensione sacramentale e la devozione popolare si intrecciano in una sintesi teologica di grande profondità. Il percorso prosegue verso Fossacesia, con la visita all’Abbazia di San Giovanni in Venere, esempio emblematico di armonia tra architettura sacra e paesaggio naturale, e il pranzo su un trabocco, simbolo di un rapporto rispettoso tra l’uomo, il lavoro e il creato. Nel pomeriggio, lungo la Costa dei Trabocchi, il gruppo raggiunge Ortona per la visita alla Cattedrale di San Tommaso Apostolo, custode delle reliquie dell’Apostolo, prima del rientro a Lanciano.
Il terzo giorno conduce i partecipanti al Santuario del Volto Santo di Manoppello, dove l’immagine ritenuta non dipinta da mano umana invita alla contemplazione del volto di Cristo come rivelazione di un Dio che si fa prossimo, e alla Cattedrale di San Giustino a Chieti. Dopo il pranzo in un ristorante tipico, il rientro verso Milano conclude il percorso, lasciando nei partecipanti un’esperienza che si configura come memoria spirituale duratura e trasformativa.
Il progetto si inserisce in un itinerario più ampio che comprende i 22 miracoli eucaristici riconosciuti in Italia, tra cui Bolsena, Siena, Cascia, Alatri e altri luoghi di elevato valore spirituale, storico e artistico. Ogni tappa è concepita come occasione di studio, contemplazione e crescita interiore, contribuendo al tempo stesso alla valorizzazione culturale e alla vitalità dei territori coinvolti.
Come afferma Anna Di Maria: “Il turismo religioso è esperienza relazionale e trasformativa: mette in dialogo l’uomo con i luoghi, con la memoria e con il divino. E’ un viaggio che educa all’ascolto, genera armonia interiore e favorisce una consapevolezza spirituale autentica”.
Biagio Maimone, Coordinatore per l’Italia della Rete Mondiale del Turismo Religioso e Direttore della Comunicazione della Fondazione Bambino Gesù del Cairo, definita il testamento d’amore di papa Francesco, offre una lettura che intreccia teologia, antropologia e dialogo interreligioso:
“Voucher – Il Turismo dell’Anima nasce come risposta a una domanda profonda di senso che attraversa l’uomo contemporaneo. I miracoli eucaristici non appartengono a una dimensione museale della fede, ma sono segni vivi che parlano alla coscienza e invitano a una relazione autentica con il Divino.
Nel dialogo interreligioso ho imparato che il sacro, quando è autentico, non divide ma unisce, non esclude ma apre all’incontro. Questo progetto intende promuovere un turismo che sia esperienza di pace interiore, di fraternità e di responsabilità verso i luoghi e le comunità. La bellezza diventa qui linguaggio universale, l’arte si fa preghiera silenziosa e il viaggio si trasforma in pellegrinaggio dell’anima. Rigenerare i territori significa rigenerare le coscienze. E’ in questa profondità che l’uomo riscopre la propria vocazione alla trascendenza e al dialogo”.
‘Voucher – Il Turismo dell’Anima’ propone una visione del turismo in cui spiritualità, cultura, sostenibilità e crescita territoriale convergono in un’esperienza consapevole e responsabile. Un cammino che invita a riconoscere il viaggio come atto di gratitudine, custodia del creato e ricerca di senso, nella convinzione che ogni luogo possa diventare spazio di rivelazione. Quando il viaggio si fa ricerca di senso, ogni passo diventa luce, ogni incontro diventa grazia e l’anima ritrova la propria dimora interiore.
Maimone ha rilanciato il turismo religioso: non è marginale e va promosso per la crescita
Nei giorni scorsi si è concluso a Milano la BIT – Borsa Internazionale del Turismo, principale manifestazione fieristica italiana dedicata al settore dei viaggi e dell’industria turistica. Tour operator, enti, professionisti del settore e appassionati da tutto il mondo si incontrano nei padiglioni di Fiera Milano Rho per scoprire le nuove tendenze del turismo, approfondire le innovazioni del settore e creare le connessioni strategiche che guideranno il futuro del viaggio. La BIT rappresenta non solo un luogo di confronto economico e professionale, ma anche uno spazio privilegiato in cui il turismo religioso può essere valorizzato come leva culturale, sociale e spirituale, capace di integrare tradizione, innovazione e dialogo tra i popoli. In questo contesto presso Palazzo Biandrà, sede di Banca Mediolanum nel cuore di Milano, si è svolta la VI edizione del Premio Internazionale Voucher – Turismo, Cinema, Moda, Musica e Comunicazione, ideato da Anna Di Maria e Paky Arcella.
L’evento ha coinciso con le Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026, iniziativa globale che ha unito sport, culture e popoli, promuovendo valori universali di collaborazione, comprensione e incontro. Così come le Olimpiadi hanno favorito l’integrazione tra diverse tradizioni, il turismo in generale, e in particolare quello religioso, ha svolto un ruolo analogo: costruisce ponti tra le persone, permette la conoscenza reciproca e valorizza il patrimonio culturale e spirituale di ogni territorio.
Il tema della serata si è concentrato su ‘Sport, Benessere e qualità della vita’, con particolare attenzione alle eccellenze enogastronomiche italiane, interpreti di tradizione, innovazione e sostenibilità, capaci di raccontare il Paese attraverso gusto, creatività e autenticità, insieme alla ricchezza dei percorsi turistici religiosi che attraversano tutto il territorio nazionale. L’iniziativa ha goduto del patrocinio del Ministero del Turismo e di Regione Lombardia, consolidando il suo ruolo istituzionale e la capacità di attrarre attenzione internazionale sui temi della sostenibilità, dell’innovazione e della competitività del sistema turistico italiano, rafforzando al contempo il riconoscimento del turismo religioso come componente essenziale del sistema turistico nazionale e internazionale.
Tra i premiati di questa edizione figurano per la comunicazione Rai Sport, per l’impegno autorevole nella diffusione dello sport come patrimonio culturale e identitario del Paese e per la capacità di raccontare, con rigore e qualità, grandi eventi e realtà territoriali, contribuendo alla crescita civile e sociale dell’Italia. Il premio è stato consegnato dal Sindaco di Assago, Graziano Musella, e ritirato dal giornalista della Rai Tommaso Mecarozzi. Per il Turismo, è stata premiata ITA Airways, per aver trasformato il viaggio in un’esperienza che unisce turismo, sport e cultura, promuovendo l’eccellenza italiana nel mondo e rafforzando l’identità nazionale attraverso la partnership con Milano-Cortina 2026. Il premio è stato ritirato dal Presidente Dottor Sandro Pappalardo.
A seguire, sono stati premiati l’AIC – Associazione Italiana Coltivatori per la valorizzazione dei territori, Germano Lanzoni per il Cinema, Pietruccio Montalbetti, fondatore dei Dik Dik, per la Musica, e Gianni Caputo by Donna Fur per la Moda. Numerosi ospiti istituzionali, imprenditori, artisti e personalità del mondo della comunicazione hanno preso parte alla serata, tra cui Don Massimo Pavanello, Responsabile Turismo e Pellegrinaggi dell’Arcidiocesi di Milano, che ha presentato le iniziative della Diocesi in occasione delle Olimpiadi Milano-Cortina, il Dottor Nicola Timpone, Direttore artistico del Festival Internazionale del Cinema ‘Marateale’, e il Sindaco di Assago, Graziano Musella — città che ha ospitato le gare di figure skating e short track alle Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026, simbolo di sport, spettacolo e identità territoriale.
Ogni riconoscimento ha testimoniato l’impegno di protagonisti e organizzazioni che hanno incarnato i valori dell’eccellenza italiana, con particolare attenzione all’innovazione sostenibile, alla creatività e alla promozione del patrimonio culturale e territoriale, valorizzando anche i percorsi e i luoghi del turismo religioso che hanno contribuito a rafforzare l’identità e la coesione dei territori. Nel contesto della BIT – punto di riferimento globale per l’analisi e la progettazione delle dinamiche turistiche – il turismo religioso emerge oggi come un settore di straordinaria rilevanza strategica, culturale ed economica. La sua centralità si è rafforzata ulteriormente alla luce delle Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026, evento internazionale che offre una straordinaria opportunità per ripensare il turismo come sistema integrato di sviluppo, cultura, spiritualità e dialogo tra i popoli. Le Olimpiadi, come il turismo religioso, promuovono valori universali e rappresentano strumenti concreti di apertura, incontro e collaborazione internazionale.
In questo scenario, Biagio Maimone, Coordinatore per l’Italia della Rete Mondiale del Turismo Religioso e Direttore della Comunicazione della Fondazione Bambino Gesù del Cairo, il cui Presidente è mons. Yoannis Lazhi Gaid, già Segretario personale di Sua Santità Papa Francesco, ha presentato la Rete Mondiale a Milano nel corso del Premio Internazionale Voucher, sottolineando il ruolo crescente del turismo religioso come leva di innovazione e promozione territoriale: “Il turismo religioso non rappresenta un segmento marginale o secondario; al contrario, in iniziative di portata internazionale come la BIT, così come in altre manifestazioni di rilievo nel settore turistico, esso deve essere pienamente riconosciuto, valorizzato e promosso.
Il turismo religioso costituisce una dimensione fondamentale del turismo globale, capace di integrare cultura e spiritualità, economia e sostenibilità, contribuendo in modo significativo alla valorizzazione dei territori e al rafforzamento dell’identità dei popoli in un contesto internazionale sempre più interconnesso. Proprio in virtù della sua natura specifica, profonda e sensibile, il turismo religioso richiede un approccio distinto rispetto ad altre forme di turismo e necessita di un riconoscimento istituzionale chiaro, strutturato e autorevole.
Per questo Maimone ha proposto all’ENIT, al Ministero del Turismo e alle istituzioni religiose competenti, inclusa la Chiesa Cattolica, la creazione di una sede istituzionale dedicata al Turismo Religioso, formalmente riconosciuta a livello nazionale e internazionale. Tale organismo dovrebbe garantire coordinamento, serietà e controllo del settore, promuovendo standard etici e qualitativi condivisi e contrastando fenomeni di sciacallaggio, mercificazione e sfruttamento commerciale incontrollato della spiritualità.
Il turismo religioso non può e non deve essere assimilato a una semplice offerta commerciale: rappresenta una forma di turismo distinta, che coinvolge valori culturali, identitari e spirituali profondi e che richiede competenze specifiche, responsabilità istituzionale e una governance adeguata. E’ fondamentale evitare che la spiritualità venga venduta o banalizzata in modo indiscriminato, tutelando il significato autentico dei luoghi sacri, delle tradizioni religiose e dell’esperienza dei pellegrini e dei visitatori. Solo attraverso un controllo istituzionale serio e una visione condivisa sarà possibile garantire uno sviluppo equilibrato, rispettoso e sostenibile del turismo religioso, preservandone la dignità e il valore nel tempo”.
L’Italia si presenta come un unicum mondiale, una vera e propria ‘cattedrale a cielo aperto’, con una capillare distribuzione di chiese, santuari, itinerari devozionali, luoghi della memoria e percorsi spirituali che attraversano l’intero territorio nazionale. Questo patrimonio, radicato nella storia e nell’identità culturale del Paese, costituisce una risorsa strategica per la rivitalizzazione culturale, sociale ed economica delle comunità locali, con particolare attenzione alle aree interne e meno conosciute. Il turismo religioso si conferma una componente chiave di questa strategia, in grado di valorizzare territori spesso marginali e di trasmettere valori culturali e spirituali unici.
Il turismo religioso, in costante crescita globale, risponde a una domanda turistica sempre più orientata verso esperienze autentiche, trasformative e sostenibili: “Il viaggio religioso non si limita alla visita dei luoghi», sottolinea Maimone, «ma diventa esperienza di incontro, di contemplazione e di dialogo. Esso promuove pace, coesione sociale e comprensione reciproca, incarnando pienamente le istanze di un turismo orientato al benessere, al senso e alla qualità della vita”.
Il magistero di papa Francesco assume in questo contesto un valore guida, poiché la visione di una Chiesa impegnata nella costruzione della fraternità universale, espressa nel Documento sulla Fratellanza Umana per la Pace Mondiale e la Convivenza Comune, trova nel turismo religioso uno strumento concreto di attuazione. Parallelamente, la prospettiva missionaria delineata da Papa Leone XIV, con la sua enfasi sulla Chiesa come Chiesa in uscita, rafforza il ruolo del turismo religioso quale spazio privilegiato di testimonianza, dialogo e costruzione di relazioni fondate sulla dignità della persona umana.
A livello internazionale, la Rete Mondiale del Turismo Religioso si sta progressivamente ampliando, consolidando la sua rilevanza globale. L’ingresso recente del Perù e del Messico nella Rete rappresenta un segnale forte di apertura e cooperazione intercontinentale. Entrambi i Paesi, caratterizzati da profonde tradizioni spirituali e da un patrimonio religioso e culturale significativo, rafforzano il profilo globale della Rete e la sua capacità di promuovere la pace e il dialogo interculturale. A questa espansione si affianca, in prospettiva, la possibile adesione di Israele, che aggiungerebbe una dimensione strategica e simbolica ulteriore, collocando la Rete al centro di un dialogo globale tra Oriente e Occidente.
In tale scenario, l’Italia si configura come obiettivo strategico e perno centrale della Rete, grazie alla sua storia, alla densità e qualità dei luoghi di fede, al patrimonio artistico e culturale unico, e al riconoscimento spirituale di rilevanza internazionale. L’Italia è chiamata a svolgere un ruolo guida nel promuovere un turismo religioso che non solo valorizza i territori, ma funge anche da laboratorio culturale e spirituale, capace di orientare le politiche internazionali del settore e di consolidare la reputazione del Paese come destinazione di eccellenza: “Il turismo religioso – conclude Maimone – rappresenta una leva strategica per il futuro dell’Italia e per la sua proiezione nel contesto mondiale.
Esso genera benefici economici, sociali e culturali, valorizza territori spesso marginali, rafforza la coesione sociale e contribuisce a promuovere l’immagine del Paese come luogo di incontro, di pace e di umanesimo. In un’epoca segnata da frammentazioni e conflitti, il turismo religioso riafferma il valore del viaggio come ponte tra i popoli, come spazio di riconciliazione e come strumento di crescita interiore e collettiva, pienamente coerente con le grandi visioni etiche, spirituali e culturali che caratterizzano il nostro tempo”.
Il tour operator Ventisetteviaggi, realtà di riferimento nel turismo esperienziale e religioso, presenterà il Tour dei Miracoli Eucaristici, prima tappa a Lanciano dal 20 al 22 marzo.
Cresce la Rete Mondiale del Turismo Religioso: Messico e Perù nuovi membri
La Rete Mondiale del Turismo Religioso (RMTR) ha ulteriormente rafforzato la propria dimensione internazionale nel corso di FITUR, attraverso una serie di incontri istituzionali e professionali di alto livello che ne hanno consolidato il ruolo quale piattaforma globale di cooperazione nel settore del turismo religioso. La RMTR continua a crescere insieme a destinazioni, istituzioni pubbliche e operatori specializzati che condividono una visione del turismo fondata sulla collaborazione, sul valore culturale e spirituale dei territori e su una prospettiva di sviluppo sostenibile con impatto globale.
Durante i tre giorni di FITUR si sono svolte numerose riunioni strategiche volte alla costruzione di progettualità future: nuove adesioni che ampliano la rete, destinazioni che entrano a farne parte, alleanze istituzionali emergenti e iniziative destinate a produrre effetti concreti nella valorizzazione dei territori coinvolti.
In tale contesto, l’ingresso del Messico e del Perù come Paesi membri, insieme al Guatemala, rappresenta un significativo rafforzamento della Rete Mondiale del Turismo Religioso e contribuisce a dare maggiore visibilità al turismo religioso quale ambito privilegiato di incontro spirituale, dialogo interculturale e opportunità di sviluppo socio-economico.
Un ulteriore passo strategico è rappresentato dall’avvio del Marchio di Qualità per le destinazioni di turismo religioso, iniziativa che la WRTN sviluppa congiuntamente al CIT di Tenerife, finalizzata all’implementazione di nuovi servizi e standard condivisi all’interno della Rete. Ogni momento di confronto e ogni certificazione di adesione consegnata ai membri presenti a FITUR rafforzano una convinzione comune: il turismo religioso costituisce un potente strumento di connessione tra culture, di dialogo tra popoli e di valorizzazione dell’identità, della spiritualità e del patrimonio culturale di milioni di persone nel mondo.
Di particolare rilevanza è stato l’incontro con Josefina Rodríguez Zamora, Segretaria al Turismo (SECTUR) del Messico, durante il quale il Governo della Presidente Claudia Sheinbaum Pardo ha ricevuto ufficialmente il diploma di Paese Membro della Rete Mondiale del Turismo Religioso. Nel dialogo istituzionale sono state condivise linee strategiche e proposte di governance orientate a posizionare il Messico come attore di primo piano nel panorama turistico internazionale, valorizzando il turismo di fede quale prodotto strategico, anche in virtù della presenza del Santuario di Guadalupe, il più grande santuario cattolico del mondo per numero di pellegrini annui.
Il Messico si distingue inoltre per essere il Paese con il maggior numero di città aderenti alla WRTN, tra cui: San Luis Potosí, Querétaro, Guanajuato Capitale, Zapopan e Città del Messico. Presso lo stand ufficiale del Perù a FITUR si è svolta la cerimonia di consegna del certificato di adesione alla RMTR, ricevuto dalla Ministra del Commercio Estero e del Turismo, Teresa Mera, formalizzando così l’ingresso del Paese nella Rete Mondiale del Turismo Religioso. In tale occasione, la Ministra ha sottolineato l’importanza strategica del turismo religioso per il Perù, in particolare dopo la designazione di Papa Leone XIV.
La Direttrice Generale della RMTR, Pilar Valdés, ha evidenziato come l’ingresso del Perù rappresenti «un grande impegno per la Rete Mondiale del Turismo Religioso», ringraziando María Sol Velázquez di PromPerú e la Camera Nazionale del Turismo del Perù per il lavoro di coordinamento istituzionale. Presso lo stand di Tenerife – Isole Canarie (Spagna), nell’ambito di FITUR, si è svolta la presentazione ufficiale del Marchio di Qualità per le destinazioni di turismo religioso.
Hanno partecipato il Presidente del CIT Nordeste, D. Mateo Gutiérrez, insieme ai membri del Consiglio Direttivo. Per la Rete Mondiale del Turismo Religioso erano presenti la Direttrice Generale Pilar Valdés ed Edit Székely, Direttrice per l’Europa della WRTN. Il CIT Nordeste e la WRTN hanno espresso il proprio apprezzamento nei confronti dei dirigenti delle diverse destinazioni religiose che, insieme ai rispettivi team, operano costantemente per lo sviluppo turistico e sociale di Tenerife, congratulandosi inoltre con tutti coloro che hanno ricevuto i certificati di adesione.
Nel corso di FITUR 2026, la Direttrice Generale della Rete Mondiale del Turismo Religioso, Pilar Valdés, ha ricevuto il riconoscimento come una delle 150 persone più influenti nel settore del turismo, per il quarto anno consecutivo.
Con oltre trent’anni di esperienza, Pilar Valdés ha consolidato un percorso professionale di eccellenza nel campo del turismo culturale e religioso. La sua visione strategica, la capacità di leadership e l’approccio innovativo l’hanno condotta alla Direzione Generale della Rete Mondiale del Turismo Religioso, iniziativa promossa dal Tourism and Society Think Tank.
Nell’ambito dei risultati conseguiti dalla WRTN a FITUR, Israele ha manifestato formalmente il proprio interesse a entrare a far parte della Rete Mondiale del Turismo Religioso, con l’obiettivo di rilanciare e rafforzare i pellegrinaggi in Terra Santa. A seguito di un incontro istituzionale, il Direttore Generale del Ministero del Turismo di Israele, Michael Itzhakov, e il Vicedirettore Generale per il Marketing, Yoash Ben Izhak, hanno comunicato alla Direttrice Generale Pilar Valdés la volontà di avviare un percorso di adesione alla Rete.
Durante i colloqui sono state analizzate possibili iniziative congiunte, tra cui l’organizzazione di un grande evento internazionale di turismo religioso dedicato alle tre religioni a Gerusalemme, fam trip con operatori specializzati e ulteriori azioni di promozione previste nel corso del 2026.
Nel contesto delle attività della Rete Mondiale del Turismo Religioso, è stato evidenziato anche il ruolo strategico dell’Italia. In occasione del Terzo Forum del Turismo, tenutosi a Milano, Biagio Maimone, Coordinatore per l’Italia della RMTR e Direttore della Comunicazione della Fondazione Bambino Gesù del Cairo, voluta e benedetta da Papa Francesco, il cui Presidente è Mons. Yoannis Lazhi Gaid, suo storico Segretario, ha sottolineato, nel corso di una intervista radiofonica, come l’Italia rappresenti uno dei Paesi con il maggiore potenziale di sviluppo nel settore del turismo religioso.
Grazie a un patrimonio unico al mondo, costituito da percorsi storici e devozionali, chiese, santuari e monumenti di straordinario valore, diffusi capillarmente su tutto il territorio nazionale, l’Italia dispone delle condizioni ideali per sviluppare un modello di turismo religioso integrato, capace di coniugare spiritualità, cultura ed economia locale. Secondo Maimone, il turismo religioso costituisce una leva strategica di sviluppo sostenibile, in grado di generare benefici economici, culturali e sociali per i territori.
(Foto: Rete mondiale del Turismo Religioso)
Maimone: Il turismo religioso non è marginale e merita piena promozione nelle iniziative internazionali
Fino al 12 febbraio, Milano diventa il cuore del turismo internazionale con la BIT – Borsa Internazionale del Turismo, la principale fiera italiana dedicata ai viaggi. Tour operator, enti, professionisti del settore e appassionati da tutto il mondo si incontreranno nei padiglioni di Fiera Milano Rho per scoprire le nuove tendenze del turismo, approfondire le innovazioni del settore e creare le connessioni strategiche che guideranno il futuro del viaggio.
La BIT rappresenta non solo un luogo di confronto economico e professionale, ma anche uno spazio privilegiato in cui il turismo religioso può essere valorizzato come leva culturale, sociale e spirituale, capace di integrare tradizione, innovazione e dialogo tra i popoli.
In questo contesto, mercoledì 11 febbraio 2026, alle ore 19:30, presso Palazzo Biandrà, sede di Banca Mediolanum nel cuore di Milano, si svolgerà la VI edizione del Premio Internazionale Voucher – Turismo, Cinema, Moda, Musica e Comunicazione, ideato da Anna Di Maria e Paky Arcella.
L’evento coincide con le Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026, iniziativa globale che unisce sport, culture e popoli, promuovendo valori universali di collaborazione, comprensione e incontro. Così come le Olimpiadi favoriscono l’integrazione tra diverse tradizioni, il turismo in generale, e in particolare quello religioso, svolge un ruolo analogo: costruisce ponti tra le persone, permette la conoscenza reciproca e valorizza il patrimonio culturale e spirituale di ogni territorio.
Il tema della serata sarà incentrato su Sport, Benessere e qualità della vita, con una particolare attenzione alle eccellenze enogastronomiche italiane, interpreti di tradizione, innovazione e sostenibilità, capaci di raccontare il Paese attraverso gusto, creatività e autenticità, insieme alla ricchezza dei percorsi turistici religiosi che attraversano tutto il territorio nazionale.
L’iniziativa gode del patrocinio del Ministero del Turismo e di Regione Lombardia, consolidando il suo ruolo istituzionale e la capacità di attrarre attenzione internazionale sui temi della sostenibilità, dell’innovazione e della competitività del sistema turistico italiano, rafforzando al contempo il riconoscimento del turismo religioso come componente essenziale del sistema turistico nazionale e internazionale.
Tra i premiati di questa edizione figurano: Rai Sport per la Comunicazione, ITA Airways per il Turismo, l’AIC – Associazione Italiana Coltivatori per la valorizzazione dei territori, Germano Lanzoni per il Cinema, Pietruccio Montalbetti, fondatore dei Dik Dik, per la Musica, e Gianni Caputo by Donna Fur per la Moda. Ogni riconoscimento testimonia l’impegno di protagonisti e organizzazioni che incarnano i valori dell’eccellenza italiana, con un’attenzione particolare all’innovazione sostenibile, alla creatività e alla promozione del patrimonio culturale e territoriale, valorizzando anche i percorsi e i luoghi del turismo religioso che contribuiscono a rafforzare l’identità e la coesione dei territori.
Nel contesto della BIT – punto di riferimento globale per l’analisi e la progettazione delle dinamiche turistiche – il turismo religioso emerge oggi come un settore di straordinaria rilevanza strategica, culturale ed economica. La sua centralità si rafforza ulteriormente alla luce delle Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026, evento internazionale che offre una straordinaria opportunità per ripensare il turismo come sistema integrato di sviluppo, cultura, spiritualità e dialogo tra i popoli. Le Olimpiadi, come il turismo religioso, promuovono valori universali e rappresentano strumenti concreti di apertura, incontro e collaborazione internazionale.
In questo scenario, Biagio Maimone, Coordinatore per l’Italia della Rete Mondiale del Turismo Religioso, presenterà la Rete Mondiale a Milano, nel corso del Premio Internazionale Voucher, sottolineando il ruolo crescente del turismo religioso come leva di innovazione e promozione territoriale:
“Il turismo religioso non rappresenta un segmento marginale o secondario; al contrario, in iniziative di portata internazionale come la BIT, così come in altre manifestazioni di rilievo nel settore turistico, esso deve essere pienamente valorizzato e promosso. Esso costituisce oggi una dimensione fondamentale del turismo globale, capace di integrare cultura e spiritualità, economia e sostenibilità, promuovendo la valorizzazione dei territori e il rafforzamento dell’identità dei popoli in un contesto internazionale sempre più interconnesso”.
Le Olimpiadi Milano Cortina 2026 costituiscono un’occasione unica per inserire il turismo religioso nei grandi circuiti turistici internazionali: “Accanto allo sport, all’innovazione e alle infrastrutture, l’Italia può proporsi come luogo di bellezza, accoglienza e profondità spirituale. Il turismo religioso consente di raccontare il Paese nella sua dimensione più autentica e significativa, offrendo al visitatore un’esperienza che va oltre la semplice fruizione estetica e si configura come percorso di senso, incontro e riflessione”.
L’Italia si presenta come un unicum mondiale, una vera e propria ‘cattedrale a cielo aperto’, caratterizzata da una capillare distribuzione di chiese, santuari, itinerari devozionali, luoghi della memoria e percorsi spirituali che attraversano l’intero territorio nazionale. Questo patrimonio, radicato nella storia e nell’identità culturale del Paese, costituisce una risorsa strategica per la rivitalizzazione culturale, sociale ed economica delle comunità locali, con particolare attenzione alle aree interne e meno conosciute.
Il turismo religioso si conferma una componente chiave di questa strategia, in grado di valorizzare territori spesso marginali e di trasmettere valori culturali e spirituali unici. Il turismo religioso, in costante crescita globale, risponde a una domanda turistica sempre più orientata verso esperienze autentiche, trasformative e sostenibili: “Il viaggio religioso non si limita alla visita dei luoghi, ma diventa esperienza di incontro, di contemplazione e di dialogo. Esso promuove pace, coesione sociale e comprensione reciproca, incarnando pienamente le istanze di un turismo orientato al benessere, al senso e alla qualità della vita”.
Forum Internazionale del Turismo: il turismo religioso è leva di sviluppo spirituale, culturale, sostenibile ed economico
Milano, sempre più al centro della scena mondiale e pronta ad accogliere le imminenti Olimpiadi Invernali, ospiterà il Terzo Forum Internazionale del Turismo per due giornate consecutive fino a domani. L’evento, promosso dal Ministero del Turismo, si inserisce in un più ampio percorso di riflessione nazionale e internazionale sul futuro del turismo, concepito come leva di sviluppo equilibrato, coesione territoriale e valorizzazione delle identità locali.
Il Forum dedicherà particolare attenzione al tema dell’undertourism, ponendo al centro il ruolo dei piccoli comuni a vocazione turistica e delle aree meno esposte ai grandi flussi. Come sottolineato dal Ministro del Turismo, Daniela Santanchè: “Quest’edizione si focalizzerà sull’undertourism, con l’obiettivo di coinvolgere i sindaci dei piccoli comuni a vocazione turistica. Si discuteranno analisi e strategie per promuovere le destinazioni meno conosciute e favorire lo scambio di buone pratiche”.
Realizzato in collaborazione con ENIT S.p.A., il Forum offrirà un contesto qualificato di dialogo sui temi della destagionalizzazione, della governance dei flussi turistici e delle politiche di promozione integrata tra territori maturi e aree in fase di sviluppo. Il confronto coinvolgerà sindaci, istituzioni, associazioni di categoria e operatori del comparto, con uno sguardo rivolto alle sfide più complesse che interessano la gestione sostenibile delle destinazioni.
L’iniziativa si inserisce inoltre in una prospettiva di lungo periodo, attenta alle opportunità legate ai grandi eventi internazionali, tra cui le Olimpiadi Milano-Cortina, considerate non solo come appuntamento sportivo, ma come leva strategica per promuovere un turismo diffuso, responsabile e capace di generare valore duraturo per i territori.
Biagio Maimone, neo coordinatore della Rete Mondiale del Turismo Religioso e direttore dell’ufficio stampa della Fondazione Bambino Gesù del Cairo, il cui presidente è mons. Yoannis Lazhi Gaid, suo storico segretario, sarà presente al Forum, traendo spunti per approfondire e contribuire alla riflessione sul valore culturale, umano e spirituale del turismo come esperienza di incontro e di senso:
“In un tempo storico segnato da conflitti, violenze e da una crescente fragilità del dialogo tra i popoli, questa forma di turismo può aprire una nuova frontiera dell’esperienza umana, dando vita a una nuova umanità in cammino, capace di riscoprire il valore dell’incontro, dell’ascolto e della pace”.
Secondo Maimone, “l’Italia possiede una vocazione unica allo sviluppo del Turismo Religioso e spirituale. Il nostro Paese è straordinariamente ricco di chiese, santuari, monumenti, opere d’arte, cammini e percorsi di fede. Valorizzare questa forma di Turismo dell’Anima significa promuovere una cultura fondata sulla creatività, sulla spiritualità, sulla sostenibilità e sulla bellezza, elementi che costituiscono l’identità più autentica dei nostri territori. L’Italia si configura come una cattedrale a cielo aperto, un luogo diffuso nel quale la storia, l’arte e la fede si intrecciano e nel quale è possibile percepire una presenza spirituale che attraversa i secoli e parla all’uomo contemporaneo”.
“In questo contesto, ha aggiunto Maimone, “iniziative come il Tour dei Miracoli Eucaristici e i percorsi di riscoperta dei siti religiosi dormienti, luoghi spesso marginali ma ricchi di significato spirituale, storico e culturale, favoriscono una conoscenza più profonda dei territori, contribuendo alla loro crescita culturale, sociale ed economica, nel rispetto delle comunità locali.
Il Turismo Religioso si afferma inoltre come strumento privilegiato di dialogo interreligioso e interculturale, in sintonia con la visione della Chiesa del dialogo di papa Francesco e della Chiesa missionaria di papa Leone XIV, entrambe orientate a una testimonianza aperta, capace di incontrare i popoli e di costruire ponti tra le diverse culture”.
Ed ha concluso con l’affermazione, secondo la quale il turismo religioso è un’esperienza educativa: “In piena sintonia con il magistero di mons. Rino Fisichella questo turismo promuove la sostenibilità, educa alla preghiera, al silenzio, alla contemplazione, alla cura dei territori e delle comunità, alla cultura e all’arte. Permette di aprirsi alla profondità del messaggio cristiano e ai valori della fratellanza e della solidarietà.
Non è solo viaggio: è scoperta interiore, arricchimento attraverso i cammini, le visite, i percorsi e l’incontro con opere straordinarie di artisti italiani come Giotto, Beato Angelico, Michelangelo, Bernini, Donatello, Caravaggio e molti altri, che hanno tradotto il messaggio cristiano in forme capaci di parlare al cuore dell’uomo di ogni tempo.
E’ un turismo che unisce cultura, spiritualità, sostenibilità e umanesimo, che educa al dialogo, alla pace e alla fraternità, e che fa della preghiera e dell’incontro con la bellezza uno strumento per la crescita interiore e collettiva”.
Biagio Maimone, Rete Mondiale Turismo Religioso Italia: Il turismo religioso strumento di pace, dialogo e contrasto alla povertà
“Il turismo religioso rappresenta una delle più elevate forme di esperienza antropologica, culturale e spirituale, in cui il viaggio fisico si trasforma in cammino dell’anima e il pellegrinaggio diventa occasione di incontro, dialogo e costruzione di ponti tra culture, religioni e popoli. In questo percorso, il pellegrino riconosce nell’altro un fratello, e nel mondo un mosaico di comunità chiamate alla comunione, mentre ogni esperienza di incontro si configura come opportunità per promuovere la pace, la fraternità e contrastare ogni forma di povertà, morale, materiale e culturale”,
ha dichiarato Biagio Maimone, Coordinatore per l’Italia della Rete Mondiale del Turismo Religioso, il quale ha aggiunto.
“Il turismo religioso è innanzitutto veicolo di pace. La sua forza risiede nella capacità di rendere concreto il dialogo interculturale e interreligioso, offrendo uno spazio in cui le differenze non generano conflitto, ma arricchiscono. Ogni pellegrinaggio si configura come un percorso educativo e formativo, in cui tolleranza, comprensione e fraternità universale si esercitano nella concretezza dell’incontro.
Alla luce del magistero sociale della Chiesa, avviato da Papa Leone XIII e sviluppato dal pontificato missionario della Chiesa universale, il turismo religioso si pone come incarnazione concreta della Dottrina Sociale. Papa Leone XIII, con la sua visione di una Chiesa attenta alle condizioni materiali e spirituali dell’uomo, ha indicato la strada affinché la fede si trasformi in cultura, la contemplazione in azione sociale, e la spiritualità diventi motore di sviluppo umano integrale. Il turismo religioso, concepito come cammino dell’anima, integra ragione e fede, responsabilità etica e contemplazione, generando una sintesi dinamica in cui l’esperienza del viaggio diventa occasione di formazione morale, sociale e spirituale.
Il turismo religioso produce insieme ricchezza spirituale ed economica. Esso abbatte le barriere generate dalla povertà morale e promuove un’economia solidale, virtuosa e inclusiva. Non esclude, ma integra; non separa, ma unisce; non impoverisce, ma valorizza la dignità della persona e la capacità di costruire comunità resilienti e pacificate”
“Nel quadro dell’umanesimo filosofico e teologico, aggiunge Maimone, il turismo religioso assume la forma di risposta etica e spirituale alla povertà, alla violenza e alle ingiustizie. Il pellegrinaggio diventa cammino della carità concreta, illuminato dalla Chiesa del dialogo di Papa Francesco e dalla Laudato si’, che invita a custodire il creato, promuovere la fraternità universale e costruire relazioni autentiche tra popoli. In questa prospettiva, il turismo religioso si configura come forma contemporanea della Chiesa missionaria, capace di testimoniare la fede attraverso gesti concreti di inclusione, dialogo e cooperazione sociale”.
Maimone sottolinea come questa visione trovi radici nella sua esperienza presso l’Associazione Bambino Gesù del Cairo, guidata da Mons. Yoannis Lahzi Gaid, già Segretario personale di Papa Francesco, nata a seguito della firma del Documento sulla Pace e la Fratellanza Umana ad Abu Dhabi: “L’Associazione e la realizzazione della Casa della Famiglia Abramitica, con Chiesa, Moschea e Sinagoga poste l’una di fronte all’altra, rappresentano simbolo tangibile di come il dialogo interreligioso possa tradursi in esperienza concreta e di come il turismo religioso possa diventare piattaforma stabile di incontro, conoscenza reciproca e cooperazione”.
“Il pellegrino, attraverso l’esperienza diretta del viaggio e dell’incontro con le comunità locali, esercita la solidarietà, apprende la tolleranza e contribuisce a costruire un tessuto di relazioni fraterne e durature. Questo cammino educativo e spirituale trasforma ogni pellegrinaggio in autentico strumento di inclusione e di pace”.
Fondamentale nella formazione di Maimone è stata anche l’esperienza francescana presso il Convento Sant’Angelo di Milano, che ha orientato il suo pensiero verso un’idea di pellegrinaggio capace di creare ponti tra culture, lingue e tradizioni, contrastando povertà e conflitti. «Lo spirito di San Francesco, fondato sulla povertà evangelica e sull’incontro con l’altro, ispira un modello di turismo religioso in cui la dimensione spirituale diventa motore di sviluppo umano integrale», afferma.
“Il turismo religioso – conclude Maimone – è teologia in movimento, filosofia del viaggio, antropologia della trascendenza. È cammino dell’anima verso Dio attraverso bellezza, cultura e solidarietà. È ponte tra popoli e religioni, strumento di inclusione e dialogo, veicolo di pace e di lotta contro la povertà morale, materiale e culturale. Ogni pellegrinaggio diventa occasione concreta per edificare la fraternità universale, promuovere lo sviluppo umano integrale e contrastare le guerre fratricide e le divisioni sociali. In questo senso, il turismo religioso rappresenta una forma concreta della Chiesa missionaria contemporanea, capace di rendere visibile la fede attraverso gesti di apertura, solidarietà e cooperazione globale”.




























