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Al Ministro del Turismo Mazzi e al Governo l’appello della World Religious Tourism Network: ‘Necessaria una sede istituzionale per valorizzare e difendere il turismo religioso’

Il turismo religioso si conferma oggi come uno dei fenomeni turistici, culturali e sociali più significativi a livello internazionale, con oltre 300 milioni di pellegrini e viaggiatori che ogni anno si mettono in cammino verso luoghi della fede, santuari, monasteri, percorsi spirituali e siti religiosi di rilevanza storica e identitaria. Il comparto genera un impatto economico globale stimato in oltre 18 miliardi di euro e continua a registrare una costante crescita, sostenuta dall’interesse sempre più diffuso verso esperienze di viaggio che coniugano spiritualità, cultura, sostenibilità, conoscenza dei territori e ricerca interiore.

Tuttavia, il turismo religioso non può e non deve essere considerato esclusivamente come un segmento economico del mercato turistico. Esso rappresenta un patrimonio immateriale di straordinario valore umano, culturale, spirituale e sociale, capace di favorire il dialogo tra i popoli, la conoscenza reciproca, la pace, la fratellanza e la diffusione dei valori universali che da secoli costituiscono il fondamento della civiltà europea e mediterranea.

Per queste ragioni, la World Religious Tourism Network rivolge un forte e autorevole appello alle istituzioni italiane affinché il Turismo Religioso venga formalmente riconosciuto quale settore strategico nazionale, dotato di una propria specificità culturale, spirituale, economica e sociale, meritevole di una governance dedicata e di strumenti permanenti di programmazione, tutela e sviluppo.

La proposta, che sarà inoltrata al Governo e al Ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, è stata presentata nel corso di un incontro istituzionale tenutosi a Milano presso la sede dell’Impresa Sociale MilanoPerCorsi, prevede la costituzione presso il Ministero del Turismo di un Ufficio Nazionale per il Turismo Religioso, ovvero di una specifica struttura istituzionale permanente con funzioni di coordinamento, promozione, valorizzazione, tutela e sostegno del settore a livello nazionale e internazionale.

Tale organismo avrebbe il compito di sviluppare strategie integrate per la crescita del comparto, coordinare le iniziative delle Regioni e degli enti locali, favorire il dialogo tra istituzioni civili e religiose, sostenere i cammini spirituali, valorizzare i luoghi della fede e promuovere politiche di sviluppo sostenibile in grado di generare benefici economici, occupazionali e culturali per l’intero Paese.

L’iniziativa si inserisce nel più ampio percorso di rafforzamento della rete internazionale del turismo religioso in Italia, anche a seguito dell’ingresso dell’Area Sud della Basilicata nella World Religious Tourism Network, un passaggio che consolida ulteriormente il ruolo del Mezzogiorno quale territorio strategico per la crescita del turismo spirituale, dei cammini religiosi e delle forme di turismo sostenibile legate alle aree interne.

In questo contesto assume particolare rilievo la Basilicata, terra ricca di spiritualità, storia e tradizioni religiose, custode di santuari, percorsi di fede, celebrazioni popolari e patrimoni culturali che attraggono ogni anno migliaia di pellegrini e visitatori provenienti da ogni parte del mondo. La valorizzazione di tale patrimonio rappresenta una straordinaria opportunità di sviluppo economico e sociale per le comunità locali, contribuendo al contrasto dello spopolamento e alla rigenerazione dei territori.

L’incontro promosso dall’Impresa Sociale MilanoPerCorsi ha riunito imprenditori, operatori turistici, professionisti, rappresentanti delle istituzioni e del mondo produttivo, dando vita a un approfondito confronto sulle prospettive di crescita del settore e sul suo ruolo nel rafforzamento dell’economia nazionale. Secondo Biagio Maimone, coordinatore per l’Italia del Turismo Religioso, il settore rappresenta una leva strategica di primaria importanza per il futuro del Paese:ù

“Il turismo religioso costituisce un modello di sviluppo che integra crescita economica, coesione sociale, valorizzazione culturale e dimensione spirituale. Esso è in grado di generare occupazione, favorire investimenti, sostenere le economie locali, valorizzare i borghi, rilanciare le aree interne e promuovere un’immagine dell’Italia fondata sulla propria identità storica, culturale e religiosa. Per questo motivo è necessario che lo Stato riconosca formalmente il Turismo Religioso come settore autonomo e strategico, dotandolo di una struttura istituzionale stabile che ne assicuri la promozione, la tutela e lo sviluppo nel lungo periodo”.

Durante la conferenza, il Presidente dell’Impresa Sociale MilanoPerCorsi e commercialista Marcello Guadalupi ha sottolineato come il turismo religioso rappresenti una delle più importanti opportunità economiche ancora non pienamente valorizzate dal sistema Paese: “Se inserito all’interno di una visione nazionale strutturata, il turismo religioso può diventare un potente motore di crescita economica diffusa, favorendo investimenti, sostenendo le imprese, creando occupazione stabile e contribuendo alla competitività dei territori. I benefici coinvolgono non solo il comparto turistico, ma l’intero sistema produttivo locale”.

Il turismo religioso in Italia genera ogni anno milioni di presenze e produce un significativo indotto per strutture ricettive, attività commerciali, ristorazione, mobilità sostenibile, artigianato locale e servizi culturali. Rappresenta inoltre uno straordinario strumento di destagionalizzazione dei flussi turistici e di riequilibrio territoriale, capace di distribuire sviluppo e opportunità anche nelle aree meno centrali del Paese.

Accanto alla dimensione economica emerge tuttavia una questione fondamentale che richiede oggi una particolare attenzione da parte delle istituzioni: la necessità di proteggere la fede, la spiritualità e il valore autentico dei luoghi sacri da ogni forma di banalizzazione, sfruttamento commerciale o mercificazione. I santuari, le chiese, i monasteri, i percorsi di pellegrinaggio e i cammini spirituali non possono essere considerati semplicemente attrazioni turistiche. Essi rappresentano luoghi vivi di fede, memoria, raccoglimento e identità collettiva, custodi di patrimoni materiali e immateriali che appartengono alla storia dei popoli e delle comunità.

Per tale ragione, la World Religious Tourism Network ritiene indispensabile l’elaborazione di una politica nazionale volta alla salvaguardia dell’autenticità dei luoghi della fede e alla tutela della loro funzione spirituale, affinché il turismo religioso continui a essere un’esperienza di crescita interiore, di riflessione, di incontro e di elevazione umana.

E’ necessario costruire un nuovo modello di sviluppo che sappia coniugare tutela e valorizzazione, protezione e promozione, spiritualità e sostenibilità, evitando che logiche esclusivamente commerciali possano compromettere il significato profondo dei luoghi sacri e dei percorsi religiosi.

La valorizzazione dei siti religiosi, dei cammini della fede e delle reti di accoglienza spirituale deve diventare una priorità nazionale, poiché genera una crescita economica sostenibile, favorisce la permanenza delle comunità nei territori, sostiene le economie locali, rafforza l’identità culturale delle aree interne e contribuisce alla costruzione di un turismo ad alto valore umano, culturale e spirituale.

Un ruolo centrale è svolto dal sistema dell’ospitalità religiosa italiana, rappresentato dall’Associazione Ospitalità Religiosa Italiana, che riunisce oltre 1.200 strutture tra conventi, case per ferie, istituti religiosi e realtà di accoglienza diffuse sull’intero territorio nazionale. Un modello riconosciuto a livello internazionale per la sua capacità di coniugare accoglienza, inclusione, solidarietà e sostenibilità. La proposta avanzata dalla World Religious Tourism Network mira pertanto alla creazione di una vera e propria cabina di regia nazionale del Turismo Religioso, capace di coordinare politiche pubbliche, promuovere investimenti, sostenere i territori, valorizzare il patrimonio spirituale italiano e garantire la tutela dell’autenticità dei luoghi della fede.

L’obiettivo è quello di riconoscere finalmente il Turismo Religioso come patrimonio strategico della Nazione e come strumento privilegiato per promuovere sviluppo economico sostenibile, crescita culturale, dialogo tra i popoli, cooperazione internazionale e costruzione della pace.

In tale prospettiva, la World Religious Tourism Network rinnova il proprio impegno a favore dello slogan internazionale ‘Religious Tourism for Peace’, una visione che considera il turismo religioso non soltanto un fenomeno economico, ma una forza capace di favorire la comprensione reciproca, il dialogo interculturale e interreligioso, la fraternità tra le nazioni e la costruzione di un futuro fondato sulla dignità della persona, sul rispetto delle identità e sulla pace tra i popoli.

L’Area Sud della Basilicata entra nella Rete Mondiale del Turismo Religioso: accordo in via di definizione con il Gal ‘La Cittadella del Sapere’

L’Area Sud della Basilicata si prepara ad entrare nella Rete Mondiale del Turismo Religioso (World Religious Tourism Network) – http://www.tourismandsocietytt.com/red-mundial-turismo-religioso – una delle più rilevanti piattaforme internazionali dedicate alla promozione del turismo religioso e spirituale come strumento di dialogo tra culture, valorizzazione dei territori e sviluppo sostenibile.

L’adesione è stata formalmente richiesta dal Gal ‘La Cittadella del Sapere’, organizzazione pubblico-privata impegnata nella promozione dello sviluppo integrato dell’area sud-occidentale della Basilicata, comprendente 27 comuni tra cui Maratea, oltre ai territori del Lagonegrese, della Val Sarmento, del Pollino, dell’Alto Sinni e della Val d’Agri, aree caratterizzate da un patrimonio ambientale, culturale e spirituale di straordinaria rilevanza.

L’accordo è attualmente in via di definizione nei suoi contenuti strategici e si avvia verso la fase conclusiva del percorso di adesione alla Rete Mondiale del Turismo Religioso, coordinata a livello europeo da Edit Székely. La Rete internazionale, presente in 18 Paesi, ha recentemente visto l’ingresso di Messico, Perù e Guatemala, mentre anche Israele e la Terra Santa hanno avviato il processo di adesione, confermando il crescente rilievo globale dell’organizzazione nel panorama del turismo religioso.

A sostenere il percorso di ingresso dell’Area Sud della Basilicata sono stati Biagio Maimone, giornalista e comunicatore originario di Maratea, Coordinatore Nazionale per l’Italia della Rete, e Nicola Timpone, Direttore Generale del Gal ‘La Cittadella del Sapere’ e Direttore del Festival Internazionale del Cinema ‘Marateale’, con il contributo istituzionale del Presidente del Gal, Franco Muscolino.

In tale contesto, Nicola Timpone sottolinea come l’accordo rappresenti “una importante opportunità di crescita e di credibilità internazionale per l’intero territorio dell’Area Sud della Basilicata”, evidenziando come esso consenta di rafforzare la presenza del territorio nei circuiti internazionali del turismo culturale e spirituale, con ricadute significative in termini di sviluppo sostenibile e valorizzazione delle risorse locali. L’iniziativa rappresenta un passaggio strategico di particolare rilievo per l’intera Basilicata, che potrà così consolidare la propria presenza nei circuiti internazionali del turismo spirituale, culturale e sostenibile.

Il territorio dell’Area Sud della Basilicata si distingue per una diffusa e radicata dimensione spirituale, espressa attraverso percorsi devozionali, itinerari di pellegrinaggio, santuari, chiese storiche e luoghi di raccoglimento immersi in contesti naturalistici di straordinaria suggestione. Tale patrimonio configura un paesaggio spirituale unitario, in cui fede, storia e ambiente si integrano in modo armonico.

Tra i centri di maggiore rilievo si annovera Maratea, definita la “Città delle 44 chiese”, con la Basilica di San Biagio e il Cristo Redentore che domina il Golfo di Policastro. Di particolare importanza è il Santuario della Madonna Nera del Sacro Monte di Viggiano, meta storica di pellegrinaggi e fulcro della devozione mariana lucana. Altrettanto significativo è il Santuario della Madonna del Monte Sirino, situato a quasi 1900 metri di altitudine nel Parco Nazionale dell’Appennino Lucano, raggiunto ogni anno da antichi pellegrinaggi che ne fanno uno dei luoghi più suggestivi della spiritualità montana della Basilicata.

Di particolare rilievo è inoltre il Santuario della Madonna del Monte di Avigliano, sul Monte Carmine, anch’esso luogo di pellegrinaggio e contemplazione immerso in un paesaggio naturale di grande valore simbolico.

Altrettanto significativo è il sistema territoriale della Val d’Agri, caratterizzato da borghi storici e tradizioni religiose profondamente radicate, insieme alla presenza del Parco Nazionale del Pollino, area di straordinario valore naturalistico e simbolico, che contribuisce a rafforzare la dimensione contemplativa e spirituale dell’intero contesto.

“L’Area Sud della Basilicata – viene evidenziato – si configura come un itinerario spirituale diffuso, nel quale fede, cultura e paesaggio si intrecciano in modo organico, offrendo un’esperienza identitaria di elevato valore storico e religioso”.

“Attraverso la partecipazione alla Rete Mondiale del Turismo Religioso – si sottolinea nella lettera del Presidente del Gal ‘La Cittadella del Sapere’, Franco Muscolino – si intende valorizzare un patrimonio identitario profondamente radicato nella fede, nella cultura e nelle tradizioni locali, contribuendo a rendere pienamente visibile a livello internazionale la ricchezza spirituale dell’Area Sud della Basilicata”.

Secondo Biagio Maimone, “l’ingresso nella Rete Mondiale del Turismo Religioso consentirà al territorio di sviluppare un modello di turismo spirituale sostenibile, capace di far conoscere itinerari, luoghi della fede e percorsi devozionali, generando nuove opportunità di crescita culturale ed economica”.

Il turismo religioso viene interpretato come strumento di sviluppo integrato, in grado di coniugare spiritualità, sostenibilità ambientale e valorizzazione delle comunità locali, favorendo la nascita di economie territoriali legate all’accoglienza, alla cultura e all’esperienza del viaggio interiore.

“L’Area Sud della Basilicata – aggiunge Maimone – con i suoi paesaggi incontaminati, i suoi luoghi sacri e la sua forte identità religiosa, potrà assumere un ruolo di riferimento internazionale nel turismo spirituale, diventando spazio di contemplazione, fede e dialogo tra culture”.

L’ingresso nella rete consentirà inoltre di strutturare itinerari di pellegrinaggio internazionali, festival culturali ed eventi spirituali, con l’obiettivo di rafforzare la visibilità globale del territorio e attrarre nuovi flussi di turismo culturale e religioso.

“Attraverso questo percorso – viene sottolineato – il mondo intero potrà conoscere l’Area Sud della Basilicata, la sua religiosità, la sua cultura della fede e il suo patrimonio spirituale diffuso, con importanti ricadute anche in termini di sviluppo economico sostenibile”.

“Solidarietà, sostenibilità e spiritualità costituiscono la trilogia fondativa del futuro dell’umanità”, conclude Maimone. “Promuovere il turismo religioso significa costruire ponti tra i popoli e valorizzare le identità locali come risorsa universale di pace e dialogo”. L’ingresso del Gal ‘La Cittadella del Sapere’ e dei comuni dell’Area Sud della Basilicata nella Rete Mondiale del Turismo Religioso rappresenta dunque un’opportunità strategica di alto profilo, destinata a rafforzare in modo significativo il posizionamento internazionale della Basilicata nel panorama del turismo spirituale e sostenibile.

Il New York Times accende i riflettori sull’ospitalità religiosa in Italia

Dopo l’attenzione ricevuta dal Times di Londra nello scorso gennaio, è ora il New York Times ad approfondire l’ospitalità religiosa in Italia, e in particolare su quella romana, confermando l’interesse internazionale verso una forma di accoglienza che rappresenta un tratto originale e distintivo del nostro Paese.

Nel reportage il quotidiano americano racconta le diverse opportunità offerte dalle comunità religiose a chi arriva a Roma per motivi spirituali, turistici, di studio o di lavoro, mettendo in luce anche l’impegno dell’Associazione Ospitalità Religiosa Italiana nella catalogazione e nella promozione di queste strutture.

L’articolo si sofferma su cinque realtà concrete, descrivendone caratteristiche, servizi, costi e stile di accoglienza. Ne emerge un modello apprezzato per la convenienza, la sobrietà degli ambienti e il valore umano dell’esperienza, capace di andare oltre il semplice pernottamento e di intercettare l’interesse di chi cerca un soggiorno più autentico e significativo.

“Essere presenti su media internazionali così autorevoli è molto importante” dichiara il presidente dell’Associazione Ospitalità Religiosa Italiana, Fabio Rocchi. “Significa poter far conoscere nel mondo un aspetto dell’ospitalità italiana davvero unico, che non si limita a offrire un posto dove dormire, ma propone uno stile di accoglienza fondato sulla relazione umana, sulla semplicità e su valori profondi. E’ una ricchezza originale del nostro Paese, difficilmente replicabile altrove”.

“Che grandi testate straniere scelgano di raccontare questa realtà,” aggiunge Rocchi, “aiuta a darle la giusta visibilità e a far comprendere come anche attraverso l’ospitalità religiosa l’Italia sappia esprimere un modello distintivo, in cui il soggiorno può trasformarsi in un’esperienza di incontro, attenzione e umanità”.

Nell’articolo inoltre si evidenzia il prezzo ‘contenuto’: “Uno degli elementi che rende particolari queste strutture è il prezzo contenuto. L’associazione di Rocchi stima il costo medio per notte di una camera doppia in una casa religiosa intorno ai 90 euro; una doppia in un hotel di Roma costa in media 190 euro. I visitatori devono aspettarsi camere essenziali. L’attenzione, ha detto Rocchi, è rivolta alla ‘semplicità, per farvi sentire a casa’, non ad un’esperienza da cinque stelle.

Trovare queste strutture può essere complicato: una legge italiana le definisce come realtà ‘gestite al di fuori dei normali canali commerciali’. Le prenotazioni vengono generalmente gestite via email o telefono, oltre che tramite banche dati come quella di Rocchi e del sito di prenotazione Monastery Stays. Per il viaggiatore che desidera uno sguardo più intimo su Roma, una casa religiosa per ospiti offre un ambiente sicuro e spesso centrale”.

L’ostensione delle spoglie di san Francesco come evento teologico. Maimone (RMTR): Una svolta nel risveglio della spiritualità francescana

Nel quadro delle celebrazioni per l’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi, l’ostensione delle sue spoglie presso la Basilica papale di San Francesco in Assisi si configura come evento di alta densità teologica. Non semplice memoria storica, ma gesto ecclesiale che rende visibile la radicalità della sequela Christi vissuta dal Poverello: spogliazione, minorità, fraternità universale.

In questa prospettiva si colloca la riflessione di Biagio Maimone, corrispondente per l’Italia della Rete Mondiale del Turismo Religioso (RMTR), la cui formazione negli studi francescani ha inciso profondamente sulla sua visione culturale e spirituale. Il suo percorso accademico e formativo nell’ambito della spiritualità francescana ha radicato in lui una concezione della povertà non come privazione, ma come categoria teologica di libertà e solidarietà.

Per Maimone, l’ostensione rappresenta un passaggio decisivo: ‘una svolta nel risveglio della spiritualità francescana’, poiché richiama la coscienza contemporanea alla necessità di una conversione interiore. La corporeità del Santo esposta alla venerazione diviene segno eloquente di un itinerario esistenziale: spogliarsi dell’effimero per rivestirsi dell’essenziale, secondo la logica evangelica della kenosi.

Sotto la sua guida in Italia, la Rete Mondiale del Turismo Religioso si ispira a quella che egli definisce un ‘turismo dell’anima’: non mero spostamento geografico, ma percorso interiore. Un turismo sostenibile nel senso più profondo, radicato nella visione francescana della custodia del creato e della dignità umana. La sostenibilità, in questa chiave, non è solo ambientale, ma spirituale: implica la trasformazione della persona, chiamata a intraprendere un cammino di spogliazione e rivestimento, di conversione e responsabilità.

Proprio a questo principio si collega l’enciclica ‘Laudato sì’, che rinnova la prospettiva francescana della cura del creato come vocazione universale, intrecciando la tutela ambientale con la giustizia sociale e la fraternità. L’esperienza del pellegrinaggio e del turismo spirituale si colloca così all’interno di una visione integrale della sostenibilità, che abbraccia la dimensione ecologica, culturale e interiore della vita umana.

Assisi diviene così paradigma di una esperienza che unisce contemplazione e impegno. Il pellegrinaggio si trasforma in itinerarium vitae, attraversamento della propria interiorità alla luce del Vangelo. La povertà francescana diventa criterio di giustizia sociale e solidarietà verso i più deboli, dimensione che segna profondamente l’azione culturale e comunicativa di Maimone.

In tale orizzonte si inserisce anche il suo impegno come direttore della comunicazione della Fondazione Bambino Gesù del Cairo, voluta da papa Francesco per tradurre la carità in azioni concrete a favore dei bambini e delle famiglie più fragili. La Fondazione, presieduta da mons. Yoannis Lazhi Gaid, rappresenta un esempio tangibile di quella ‘Chiesa del dialogo’ che si fa prossimità operosa e costruzione di ponti tra culture e popoli.

L’ostensione delle spoglie del Santo, dunque, non resta confinata alla dimensione liturgica, ma si apre a un significato più ampio: richiama la necessità di un umanesimo rinnovato, fondato sulla povertà evangelica, sulla sostenibilità integrale secondo lo spirito di Laudato sì e sulla solidarietà concreta. A ottocento anni dalla morte del Poverello, la sua testimonianza continua a indicare un cammino che attraversa la storia e interpella la coscienza dell’uomo contemporaneo, invitandolo a spogliarsi del superfluo per rivestirsi di fraternità.

Tour dei Miracoli Eucaristici: a Lanciano con il sostegno della Rete Mondiale del Turismo Religioso

L’Italia costituisce, nella storia della civiltà europea e mediterranea, uno spazio privilegiato di convergenza tra fede, arte, pensiero e bellezza. E’ una terra in cui il sacro ha assunto nel tempo una forma culturale, simbolica e antropologica, incidendo profondamente sulla coscienza collettiva e sull’identità dei territori. Tra chiese millenarie, abbazie silenziose e santuari spesso appartati, il patrimonio religioso italiano custodisce segni che attraversano i secoli e continuano a interrogare l’uomo contemporaneo, generando contemplazione, ricerca e senso.

In questo orizzonte nasce ‘Voucher – Il Turismo dell’Anima’, progetto promosso da Ventisetteviaggi, ideato da Anna Di Maria con il contributo di Biagio Maimone, Coordinatore per l’Italia della Rete Mondiale del Turismo Religioso, e del conduttore televisivo Paky Arcella. L’iniziativa si colloca all’interno della visione e dell’azione della Rete Mondiale del Turismo Religioso, realtà internazionale presente in 18 Paesi, impegnata nella valorizzazione del patrimonio religioso e culturale come risorsa viva per lo sviluppo umano, sociale ed economico delle comunità.

La Rete Mondiale del Turismo Religioso promuove un modello di turismo che supera la logica del consumo per assumere una dimensione sostenibile, spirituale e generativa, capace di tutelare i luoghi sacri, rispettarne l’identità profonda e favorire una crescita armonica dei territori. In questa prospettiva, il turismo religioso diventa strumento di educazione alla bellezza, alla responsabilità e al dialogo interculturale, contribuendo a rafforzare il legame tra memoria storica, spiritualità e sviluppo locale. L’Italia, con il suo straordinario patrimonio religioso e artistico, assume in tale contesto un ruolo centrale come laboratorio internazionale di buone pratiche.

La prima tappa del Tour dei Miracoli Eucaristici, in programma dal 20 al 22 marzo, è dedicata a Lanciano, luogo che custodisce il più antico Miracolo Eucaristico riconosciuto dalla Chiesa. Qui, nell’VIII secolo, durante la celebrazione della Santa Messa, un monaco basiliano, attraversato dal dubbio circa la reale presenza di Cristo nell’Eucaristia, fu testimone di un evento che ha segnato in modo indelebile la storia della fede cristiana: l’ostia si trasformò in carne e il vino in sangue.

Un evento che, nei secoli, è stato oggetto di approfondite indagini storiche e scientifiche, le quali hanno attestato che la carne è tessuto miocardico umano e il sangue appartiene al gruppo AB, rimasti integri per oltre tredici secoli. Lanciano emerge così come luogo emblematico di dialogo tra fede e ragione, in cui il Mistero sacramentale si manifesta come segno vivo e interpellante.

Il viaggio, organizzato da Ventisetteviaggi, prevede uno spostamento in bus Gran Turismo, con partenza da Milano e sosta a Rimini per il pranzo. Nel pomeriggio è prevista una visita alla Cantina Frentana, in provincia di Chieti, con degustazione, prima di proseguire verso Lanciano per la sistemazione in hotel, la cena e il pernottamento, favorendo un clima di raccoglimento e preparazione interiore.

Il secondo giorno è dedicato al cuore spirituale dell’itinerario: la visita al Santuario del Miracolo Eucaristico e al Santuario della Madonna del Ponte, luoghi in cui la dimensione sacramentale e la devozione popolare si intrecciano in una sintesi teologica di grande profondità. Il percorso prosegue verso Fossacesia, con la visita all’Abbazia di San Giovanni in Venere, esempio emblematico di armonia tra architettura sacra e paesaggio naturale, e il pranzo su un trabocco, simbolo di un rapporto rispettoso tra l’uomo, il lavoro e il creato. Nel pomeriggio, lungo la Costa dei Trabocchi, il gruppo raggiunge Ortona per la visita alla Cattedrale di San Tommaso Apostolo, custode delle reliquie dell’Apostolo, prima del rientro a Lanciano.

Il terzo giorno conduce i partecipanti al Santuario del Volto Santo di Manoppello, dove l’immagine ritenuta non dipinta da mano umana invita alla contemplazione del volto di Cristo come rivelazione di un Dio che si fa prossimo, e alla Cattedrale di San Giustino a Chieti. Dopo il pranzo in un ristorante tipico, il rientro verso Milano conclude il percorso, lasciando nei partecipanti un’esperienza che si configura come memoria spirituale duratura e trasformativa.

Il progetto si inserisce in un itinerario più ampio che comprende i 22 miracoli eucaristici riconosciuti in Italia, tra cui Bolsena, Siena, Cascia, Alatri e altri luoghi di elevato valore spirituale, storico e artistico. Ogni tappa è concepita come occasione di studio, contemplazione e crescita interiore, contribuendo al tempo stesso alla valorizzazione culturale e alla vitalità dei territori coinvolti.

Come afferma Anna Di Maria: “Il turismo religioso è esperienza relazionale e trasformativa: mette in dialogo l’uomo con i luoghi, con la memoria e con il divino. E’ un viaggio che educa all’ascolto, genera armonia interiore e favorisce una consapevolezza spirituale autentica”.

Biagio Maimone, Coordinatore per l’Italia della Rete Mondiale del Turismo Religioso e Direttore della Comunicazione della Fondazione Bambino Gesù del Cairo, definita il testamento d’amore di papa Francesco, offre una lettura che intreccia teologia, antropologia e dialogo interreligioso:

“Voucher – Il Turismo dell’Anima nasce come risposta a una domanda profonda di senso che attraversa l’uomo contemporaneo. I miracoli eucaristici non appartengono a una dimensione museale della fede, ma sono segni vivi che parlano alla coscienza e invitano a una relazione autentica con il Divino.

Nel dialogo interreligioso ho imparato che il sacro, quando è autentico, non divide ma unisce, non esclude ma apre all’incontro. Questo progetto intende promuovere un turismo che sia esperienza di pace interiore, di fraternità e di responsabilità verso i luoghi e le comunità. La bellezza diventa qui linguaggio universale, l’arte si fa preghiera silenziosa e il viaggio si trasforma in pellegrinaggio dell’anima. Rigenerare i territori significa rigenerare le coscienze. E’ in questa profondità che l’uomo riscopre la propria vocazione alla trascendenza e al dialogo”.

‘Voucher – Il Turismo dell’Anima’ propone una visione del turismo in cui spiritualità, cultura, sostenibilità e crescita territoriale convergono in un’esperienza consapevole e responsabile. Un cammino che invita a riconoscere il viaggio come atto di gratitudine, custodia del creato e ricerca di senso, nella convinzione che ogni luogo possa diventare spazio di rivelazione. Quando il viaggio si fa ricerca di senso, ogni passo diventa luce, ogni incontro diventa grazia e l’anima ritrova la propria dimora interiore.

Maimone ha rilanciato il turismo religioso: non è marginale e va promosso per la crescita

Nei giorni scorsi si è concluso a Milano la BIT – Borsa Internazionale del Turismo, principale manifestazione fieristica italiana dedicata al settore dei viaggi e dell’industria turistica. Tour operator, enti, professionisti del settore e appassionati da tutto il mondo si incontrano nei padiglioni di Fiera Milano Rho per scoprire le nuove tendenze del turismo, approfondire le innovazioni del settore e creare le connessioni strategiche che guideranno il futuro del viaggio. La BIT rappresenta non solo un luogo di confronto economico e professionale, ma anche uno spazio privilegiato in cui il turismo religioso può essere valorizzato come leva culturale, sociale e spirituale, capace di integrare tradizione, innovazione e dialogo tra i popoli. In questo contesto presso Palazzo Biandrà, sede di Banca Mediolanum nel cuore di Milano, si è svolta la VI edizione del Premio Internazionale Voucher – Turismo, Cinema, Moda, Musica e Comunicazione, ideato da Anna Di Maria e Paky Arcella.

L’evento ha coinciso con le Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026, iniziativa globale che ha unito sport, culture e popoli, promuovendo valori universali di collaborazione, comprensione e incontro. Così come le Olimpiadi hanno favorito l’integrazione tra diverse tradizioni, il turismo in generale, e in particolare quello religioso, ha svolto un ruolo analogo: costruisce ponti tra le persone, permette la conoscenza reciproca e valorizza il patrimonio culturale e spirituale di ogni territorio.

Il tema della serata si è concentrato su ‘Sport, Benessere e qualità della vita’, con particolare attenzione alle eccellenze enogastronomiche italiane, interpreti di tradizione, innovazione e sostenibilità, capaci di raccontare il Paese attraverso gusto, creatività e autenticità, insieme alla ricchezza dei percorsi turistici religiosi che attraversano tutto il territorio nazionale. L’iniziativa ha goduto del patrocinio del Ministero del Turismo e di Regione Lombardia, consolidando il suo ruolo istituzionale e la capacità di attrarre attenzione internazionale sui temi della sostenibilità, dell’innovazione e della competitività del sistema turistico italiano, rafforzando al contempo il riconoscimento del turismo religioso come componente essenziale del sistema turistico nazionale e internazionale.

Tra i premiati di questa edizione figurano per la comunicazione Rai Sport, per l’impegno autorevole nella diffusione dello sport come patrimonio culturale e identitario del Paese e per la capacità di raccontare, con rigore e qualità, grandi eventi e realtà territoriali, contribuendo alla crescita civile e sociale dell’Italia. Il premio è stato consegnato dal Sindaco di Assago, Graziano Musella, e ritirato dal giornalista della Rai Tommaso Mecarozzi. Per il Turismo, è stata premiata ITA Airways, per aver trasformato il viaggio in un’esperienza che unisce turismo, sport e cultura, promuovendo l’eccellenza italiana nel mondo e rafforzando l’identità nazionale attraverso la partnership con Milano-Cortina 2026. Il premio è stato ritirato dal Presidente Dottor Sandro Pappalardo.

A seguire, sono stati premiati l’AIC – Associazione Italiana Coltivatori per la valorizzazione dei territori, Germano Lanzoni per il Cinema, Pietruccio Montalbetti, fondatore dei Dik Dik, per la Musica, e Gianni Caputo by Donna Fur per la Moda. Numerosi ospiti istituzionali, imprenditori, artisti e personalità del mondo della comunicazione hanno preso parte alla serata, tra cui Don Massimo Pavanello, Responsabile Turismo e Pellegrinaggi dell’Arcidiocesi di Milano, che ha presentato le iniziative della Diocesi in occasione delle Olimpiadi Milano-Cortina, il Dottor Nicola Timpone, Direttore artistico del Festival Internazionale del Cinema ‘Marateale’, e il Sindaco di Assago, Graziano Musella — città che ha ospitato le gare di figure skating e short track alle Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026, simbolo di sport, spettacolo e identità territoriale.

Ogni riconoscimento ha testimoniato l’impegno di protagonisti e organizzazioni che hanno incarnato i valori dell’eccellenza italiana, con particolare attenzione all’innovazione sostenibile, alla creatività e alla promozione del patrimonio culturale e territoriale, valorizzando anche i percorsi e i luoghi del turismo religioso che hanno contribuito a rafforzare l’identità e la coesione dei territori. Nel contesto della BIT – punto di riferimento globale per l’analisi e la progettazione delle dinamiche turistiche – il turismo religioso emerge oggi come un settore di straordinaria rilevanza strategica, culturale ed economica. La sua centralità si è rafforzata ulteriormente alla luce delle Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026, evento internazionale che offre una straordinaria opportunità per ripensare il turismo come sistema integrato di sviluppo, cultura, spiritualità e dialogo tra i popoli. Le Olimpiadi, come il turismo religioso, promuovono valori universali e rappresentano strumenti concreti di apertura, incontro e collaborazione internazionale.

In questo scenario, Biagio Maimone, Coordinatore per l’Italia della Rete Mondiale del Turismo Religioso e Direttore della Comunicazione della Fondazione Bambino Gesù del Cairo, il cui Presidente è mons. Yoannis Lazhi Gaid, già Segretario personale di Sua Santità Papa Francesco, ha presentato la Rete Mondiale a Milano nel corso del Premio Internazionale Voucher, sottolineando il ruolo crescente del turismo religioso come leva di innovazione e promozione territoriale: “Il turismo religioso non rappresenta un segmento marginale o secondario; al contrario, in iniziative di portata internazionale come la BIT, così come in altre manifestazioni di rilievo nel settore turistico, esso deve essere pienamente riconosciuto, valorizzato e promosso.

Il turismo religioso costituisce una dimensione fondamentale del turismo globale, capace di integrare cultura e spiritualità, economia e sostenibilità, contribuendo in modo significativo alla valorizzazione dei territori e al rafforzamento dell’identità dei popoli in un contesto internazionale sempre più interconnesso. Proprio in virtù della sua natura specifica, profonda e sensibile, il turismo religioso richiede un approccio distinto rispetto ad altre forme di turismo e necessita di un riconoscimento istituzionale chiaro, strutturato e autorevole.

Per questo Maimone ha proposto all’ENIT, al Ministero del Turismo e alle istituzioni religiose competenti, inclusa la Chiesa Cattolica, la creazione di una sede istituzionale dedicata al Turismo Religioso, formalmente riconosciuta a livello nazionale e internazionale. Tale organismo dovrebbe garantire coordinamento, serietà e controllo del settore, promuovendo standard etici e qualitativi condivisi e contrastando fenomeni di sciacallaggio, mercificazione e sfruttamento commerciale incontrollato della spiritualità.

Il turismo religioso non può e non deve essere assimilato a una semplice offerta commerciale: rappresenta una forma di turismo distinta, che coinvolge valori culturali, identitari e spirituali profondi e che richiede competenze specifiche, responsabilità istituzionale e una governance adeguata. E’ fondamentale evitare che la spiritualità venga venduta o banalizzata in modo indiscriminato, tutelando il significato autentico dei luoghi sacri, delle tradizioni religiose e dell’esperienza dei pellegrini e dei visitatori. Solo attraverso un controllo istituzionale serio e una visione condivisa sarà possibile garantire uno sviluppo equilibrato, rispettoso e sostenibile del turismo religioso, preservandone la dignità e il valore nel tempo”.

L’Italia si presenta come un unicum mondiale, una vera e propria ‘cattedrale a cielo aperto’, con una capillare distribuzione di chiese, santuari, itinerari devozionali, luoghi della memoria e percorsi spirituali che attraversano l’intero territorio nazionale. Questo patrimonio, radicato nella storia e nell’identità culturale del Paese, costituisce una risorsa strategica per la rivitalizzazione culturale, sociale ed economica delle comunità locali, con particolare attenzione alle aree interne e meno conosciute. Il turismo religioso si conferma una componente chiave di questa strategia, in grado di valorizzare territori spesso marginali e di trasmettere valori culturali e spirituali unici.

Il turismo religioso, in costante crescita globale, risponde a una domanda turistica sempre più orientata verso esperienze autentiche, trasformative e sostenibili: “Il viaggio religioso non si limita alla visita dei luoghi», sottolinea Maimone, «ma diventa esperienza di incontro, di contemplazione e di dialogo. Esso promuove pace, coesione sociale e comprensione reciproca, incarnando pienamente le istanze di un turismo orientato al benessere, al senso e alla qualità della vita”.

Il magistero di papa Francesco assume in questo contesto un valore guida, poiché la visione di una Chiesa impegnata nella costruzione della fraternità universale, espressa nel Documento sulla Fratellanza Umana per la Pace Mondiale e la Convivenza Comune, trova nel turismo religioso uno strumento concreto di attuazione. Parallelamente, la prospettiva missionaria delineata da Papa Leone XIV, con la sua enfasi sulla Chiesa come Chiesa in uscita, rafforza il ruolo del turismo religioso quale spazio privilegiato di testimonianza, dialogo e costruzione di relazioni fondate sulla dignità della persona umana.

A livello internazionale, la Rete Mondiale del Turismo Religioso si sta progressivamente ampliando, consolidando la sua rilevanza globale. L’ingresso recente del Perù e del Messico nella Rete rappresenta un segnale forte di apertura e cooperazione intercontinentale. Entrambi i Paesi, caratterizzati da profonde tradizioni spirituali e da un patrimonio religioso e culturale significativo, rafforzano il profilo globale della Rete e la sua capacità di promuovere la pace e il dialogo interculturale. A questa espansione si affianca, in prospettiva, la possibile adesione di Israele, che aggiungerebbe una dimensione strategica e simbolica ulteriore, collocando la Rete al centro di un dialogo globale tra Oriente e Occidente.

In tale scenario, l’Italia si configura come obiettivo strategico e perno centrale della Rete, grazie alla sua storia, alla densità e qualità dei luoghi di fede, al patrimonio artistico e culturale unico, e al riconoscimento spirituale di rilevanza internazionale. L’Italia è chiamata a svolgere un ruolo guida nel promuovere un turismo religioso che non solo valorizza i territori, ma funge anche da laboratorio culturale e spirituale, capace di orientare le politiche internazionali del settore e di consolidare la reputazione del Paese come destinazione di eccellenza: “Il turismo religioso – conclude Maimone – rappresenta una leva strategica per il futuro dell’Italia e per la sua proiezione nel contesto mondiale.

Esso genera benefici economici, sociali e culturali, valorizza territori spesso marginali, rafforza la coesione sociale e contribuisce a promuovere l’immagine del Paese come luogo di incontro, di pace e di umanesimo. In un’epoca segnata da frammentazioni e conflitti, il turismo religioso riafferma il valore del viaggio come ponte tra i popoli, come spazio di riconciliazione e come strumento di crescita interiore e collettiva, pienamente coerente con le grandi visioni etiche, spirituali e culturali che caratterizzano il nostro tempo”.

Il tour operator Ventisetteviaggi, realtà di riferimento nel turismo esperienziale e religioso, presenterà il Tour dei Miracoli Eucaristici, prima tappa a Lanciano dal 20 al 22 marzo.

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