Tag Archives: Indipendenza
FISH: Il Progetto di Vita non è un traguardo, ma l’inizio di una nuova fase
Si è svolto prima delle vacanze natalizie l’incontro pubblico promosso da FISH ETS (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie) dedicato allo stato dell’attuazione del D.Lgs. 62/2024. Al centro del dibattito, il percorso verso l’implementazione del ‘Progetto di Vita’ individuale, uno strumento che sposta definitivamente l’asse dalla semplice assistenza alla piena partecipazione sociale delle persone con disabilità. Durante il convegno, sono intervenute, tra gli altri, il Ministro per le disabilità Alessandra Locatelli con un videomessaggio di saluto e il Viceministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Maria Teresa Bellucci.
L’evento ha rappresentato un momento di sintesi fondamentale tra le istanze del mondo associativo e le rappresentanze istituzionali. La Federazione ha, infatti, presentato un’analisi dettagliata dello stato dell’arte, evidenziando come la riforma non possa prescindere da una collaborazione sinergica tra enti locali, sanità e terzo settore.
Durante il confronto, FISH ha evidenziato alcune criticità emerse in questa fase di transizione. In particolare, è stata ribadita l’urgenza di uniformare le procedure di valutazione su tutto il territorio nazionale e di garantire risorse strutturali che permettano di finanziare i budget di progetto in modo adeguato. La Federazione ha chiesto alle istituzioni impegni precisi affinché la complessità burocratica non diventi un ostacolo al diritto all’autodeterminazione.
“Quando parliamo di Vita Indipendente, di autonomia – dichiara il viceministro al Lavoro e alle Politiche Sociali Maria Teresa Bellucci- parliamo anche di lavoro che conferisce dignità alle persone. Le politiche sociali devono quindi abbandonare i sussidi e l’assistenzialismo e garantire il diritto di ogni persona di sentirsi parte attiva della società. Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e il Ministero per le disabilità stanno lavorando con la FISH e alle associazioni rappresentative, per fare in modo che le istanze e esigenze delle persone con disabilità trovino riscontro a livello normativo e pratico”.
Oltre all’analisi politica, l’incontro ha permesso di condividere modelli e strumenti tecnici sviluppati per rafforzare l’autodeterminazione delle persone con disabilità e il supporto alle loro famiglie. Sono state illustrate buone pratiche di co-progettazione che dimostrano come, laddove la persona è messa al centro della pianificazione, la qualità della vita e l’inclusione lavorativa e sociale migliorino sensibilmente. E’ stata, quindi, anche l’occasione di fare il punto sui risultati raggiunti e i prossimi passi dei due progetti di cui FISH è capofila, ‘Pronti per l’Indipendenza’ ed ‘Insieme per l’Indipendenza’.
“Il Progetto di Vita non è un traguardo formale, ma l’inizio di una nuova fase verso la vita indipendente delle persone con disabilità – ha dichiarato il presidente della FISH Vincenzo Falabella a margine dei lavori. “Oggi abbiamo dimostrato che il mondo associativo è pronto a fare la sua parte con competenze e proposte concrete. Ora tocca alle istituzioni assicurare che questo cambiamento di paradigma sia recepito da ogni ufficio amministrativo e in ogni territorio”.
La FISH ETS ha ribadito la propria volontà di proseguire nel monitoraggio costante dell’attuazione della normativa. L’obiettivo resta quello di evitare che il D.Lgs. 62/2024 rimanga una ‘riforma solo sulla carta’, trasformandolo invece nel motore di una società più equa, dove ogni persona con disabilità possa decidere liberamente del proprio futuro, fuori da ogni logica di isolamento o istituzionalizzazione.
Formazione e vita indipendente: conclusi con successo gli esami del progetto ‘Pronti per l’Indipendenza’
Ulteriore obiettivo centrato per il progetto ‘Pronti per l’Indipendenza’. Si è conclusa ufficialmente la fase d’esame per i partecipanti che hanno frequentato il percorso di 200 ore di formazione. I risultati confermano l’efficacia del programma: tutti i candidati ammessi alla prova finale sono risultati idonei, dimostrando una preparazione solida e una forte motivazione.
Il percorso, strutturato per fornire competenze teorico-pratiche e strumenti di autonomia personale, ha visto i partecipanti impegnati in un programma rigoroso che ha spaziato dalle lezioni rivolte alla comprensione della legge 227/2021 e il Decreto Legislativo n. 62/2024 allo sviluppo di abilità comunicative e relazionali per collaborare con altri professionisti e enti coinvolti nel supporto alle persone con disabilità.
Il superamento della prova con il 100% di idoneità testimonia non solo l’impegno degli allievi, ma anche la qualità del corpo docente e del modello formativo adottato. Parallelamente alla chiusura della formazione, sta volgendo al termine anche la maggior parte dei tirocini formativi attivati presso gli enti partner:
“Superare le 200 ore di formazione e l’esame finale con il 100% di idoneità non è un traguardo scontato: è il frutto del grande impegno da parte dei nostri partecipanti. La fine dei tirocini segna anche il passaggio cruciale verso il mondo del lavoro. Siamo fieri di averli accompagnati in questa crescita che trasforma il concetto di assistenza”in quello di vita indipendente”, dichiara il presidente della FISH Vincenzo Falabella.
Oltre la violenza economica: 11 progetti per l’indipendenza delle donne con Banca Etica
L’indipendenza economica è lo strumento chiave per contrastare la violenza di genere. Per questo motivo, Banca Etica ed Etica Sgr ha lanciato, martedì 25 novembre, la raccolta fondi per gli 11 progetti selezionati dal Bando Impatto+ 2025, intitolato ‘Oltre la violenza di genere, l’indipendenza economica’. Le campagne di crowdfunding si svolgeranno su Produzioni dal Basso e sono mirate a sostenere percorsi di educazione finanziaria, formazione lavorativa e accesso al credito per donne che subiscono violenza economica. Grazie al Fondo per la Microfinanza e il Crowdfunding di Etica Sgr, i progetti che raggiungeranno il 70% dell’obiettivo riceveranno un contributo a fondo perduto potenziato al 30% (dal 25% delle edizioni precedenti).
Il bando è specificamente rivolto al supporto di iniziative che offrano alle donne percorsi concreti per uscire dalla violenza economica. Il sostegno di Etica Sgr al crowdfunding avviene tramite il suo Fondo per la Microfinanza e il Crowdfunding (alimentato dai sottoscrittori dei fondi di investimento etici che scelgono di devolvere 1 euro ogni 1.000 investiti).
I progetti che raggiungeranno almeno il 70% del budget riceveranno un contributo del 30% a fondo perduto da Etica Sgr. I progetti che supereranno il 100% del budget preventivato riceveranno un premio unico del 5% sull’obiettivo iniziale. Il Bando Impatto+ è parte di un ecosistema più ampio di iniziative promosse dal Gruppo Banca Etica per l’autonomia femminile, in sinergia con centri antiviolenza, imprese e istituzioni.
Il progetto ‘Monetine’ rappresenta un insieme di azioni concrete che intervengono direttamente dove la violenza economica si manifesta: nella gestione del denaro, nell’accesso ai servizi e nel rapporto con gli istituti finanziari. Banca Etica è stata la prima in Italia a sviluppare un percorso di formazione interna del personale bancario per riconoscere i segnali di violenza economica e intervenire, intercettando e supportando donne in difficoltà. In continuità con il percorso avviato con Monetine, Fondazione Finanza Etica insieme a Fondazione NOI di Legacoop Toscana sta realizzando percorsi di formazione per le persone responsabili del personale delle cooperative dedicati al tema della violenza economica e alla costruzione di sinergie tra centri antiviolenza, imprese e istituzioni regionali.
L’attenzione al credito per le donne è un focus costante per Banca Etica: nel 2024, Banca Etica ha finanziato 324 imprese femminili (il 26,8% delle organizzazioni finanziate), superando la media nazionale (22,2%). I nuovi impieghi ammontano ad € 70.000.000. Per quanto riguarda il credito alle persone, il 46,8% dei nuovi impieghi è stato concesso a donne.
Questo impegno si estende grazie all’accordo firmato nel 2024 con la BEI (Banca Europea per gli Investimenti) per un finanziamento di € 30.000.000 di cui almeno il 30% destinato a progetti per la parità di genere e l’inclusione lavorativa. Nel primo anno sono stati erogati € 815.000 per cinque operazioni riconducibili a questo obiettivo. Per maggiori informazioni sul bando di crowdfunding ‘Oltre la violenza di genere, l’indipendenza economica’: https://www.produzionidalbasso.com/network/di/banca-etica%23 progetti-banca-etica#progetti-banca-etica.
Ecco i progetti selezionati, che si possono sostenere su Produzioni dal Basso:
Progetto LISA – Libere e Indipendenti Senza violenzA (Associazione NINA APS, Belluno) – Il progetto propone un percorso innovativo per rompere il ciclo della violenza economica, sostenendo le donne nel recupero di fiducia, consapevolezza e capacità di scelta. L’iniziativa offre a 10 donne vittime di violenza un accompagnamento personalizzato basato su orientamento al lavoro, supporto alla ricostruzione dell’autostima e strumenti concreti per riattivare l’indipendenza economica dopo anni di isolamento e fragilità socio-lavorativa. L’obiettivo è permettere alle partecipanti di costruire basi solide per il proprio futuro, attraverso percorsi di empowerment e reinserimento professionale.
Un taglio…con il passato (Agorà Cooperativa Sociale, Genova) – Il progetto nasce dalla storia di Anna (nome di fantasia), vittima per anni di violenza fisica ed economica. La cooperativa mira a raccogliere 10.000 euro per sostenere il suo percorso di autonomia: il finanziamento permetterà ad Anna di frequentare un corso professionale di estetica e parrucchieria, avverando un sogno che ha sempre dovuto rimandare a causa delle violenze subite. Il progetto intende restituirle stabilità emotiva ed economica, offrendole la possibilità di costruire una vita indipendente e sicura per sé e per sua figlia.
Ci troviamo in cucina! (Lavoratorio in Cucina APS, Reggio Emilia) – Il progetto vuole creare una cucina professionale attrezzata e conforme alle normative, mettendola a disposizione di donne provenienti da diversi Paesi e contesti culturali. Lo spazio diventerà un luogo di lavoro, formazione e incontro, dove le partecipanti potranno avviare microattività imprenditoriali nel settore food, sviluppare competenze professionali e integrarsi nella comunità locale. L’obiettivo è facilitare percorsi di autonomia lavorativa e promuovere l’inclusione sociale attraverso il cibo.
RISE UP – Rinascere, Imparare, Scegliere: percorsi per donne libere (Casa di Pollicino, Marsciano – Perugia) – Il progetto nasce dall’esperienza maturata all’interno della comunità, punto di riferimento per donne che hanno vissuto situazioni di violenza. RISE UP offre un percorso integrato composto da sostegno psicologico, educazione finanziaria e formazione professionale, rivolto a donne accolte nelle comunità umbre. L’obiettivo è accompagnarle verso la ricostruzione della propria autonomia, rafforzando competenze personali e strumenti decisionali per intraprendere un nuovo cammino libero dalla violenza.
Libera la vita (Fondazione Giulia e Umberto Chiappini ETS, Piacenza) – Il progetto nasce all’interno di Casa Alba, una comunità dedicata all’accoglienza di donne vittime di violenza. ‘Libera la vita’ offre un percorso completo di empowerment che comprende accoglienza, protezione, educazione finanziaria, formazione professionale e supporto all’avvio di attività lavorative, sia artigianali sia digitali. L’iniziativa intende accompagnare le donne verso una rinascita personale, sostenendo l’autodeterminazione e la costruzione di una nuova vita autonoma.
Solida (Kermasofia, Torino) – Il progetto mira a rafforzare l’autonomia economica delle donne ospiti dei centri di accoglienza attraverso un percorso formativo articolato in 9 incontri. Le attività comprendono laboratori interattivi, momenti di riflessione e proiezioni cinematografiche in collaborazione con l’Associazione Museo Nazionale del Cinema. L’obiettivo è lavorare sulla consapevolezza di genere, sull’educazione finanziaria e sull’acquisizione di competenze utili a prendere decisioni economiche informate, favorendo empowerment e capacità di progettare il proprio futuro.
Soluzioni abitative per l’inclusione e l’innovazione sociale in provincia di Bolzano (Impresa Sociale Cooperativa Sole di Gatteo – Forlì Cesena) – Il progetto si rivolge a donne che desiderano scrivere un nuovo inizio dopo esperienze di fragilità o violenza. Attraverso percorsi di empowerment personale, competenze digitali, educazione finanziaria e attività di benessere, l’iniziativa mira a rafforzare autonomia, autostima e capacità di gestione economica. Le partecipanti saranno accompagnate in un percorso che le metta nelle condizioni di immaginare e realizzare una vita indipendente e dignitosa.
Vie d’Uscita – Women have the power (C.S.C. Credito Senza Confini, Perugia) – Il progetto intende contrastare le discriminazioni di genere e supportare donne sopravvissute alla violenza verso la costruzione di autonomia economica. Attraverso percorsi di co-progettazione individuale, tutoraggio tra pari e accesso al microcredito, le partecipanti vengono accompagnate nell’avvio di attività economiche sostenibili e percorsi professionali. L’obiettivo è favorire la libertà economica come base per una reale uscita dalla violenza.
Violenza economica: percorsi di autonomia delle donne (Cooperativa sociale Cerchi d’Acqua – Onlus, Milano)- Cerchi d’Acqua, centro antiviolenza nato nel 2000 a Milano e socia fondatrice della Rete Nazionale D.i.Re, propone il progetto ‘Violenza economica: percorsi di autonomia delle donne’. Ideato in collaborazione con la cooperativa di finanza etica MAG2 Finance, ha due obiettivi, sensibilizzare l’opinione pubblica sulla violenza economica e promuovere l’empowerment professionale e l’autonomia economica per donne in situazioni di violenza.
CONTO SU DI ME (Fratelli è Possibile, Santarcangelo di Romagna, Rimini) – Dal progetto innovativo di coabitazione protetta Borgo Maestro nasce “CONTO SU DI ME”, che si rivolge a donne sole e madri con figli minori in situazioni di vulnerabilità o in uscita da percorsi di violenza. L’iniziativa prevede educazione finanziaria, supporto psicologico, formazione al lavoro e attività educative per madri e bambini. L’obiettivo è contrastare la violenza economica e favorire l’empowerment femminile attraverso percorsi personalizzati di autonomia.
TRAME DI VITA, VERSO L’AUTONOMIA (Cooperprint, Pregnana Milanese, Milano) – Dall’esperienza della cooperativa nel settore grafico e artigianale nasce TRAME DI VITA, evoluzione del progetto storico ‘StileSolidale’. Il progetto si rivolge a Laura, donna colombiana rifugiata e vittima di violenza, attualmente accolta dalla Fondazione Somaschi, e ad altre donne con esperienze simili. L’iniziativa offre un percorso concreto di emancipazione attraverso formazione professionale, accompagnamento al lavoro e creazione di opportunità occupazionali all’interno di una realtà produttiva inclusiva.
Oltre la violenza di genere, l’indipendenza economica: al via il bando di crowdfunding Impatto+ 2025 promosso da Banca Etica ed Etica Sgr su Produzioni dal Basso
C’è tempo fino al 19 settembre per candidare su Produzioni dal Basso progetti per il bando di crowdfunding Impatto+ 2025 intitolato quest’anno “Oltre la violenza, l’indipendenza”. Obiettivo: sostenere iniziative per l’emancipazione economica e sociale di chi subisce violenza economica di genere. Aumenta il contributo erogato da Etica sgr, che ora copre fino al 30% della raccolta.
Padova, 21 luglio 2025 – Al via il nuovo bando di crowdfunding Impatto+ 2025 – “Oltre la violenza, l’indipendenza”, nato come strumento di emancipazione economica e sociale per le persone che subiscono violenza di genere, con particolare attenzione al fenomeno della violenza economica. A promuoverlo sono Banca Etica – prima e tuttora unica banca italiana dedita esclusivamente alla finanza etica – ed Etica Sgr – società di gestione del risparmio che propone esclusivamente fondi comuni di investimento etici e responsabili -, in collaborazione con Produzioni dal Basso, prima piattaforma italiana di crowdfunding e social innovation.
Il bando è rivolto a organizzazioni del Terzo Settore, cooperative sociali, imprese sociali, centri antiviolenza, case di accoglienza e MAG (Mutue Autogestione) che intendano avviare campagne di raccolta fondi reward-based su Produzioni dal Basso, con progetti che prevedano interventi di educazione finanziaria e accesso al credito per favorire percorsi concreti di autonomia e autodeterminazione delle persone che subiscono forme di violenza economica.
I progetti selezionati al termine della prima fase beneficeranno di una formazione mirata (condotta dai campaign manager di Produzioni dal Basso), sulle migliori strategie per condurre una campagna di crowdfunding efficace. Grazie al Fondo per la Microfinanza e il Crowdfunding di Etica Sgr (che si alimenta grazie alle scelte dei sottoscrittori dei fondi d’investimento etici, che decidono di devolvere a questo fondo 1 euro ogni mille investiti), le campagne che raggiungeranno almeno il 70% dell’obiettivo di raccolta prefissato riceveranno un contributo a fondo perduto del 30% (una quota superiore rispetto al 25% delle edizioni precedenti). I progetti che otterranno il 100% del budget preventivato, o supereranno l’obiettivo (overfunding), riceveranno un premio unico del 5% sull’obiettivo iniziale di raccolta, sostitutivo rispetto al già citato contributo del 30%.
Le candidature dei progetti e delle iniziative sono aperte dal 21 luglio al 19 settembre 2025 (entro le ore 12). È possibile candidare il proprio progetto direttamente tramite il form sul Network di Banca Etica su Produzioni dal Basso, compilando la scheda informativa e allegando il prospetto di budget. La selezione sarà effettuata da una commissione che valuterà le proposte sulla base di criteri quali: coerenza con gli obiettivi del bando; qualità e innovatività del progetto; coinvolgimento della comunità; sostenibilità economica; impatto sociale e ambientale; esperienza nel campo del crowdfunding.
Giovedì 24 Luglio, alle 11:00, sul sito di Attiviamo Energie Positive si terrà un webinar di presentazione del bando Impatto+ 2025 “Oltre la violenza, l’indipendenza” con la possibilità per i partecipanti di interpellare direttamente gli organizzatori e approfondire il testo del Regolamento. La registrazione del webinar sarà resa disponibile sui canali di Produzioni dal Basso.
Tra le iniziative ammissibili per il crowdfunding rientrano: educazione finanziaria di base: programmi per migliorare la gestione del bilancio familiare e sviluppare competenze di risparmio e investimento; accesso al microcredito: percorsi formativi e supporto tecnico in collaborazione con istituzioni finanziarie autorizzate; sensibilizzazione sulla violenza economica: campagne informative sui social media, eventi pubblici e azioni congiunte con enti locali; formazione professionale: corsi settoriali riconosciuti in tecnologia, artigianato, commercio e servizi, con esperti qualificati; supporto all’inserimento lavorativo: iniziative per vittime o persone a rischio di violenza economica di genere, in sinergia con centri antiviolenza e organizzazioni del Terzo Settore; imprenditorialità femminile: programmi di mentoring, consulenza personalizzata, business planning e integrazione in reti professionali; supporto psicologico: percorsi individuali e di gruppo per la rielaborazione del trauma e lo sviluppo di autostima e resilienza.
Per maggiori informazioni e per candidare il proprio progetto: https://www.produzionidalbasso.com/network/di/banca-etica#banca-etica-initiative
Con santa Rita da Cascia per sostenere una casa a favore di giovani con autismo
La Fondazione Santa Rita da Cascia Ente Filantropico ETS rinnova il suo impegno verso la disabilità intellettiva, sostenendo il progetto Dopodinoi, un’iniziativa pionieristica, con sede a Bastia Umbra (PG), dedicata all’autonomia abitativa e al miglioramento della qualità di vita di 12 giovani adulti con disturbi dello spettro autistico. Il progetto rappresenta uno dei primi esempi in Italia di cohousing supportato da tecnologie assistive destinato alle persone autistiche, promuovendo un modello innovativo per la vita indipendente e inclusiva.
A tal fine è in corso la campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi, ‘Un gesto di fede, un dono di grazia’ con l’obiettivo di raccogliere € 250.000 per i più fragili, in particolare per offrire casa, futuro e inclusione, come partner esclusivo, a 12 giovani con autismo di medio-alto funzionamento assistiti dalla Fondazione ANGSA Umbria ETS (Associazione Nazionale di PerSone con Autismo) e supportati da personale qualificato, con i relativi benefici per le famiglie e l’intero territorio. Il progetto sarà realizzato con la consulenza del Politecnico di Torino.
L’iniziativa è un esempio di ‘Durante e Dopo di Noi’, il modello di intervento sociale per accompagnare i ragazzi con disabilità in un percorso di emancipazione graduale dalla famiglia in vista del ‘Dopo di Noi’, ossia quel momento in cui i genitori non potranno più prendersi cura di loro. Il progetto ‘Dopodinoi’ non si limita a promuovere l’autonomia dei giovani adulti autistici, ma fornisce anche un sostegno concreto alle loro famiglie, contribuendo a ridurre l’isolamento sociale e il carico emotivo e materiale legato all’assistenza quotidiana.
L’iniziativa nasce per colmare il divario significativo tra i bisogni delle persone adulte con disturbi dello spettro autistico e i servizi attualmente disponibili sul territorio nazionale. Mentre l’attenzione assistenziale si concentra prevalentemente sui minori, dopo i 18 anni queste persone, come avviene in tutti i casi di disabilità, spesso ‘scompaiono’ dai radar istituzionali, con pesanti ricadute sui familiari, spesso anziani e già provati da anni di cura. In assenza di alternative, molti finiscono in strutture inadatte come RSA o istituti psichiatrici, dove rischiano di perdere salute, abilità acquisite e autonomia.
Grazie al sostegno della Fondazione Santa Rita da Cascia, stanno per iniziare i lavori di ristrutturazione di un villino con giardino, in una zona tranquilla ma ben servita. La struttura sarà progettata ‘a misura di persone con autismo’ e dotata di soluzioni avanzate, realizzate con la consulenza del Politecnico di Torino. Il modello di cohousing supportato da tecnologie assistive garantirà agli utenti il diritto all’indipendenza e consentirà loro di “stare nel mondo”. In questo modo potranno vivere in comunità e condividere spazi e risorse personalizzati, con il supporto da operatori professionali, mantenendo al contempo la propria autonomia in un ambiente inclusivo e solidale.
La casa prevede spazi comuni come cucina e sala da pranzo, oltre ad aree esterne per eventuali laboratori. I sistemi domotici potranno regolare luci, tapparelle e sistemi di sicurezza, mentre una particolare attenzione sarà data agli allestimenti, spiega Daniela Bosia, docente del Politecnico di Torino e consulente scientifica del progetto ‘Dopodinoi’:
“Spesso le persone autistiche accumulano stress per questo, nelle strutture più grandi, si adattano delle stanze a essere ‘zone calme’, per aiutarle a ‘decomprimersi’. In questo caso, non avendo spazi dedicati sufficienti, potremmo adattare le camere con sedute avvolgenti e configurazioni dei letti che formino nicchie protettive. Inoltre, esistono anche degli arredi che permettono l’interazione con colori, musiche e proiezioni di immagini rilassanti, tutti elementi pensati per creare un’atmosfera accogliente e funzionale alle specifiche esigenze degli abitanti.
Stiamo raccogliendo casi studio, in Italia e all’estero, per vedere come funzionano le residenze già attive e quali miglioramenti si possono apportare. In Italia esistono finora pochissime strutture simili, promosse sempre da associazioni. Quello di Bastia Umbra potrebbe diventare un modello replicabile, magari lavorando in collaborazione con altre organizzazioni che hanno già affrontato il tema. Se si lavora insieme, si può ottenere un risultato migliore”.
Il lavoro sul campo proseguirà: “Faremo un altro sopralluogo più accurato e cercheremo di parlare anche con le persone che andranno a vivere lì e con le loro famiglie, per capire meglio le loro esigenze e preferenze. Sono giovani adulti, è giusto che possano dire la loro: personalizzare gli spazi renderà tutto più semplice e anche scegliere un colore può diventare un modo per sentirsi più a casa”.
L’obiettivo è chiaro: “Rendere la struttura adatta alle esigenze di coloro che la abiteranno, assicurando prima di tutto la loro sicurezza e una buona qualità di vita”. Si tratta di un’abitazione destinata ad adulti che vivranno con il supporto di educatori, i cui pareri sono fondamentali nella progettazione, ancora in corso: “Non abbiamo ancora avanzato delle proposte concrete, ad ogni modo stiamo lavorando a soluzioni che integrino domotica, finiture, arredi, soluzioni di illuminazione e insonorizzazione, colori appropriati…”.
La domotica è l’insieme delle tecnologie che permettono gestire anche a distanza gli impianti di una casa, rendendo l’ambiente domestico più comodo, sicuro ed efficiente. La casa prevede spazi comuni come cucina e sala da pranzo, oltre ad aree esterne per eventuali laboratori. I sistemi domotici potranno regolare luci, tapparelle e sistemi di sicurezza, mentre una particolare attenzione sarà data agli allestimenti:
“Spesso le persone autistiche accumulano stress, per questo, nelle strutture più grandi, si adattano delle stanze a essere ‘zone calme’, per aiutarle a ‘decomprimersi’. In questo caso, non avendo spazi dedicati sufficienti, potremmo adattare le camere con sedute avvolgenti e configurazioni dei letti che formino nicchie protettive. Inoltre, esistono anche degli arredi che permettono l’interazione con colori, musiche e proiezioni di immagini rilassanti, tutti elementi pensati per creare un’atmosfera accogliente e funzionale alle specifiche esigenze degli abitanti”.
Chiunque contribuirà al progetto con una donazione minima di € 16 riceverà l’anello della Festa di Santa Rita, inciso con la sua rosa simbolo e la frase ‘Nel giardino di Santa Rita tu sei la rosa prediletta’. Per maggiori informazioni festadisantarita.org .
‘Tutti unici, tutti diversi’: il blu della Basilica di Cascia per ‘Dopodinoi’ per persone con autismo
Una luce blu che vuol dire siamo “Tutti unici, tutti diversi”. È quella della Basilica di Santa Rita da Cascia che, per la Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo del 2 aprile, torna a riaccendersi per riportare l’attenzione su un disturbo del neurosviluppo sempre più diffuso, in un gesto simbolico che quest’anno si trasforma anche in un’azione concreta, in direzione di un cambiamento culturale verso una reale inclusione La luce blu segna infatti l’avvio della campagna di raccolta fondi per la Festa di Santa Rita del 22 maggio, il cui cuore è Dopodinoi, il primo innovativo progetto di autonomia abitativa, attraverso il cohousing, per persone con disturbi dello spettro autistico in Umbria, a Bastia Umbra (PG).
L’iniziativa è un esempio di ‘Durante e Dopo di Noi’, il modello di intervento sociale per preparare i ragazzi con disabilità a un’emancipazione graduale dalla famiglia in vista del ‘Dopo di Noi’, ossia quel momento in cui i genitori non potranno più prendersi cura di loro.
Chi contribuirà al progetto con una donazione minima di € 16 riceverà l’anello della Festa di Santa Rita, inciso con la sua rosa simbolo e la frase ‘Nel giardino di Santa Rita tu sei la rosa prediletta’. E’ già possibile avere maggiori informazioni sul progetto e sostenerlo al link festadisantarita.org, pagina in cui il 2 aprile la Fondazione lancerà ufficialmente la campagna di raccolta fondi completa con tutte le informazioni, inclusi i dettagli sull’anello.
Secondo i dati di ANGSA Umbria, l’autismo coinvolge a livello globale 1 bambino ogni 60 nati, ma le risposte assistenziali pubbliche e private, in Italia, si concentrano sui minori, trascurando gli adulti, che costituiscono invece la maggioranza di coloro che convivono con questo disturbo. Dopo i 18 anni queste persone ‘scompaiono’ dal sistema, così molti finiscono in istituti psichiatrici o RSA, perdendo salute e abilità acquisite.
Il progetto sostenuto della Fondazione va dunque a colmare un vuoto assistenziale. Tanto più che la struttura individuata, come sottolinea ANGSA Umbria, offre una soluzione innovativa attraverso il cohousing, con un modello pilota che garantisce indipendenza e spazi personalizzati, permettendo allo stesso tempo la vita in comunità e il supporto professionale. Inoltre, il villino con giardino che è stato scelto è situato in un contesto tranquillo ma vicino ai servizi, permettendo ai giovani che lo abiteranno di “stare nel mondo” in uno spazio progettato “a misura di persone con autismo”, come ad esempio elementi di domotica, con la consulenza del Politecnico di Torino.
“I giovani adulti con autismo desiderano indipendenza e felicità, come qualunque altro giovane – afferma Madre Maria Grazia Cossu, Badessa del Monastero e Presidente della Fondazione Santa Rita da Cascia – Noi vogliamo garantire loro questi diritti, non perché fragili ma in quanto esseri umani. Le persone con disabilità intellettiva affrontano sia barriere socio-culturali, radicate nei pregiudizi, sia concrete. Con il nostro progetto ‘Dopodinoi’ intendiamo offrire un supporto economico che avvii un cambiamento culturale per una reale inclusione, riconoscendo la loro diversità come unicità fatta non solo di limiti ma anche di potenzialità da valorizzare. Portiamo così avanti la nostra missione di impatto sulla comunità, al servizio della carità e del bene comune, facendoci portavoci dell’eredità ritiana”.
Secondo la sua missione di contribuire a cambiare lo sguardo sulla disabilità intellettiva, la Fondazione Santa Rita da Cascia ha già sostenuto importanti progetti sul tema, per complessivi € 265.000 a sostegno di oltre 110 persone. A partire dalla stessa ANGSA Umbria, destinando 30mila euro in tre anni al Centro Up di Santa Maria degli Angeli (Assisi), struttura socio-educativa per 30 minori, e donando € 20.000 a ‘La Semente’ di Spello, centro terapeutico-riabilitativo diurno per 18 giovani adulti.
Inoltre, € 45.000, in 3 anni, sono stati destinati alla cooperativa sociale ‘Mio Fratello è Figlio Unico’ di Roma, per sostenere le autonomie lavorative di 5 ragazzi e adulti autistici, impegnati nei lavori di cura della terra, del casale e degli animali. Per l’inclusione attraverso lo sport, sono infine stati destinati € 170.000, per 60 tra bambini, ragazzi e giovani adulti con disabilità intellettiva e autismo, a due realtà d’eccellenza: il Villaggio Lakota di Ammonite (Ravenna), dove l’ippoterapia diventa equitazione integrata e l’Accademia del Remo di Napoli, dove il canottaggio si trasforma in una terapia e uno sport praticato a livello agonistico.
Francesca Di Maolo, presidente dell’Istituto Serafico: ‘attenzione per i diritti dei disabili’
La Giornata internazionale delle persone con disabilità, celebrata il 3 dicembre, è stata proclamata nel 1981 con lo scopo di promuovere i diritti e il benessere dei disabili. Dopo decenni di lavoro delle Nazioni Unite, la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità, adottata nel 2006, ha ulteriormente promosso i diritti e il benessere delle persone con disabilità, ribadendo il principio di uguaglianza e la necessità di garantire loro la piena ed effettiva partecipazione alla sfera politica, sociale, economica e culturale della società.
La Convenzione invita gli Stati ad adottare le misure necessarie per identificare ed eliminare tutti quegli ostacoli che limitano il rispetto di questi diritti imprescindibili. La Convenzione (Articolo 9, accessibilità) si focalizza sulla necessità di condizioni che consentano alle persone con disabilità di vivere in modo indipendente e di partecipare pienamente a tutti gli aspetti della vita e dello sviluppo.
All’avv. Francesca Di Maolo, presidente dell’Istituto Serafico di Assisi, abbiamo chiesto di raccontare l’importanza di questa giornata: “E’ importante per richiamare l’attenzione sui diritti delle persone con disabilità e per ricordarci che il cammino è ancora lungo e non dobbiamo arrestarci”.
Nello scorso ottobre al Castello di Solfagnano, in Umbria, si è svolto il ‘G7 Inclusione e Disabilità, con la sottoscrizione di una ‘Carta’. Questa ‘Carta di Solfagnano’ può segnare un passo avanti per l’inclusione delle persone con disabilità?
“Segna l’inizio di un processo. L’impegno dei Paesi del G7 su alcune priorità aprono la strada a delle politiche concrete per le persone con disabilità. Siamo chiamati a ripensare i nostri edifici, strade, trasporti, telecomunicazioni, Web, scuole e ospedali con un approccio nuovo, che è quello dei diritti umani e della progettazione universale. Ma il G7 di Assisi e Solfagnano ci ha lasciato soprattutto un metodo per affrontare il tema dell’inclusione, che è quello del coinvolgimento delle persone con disabilità e delle loro organizzazioni rappresentative in tutti i processi decisionale e a ogni livello”.
In quale modo è possibile l’inclusione?
“L’inclusione è una bellissima tessitura che si compone intrecciando i fili disgiunti in movimenti verticali e orizzontali. Anche se, fondamentalmente, la ‘Carta di Solfagnano’ e la politica delle istituzioni non saranno sufficienti per riportare le persone con disabilità al centro della vita, ma occorrerà l’impegno di ciascuno di noi in un movimento orizzontale capace di coinvolgere i singoli, le associazioni in continuo dialogo con la politica. Dobbiamo maturare la consapevolezza che ciascuno di noi può fare la differenza”.
E’ possibile garantire una vita autonoma ed indipendente?
“E’ certamente possibile, ma solo se non confonderemo l’autonomia con l’assenza dell’altro. Nessuno di noi può essere libero di vivere una vita piena in solitudine. E’ all’interno di una relazione, che può essere di tipo affettivo, di aiuto, di amicizia, che possono svilupparsi quelle opportunità che colmano il limite della disabilità. Dobbiamo essere pronti a stare alla necessità del bene delle persone che abbiamo accanto. E’ questa disposizione d’animo che apre la porta alla libertà di vivere delle persone che entrano in relazione con noi”.
Come è possibile cambiare il nostro sguardo verso la persona disabile?
“E’ possibile solo attraverso un riconoscimento: il valore incommensurabile della vita e la dignità unica e senza limiti di ogni persona. Siamo chiamati non tanto a vedere le persone che incrociamo nella nostra vita, ma a riconoscerle”.
‘Insieme, possiamo costruire un mondo dove la dignità di ogni persona sia pienamente riconosciuta e rispettata’, ha affermato papa Francesco ai ministri del G7: siamo pronti?
“La dignità ed il valore della vita umana sono l’architrave della ‘Carta di Solfagnano’ e della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, ma c’è bisogno dell’impegno di tutti e di un lavoro integrato e multisettoriale per dare concretezza alla parola dignità. Anche se facciamo fatica a recuperare questa dimensione del vivere e del collaborare insieme: oggi tendiamo sempre di più a chiuderci in noi stessi e in un marcato individualismo. Le persone con disabilità possono insegnarci a ritrovare il gusto della relazione e della fiducia per l’altro che non è mai una minaccia, ma la porta che ci apre a un mondo giusto”.
Quale è la mission dell’Istituto Serafico?
“Da oltre 150 anni la nostra missione non è cambiata e consiste nel rendere piena la vita di persone con disabilità grave. Quando una finestra si è chiusa sulla vita, a causa della disabilità, noi siamo pronti a spalancarne tante altre”.
(Tratto da Aci Stampa)
Venti di guerra in Ucraina
La Russia deve fornire le prove che non intende invadere l’Ucraina; mentre gli Usa devono inviare la prossima settimana risposte scritte alle più volte sollecitate richieste di ‘garanzie’ di Mosca: questo è il frutto del colloquio a Ginevra tra il segretario di Stato degli Stati Uniti, Antony Blinken, ed il ministro degli Esteri russo, Sergeij Lavrov, che non prodotto grande risultati sulla via della pace.




























