FISH: Il Progetto di Vita non è un traguardo, ma l’inizio di una nuova fase
Si è svolto prima delle vacanze natalizie l’incontro pubblico promosso da FISH ETS (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie) dedicato allo stato dell’attuazione del D.Lgs. 62/2024. Al centro del dibattito, il percorso verso l’implementazione del ‘Progetto di Vita’ individuale, uno strumento che sposta definitivamente l’asse dalla semplice assistenza alla piena partecipazione sociale delle persone con disabilità. Durante il convegno, sono intervenute, tra gli altri, il Ministro per le disabilità Alessandra Locatelli con un videomessaggio di saluto e il Viceministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Maria Teresa Bellucci.
L’evento ha rappresentato un momento di sintesi fondamentale tra le istanze del mondo associativo e le rappresentanze istituzionali. La Federazione ha, infatti, presentato un’analisi dettagliata dello stato dell’arte, evidenziando come la riforma non possa prescindere da una collaborazione sinergica tra enti locali, sanità e terzo settore.
Durante il confronto, FISH ha evidenziato alcune criticità emerse in questa fase di transizione. In particolare, è stata ribadita l’urgenza di uniformare le procedure di valutazione su tutto il territorio nazionale e di garantire risorse strutturali che permettano di finanziare i budget di progetto in modo adeguato. La Federazione ha chiesto alle istituzioni impegni precisi affinché la complessità burocratica non diventi un ostacolo al diritto all’autodeterminazione.
“Quando parliamo di Vita Indipendente, di autonomia – dichiara il viceministro al Lavoro e alle Politiche Sociali Maria Teresa Bellucci- parliamo anche di lavoro che conferisce dignità alle persone. Le politiche sociali devono quindi abbandonare i sussidi e l’assistenzialismo e garantire il diritto di ogni persona di sentirsi parte attiva della società. Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e il Ministero per le disabilità stanno lavorando con la FISH e alle associazioni rappresentative, per fare in modo che le istanze e esigenze delle persone con disabilità trovino riscontro a livello normativo e pratico”.
Oltre all’analisi politica, l’incontro ha permesso di condividere modelli e strumenti tecnici sviluppati per rafforzare l’autodeterminazione delle persone con disabilità e il supporto alle loro famiglie. Sono state illustrate buone pratiche di co-progettazione che dimostrano come, laddove la persona è messa al centro della pianificazione, la qualità della vita e l’inclusione lavorativa e sociale migliorino sensibilmente. E’ stata, quindi, anche l’occasione di fare il punto sui risultati raggiunti e i prossimi passi dei due progetti di cui FISH è capofila, ‘Pronti per l’Indipendenza’ ed ‘Insieme per l’Indipendenza’.
“Il Progetto di Vita non è un traguardo formale, ma l’inizio di una nuova fase verso la vita indipendente delle persone con disabilità – ha dichiarato il presidente della FISH Vincenzo Falabella a margine dei lavori. “Oggi abbiamo dimostrato che il mondo associativo è pronto a fare la sua parte con competenze e proposte concrete. Ora tocca alle istituzioni assicurare che questo cambiamento di paradigma sia recepito da ogni ufficio amministrativo e in ogni territorio”.
La FISH ETS ha ribadito la propria volontà di proseguire nel monitoraggio costante dell’attuazione della normativa. L’obiettivo resta quello di evitare che il D.Lgs. 62/2024 rimanga una ‘riforma solo sulla carta’, trasformandolo invece nel motore di una società più equa, dove ogni persona con disabilità possa decidere liberamente del proprio futuro, fuori da ogni logica di isolamento o istituzionalizzazione.




























