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Papa Leone XIV esorta e ringrazia per l’aiuto ai poveri
“Vi porgo un caloroso benvenuto in occasione del cinquantesimo anniversario della fondazione di ‘Weltkirche & Dialog’, oggi noto come Ufficio diocesano per la Chiesa universale e il dialogo. La vostra visita cade nel periodo pasquale, in cui tutta la Chiesa gioisce per la risurrezione del Signore e rinnova la propria speranza nella vita nuova che scaturisce dal Mistero pasquale. E’ un’occasione propizia per riflettere sull’universalità della Chiesa e sull’importanza del dialogo. Alla luce della risurrezione di Cristo, la Chiesa si riconosce come inviata a tutti i popoli, non imponendosi, ma rendendo testimonianza alla verità nella carità”: sono state parole di gratitudine e di ringraziamento, quelle pronunciate da papa Leone XIV ai membri della fondazione di ‘Weltkirche-Weltmission’, ricordando la sua missione in Perù.
Nel discorso il papa ha evidenziato la necessità del dialogo: “Il dialogo, a sua volta, rafforza la comunione, apre vie di comprensione e serve la causa della pace. In questo modo, Cristo attira a sé tutte le cose e rende la Chiesa segno di unità e di speranza per il mondo. Questi stessi elementi sono profondamente radicati nella storia della vostra Arcidiocesi, che ha dimostrato una profetica apertura alla dimensione universale della Chiesa, espressa nella disponibilità all’incontro, allo scambio reciproco e al dialogo tra popoli e culture”.
Nel ripercorre la storia di questa associazione il papa ha sottolineato la visione della Chiesa nell’aiuto ai poveri: “Questa visione della Chiesa come entità veramente universale (chiamata alla solidarietà oltre i confini dell’Europa e sostenuta da una cultura del dialogo) rimane al centro stesso dell’identità della vostra organizzazione”.
Ciò è avvenuto grazie anche al sostegno dell’arcidiocesi di Colonia: “Spinta da questo stesso spirito, l’Arcidiocesi di Colonia è diventata membro fondatore del Raduno delle Organizzazioni di Aiuto alle Chiese Orientali (ROACO) e, nel corso di molti anni, ha fornito soccorso alle regioni colpite da carestie, inondazioni, guerre e altre crisi.
Inoltre, l’Arcidiocesi intrattiene rapporti di sostegno con le Chiese in più di cento paesi, con particolare attenzione al Medio Oriente e alle Chiese orientali, oltre a concedere borse di studio per la formazione sacerdotale e assistenza ai sacerdoti anziani.
Vorrei aggiungere qui che quando ero vescovo in Perù, a Chiclayo, l’Arcidiocesi di Colonia ha sostenuto con grande impegno diverse iniziative, tra cui l’acquisto di macchine per la produzione di ossigeno che hanno salvato la vita a molte persone. E la gente oggi è ancora grata per quel sostegno”.
Ed ecco l’incoraggiamento a sviluppare la missione della carità, specialmente in Medio Oriente: “Molti dei nostri fratelli e sorelle cristiani sono stati costretti ad abbandonare la loro patria a causa della guerra, della violenza e della povertà, e molti dipendono direttamente dal vostro impegno e dalla vostra generosità per la loro sopravvivenza.
Vi incoraggio quindi a perseverare in questa missione di carità, affinché possano continuare a sentire la vicinanza della Chiesa universale. In modo particolare, vi chiedo di continuare a sostenere la presenza dei cristiani in Medio Oriente, per garantire che queste venerabili tradizioni delle Chiese orientali siano preservate, salvaguardate e più ampiamente conosciute”.
Inoltre è stato pubblicato il Rapporto annuale 2025 dell’Autorità di Supervisione e Informazione Finanziaria (ASIF), che conferma la solidità del sistema di vigilanza della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano nella prevenzione e nel contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo, in cui emerge anche un rafforzamento delle relazioni con controparti e organismi internazionali di riferimento.
Nello scorso anno le segnalazioni di attività sospette (SAS) ricevute dall’ASIF sono state 78, in linea con l’evoluzione del sistema e con le aspettative maturate dopo la fase di assestamento registrata nel 2024, oltre che per effetto dell’attuazione delle misure richieste al principale soggetto segnalante a seguito dell’ispezione mirata in materia svolta nel 2024 e delle attività connesse agli eventi straordinari che hanno interessato la Chiesa Cattolica e la Santa Sede nel 2025.
Rispetto all’anno precedente si nota, inoltre, una minore incidenza di segnalazioni legate all’utilizzo di denaro contante, verosimilmente legata ad un decremento dell’ammontare dei flussi transitati nello Stato, come traspare anche dalle statistiche relative alle dichiarazioni di trasporto transfrontaliero di denaro contante.
Sul versante internazionale, il Rapporto registra 35 scambi informativi dell’ASIF con le proprie controparti estere, confermando una crescente intensità delle relazioni operative con le Unità di Informazione Finanziaria straniere. In particolare, viene sottolineato l’incremento nel numero di comunicazioni in entrata, dato che appare confermare la rilevanza, in termini operativi, del percorso di consolidamento della rete di relazioni internazionali portato avanti dall’ASIF nel corso dell’anno.
Nello scorso anno, sul piano prudenziale, l’ASIF ha continuato ad agire per rafforzare gli standard di sana e prudente gestione dell’Istituto per le Opere di Religione e per monitorarne i servizi agli utenti, nell’ambito di un percorso di migliore e più efficiente integrazione con il sistema finanziario internazionale.
Infine sul piano internazionale il Rapporto ha individuato uno dei segnali più significativi dell’evoluzione del sistema: il rafforzamento della rete di cooperazione. In uno scenario in cui i rischi finanziari travalicano stabilmente i confini nazionali, la dimensione multilaterale si configura come condizione imprescindibile per un’azione efficace, più che come semplice ambito di sviluppo.
(Foto: Santa Sede)
Beni ecclesiali e futuro delle comunità
Un corso promosso da Facoltà teologica del Triveneto, Istituto superiore di Scienze religiose ‘Mons. A. Onisto’ e Diocesi di Vicenza guarda alle strutture parrocchiali sottoutilizzate o chiuse (cinema, scuole, patronati, canoniche) per fornire alle comunità alcune piste operative che restituiscano il coraggio di innovare rimanendo fedeli all’originaria funzione educativa, sociale, di servizio del bene.
Formare le persone, rispondere a bisogni locali e rinforzare il legame comunitario: per questo nelle parrocchie sono sorte scuole, cinema, patronati; beni immobili ‘minori’ che da qualche tempo ormai stanno conoscendo stagioni difficili. Si prospetta un futuro di dismissione o è possibile una rinascita, un ritorno alla funzione comunitaria e sociale per cui i nostri avi li avevano costruiti? Come innovare restando fedeli al principio? Che cosa aiuta le persone e le comunità a ragionare ancora come un ‘noi’? Quali rappresentazioni di comunità sono in gioco?
Provocata da queste domande la ricerca accademica si mette al servizio del territorio con l’intento di comprendere i processi in atto. E’ così che la Facoltà teologica del Triveneto e l’Istituto superiore di Scienze religiose ‘Mons. A. Onisto’ con la Diocesi di Vicenza hanno avviato il seminario di ricerca ‘Beni della chiesa e futuro delle comunità. Un laboratorio di ricerca e progettazione’ che ha avuto una prima tappa a febbraio 2025, cui è seguita una pubblicazione open access edita da Triveneto Theology Press (link download https://www.fttr.it/beni-ecclesiali-e-futuro-delle-comunita/).
Nel 2026 l’approfondimento si amplia con un corso, nella sede dell’Issr di Vicenza, articolato in otto incontri (da febbraio a maggio, il venerdì pomeriggio dalle 18.30 alle 21) che si soffermeranno sulle analisi delle ricadute pratiche nella gestione dei beni immobili comunitari a partire da tre parole chiave: rappresentazioni, modelli, innovazioni.
Sotto la guida dei docenti Davide Lago e Assunta Steccanella, i partecipanti al corso saranno invitati a comprendere quali sono le competenze necessarie e le rappresentazioni di comunità attraverso casi di studio e discussioni. Un secondo passaggio sarà l’analisi dei modelli di gestione comunitaria dei beni ecclesiastici ‘minori’. Infine, si esploreranno le pratiche innovative che si stanno sperimentando nelle comunità cristiane, anche con partner laici.
“Se la parrocchia si apre però al territorio, non svendendo la propria identità ma individuando gli interlocutori che consentano di porsi anche oggi a servizio dei bisogni degli ultimi, spiega Lago, allora alcuni spazi potrebbero fornire un tetto a centri multifunzionali a servizio dell’età anziana, della genitorialità o di varie forme di fragilità personale e sociale.
C’è poi anche un versante prosaico, perché i beni immobili prima o poi ‘chiedono il conto’ in termini di ristrutturazione e messa a norma. Ma su tutto rimane una domanda di fondo. Per cosa sono stati creati questi beni immobili ‘minori’? In estrema sintesi e con un linguaggio forse piuttosto laico: per formare le persone, per rispondere a bisogni locali e per rinforzare il legame comunitario”.
Dopo la riflessione, il discernimento e lo studio di alcune buone pratiche, il passaggio successivo cercherà di favorire una sorta di mappatura dei beni, non tanto in maniera sistematica, di tipo quantitativo, ma con un approccio qualitativo, coinvolgendo gli studenti che parteciperanno al corso. “A ciascuno di loro chiederemo di individuare un bene ‘minore’ nella propria unità pastorale, che sia già oggetto di discernimento comunitario in merito al suo utilizzo, e di andare sul campo per comprendere i processi in atto, con umiltà e apertura mentale.
L’idea è di riportare poi negli incontri del corso alcuni casi di studio ‘allo stato nascente’ e magari, in un secondo tempo, di poterne seguire gli sviluppi. Ovviamente il corso è aperto anche a chi non è studente Issr, ma è sensibile al tema e vuole dotarsi di strumenti teorici e metodologici adeguati. Aspettiamo chiunque sia mosso dal desiderio di accomunare spirito comunitario e innovazione sociale”.
Per informazioni e iscrizioni – entro il 31 gennaio 2026 – contattare la segreteria dell’Issr di Vicenza al numero 0444 1497942, aperta da lunedì a mercoledì ore 18-20, giovedì 18-19.
(Foto: Facoltà Teologica del Triveneto)
L’Estate, un tempo per la missione
Domenica 18 giugno a Loreto si è conclusa la scuola missionaria della diocesi di Macerata con la preghiera per la pace di papa Francesco: “Signore Dio di pace, ascolta la nostra supplica! Abbiamo provato tante volte e per tanti anni a risolvere i nostri conflitti con le nostre forze ed anche con le nostre armi; tanti momenti di ostilità e di oscurità; tanto sangue versato; tante vite spezzate; tante speranze seppellite… Signore, disarma la lingua e le mani, rinnova i cuori e le menti, perché la parola che ci fa incontrare sia sempre ‘fratello’, e lo stile della nostra vita diventi shalom, pace!”
L’Obolo di san Pietro sostiene le missioni della Chiesa
Gesù nella vita pubblica, dedicata all’annuncio della Buona Novella, accolse aiuti materiali per sostentarsi con il gruppo dei dodici Apostoli. Con tali aiuti si soccorrevano anche i più bisognosi. Dopo la Pentecoste, nel tempo della Chiesa, si sentì l’esigenza di sostenere chi si dedicava totalmente all’annuncio del Vangelo. San Paolo, nelle Chiese da lui fondate, motiva la colletta a favore della Chiesa Madre di Gerusalemme che affrontava gravi difficoltà economiche.



























