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Grecia: l’esarca apostolico invita a gioire per la visita del papa

“Visitarvi mi darà anche l’opportunità di abbeverarmi alle sorgenti antiche dell’Europa: Cipro, propaggine della Terra Santa nel continente; la Grecia, patria della cultura classica. Ma anche oggi l’Europa non può prescindere dal Mediterraneo, mare che ha visto il diffondersi del Vangelo e lo sviluppo di grandi civiltà. Il mare nostrum, che collega tante terre, invita a navigare insieme, non a dividerci andando ciascuno per conto proprio, specialmente in questo periodo nel quale la lotta alla pandemia chiede ancora molto impegno e la crisi climatica incombe pesantemente”.

Europa: costruisci ponti

‘La costruzione di muri e il ritorno dei migranti in luoghi non sicuri appaiono come l’unica soluzione di cui i governi siano capaci per gestire la mobilità umana’: così papa Francesco ha stigmatizzato ‘nazionalismi e populismi si riaffacciano a diverse latitudini’.

A Torino i giovani di Taizè

Quasi 6.000 giovani arriveranno a Torino da tutta Europa per chiudere l’anno all’insegna della pace, della fratellanza e della speranza dal 28 dicembre al 1 gennaio, nell’incontro organizzato dalla comunità di Taizè, che ogni anno raduna giovani cristiani di diverse confessioni in momenti di preghiera, cultura, spiritualità, rimandato di un anno a causa del Covid 19.

COVID-19: In Vaticano conferenza su crisi sanitarie ed economiche

Elaborare soluzioni che riportino la leadership europea nel confronto con le crisi globali, sanitarie, ambientali ed economiche. E’ questo l’obiettivo di ‘Healing Patient Europe’, la conferenza internazionale che si svolgerà domani 7 e venerdì 8 ottobre presso la Casina Pio IV in Vaticano. Promotori dell’incontro sono la Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, l’associazione ‘Patient Europe’ e il Centro sul Pensiero di Giovanni Paolo II di Varsavia, come hanno spiegato gli organizzatori:

Vescovi europei: fede patrimonio europeo

E’ mons. Gintaras Linas Grušas, arcivescovo di Vilnius, il nuovo presidente del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa, eletto dai presidenti delle Conferenze episcopali europee riuniti a Roma in assemblea plenaria, succedendo al card. Angelo Bagnasco. Mons. Grušas è nato il 23 settembre 1961 a Washington D.C. negli Stati Uniti.

E’ cresciuto in una famiglia lituana e prima di entrare in seminario, ha terminato gli studi in Matematica e Informatica presso l’UCLA, l’università di California, a Los Angeles. Ha poi lavorato presso IBM. Ha iniziato i suoi studi in Teologia presso la Franciscan University di Steubenville, in Ohio. Ha poi proseguito i suoi studi per due anni a Roma. Il 25 giugno 1994 è stato ordinato sacerdote nell’Arcicattedrale di Vilnius dall’arcivescovo Audrys Juozas Bačkis. Nello stesso anno è stato scelto come Segretario Generale della Conferenza Episcopale Lituana.

E’ stato rettore del seminario di Vilnius. Il 5 aprile 2013, papa Francesco lo ha elevato al titolo di arcivescovo di Vilnius, succedendo a mons. Bačkis. Il 9 giugno 2014 è stato nominato membro della Congregazione per il clero mentre il 13 luglio 2016 è entrato a far parte del Dicastero per la comunicazione. Dal 28 ottobre 2014 è presidente della Conferenza Episcopale Lituana.

Il Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa (CCEE) è composto da 39 membri, di cui 33 sono Conferenze Episcopali alle quali si aggiungono gli Arcivescovi del Lussemburgo, del Principato di Monaco, l’Arcivescovo maronita di Cipro e i Vescovi di Chişinău (Moldavia), dell’Eparchia di Mukachevo e dell’Amministrazione Apostolica dell’Estonia. Insieme, rappresentano la Chiesa Cattolica in ben quarantacinque Paesi del continente europeo.

Inoltre sono stati nominati anche i due vice presidenti: card. Jean-Claude Hollerich, arcivescovo di Lussemburgo e presidente della Comece, e mons. Lázlo Nemet, presidente della Conferenza episcopale Cirillo e Metodio.

Nel penultimo giorno i vescovi europei sono stati ricevuti dal presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, che dopo il saluto del card. Bagnasco letto dal card. Bassetti, esprimendo l’esigenza di un’Europa solidale, ha sottolineato l’importanza del ruolo delle Chiese nel sostenere l’edificazione dell’Europa e di una presa di consapevolezza sempre maggiore del valore del fattore religioso per creare una comunità internazionale più giusta:

“Ricorre spesso la tentazione di considerare la conquista della pace, l’affermazione dei diritti di libertà, inclusa quella religiosa, il vivere in società aperte e tolleranti come acquisizioni scontate e irreversibili. Sappiamo, in realtà, che, ancor oggi, molti Paesi sono percorsi da pulsioni particolarmente insidiose, soprattutto in un’epoca in cui, nel mondo, riaffiora la tentazione di asservire le espressioni religiose a motivo di scontro, a pretesto per giustificare discriminazioni di vario segno”.

Nel penultimo giorno il presidente della Repubblica italiana ha messo in evidenza l’importanza della fede: “Nella società europea sta ritrovando spazio la consapevolezza del valore del fattore religioso, nella costruzione di una comunità internazionale più giusta, più solidale, più rispettosa della vita di ogni persona… Esiste un ‘bene comune europeo’ come segnalava, già nel luglio del 1962, Giovanni XXIII, in un indirizzo per la XLIX Settimana sociale di Francia.

A maggior ragione l’Europa deve dimostrare, nei fatti, di essere all’altezza della civiltà che afferma di rappresentare. In tutti gli ambiti che qualificano lo sviluppo umano: sociale, politico, economico, educativo”.

Infine ha ricordato il ruolo delle fedi nel risvegliare la coscienza, come ha sempre esortato san Giovanni Paolo II: “In questo percorso, le personalità religiose dei Paesi europei, hanno un ruolo rilevante nel contribuire a risvegliare le sensibilità assopite e nello stimolare un ampio e fecondo dibattito pubblico, che tocca aspetti cruciali per il futuro della nostra Europa e del mondo intero.

Giovanni Paolo II, in occasione della sua visita al Parlamento Europeo, nel novembre del 1988, auspicava che l’Europa unita si impegnasse a riconciliare l’uomo con la natura, a riconciliare l’uomo con tutti i suoi simili, a riconciliare l’uomo con se stesso. Una missione che non viene mai meno: quella di unire i popoli e i loro destini, per il bene comune dell’umanità”.

Mentre il card. Peter Erdö, già presidente del CCEE, ha messo in evidenza la grande missione del CCEE ovvero “formare un foro di carità fraterna, dove possiamo scambiare le nostre esperienze, studiare dei fenomeni che sono di importanza vitale e mettersi in ascolto delle gioie e delle sofferenze dei nostri confratelli e di cercare di aiutare secondo le nostre possibilità”.

La sfida per i Vescovi europei, indicata dal card. Marc Ouellet, prefetto della Congregazione per i Vescovi, nel suo intervento è di “offrire ai fedeli e all’umanità sofferente del nostro tempo, una comprensione dell’uomo scaturita proprio dal mistero trinitario in tutta la sua ampia articolazione; una visione piena di speranza, che finora è rimasta quasi taciuta o nascosta sotto un certo pudore di sudditanza razionalistica, forse anche per scarso entusiasmo per la potenza illuminante della Parola di Dio”. 

Dieci gli ambiti proposti dal card. Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano, che le Chiese europee insieme sono chiamate ad affrontare: formazione; carità fraterna; sostegno alle famiglie; difesa della vita umana; nuove generazioni; attenzione ai fragili e ai poveri; migranti; unità dei cristiani; cura dell’ambiente e la pace: “La priorità più urgente è la trasmissione della fede alle nuove generazioni. La Chiesa deve trovare i modi e i linguaggi per educare i giovani di oggi alla fede”.

Nel messaggio conclusivo i vescovi europei invitato a camminare insieme: “Nessuno tema il Vangelo di Gesù: esso ci parla dell’uomo e di Dio, garante della dignità umana, ricorda che nessuno è solo né deve esserlo, che i più deboli devono avere uno sguardo preferenziale.

Ricorda che non esiste libertà senza l’altro, né progresso, poiché ognuno è un bene per tutti: persone, famiglie e Stati. Il punto di sintesi di questo camminare insieme sta in ciascuno come desiderio e in Dio come Principio: Egli non è geloso della creatura umana, del suo desiderio di gioia e di infinito. Ne è piuttosto il principio e il destino”.

(Foto: CCEE)

Il papa invita i vescovi europei a raccontare Gesù

Ieri, con la messa presieduta da papa Francesco nella basilica di san Pietro, è iniziata l’assemblea giubilare del Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa, terminata con una preghiera sulla  tomba di san Pietro per rinnovare insieme la professione di fede e dopo una sosta e un momento di preghiera personale presso le tombe di San Paolo VI e di papa Giovanni Paolo I, hanno concluso il breve pellegrinaggio di gratitudine ai papi che hanno accompagnato il CCEE in questi 50 anni, presso la tomba di san Giovanni Paolo II con la recita della preghiera a Maria, Madre d’Europa, scritta proprio dal santo papa polacco a conclusione dell’esortazione apostolica ‘Ecclesia in Europa’.

Papa Francesco ribadisce che il matrimonio è sacramento

Papa Francesco, appena atterrato ieri a Roma, si è fermato a pregare nella Basilica di Santa Maria Maggiore, davanti all’icona della Vergine Salus Populi Romani. Al termine ha fatto rientro in Vaticano e nel colloquio con i giornalisti sull’aereo di ritorno si è concentrato sui temi della famiglia, dell’aborto e della pandemia da Covid 19, ma innanzitutto ha tracciato un quadro sul cristianesimo:

“Mi ha colpito il senso dell’ecumenismo, per esempio, che voi avete, con una profondità grande. E questo mi ha colpito… L’Unione Europea non è una riunione per fare le cose…, è un fatto molto spirituale, c’è uno spirito alla base dell’Unione Europea, che hanno sognato Schuman, Adenauer, De Gasperi, questi grandi: tornare lì. Perché c’è un pericolo: che sia soltanto un ufficio di gestione, l’Unione Europea, e questo non va. Deve andare proprio alla mistica, cercare le radici dell’Europa e portarle avanti. E credo che tutti i Paesi debbano andare avanti”.

Una domanda non poteva non riguardare le vaccinazioni con un ricordo ai vaccini contro il morbillo e la poliomelite: “Forse, questo è venuto per la virulenza e l’incertezza non solo della pandemia, ma anche della diversità dei vaccini, e anche per la fama di alcuni vaccini che non sono adatti o sono un po’ più che acqua distillata. Questo nella gente ha creato una paura. Poi, altri dicono che è un pericolo perché con il vaccino ti entra il vaccino dentro, e tante argomentazioni che hanno creato questa divisione. Anche nel Collegio cardinalizio ci sono alcuni ‘negazionisti’ e uno di questi, poveretto, è ricoverato con il virus. Mah, ironia della vita… In Vaticano, tutti vaccinati, tranne un piccolo gruppetto che si sta studiando come aiutarli”.

Eppoi ha raccontato l’incontro con il presidente Orban: “Il primo tema è stato l’ecologia. Davvero, chapeau a voi ungheresi per la coscienza ecologica che avete. Impressionante. Mi ha spiegato come purificano i fiumi…, tante cose che io non sapevo! E questa è stata la cosa principale. Poi io ho domandato sull’età media, perché sono preoccupato dell’inverno demografico. In Italia, se non sbaglio, l’età media è 47 e credo che la Spagna peggio ancora. Tanti villaggi vuoti o con una decina di anziani… è una preoccupazione seria… Come si risolve? E lì il Presidente mi ha spiegato la legge che hanno per aiutare le coppie giovani a sposarsi, ad avere figli. E’ interessante. E’ una legge… non so… assomiglia abbastanza a quella francese ma più sviluppata. Per questo i francesi non hanno il dramma che ha la Spagna e che abbiamo noi [in Italia]”.

Per questo ha ribadito la sacralità del matrimonio: “Il matrimonio è un sacramento. Il matrimonio è un sacramento. La Chiesa non ha il potere di cambiare i sacramenti così come il Signore li ha istituiti. Queste sono leggi che cercano di aiutare la situazione di tanta gente, di orientamento sessuale diverso. E questo è importante, che si aiuti la gente. Ma senza imporre cose che, per la sua natura, nella Chiesa non vanno”.

Però sono gli Stati a legiferare: “ Ma se loro vogliono portare la vita insieme, una coppia omosessuale, gli Stati hanno possibilità civilmente di sostenerli, di dare loro sicurezza di eredità, di salute,… I francesi hanno una legge su questo, non solo per gli omosessuali, per tutte le persone che vogliono associarsi. Ma il matrimonio è il matrimonio. Questo non vuol dire condannare le persone che sono così, no, per favore, sono fratelli e sorelle nostri. Dobbiamo accompagnarli. Ma il matrimonio come sacramento è chiaro, è chiaro… Ma per favore non fare che la Chiesa rinneghi la sua verità. Tanti, tante persone di orientamento omosessuale si accostano al sacramento della penitenza e si accostano per chiedere consiglio ai sacerdoti, e la Chiesa li aiuta ad andare avanti nella propria vita, ma il sacramento del matrimonio non va”.

Eppoi una domanda sulla comunione a chi ‘favorisce’ l’aborto: “No, io mai ho rifiutato l’Eucaristia a nessuno, a nessuno. Non so se sia venuto qualcuno che era in questa condizioni, ma io mai, mai ho rifiutato l’Eucaristia. E questo già da prete. Mai… La Comunione è un dono, un regalo; la presenza di Gesù nella sua Chiesa e nella comunità. Questa è la teologia”.

Ed a proposito di aborto ha ribadito che è omicidio: “L’aborto è più di un problema, l’aborto è un omicidio. L’aborto… senza mezze parole: chi fa un aborto, uccide. Prendete voi qualsiasi libro di embriologia, di quelli che studiano gli studenti nelle facoltà di medicina. La terza settimana dal concepimento, alla terza settimana, tante volte prima che la mamma se ne accorga, tutti gli organi stanno già lì, tutti, anche il DNA. Non è una persona? È una vita umana, punto. E questa vita umana va rispettata”.

(Foto: Santa Sede)

Papa Francesco a Bratislava chiede un messaggio per l’Europa

La giornata a Bratislava del viaggio apostolico di papa Francesco in Slovacchia si è aperta con l’incontro con i membri della società civile e del corpo diplomatico al Palazzo Presidenziale con un discorso incentrato sull’Europa:

Papa Francesco invita il Consiglio Ecumenico a non cadere nella trappola del quieto vivere

Con l’incontro ecumenico del pomeriggio papa Francesco ha lasciato l’Ungheria ed è atterrato in Slovacchia,  ringraziando il presidente Áder per la ‘calda ospitalità’ dei cittadini. A Bratislava il papa è stato accolto dalla presidente della Repubblica ai piedi della scala anteriore dell’aereo. All’arrivo il papa è stato  accolto da un piccolo gruppo di fedeli e dalle delegazioni ufficiali, tra cui anche una sopravvissuta all’ Olocausto.

A Budapest si è aperto il Congresso Eucaristico

“Domenica prossima mi recherò a Budapest per la conclusione del Congresso Eucaristico Internazionale. Il mio pellegrinaggio proseguirà, dopo la Messa, per alcuni giorni in Slovacchia, e si concluderà il mercoledì successivo con la grande celebrazione popolare della Vergine Addolorata, Patrona di quel Paese. Saranno così giorni segnati dall’adorazione e dalla preghiera nel cuore dell’Europa.

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