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Non viviamo un Natale finto, per favore, un Natale commerciale!
“Non viviamo un Natale finto, per favore, un Natale commerciale! Lasciamoci avvolgere dalla vicinanza di Dio, questa vicinanza che è compassionevole, che è tenera; avvolgere dall’atmosfera natalizia che l’arte, le musiche, i canti e le tradizioni fanno scendere nel cuore”: cosi papa Francesco aveva detto alle delegazioni che avevano donato il presepio e l’albero di Natale, chiedendo di non inquinarlo con il ‘consumismo’.
Rapporto Migrantes: diminuisce l’accoglienza
Con l’edizione del 2021 la Fondazione Migrantes arriva alla quinta edizione del rapporto dedicato al mondo dei richiedenti asilo e dei rifugiati, scritto da un’équipe di autrici ed autori che si lasciano ‘toccare e interrogare’ dalle sofferenze e dalle contraddizioni che le persone in fuga nel mondo raccontano o portano scritte nei loro volti e nei loro corpi.
Papa Francesco: Gesù Bambino ci dia speranza
Nella benedizione natalizia ‘Urbi et Orbi’ papa Francesco ha rivolto gli auguri affacciandosi alla finestra, dopo due anni in cui l’ha impartita dalla basilica con un invito alla pace con una panoramica della situazione nel mondo, perché la nascita di Gesù dà senso al mondo:
“La Parola di Dio, che ha creato il mondo e dà senso alla storia e al cammino dell’uomo, si è fatta carne ed è venuta ad abitare in mezzo a noi. E’ apparsa come un sussurro, come il mormorio di una brezza leggera, per colmare di stupore il cuore di ogni uomo e donna che si apre al mistero.
Il Verbo si è fatto carne per dialogare con noi. Dio non vuole fare un monologo, ma un dialogo. Perché Dio stesso, Padre e Figlio e Spirito Santo, è dialogo, eterna e infinita comunione d’amore e di vita. Venendo nel mondo, nella Persona del Verbo incarnato, Dio ci ha mostrato la via dell’incontro e del dialogo. Anzi, Lui stesso ha incarnato in sé stesso questa Via, perché noi possiamo conoscerla e percorrerla con fiducia e speranza”.
Richiamando l’enciclica ‘Fratelli tutti’ il papa ha chiesto la volontà di dialogare: “In questo tempo di pandemia ce ne rendiamo conto ancora di più. La nostra capacità di relazioni sociali è messa a dura prova; si rafforza la tendenza a chiudersi, a fare da sé, a rinunciare ad uscire, a incontrarsi, a fare le cose insieme. E anche a livello internazionale c’è il rischio di non voler dialogare, il rischio che la crisi complessa induca a scegliere scorciatoie piuttosto che le strade più lunghe del dialogo; ma queste sole, in realtà, conducono alla soluzione dei conflitti e a benefici condivisi e duraturi”.
Quindi ha chiesto di non dimenticare i conflitti nel mondo: “In effetti, mentre risuona intorno a noi e nel mondo intero l’annuncio della nascita del Salvatore, sorgente della vera pace, vediamo ancora tanti conflitti, crisi e contraddizioni. Sembrano non finire mai e quasi non ce ne accorgiamo più. Ci siamo abituati a tal punto che immense tragedie passano ormai sotto silenzio; rischiamo di non sentire il grido di dolore e di disperazione di tanti nostri fratelli e sorelle”.
Non ha dimenticato i conflitti nel Medio Oriente: “Pensiamo al popolo siriano, che vive da oltre un decennio una guerra che ha provocato molte vittime e un numero incalcolabile di profughi. Guardiamo all’Iraq, che fatica ancora a rialzarsi dopo un lungo conflitto. Ascoltiamo il grido dei bambini che si leva dallo Yemen, dove un’immane tragedia, dimenticata da tutti, da anni si sta consumando in silenzio, provocando morti ogni giorno.
Ricordiamo le continue tensioni tra israeliani e palestinesi, che si trascinano senza soluzione, con sempre maggiori conseguenze sociali e politiche. Non dimentichiamoci di Betlemme, il luogo in cui Gesù ha visto la luce e che vive tempi difficili anche per le difficoltà economiche dovute alla pandemia, che impedisce ai pellegrini di raggiungere la Terra Santa, con effetti negativi sulla vita della popolazione. Pensiamo al Libano, che soffre una crisi senza precedenti con condizioni economiche e sociali molto preoccupanti”.
A Gesù Bambino, ‘che move il sole e l’altre stelle’, come ‘canta’ Date, papa Francesco ha chiesto pace e dialogo: “E’ venuto in forma umana, ha condiviso i nostri drammi e ha rotto il muro della nostra indifferenza. Nel freddo della notte protende le sue piccole braccia verso di noi: ha bisogno di tutto ma viene a donarci tutto.
A Lui chiediamo la forza di aprirci al dialogo. In questo giorno di festa lo imploriamo di suscitare nei cuori di tutti aneliti di riconciliazione aneliti di fraternità. A Lui rivolgiamo la nostra supplica”.
E papa Francesco non scorda nessuno: “Bambino Gesù, dona pace e concordia al Medio Oriente e al mondo intero. Sostieni quanti sono impegnati a dare assistenza umanitaria alle popolazioni costrette a fuggire dalla loro patria; conforta il popolo afgano, che da oltre quarant’anni è messo a dura prova da conflitti che hanno spinto molti a lasciare il Paese”.
Dopo il Medio Oriente il Myanmar e l’Ucraina: “Re delle genti, aiuta le autorità politiche a pacificare le società sconvolte da tensioni e contrasti. Sostieni il popolo del Myanmar, dove intolleranza e violenza colpiscono non di rado anche la comunità cristiana e i luoghi di culto, e oscurano il volto pacifico della popolazione. Sii luce e sostegno per chi crede e opera, andando anche controcorrente, in favore dell’incontro e del dialogo, e non permettere che dilaghino in Ucraina le metastasi di un conflitto incancrenito”.
E non ha dimenticato l’Africa: “Principe della Pace, assisti l’Etiopia nel ritrovare la via della riconciliazione e della pace attraverso un confronto sincero che metta al primo posto le esigenze della popolazione. Ascolta il grido delle popolazioni della regione del Sahel, che sperimentano la violenza del terrorismo internazionale.
Volgi lo sguardo ai popoli dei Paesi del Nord Africa che sono afflitti dalle divisioni, dalla disoccupazione e dalla disparità economica; e allevia le sofferenze dei tanti fratelli e sorelle che soffrono per i conflitti interni in Sudan e Sud Sudan”.
E l’America: “Fa’ che prevalgano nei cuori dei popoli del continente americano i valori della solidarietà, della riconciliazione e della pacifica convivenza, attraverso il dialogo, il rispetto reciproco e il riconoscimento dei diritti e dei valori culturali di tutti gli esseri umani”.
Un pensiero alle donne che subiscono violenza: “Figlio di Dio, conforta le vittime della violenza nei confronti delle donne che dilaga in questo tempo di pandemia. Offri speranza ai bambini e agli adolescenti fatti oggetto di bullismo e di abusi. Da’ consolazione e affetto agli anziani, soprattutto a quelli più soli. Dona serenità e unità alle famiglie, luogo primario dell’educazione e base del tessuto sociale”.
Ed ai malati: “Dio-con-noi, concedi salute ai malati e ispira tutte le persone di buona volontà a trovare le soluzioni più idonee per superare la crisi sanitaria e le sue conseguenze.
Rendi i cuori generosi, per far giungere le cure necessarie, specialmente i vaccini, alle popolazioni più bisognose. Ricompensa tutti coloro che mostrano attenzione e dedizione nel prendersi cura dei familiari, degli ammalati e dei più deboli”.
Il papa non ha dimenticato i prigionieri: “Bambino di Betlemme, consenti di fare presto ritorno a casa ai tanti prigionieri di guerra, civili e militari, dei recenti conflitti, e a quanti sono incarcerati per ragioni politiche. Non ci lasciare indifferenti di fronte al dramma dei migranti, dei profughi e dei rifugiati. I loro occhi ci chiedono di non girarci dall’altra parte, di non rinnegare l’umanità che ci accomuna, di fare nostre le loro storie e di non dimenticare i loro drammi”.
E la ‘casa comune’: “Verbo eterno che ti sei fatto carne, rendici premurosi verso la nostra casa comune, anch’essa sofferente per l’incuria con cui spesso la trattiamo, e sprona le autorità politiche a trovare accordi efficaci perché le prossime generazioni possano vivere in un ambiente rispettoso della vita”.
L’invito del papa è quello di non perdere la speranza, perché ‘un bambino è nato per noi’: “Lui è la Parola di Dio e si è fatto in-fante, capace solo di vagire e bisognoso di tutto. Ha voluto imparare a parlare, come ogni bambino, perché noi imparassimo ad ascoltare Dio, nostro Padre, ad ascoltarci tra noi e a dialogare come fratelli e sorelle. O Cristo, nato per noi, insegnaci a camminare con Te sui sentieri della pace”.
(Foto: Santa Sede)
Regali per Natale con budget ad € 206
Con le limitazioni per feste e veglioni gli italiani si sono concentrati sui regali con una spesa stimata in € 206 a testa, in aumento del 17% rispetto all’anno precedente, secondo quanto è emerso dall’indagine Coldiretti/Ixè diffusa in occasione dell’ultimo week end di shopping utile per acquistare i doni ma anche il primo dopo l’arrivo di € 44.000.000.000 di tredicesime che il 33% ha deciso di destinare ai regali.
Accattoli racconta 72 storie di Vangelo in pandemia
Tanti auguri papa Francesco
Il tempo di Avvento che stiamo vivendo è attesa operosa della luce. Il profeta Isaia aveva intravisto la bellezza di questa luce che rischiara la notte buia delle nostre ferite e delle nostre mancanze. E sono tante; molte acuite dalla pandemia. Nelle profondità e nelle pieghe della storia la luce divina infonde forza e speranza; sprigiona calore; apre sentieri nuovi e indica la strada”: con un messaggio la presidenza della CEI ha espresso gli auguri a papa Francesco, che ieri ha compiuto 85 anni.
Torino ospita i giovani di Taizè in due tappe
Anche quest’anno, come lo scorso anno, l’incontro della Comunità di Taizè a Torino sarà online, a causa della crescita dei contagi da Covid-19 dal 28 dicembre al 1° gennaio insieme ai frères di Taizé ed i giovani delle diocesi di Torino e del Piemonte e con piccoli gruppi provenienti da altre Chiese italiane: un incontro che però sarà condiviso, in rete, con il mondo intero.
Covid 19: racconti del dolore al femminile
“Che cosa fai, che cosa pensi, se tuo marito muore per una malattia sconosciuta, e tu non hai potuto essergli vicino negli ultimi giorni, negli ultimi istanti; se sei divisa tra i sensi di colpa per non aver saputo capire in tempo, ammesso che un tempo per capire ci fosse, che il maledetto virus (‘la bestia’, il ‘maledetto mostro’) era arrivato e la rabbia nei confronti di istituzioni che sembrano più che mai lontane e inefficienti…; se la quarantena ti tiene lontana non solo dal cimitero, ma dagli amici, dalle persone che ti vogliono bene”.
L’usura dal punto di vista teologico e pastorale nel parere della Chiesa in un webinar
La Fondazione ‘Mons. Vito De Grisantis’ onlus comunica che mercoledì 15 dicembre dalle ore 18.30 alle ore 19.30, sulla Fan Page Facebook della Fondazione De Grisantis e in diretta streaming sulla web tv: www.radiodelcapo.it, sarà possibile seguire il webinar dal tema: ‘L’usura dal punto di vista teologico e pastorale’.
All’incontro virtuale, realizzato in collaborazione con il Ministero dell’Economia e Finanze – Dipartimento del Tesoro, la Rete italiana microfinanza (RITMI) e l’European Microfinance Network (EMN), coordinato dal giornalista Maurizio Antonazzo, interverranno: don Luca De Santis, assistente pastorale all’Università Cattolica ‘Sacro Cuore’ di Roma e Luciano Gualzetti, direttore della Caritas Ambrosiana – Milano e presidente della Consulta Nazionale Antiusura, le conclusioni saranno affidate a mons. Vito Angiuli, vescovo di Ugento – S. Maria di Leuca.
L’iniziativa è la quinta di una serie di webinair, che ha preso avvio nel maggio scorso, con lo scopo di affrontare argomenti diversi collegati al progetto ‘Supporto alle Vittime di Racket e Usura’, attuato dalla Fondazione ‘Mons. Vito De Grisantis’ onlus e realizzato grazie al PON ‘Legalità’ 2014 – 2020 in Puglia, Basilicata, Calabria e Campania.
Gli autorevoli relatori approfondiranno l’aspetto teologico e pastorale del grave fenomeno, che già si riscontra nell’Antico Testamento, ricco di passi che stigmatizzano il contegno usurario ed esortano a soccorrere il povero e il bisognoso, nel libro dell’Esodo, 22, 24 si legge: ‘Se tu presti denaro a qualcuno del mio popolo, all’indigente che sta con te non ti comporterai con lui da usuraio: voi non dovete imporgli alcun interesse’;
nel Levitico, 25, 35-38, e nel Deuteronomio, 23, 20-21: ‘Non farai al tuo fratello prestiti a interesse, né di denaro, né di viveri, né di qualunque cosa che si presta a interesse. Allo straniero potrai prestare a interesse, ma non al tuo fratello…’. Nel Nuovo Testamento, Gesù rende universale l’insegnamento della legge antica, dove anche lo straniero deve essere trattato come fratello, perché prossimo è chiunque ha bisogno di aiuto.
Anche papa Francesco nell’aprile 2020,in pieno ‘lockdown’, evidenziò il problema: ‘In tante parti si sentono gli effetti, uno degli effetti, di questa pandemia: che tante famiglie che hanno bisogno, fanno la fame, e purtroppo li aiuta il gruppo degli usurai. Questa è un’altra pandemia, la pandemia sociale: famiglie di gente che ha lavoro giornaliero, o purtroppo lavoro in nero, non possono lavorare e non hanno da mangiare, con figli. E poi gli usurai che gli prendono il poco che hanno’.
A Tricase, in provincia di Lecce, è attivo lo Sportello Anti Racket e Usura della Fondazione ‘Mons. Vito De Grisantis’ onlus, presso il Centro Diocesano Caritas in Piazza Cappuccini, 15, (tel. 0833219049 – antiusura@fondazionedegrisantis.it – www.fondazionedegrisantis.it). Lo sportello si avvale di un pool di esperti professionisti, per sostenere i piccoli operatori economici che vivono una condizione di particolare fragilità e vulnerabilità sociale ed economico-finanziaria, in quanto vittime o potenziali vittime dei reati di usura e di estorsione. Un’équipe, composta da psicologi, avvocati, commercialisti, esperti del settore creditizio, garantisce consulenza ed orientamento di tipo ‘giuridico-legale’, ‘commerciale aziendale e finanziario’, finalizzati al reinserimento delle vittime nel tessuto socio-economico.
La ‘Fondazione Mons. Vito De Grisantis onlus’ è stata fondata nel 2011, assecondando la volontà e il sogno del compianto Vescovo dal quale prende il nome. Nella sua esperienza alla guida della Diocesi di Ugento – S. Maria di Leuca, mons. Vito De Grisantis volle creare un fondo che diventasse di supporto per la creazione d’impresa, indirizzato sia ai giovani disoccupati, sia a coloro che avevano perso il lavoro. Grazie al Fondo di garanzia ‘Progetto Tobia’, ad oggi sono state avviate 120 piccole attività imprenditoriali e sono state sostenute 56 famiglie con il microcredito sociale, con il contributo del Prestito della Speranza gestito dalla Conferenza Episcopale Italiana.
I numerosi contatti con imprese e famiglie nel corso di questi anni, hanno fatto emergere l’urgenza di occuparsi anche delle problematiche legate alla prevenzione ed al contrasto all’usura, fenomeno presente pure nel contesto territoriale salentino e pugliese.
Dal 2018, la Fondazione è iscritta all’elenco provinciale delle associazioni e fondazioni antiusura, tenuto presso la Prefettura di Lecce, e dal 2019 gestisce il Fondo Speciale per la prevenzione dell’usura, con finanziamenti da parte del Ministero dell’Economia e Finanze e della Regione Puglia.
La Fondazione sta collaborando fattivamente con la Prefettura di Lecce e con le associazioni di categoria, le organizzazioni sindacali e le Forze dell’Ordine e ha sottoscritto un Protocollo di Intesa con gli stessi soggetti per la prevenzione ed il contrasto dei fenomeni dell’usura e dell’estorsione in Provincia di Lecce.
Istat: italiani più poveri e più creduloni
“L’irrazionale ha infiltrato il tessuto sociale. Per il 5,9% degli italiani (circa 3.000.000) il Covid non esiste, per il 10,9% il vaccino è inutile. E poi: il 5,8% è convinto che la Terra è piatta, per il 10% l’uomo non è mai sbarcato sulla Luna, per il 19,9% il 5G è uno strumento sofisticato per controllare le persone”.





























