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Devotio 2026: il futuro dei luoghi di culto tra fede e bene culturale

Chiese e basiliche nascono come luoghi di culto e per la vita spirituale, ma oggi il loro numero sembra essere esuberante rispetto alle reali esigenze delle comunità di fedeli ancora praticanti. In ambito ecclesiale, e non solo, ci si è iniziati quindi ad interrogare su quali siano le possibili trasformazioni e le diversificazioni d’uso che questi edifici sacri possano affrontare senza snaturarne la missione originale.

E’ a questo interrogativo che cercherà di rispondere ‘Devotio 2026’, quinta edizione della più grande fiera nel mondo e l’unica in Italia sui prodotti devozionali e i servizi per il settore religioso, che si svolgerà dal 31 gennaio al 3 febbraio 2026 a BolognaFiere. Questa manifestazione, a cui sono attesi 229 espositori provenienti dall’Italia e da altri 17 Paesi, prevede infatti un ricco programma culturale sul tema ‘Spazio liturgico: luogo della fede, bene culturale’, che vedrà una serie di conferenze ed esposizioni con la partecipazione di sacerdoti, religiose, docenti ed esperti.

“L’architettura edificata dalla comunità cristiana come luogo della liturgia eucaristica è, in tutti i secoli, immagine della volontà di imprimere nella materia i cardini della fede”, afferma Valentina Zattini, amministratore delegato di Conference Service, la società che organizza la fiera, “accentuando di epoca in epoca gli aspetti del messaggio evangelico che più si prestano a interpretare la sensibilità del momento.

Ci si può, quindi, chiedere quali siano oggi le aspettative, le forme e gli usi che la Chiesa contemporanea propone, sia negli spazi che la tradizione cristiana le ha consegnato, sia nei nuovi ambiti recentemente realizzati. Ma, soprattutto, ci si può chiedere come la proposta spirituale della Buona Novella possa essere declinata in termini spaziali per coinvolgere le nuove generazioni e quanti gravitano ai margini della comunità ancora non attratti dalla novità della risurrezione di Cristo”.

Il programma culturale di ‘Devotio 2026’ prevede una decina di conferenze, workshop e tavole rotonde, che affronteranno temi come la chiesa spazio dell’ecclesia, arte e letteratura in dialogo con il sacro, il canto e la musica nella liturgia, il restauro delle chiese e delle campane e il diritto ecclesiastico italiano.

Si svolgeranno anche tre mostre: ‘Oltre i percorsi’, che propone le opere realizzate da undici giovani artisti che hanno partecipato, negli anni dal 2017 al 2024, all’iniziativa ‘Percorsi di riavvicinamento: artisti contemporanei a confronto con il mistero cristiano’, curata dal Comitato scientifico di Devotio e dal Centro Studi per l’architettura sacra ‘Cardinale Giacomo Lercaro’; ‘Casule d’artista’, con l’esposizione di dieci vesti liturgiche disegnate da altrettanti artisti nell’ambito di un’iniziativa di Atelier Sirio; e ‘Via Crucis’ di Filip Moroder Doss con scene tratte dalle meditazioni di Papa Giovanni Paolo II per la Via Crucis biblica celebrata al Colosseo nel 2002. Previsti anche due eventi in città a Bologna: la visita sul tema ‘Sguardi sull’arte e sull’architettura’ presso il Museo d’arte Lercaro e il concerto ‘Musica sacra: tra Rinascimento e Contemporaneo’ del Coro Sibi Consoni-Accademia Vocale di Genova presso la Basilica di San Petronio.

‘Devotio 2026’ ospiterà migliaia di prodotti devozionali, oggetti per il culto, arredamenti e tecnologie per la chiesa, come crocifissi, rosari, immagini sacre, statue e presepi, campane, incensi, candele, vetrate e mosaici, calici e pissidi, paramenti per la liturgia, arte sacra, impianti audio, sistemi per la raccolta di donazioni, arredi per le chiese e abbigliamento per il clero. La fiera ha ricevuto i patrocini da Dicastero per la Cultura e l’Educazione, Ufficio Nazionale per i Beni Culturali Ecclesiastici e l’Edilizia di Culto della Conferenza Episcopale Italiana, Ufficio Liturgico Nazionale della Conferenza Episcopale Italiana, Chiesa di Bologna, FACI-Federazione tra le Associazioni del Clero in Italia, FIUDAC/S-Federazione italiana tra le Unioni Diocesane Addetti al Culto, Associazione Musei Ecclesiastici Italiani.

Il comitato scientifico è coordinato da Claudia Manenti, direttrice del Centro Studi per l’architettura sacra ‘Cardinale Giacomo Lercaro’. Partner della manifestazione sono inoltre Fondazione Culturale San Fedele e Provincia Italiana Pie Discepole del Divin Maestro. Digital partner è il Marketplace Ereligio.com, mentre media partner sono Edizioni San Paolo, Emil Edizioni (D’A) e Chiesa Oggi. Ulteriori informazioni su www.devotio.it.

Giubileo e papa Leone spingono il mercato degli articoli religiosi

L’anno del Giubileo, la scomparsa di papa Francesco e l’elezione di Leone XIV hanno dato una spinta importante al mercato degli articoli religiosi in Italia. Milioni di pellegrini e devoti hanno potuto scegliere tra un’ampia proposta di articoli devozionali, gadget e souvenir, anche se le presenze per l’Anno Santo sono state inferiori alle previsioni e i risultati di vendita non hanno premiato tutti gli articoli realizzati su licenza ufficiale del Vaticano. E’ quanto segnala ‘Devotio 2026’, quinta edizione della più grande fiera nel mondo e l’unica in Italia sui prodotti e i servizi per il settore religioso, che si svolgerà nei giorni dal 31 gennaio al 3 febbraio 2026 a BolognaFiere:

“Mancano ormai due mesi alla conclusione del Giubileo e il bilancio del settore degli articoli religiosi è in crescita, anche per la coincidenza con gli eventi relativi ai due pontefici”, conferma Valentina Zattini, amministratore delegato di Conference Service e organizzatrice della manifestazione. “Da sempre, i prodotti devozionali made in Italy sono molto apprezzati in tutto il mondo, in particolare in Europa, America Latina e nei Paesi cattolici di Asia e Africa”.

Uno dei gadget per l’Anno Santo che ha riscosso successo è stato certamente il ‘kit del Pellegrino’, un pratico zainetto contenente un cappello, una borraccia, un rosario, spillette e altri gadget, tutti rigorosamente con il marchio ufficiale del Giubileo. Segnali positivi anche per i paramenti per la liturgia, l’oggettistica sacra e i libretti per la preghiera, oltre a quadretti, devozionali e santini. A fine aprile, grande è stata la richiesta di ricordini su papa Francesco, in occasione della sua scomparsa e dei funerali in piazza San Pietro.

Dal mese di maggio, è poi esplosa in tutto il mondo la domanda di prodotti dedicati a Leone XIV. “Inizialmente, sono arrivati sul mercato articoli privi della licenza del Vaticano per l’utilizzo dell’immagine del nuovo pontefice”, spiega Zattini, “ma ora sono finalmente disponibili devozionali e souvenir ufficiali. Durante la prossima edizione di Devotio, presenteremo al mercato mondiale tutte le ultime novità: in particolare, sarà interessante verificare la risposta del mercato Usa all’arrivo dei prodotti dedicati al primo papa statunitense”.

‘Devotio 2026’ si svolgerà, per la prima volta, in un unico grande padiglione (da circa 15.000 mq) a BolognaFiere. Ad oggi, è confermata la presenza di oltre 200 espositori, provenienti dall’Italia e da altri 18 Paesi, che presenteranno migliaia di prodotti devozionali, oggetti per il culto, arredamenti e tecnologie per la chiesa, come crocifissi, rosari, immagini sacre, statue e presepi, campane, incensi, candele, vetrate e mosaici, calici e pissidi, paramenti per la liturgia, arte sacra, impianti audio, sistemi per la raccolta di donazioni, arredi per le chiese e abbigliamento per il clero.

Nel corso della fiera, si svolgerà anche un articolato programma culturale sul tema ‘Spazio liturgico: luogo della fede, bene culturale’, curato dal Comitato scientifico della manifestazione in collaborazione con la Fondazione Centro Studi per l’architettura sacra ‘Cardinale Giacomo Lercaro’. Previsto un ricco calendario di iniziative, con tavole rotonde, convegni, workshop degli espositori, mostre e anche eventi in città, che affronteranno temi come l’arte sacra, l’architettura, la liturgia, il restauro e la musica liturgica.

‘Devotio 2026’ è organizzata da Conference Service e ha ricevuto i patrocini da Dicastero per la Cultura e l’Educazione, Ufficio Nazionale per i Beni Culturali Ecclesiastici e l’Edilizia di Culto della Conferenza Episcopale Italiana, Ufficio Liturgico Nazionale della Conferenza Episcopale Italiana, Chiesa di Bologna, FACI-Federazione tra le Associazioni del Clero in Italia, FIUDAC/S-Federazione italiana tra le Unioni Diocesane Addetti al Culto, Associazione Musei Ecclesiastici Italiani. Il comitato scientifico è coordinato da Claudia Manenti, direttrice del Centro Studi per l’architettura sacra ‘Cardinale Giacomo Lercaro’. Partner della manifestazione sono inoltre Fondazione Culturale San Fedele e Provincia Italiana Pie Discepole del Divin Maestro. Digital partner è il Marketplace Ereligio.com, mentre media partner sono Edizioni San Paolo, Emil Edizioni (D’A, Bomboniera) e Chiesa Oggi. Ulteriori informazioni su www.devotio.it.

La Santa Sede alla Biennale di Venezia con la ‘sfida’ dell’incontro nel giardino

Il Dicastero per la Cultura e l’Educazione della Santa Sede partecipa alla 18^ Mostra Internazionale di Architettura – La Biennale di Venezia, dedicando il Padiglione al tema dell’incontro: ‘Amicizia Sociale: incontrarsi nel giardino’ è il nome della mostra che si terrà all’Abbazia di San Giorgio Maggiore, come ha sottolineato il card. José Tolentino de Mendonça, prefetto dello stesso Dicastero:

“E’ proprio sul futuro, e sulla riflessione che a suo riguardo siamo chiamati a fare, che la curatrice generale della 18^ Mostra Internazionale di Architettura, Lesley Lokko, ha voluto incidere, usando queste parole: ‘Noi architetti abbiamo un’occasione unica per proporre idee ambiziose e creative che ci aiutino a immaginare un più equo e ottimistico futuro in comune’.

Possiamo dire che l’atteggiamento propositivo nella direzione di un futuro più giusto e solidale è universalmente riconosciuto nelle encicliche di Papa Francesco: ‘Laudato sì’ (2015) e ‘Fratelli Tutti’ (2022).

Sono ambedue testi che non solo ci aiutano a fare una diagnosi critica, precisa e sincera del presente, ma che si sfidano a sollevare lo sguardo, riscoprendo la capacità di sognare, con decisione, la profezia di un mondo migliore. Non a caso, tanti le considerano bussole di un futuro da costruire insieme”.

Infatti nei messaggi papa Francesco ha parlato di una ‘sfida’ dell’incontro: “Il messaggio del papa di fronte alle difficoltà e alle contraddizioni del nostro presente storico è quello di non smettere di provare a ‘recuperare la profondità della vita’… Ora, ci domandiamo, quando è che l’incontro si fa cultura?

Vale la pena di meditare sulla risposta offerta da Francesco: quando ‘ci appassiona il volerci incontrare, il cercare punti di contatto, gettare ponti, progettare qualcosa che coinvolga tutti’. Non sono propriamente soluzioni magiche, ma è invece l’umiltà di accettare che il nostro amore per la vita ci chiede di viverla come un paziente laboratorio di ricerca, di rischi presi che poi diventano ponti, con l’ostinazione di non lasciare nessuno indietro né fuori”.

Inoltre il prefetto del dicastero per la Cultura e l’Educazione ha sottolineato che la biennale è in programma proprio nel decennale del pontificato del papa: “Nei suoi dieci anni di pontificato che cadono proprio nel 2023, papa Francesco ha agito e parlato nel senso di coinvolgere tutti, senza dimenticare le periferie, i poveri e i rifugiati. Ciò costituisce già un’eredità per il futuro, attorno alla quale s’incontrano tutti coloro che desiderano un mondo più giusto e meno ferito dalle disuguaglianze sociali”.

Infine ha evidenziato le proposte del padiglione della Santa Sede: “Ciò è ben evidente nei due progetti di architettura in cui consiste la proposta del Padiglione della Santa Sede.

L’architetto Álvaro Siza, che all’età di 90 anni si presenta come una riserva di giovinezza per il mondo, scommette su un’architettura che non si fissa tra quattro mura, ma si disloca. E’ un’architettura viva, figurale, ‘in uscita’. Un intenso manifesto politico e poetico su cosa sia o possa diventare l’incontro tra gli esseri umani”.

E’ un’architettura che rende tutti corresponsabili della ‘casa comune’: “Dall’atra parte la proposta complementare dello Studio Albori pone dentro l’architettura tutti i viventi, rendendoci tutti corresponsabili della nostra casa comune.

Álvaro Siza e il collettivo di architetti dello Studio Albori sono la garanzia di proposte allo stesso tempo magistrali e innovative che fanno riflettere sul contributo dell’architettura, presentandola come pratica laboratoriale di futuro e alla fine non lontana dagli interrogativi tipicamente spirituali”.

Mentre l’arch. Roberto Cremascoli, curatore del Padiglione della Santa Sede, ha sottolineato come la Santa Sede non abbia una sede fissa alla Biennale: “Credo che sia una risorsa in più, invece, quella di andare alla ricerca di un luogo per organizzare il padiglione nazionale perché ci mette in relazione con la città e il territorio lagunare e quindi di poter essere in qualche modo utili al territorio stesso. Utili per creare una relazione tra il territorio, i residenti e la biennale con il suo pubblico”.

Ed ha illustrato il luogo dell’allestimento vaticano: “La partecipazione della Santa Sede è ospitata dalla comunità benedettina negli spazi gestiti dalla Benedicti Claustra Onlus nel monastero palladiano a San Giorgio Maggiore…

Il monastero benedettino diventa così lo scenario di Amicizia Sociale: incontrarsi nel giardino, in risposta al tema ‘Il Laboratorio del Futuro’ proposto dalla curatrice generale della mostra Lesley Lokko… Nel convento si realizza la costruzione di un processo reale, la dimensione evocativa di un progetto che non è necessariamente pensato per definire uno spazio finito, bensì un modus operandi.

Con le ‘installazioni’ realizzate, ci siamo occupati di fare ordine mediante il disegno e la pratica di gesti semplici, prendendo spunto dall’uso quotidiano e dal modello di vita monastico. All’origine del percorso il fotoracconto e videoracconto di Marco Cremascoli e Mattia Borgioli ci illustreranno il processo reale. il visitatore sarà accolto dall’installazione O encontro (L’incontro) di Álvaro Siza”.

(Foto: Vatican News)

DEVOTIO: domani apre la fiera del mondo religioso con 200 espositori

Torna ‘Devotio’, la grande fiera internazionale di prodotti e servizi per il mondo religioso. Questa manifestazione, giunta alla terza edizione, apre domenica 19 giugno a BolognaFiere e si concluderà martedì 21. Notevole la crescita della partecipazione, rispetto all’ultima edizione pre-pandemia del 2019: sono infatti previsti ben 200 espositori (176 nel 2019), provenienti dall’Italia e da altri 15 Paesi, su una superficie totale di 15.000 metri quadrati (11.000 nel 2019).

Cresce nel mondo il mercato degli articoli religiosi italiani

Cresce nel mondo il mercato degli articoli religiosi prodotti in Italia. E’ infatti molto apprezzato anche all’estero il ‘made in Italy’ per crocifissi, rosari, immagini sacre, paramenti per la liturgia, arredi per le chiese e abbigliamento per il clero.

Almuzara: la Sagrada Familia opera della Provvidenza di Dio

Alle ore 6.05 del pomeriggio di lunedì 7 giugno 1926, l’architetto Antonio Gaudí, che aveva 73 anni, stava per attraversare Granvía tra Bailén e Gerona, nella loro solita passeggiata tra la Sagrada Familia e l’oratorio di San Filippo Neri, vicino alla cattedrale. Andò oltre le rotaie del tram che, con il disco n. 30, circolava tra la Plaza de Tetuán e il lungomare. Quando tentò di attraversare i binari notò la vicinanza di un altro tram su questa strada e provò a tornare indietro; a quel punto un altro tram, viaggiando nella direzione opposta, lo investì e l’architetto cadde a terra con una commozione cerebrale.

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