Il Papa ricorda i martiri di ieri e di oggi

“Prima di concludere questa celebrazione, voglio salutarvi tutti e ringraziarvi della vostra partecipazione, specialmente i catechisti venuti da tante parti del mondo. Un saluto particolare rivolgo a mio fratello Sua Beatitudine Youhanna X, Patriarca greco ortodosso di Antiochia e di tutto l’Oriente. La sua presenza ci invita a pregare ancora una volta per la pace in Siria e nel Medio Oriente.” Così Papa Francesco ha salutato la presenza durante la messa del Patriarca con il quale ha voluto anche scambiare un abbraccio di pace liturgico.

Venerdì scorso il Patriarca ha incontrato il Papa ed ha poi spiegato alla Radio Vaticana di aver discusso della situazione in Siria con il Santo Padre: “ Abbiamo discusso di molti argomenti e temi. Prima di tutto ho espresso tutto il mio amore, il mio amore fraterno, a Sua Santità personalmente e tutto l’amore della nostra Chiesa di Antiochia, della Chiesa ortodossa, alla Chiesa cattolica. Come lei sa, sempre, nella storia, abbiamo avuto buoni rapporti e abbiamo cooperato con la Chiesa cattolica, con la Città del Vaticano. Per quanto riguarda l’unità, la nostra unità dei cristiani, come lei sa nel dialogo tra gli ortodossi e la Chiesa cattolica proviamo a fare – e vogliamo fare – quello che si può, tutti insieme. Questo è il desiderio di Sua Santità ed anche il nostro desiderio. Abbiamo parlato anche sulla presenza dei cristiani in Medio Oriente: è una questione molto importante al momento, perché molta nostra gente ha lasciato la Siria, il Libano per altri Paesi. Non possiamo accettare un Medio Oriente senza il volto di Cristo.”

Prima di recitare l’ Angelus il Papa ha anche ricordato la beatificazione a Pola, in Croazia, di Miroslav Bulešić, sacerdote diocesano, martire, ucciso nell’Istria settentrionale nel 1947 mentre amministrava il sacramento della Cresima. Una storia esemplare di martirio  come ricorda la Radio Vaticana: “Erano gli anni ’40, gli anni del regime di Tito, gli anni della persecuzione comunista della Chiesa in Croazia: oltre 400 sacerdoti trucidati o morti per torture e stenti nelle carceri. Uccisi anche teologi e seminaristi, suore e laici. Don Miroslav, nato nel 1920 nei pressi di Sanvincenti, fu ordinato sacerdote nel 1943. Fu anche professore e vicepreside al seminario di Pisino. A soli 4 anni dall’ordinazione, fu ucciso a Lanischie: era il giorno delle Cresime in parrocchia, ma c’erano concrete avvisaglie di contestazioni. Il Sacramento fu amministrato lo stesso, con un po’ d’anticipo sull’orario programmato, ma un manipolo di miliziani armati mise a ferro e fuoco l’edificio. Nell’inferno di questo caos i facinorosi si sfogarono contro don Miro, bastonandolo selvaggiamente e spintonandolo con violenza contro il muro. Il giovane sacerdote insanguinato e sfigurato ripeté più volte l’invocazione: ‘Gesù, accogli la mia anima’”. Dal cimitero locale, il corpo venne più tardi traslato a Sanvincenti. Oggi la sua ultima dimora è la chiesa dell’Annunciazione di Maria. E’ stato Papa Benedetto XVI – che nel 2011 aveva visitato la Croazia e a Zagabria si era soffermato in preghiera sulla tomba di un altro figlio di quella terra, il Beato Alojzije Stepinac – a riconoscere l’anno successivo il martirio di don Miroslav Bulešić.”

89.31.72.207