Nell’afflizione della pandemia con Maria non bisogna aver paura. Riprende da domani la preghiera del Santo Rosario con il Card. Comastri in diretta dalla Basilica di San Pietro

La recita del Santo Rosario col Cardinale Angelo Comastri riprende a partire da domani, sabato 17 aprile 2021 in diretta alle ore 12.00 dalla Basilica di San Pietro, da lunedì a sabato, trasmesso su Telepace Canale 515 (con decoder Sky HD) o sul Canale 815 (con decoder Tivusat HD), dal canale italiano della Radio Vaticana e da Vatican News (dalla home page del sito, pagina Facebook e canale YouTube). La replica verrà trasmessa alle ore 20.00 su TV2000 Canale 28.

17 aprile 2021 Ore 12:00 – La diretta sul canale YouTube di Vatican Media.

Iniziato il 11 marzo 2020, la preghiera del Rosario con il Cardinale Angelo Comastri, allora Arciprete della Basilica papale di San Pietro e Vicario del Papa per la Città del Vaticano, originalmente era prevista per una settimana, ma poi a grande richiesta proseguì fino al 29 maggio 2020: “È stata una esperienza meravigliosa che ha coinvolto un numero impressionante di persone. La Madonna veramente fa miracoli: l’ho visto con i miei occhi”, disse allora il Cardinal Comastri. Era stato un appuntamento, nella primavera del 2020, nella prima fase dell’emergenza sanitaria e nel mese dedicato a Maria, che fu seguito quotidianamente all’ora di pranzo da una moltitudine di fedeli di tutto il mondo grazie alla diretta streaming da Vatican Media e seguito da fedeli di ogni parte del mondo, per invocare l’intercessione di Maria in un momento così difficile.

Il Cardinal Comastri esortò a glorificare il Signore con una vita che “profuma di Vangelo”. Con Maria, ha concluso il porporato, non bisogna avere paura: “Invochiamo la benedizione del Signore perché entri in ciascuno dei vostri cuori, nei cuori di coloro che ci ascoltano e seguono e pregano con noi. E vi accompagni sempre nel viaggio della vostra vita. E siano i vostri cuori sorgenti di serenità e di pace anche in mezzo alle prove. Sempre attaccati a Dio, sotto lo sguardo di Maria, non bisogna aver paura. Per intercessione di Maria Immacolata, vi benedica, vi protegga e vi liberi da ogni male Dio Onnipotente, Padre e Figlio e Spirito Santo. Glorificate il Signore con la vostra vita che profuma di Vangelo”. E al termine della preghiera mariana, il Cardinal Comastri pronunciò le seguenti parole: “O Maria Immacolata, a Te come figli consacriamo la nostra vita, la nostra famiglia, la nostra Italia e il mondo intero. O Maria, disponi sempre di noi secondo il tuo cuore. E nell’ultimo giorno accoglici tra le tue braccia, presentaci a Gesù dicendo di noi: sono i miei figli. Allora esulterà la nostra anima e inizierà il nostro Paradiso. E sarà un Magnificat a Dio, con Te, o Maria Madre Nostra Immacolata”.

Poi, il 12 novembre 2020 il Cardinal Comastri aveva ripreso la recita del Rosario alle 12.00 trasmessa in diretta dalla Basilica di San Pietro, invocando la misericordia di Dio in questo tempo di prova e invitando a far “fruttificare la preghiera in opere di bontà e carità”. In questa occasione, il Cardinal Comastri disse, che il Rosario durante la pandemia aveva cambiato il cuore di tanti: “Con tanta gioia e con tanta fiducia riprendiamo la preghiera del Santo Rosario. Siamo nella basilica di San Pietro, nel braccio di San Giuseppe, davanti al Tabernacolo del Santissimo. Allora, per primo, salutiamo il padrone di casa, pregando così: ‘Signore Gesù Cristo, presente nel Santissimo Sacramento dell’Altare, ti adoriamo qui e in tutte le chiese che sono nel mondo e ti benediciamo perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo’”. Quindi, rivolgendosi alla Madonna ha detto: “Maria Immacolata, mamma nostra cara, siamo immersi in una grande afflizione per il dilagare dell’epidemia e il nostro pensiero corre fiduciosamente a te. Invoca per noi dal Signore un intervento della sua infinita misericordia. Noi non siamo degni di invocarla perché Dio ci ha messo a disposizione tanta energia e noi l’abbiamo trasformata in bombe. Dio ci ha dato le mani per soccorrerci e noi spesso le usiamo per colpire o per rubare. Dio ci ha dato la lingua per benedire e noi spesso la usiamo per maledire, criticare, calunniare. Dio ci ha dato la capacità di amare e noi abbiamo infangato l’amore, trasformandolo in capriccio volgare ed egoista. Dio ci ha dato l’intelligenza per leggere con stupore il libro del Creato e noi spesso usiamo l’intelligenza per aggredire e per provocare le forze della creazione. Ci puniamo con le nostre stesse mani. Maria Immacolata, mamma nostra cara, volgi su di noi i tuoi occhi misericordiosi e porta al Signore una nostra lacrima di sincero pentimento”.

Il Cardinal Comastri ha continuato a ricevere migliaia di lettere, che raccontano dello straordinario desiderio di preghiera, anche da persone lontane dal mondo della Chiesa. “Un uditorio impressionante che non mi sarei mai immaginato”, ha affermato raccontando alcune testimonianze a Telepace. Amici che si trovavano quotidianamente per vivere il Rosario in compagnia, un ateo che è scoppiato in lacrime davanti alla diretta e si è messo a pregare per la prima volta nella sua vita, un’anziana taciturna che vive in una casa di riposo e a cui la preghiera mariana ha ridonato l’entusiasmo della Parola. “Questo coinvolgimento ha confermato come i problemi si risolvano solamente quando ci si apre all’Onnipotente. Farlo attraverso la preghiera è la cosa più bella che possiamo fare nella vita”, ha spiega Comastri. È necessario ricordarsi degli insegnamenti l’emergenza sanitaria ci ha portato. “È bastato un piccolo virus – osserva Comastri – per mettere in ginocchio l’economia occidentale. Tutti abbiamo fatto un bagno d’umiltà ricordandoci che non siamo i padroni del mondo, ma siamo solo in affitto”. Anche sul piano pratico sono state numerose le conseguenze: “Tanti giovani hanno scoperto la bellezza di aiutare gli anziani”.

Coronavirus, il rosario in tv è un affare. Dopo l’exploit di Tv2000, anche Rai e Mediaset si attrezzano
di Francesco Antonio Grana
Ilfattoquotidiano.it, 26 marzo 2020

Una statua della Madonna. Un cardinale 76enne. E un rosario. In tempi di globalizzazione, reality show perenni, social e comunicazioni crossmediali chi mai lo avrebbe detto che la recita del rosario avrebbe conquistato i palinsesti più ambiti raccogliendo audience impensabili. L’emergenza coronavirus sta dimostrando anche questo sopito, ma mai soppresso, attaccamento degli italiani alla fede. Anche in modo devozionistico, se così vogliamo dire, senza però banalizzarlo, ma profondamente sentito. E allora davanti a format e produzioni costosissimi, spesso importati da Oltreoceano e declinati secondo i gusti del bel paese, bisogna dare atto al cardinale Angelo Comastri di aver messo ko perfino il quinto potere.

È, infatti, del porporato nativo di Sorano, un paesino della provincia di Grosseto, la semplicissima idea, da quando è iniziata la fase più grave del contagio in Italia, di recitare ogni giorno, alle 12 in punto, l’Angelus e il rosario in diretta streaming. Un desiderio nato dal cuore dell’arciprete della Basilica papale di San Pietro che è diventato un appuntamento fisso. Gli ingredienti sono davvero pochi e semplici. Eppure quell’appuntamento quotidiano all’altare della Cattedra della Basilica Vaticana ha scalato i palinsesti della televisione. Dapprima solo in streaming, poi su Tv2000, l’emittente della Conferenza episcopale italiana, e infine su Raiuno.

Impensabile fino a pochi giorni fa che la rete ammiraglia della Rai trasmettesse in diretta a mezzogiorno il rosario recitato dal cardinale Comastri. Impensabile, ma non impossibile. Così come la decisione, sempre di Raiuno, di trasmettere ogni giorno in diretta, alle 7, la messa che Papa Francesco celebra nella cappella della sua residenza, Casa Santa Marta. Un’iniziativa anche questa nata in sordina durante la drammatica emergenza del coronavirus, prima in streaming sui media vaticani e su Tv2000, e ora approdata su Raiuno. Anche qui gli ingredienti sono semplicissimi con una diretta fatta di tanti momenti silenziosi di preghiera. Ma i risultati dell’audience sono alti.

Oltre quattro milioni di telespettatori, per citare un dato molto significativo, hanno seguito il rosario per l’Italia indetto dalla Cei e trasmesso da Tv2000 alle 21 del 19 marzo 2020.

Un precedente illustre fu il rosario recitato, in diretta su Raiuno il 7 ottobre 2003, da San Giovanni Paolo II a Pompei proprio a conclusione dell’anno dedicato alla preghiera mariana indetto dal Papa polacco. Anche Mediaset ha capito l’affare e dal 22 marzo 2020 ha iniziato a trasmettere su Canale 5, alle 10, la messa domenicale che, dal 1996, viene mandata in onda su Rete 4. In Rai la messa in tv, invece, è nata con l’avvento della televisione, fin dal 1954. Ed è sempre stata trasmessa sul primo canale del servizio pubblico, che una volta era anche l’unico visibile attraverso la tv.

Per il sociologo Stefano Martelli, “la messa in televisione allarga i confini della massa di praticanti e consente la fusione di pubblici diversi (i fedeli tradizionali, che si recano nel luogo di culto, e quelli televisivi, che seguono la funzione religiosa dalla propria abitazione). Esistono, tuttavia, dei limiti a questa interpretazione ottimistica. In primo luogo, c’è da chiedersi fino a che punto la tv consente di raccogliersi spiritualmente e di avere una reale esperienza religiosa: a tal proposito esistono limiti imposti sia dal nuovo ambiente comunicativo creato dai media elettronici, sia dalla norme della religione istituzionale”. È chiaro, però, che durante l’emergenza coronavirus con le messe vietate ai fedeli per evitare il contagio, l’unica possibilità che hanno le persone di restare connessi con la Chiesa è quella offerta da tv e web. Per la gioia dell’audience.

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