Papa Francesco smonta in un solo colpo due falsi miti e ripropone l’insegnamento cattolico sulla sessualità non “cosificata”

“E Dio disse: «Facciamo l’uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra». Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò. Dio li benedisse e disse loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra; soggiogatela e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente, che striscia sulla terra»” (Genesi 1,26-28).

Dichiarazione di obiezione di coscienza
contro l’iniquo e liberticide Testo unico Zan sulla cosiddetta omotransfobia approvato il 4 novembre a votazione segreta alla Camera dei Deputati, perché introduce il delitto di opinione ed è anti giudeo-cristiano.
Vik van Brantegem

Condivido di seguito un breve articolo del 2018 della redazione dell’Unione Cristiani Cattolici Razionali.

Chiesa e sessualità: il Papa smonta tutti i falsi miti in un solo discorso
Uccronline.it, 18 settembre 2018

La Chiesa sessuofoba? Un antico pregiudizio venutosi a creare perché nell’insegnamento cattolico il sesso non è libertino ma, essendo un dono di Dio, va custodito e non svenduto. In un discorso “a braccio”, Papa Francesco ha smontato in un solo colpo due falsi miti e ha riproposto l’insegnamento cattolico sulla sessualità.

Sintetizziamo e schematizziamo i punti toccati nel suo intervento:
1. È falsa l’equazione sesso = peccato.
2. È falsa idea che la Chiesa accetti il sesso solo per procreare.
3. La sessualità va custodita e vissuta all’interno del matrimonio.
4. La sessualità non va scissa dall’amore.
5. La sessualità di cui parlano la Chiesa e Dio è solamente tra uomo e donna.


Ecco un estratto delle parole del Papa [Discorso del Santo Padre Francesco a un gruppo di giovani della Diocesi di Grenoble-Vienne (Francia), Sala dei Papi, 17 settembre 2018 – Domande dei giovani e risposte a braccio del Santo Padre QUI]:

«La sessualità, il sesso, è un dono di Dio. Niente tabù. È un dono di Dio, un dono che il Signore ci dà. Ha due scopi: amarsi e generare vita. Gesù dice: per questo l’uomo, e anche la donna, lascerà suo padre e sua madre e si uniranno e saranno… una sola persona?…, una sola identità?…, una sola fede di matrimonio?… Una sola carne: questa è la grandezza della sessualità. E si deve parlare della sessualità così. E si deve vivere la sessualità così, in questa dimensione: dell’amore tra uomo e donna per tutta la vita. È vero che le nostre debolezze, le nostre cadute spirituali, ci portano a usare la sessualità al di fuori di questa strada tanto bella, dell’amore tra l’uomo e la donna. Ma sono cadute, come tutti i peccati. La bugia, l’ira, la gola… Sono peccati: peccati capitali. Ma questa non è la sessualità dell’amore: è la sessualità “cosificata”, staccata dall’amore e usata per divertimento. un’industria della sessualità staccata dall’amore, l’hai vista? Sì! Tanti soldi si guadagnano con l’industria della pornografia, per esempio. E’ una degenerazione rispetto al livello dove Dio l’ha posta. Custodite la vostra dimensione sessuale, la vostra identità sessuale. Custoditela bene. E preparatela per l’amore, per inserirla in quell’amore che vi accompagnerà tutta la vita. In Piazza San Pietro una volta c’erano due persone anziane che celebravano il sessantesimo di matrimonio. Erano luminosi! E io ho chiesto: “Avete litigato tanto?” – “Mah, alle volte…” – “E vale la pena questo, il matrimonio?” – E questi due, che mi guardavano, si sono guardati tra loro e poi sono tornati a guardare me, e avevano gli occhi bagnati, e mi hanno detto: “Siamo innamorati”. Dopo 60 anni! E poi volevo dirvi: una volta un anziano – molto anziano, con la moglie anziana – mi ha detto: “Noi ci amiamo tanto, tanto e a volte ci abbracciamo. Noi non possiamo fare l’amore alla nostra età, ma ci abbracciamo, ci baciamo… Questa è la sessualità vera. Mai staccarla dal posto tanto bello dell’amore. Bisogna parlare così della sessualità».

Niente di nuovo.

Anche Benedetto XVI aveva ricordato [Lettera del Santo Padre Benedetto XVI ai seminaristi, 18 ottobre 2010, Festa di San Luca, Evangelista QUI] che «la sessualità è un dono del Creatore, ma anche un compito che riguarda lo sviluppo del proprio essere umano. Quando non è integrata nella persona, la sessualità diventa banale e distruttiva allo stesso tempo». Ed in un altro discorso: «L’unione in una sola carne si fa allora unione di tutta la vita, finché uomo e donna diventano anche un solo spirito. Non è un “no” ai piaceri e alla gioia della vita, ma il grande “sí” all’amore come comunicazione profonda tra le persone, che richiede il tempo e il rispetto, come cammino insieme verso la pienezza e come amore che diventa capace di generare vita e di accogliere generosamente la vita nuova che nasce».

E a chi crede che la dottrina cattolica accolga il sesso solo per fini procreativi, non si è accorto che la Chiesa insegna da decenni l’uso dei metodi naturali per la regolamentazione della fertilità. Su questo ben si espresse Giovanni Paolo II [Angelus, 17 luglio 1994 QUI]: «Il pensiero cattolico è sovente equivocato, come se la Chiesa sostenesse un’ideologia della fecondità ad oltranza, spingendo i coniugi a procreare senza alcun discernimento e alcuna progettualità. Ma basta un’attenta lettura dei pronunciamenti del Magistero per constatare che non è così. Nel prendere la decisione di generare o di non generare gli sposi devono lasciarsi ispirare non dall’egoismo né dalla leggerezza ma da una generosità prudente e consapevole, che valuta le possibilità e le circostanze, e soprattutto che sa porre al centro il bene stesso del nascituro. Quando dunque si ha motivo per non procreare questa scelta è lecita, e potrebbe persino essere doverosa. Resta però anche il dovere di realizzarla con criteri e metodi che rispettino la verità totale dell’incontro coniugale nella sua dimensione unitiva e procreativa, quale è sapientemente regolata dalla natura stessa nei suoi ritmi biologici».

Degna di nota un’altra notizia. Il Segretario di Stato di Sua Santità, Cardinale Pietro Parolin è stato invitato e ha partecipato al World Congress of Families 2018 in Moldavia [QUI], a cui partecipano ogni anno i principali esponenti dei partiti politici e delle organizzazioni non governative che si propongono di difendere la famiglia naturale (viene polemicamente chiamato [QUI] “Il Congresso mondiale delle famiglie anti-LGBT”), intesa come l’unione fra un uomo e una donna, come l’organismo di base della società. Da qui l’opposizione alle leggi sul matrimonio dello stesso sesso, all’aborto e la difesa dei valori “tradizionali”.

Foto di copertina: Udienza Generale, 9 gennaio 2019 (Foto di Antoine Mekary/Aleteia-I.Media).

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