Scandaloso che la Procura di Catanzaro è ancora in attesa da 15 mesi di una risposta dal Ministero della Giustizia per il nuovo aula bunker

Abbiamo parlato in tempi non sospetti del nuovo aula bunker richiesta dal Procuratore della Repubblica Nicola Gratteri per il distretto giudiziario di Catanzaro. Ora questa aula non è stata ancora costruita ed è scandaloso!

Nel nostro articolo del 3 febbraio 2020 – Procuratore di Catanzaro Gratteri ha chiesto e ottenuto costruzione di aula bunker nuovo a Vibo per maxi-processo contro ‘ndrangheta – abbiamo riferito che nel corso dell’inaugurazione dell’anno giudiziario a Catanzaro il 1̊ febbraio 2020, Gratteri aveva preannunziato che aveva chiesto e ottenuto che a Vibo Valentia venga costruito “ex novo” un aula bunker per celebrare il maxi-processo contro le 265 persone della ‘ndrangheta posti agli arresti nell’operazione “Rinascita-Scott”, confermati dal tribunale del riesame.

Quattro mesi abbiamo riferito che il Comandante provinciale dei carabinieri, Bruno Capece ed il Presidente della Provincia di Vibo Valentia, Salvatore Solano, stavano cercando un’area e un palazzo adatto ad essere trasformato in aula bunker, anche per la celebrazione di tutti i maxi-processi contro la ‘ndrangheta, che interessano il Distretto giudiziario di Catanzaro.

Oltre a ringraziare il Presidente della Corte d’Appello, Domenico Introcaso, per il sostegno dato ai lavori di costruzione dei nuovi uffici della Procura di Catanzaro, nel corso dell’inaugurazione dell’anno giudiziario a Catanzaro, Gratteri fece cenno alla costruzione a Vibo Valentia della nuova aula bunker per il Distretto giudiziario di Catanzaro. Il Procuratore distrettuale di Catanzaro sta colmando anni di ritardi e di sottovalutazione nel contrasto alla ‘ndrangheta del Vibonese, sempre più radicata in ogni strato della società civile e capace di intessere affari e trame ai più alti livelli.

Attualmente, i processi alla ‘ndrangheta vengono svolti nel nuovo Palazzo di giustizia in via Lacquari a Vibo Valentia, ma l’unica aula disponibile non è in grado di ospitare più di cinquanta detenuti, senza considerare gli spazi per avvocati e pubblico. Serve un luogo molto più capiente e sicuro per la celebrazione, fra qualche mese, del maxi-processo derivante dall’operazione anti-‘ndrangheta “Rinascita-Scott”, sia per gli imputati che sceglieranno di essere giudicati con il rito abbreviato, sia per quanti opteranno per il dibattimento. Visti i numeri degli imputati, l’alternativa sarebbe stata svolgere il maxi-processo nell’aula bunker di Palermo.

Giustizia & impunità
Calabria, non c’è un tribunale attrezzato per il maxi-processo Rinascita-Scott
Gratteri: “Il ministero è stato avvertito un anno e 3 mesi fa”
Nella Regione non c’è un’aula bunker o un tribunale che possa ospitare i quasi 500 imputati (con i loro avvocati) del processo ai boss della cosca Mancuso. Il procuratore evidenzia i ritardi di via Arenula: “Se qualcuno non ha provveduto non è un problema mio. Lo dico con dispiacere e con rammarico”
di Lucio Musolino
Ilfattoquotidiano.it, 8 giugno 2020

Il maxi-processo “Rinascita-Scott” potrebbe celebrarsi fuori dalla Calabria. La Dda di Catanzaro si appresta chiedere il rinvio a giudizio, ma nella Regione non c’è un’aula bunker o un tribunale che possa ospitare i quasi 500 imputati con i loro avvocati. Il dato è emerso questa mattina a margine della presentazione del nuovo presidente del Tribunale di Catanzaro, Rodolfo Palermo. Al termine della cerimonia, la domanda su dove si farà il processo, che prenderà le mosse dalla maxi-inchiesta della Direzione distrettuale antimafia, è stata posta al procuratore della Repubblica Nicola Gratteri. “Ancora non ci sono determinazioni definitive – ha spiegato Gratteri – Io so per certo che il presidente della Corte ha scritto al ministero già nel marzo 2019. Quindi, sostanzialmente, il presidente della Corte ha messo in mora il ministero un anno e tre mesi fa”.

Gratteri e i pm del suo ufficio nei mesi scorsi hanno già riscontrato disagi simili per il processo Stige contro le cosche crotonesi. Adesso il rischio è che la storia si ripeta, con il processo “Rinascita-Scott” che potrebbe emigrare fuori dalla Calabria. Il problema, stando a quanto dichiara Gratteri, è conosciuto da tempo in via Arenula, sede del ministero della Giustizia. Ma ancora non ci sono soluzioni: “Se qualcuno non ha provveduto non è un problema mio – chiarisce il procuratore – Lo dico con dispiacere e con rammarico. Ma non è detta l’ultima parola”.

Intanto sembra esclusa l’ipotesi che si possa celebrare a Vibo Valentia il maxi-processo ai boss della cosca Mancuso, ai loro luogotenenti e ai politici arrestati lo scorso dicembre: “A Vibo non penso – sostiene Gratteri – perché, anche considerando il Covid, noi dovremmo contenere nella stessa stanza come minimo 600 persone. Non ci sono questo tipo di spazi di in Calabria”.

Catanzaro, piazza piena per la manifestazione pro Gratteri: “Non dobbiamo avere paura”. E lui manda messaggio: “Dimostrate sete di giustizia”
di Lucio Musolino
Ilfattoquotidiano.it, 18 gennaio 2020

Centinaia di persone si sono riunite davanti al palazzo di Giustizia di Catanzaro per dimostrare solidarietà al Procuratore della Repubblica Nicola Gratteri. La manifestazione, promossa da un “Comitato spontaneo di prossimità”, è nata dopo le critiche rivolte al magistrato in ambienti politici e giudiziari per l’operazione “Rinascita Scott” che nelle settimane scorse ha portato all’arresto di oltre trecento persone. Cittadini, giovani e studenti, oltre ai rappresentanti di associazioni ed esponenti della politica, hanno partecipato al presidio per dimostrare la loro vicinanza al magistrato e al suo impegno nella lotta contro la ‘ndrangheta. “Tutti noi calabresi abbiamo qualcosa da dire e da denunciare e lui per la prima volta ci ha aperto le porte come magistrato. Non dobbiamo avere paura perché la paura ci ha resi complici”, ha detto dal palco il testimone di giustizia Pino Masciari. “Questa piazza è uno schiaffo a chi quotidianamente delegittima l’azione di un magistrato che ha passato tutta la vita sotto scorta. Non esistono più i padroni di ieri, ma esiste il diritto a vivere in maniera normale“, gli ha fatto eco il docente Giancarlo Costabile. E lo stesso Gratteri tramite lo scrittore Pino Aprile ha voluto mandare un messaggio alla piazza: “La vostra presenza indica sete di giustizia, sentita e non gridata o sbandierata. È solidarietà testimoniata anche con la presenza fisica”. “Io l’accolgo – aggiunge Gratteri – e ringrazio perché so che questa presenza è rivolta non tanto a chi è più visibile nei mass media quanto alla nostra squadra che lavora, con competenza e sacrificio, in silenzio e lontano da fotocamere o cineprese, in modo quasi per nulla appariscente e solo con l’intento di fare il proprio dovere. Io, senza questa squadra, potrei fare ben poco. Ringrazio tutti, a nome della squadra, per la solidarietà testimoniata con la vostra presenza”.

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