Sars-CoV-2. Protezione Civile: superato 130.000 contagiati e 16.500 morti. I numeri sono altri: contagiati stimati tra 5 e 6 milioni

Nell’ambito del monitoraggio sanitario relativo alla diffusione del Coronavirus sul territorio nazionale, secondo i dati del Dipartimento della Protezione Civile, al momento 93.187 persone risultano positive al virus. Ad oggi, in Italia sono stati 132.547 i casi totali persone hanno contratto il virus Sars-CoV-2 (+3.599 in più rispetto a ieri per una crescita del 2,8%). Di queste, 16.523 (+636, +4%) sono decedute (ma questo numero potrà essere confermato solo dopo che l’Istituto Superiore di Sanità avrà stabilito la causa effettiva del decesso e non è da dimenticare che da più parte è stato rilevato che non tutti i morti per ) e 22.837 (+1.022, +4,7%) sono state dimesse. Sono 22.837 le persone guarite.

Calabria: +58 decessi, in costante salita. Puglia: 182 decessi, in costante salita. Sicilia: ben oltre quota 100 decessi. Campania: superata quota 200 decessi. Ecc.
Regione per regione casi attualmente positivi:
28.469 in Lombardia
13.051 in Emilia-Romagna
10.545 in Piemonte
9.722 in Veneto
5.301 in Toscana
3.706 nelle Marche
3.300 nel Lazio
3.117 in Liguria
2.698 in Campania
2.115 in Puglia
1.815 in Sicilia
1.838 nella Provincia autonoma di Trento
1.396 in Friuli Venezia Giulia
1.425 in Abruzzo
1.260 nella Provincia autononma di Bolzano
872 in Umbria
819 in Sardegna
722 in Calabria
567 in Valle d’Aosta
262 in Basilicata
187 in Molise

La questione dei “contagiati sommersi”

I “contagiati sommersi” possono diventare “morti emersi”. Dove allo stato attuale i decessi sono circa il 10% dei contagiati, il calcolo viene da sé… la bomba fa tic tac tic tac…

Abbiamo scritto di questo il 24 marzo 2020: Le verità dietro i balconazo del dictator Conte. Borelli show in TV: in Italia 700.000 contagiati (10 volte di più dei 69.176 ufficiali).

Oggi, Salvo Sottile (il conduttore in prima serata su Retequattro del programma di informazione e approfondimento “Quinto Grado”, che indaga sui principali galli irrisolti in Italia), ha parlato dei “contagiati sommersi”, riportando l’articolo di Corrado Zunino su Repubblica.it (Facebook, 6 aprile ore 15.50): “Il primo a far decollare il concetto di “contagiati sommersi”, intervistato da Repubblica, fu il riservato capo della Protezione civile, Angelo Borrelli: ‘Il rapporto di un malato certificato ogni dieci non censiti è credibile, disse riferendosi alle stime di chi sa. Oggi, con la sua Protezione civile che individua i positivi totali in 128.948, significherebbe 1 milione e 300 mila contagiati reali in Italia. Ma lavori medico-statistici aggiornati spingono in avanti la cifra: al 6 aprile, secondo le ricerche più aggiornate, gli affetti da coronavirus sono stimati tra 5 e 6 milioni. APPROFONDIMENTO”:

Borrelli: “I numeri sono altri. L’epidemia va più veloce della nostra burocrazia”
di Corrado Zunino
Repubblica.it, 6 aprile 2020
Le parole di Borrelli erano confermate da uno studio accademico cinese di inizio marzo che, spostando l’attenzione sulla regione di Hubei, individuava proprio in quel rapporto – uno a dieci – quello da applicare nella Cina più colpita. Altri studi delle università cinesi parlano di uno a quattro. Ma il numero dei contagiati non avvistati, così importante sia per approntare politiche di contenimento che per comprendere a quali tempi le politiche devono riferirsi -, trova riscontro nel nostro Paese tra due studi lontani tra loro e approntati con metodologie diverse.
Il professor Carlo La Vecchia, docente di Statistica epidemiologica dell’Università di Milano, ha coordinato un’indagine Doxa sul Covid-19 che ipotizza un 10 per cento di italiani contagiati: sono sei milioni, “di cui un milione nella sola Lombardia”. Bene, a questo lavoro, reso pubblico da La Stampa, ora si affianca un paper di dodici studiosi italiani, sottoposto in questi giorni a revisione internazionale, chiamato “The Covid-19, infection in Italy: a statistical study of an abnormally severe disease”. Una malattia grave in maniera anormala. Bene, al 25 marzo scorso, con 74.300 mila casi positivi, gli infettati reali erano in un range tra 600 mila e 3,3 milioni. Oggi, quindi, seguendo la curva della crescita, i positivi sarebbero 5,2 milioni. Lo studio “An abnormally severe disease”, coordinato dal professor Giuseppe De Natale, ribadisce le cifre – 5-6 milioni – dell’indagine Doxa del professor La Vecchia. “Sono numeri sufficientemente alti per mettere a rischio i sani, troppo bassi per garantire l’immunità di gregge”, ha spiegato lo statistico della Statale. L’immunità di gregge prevede il 60-70 per cento di colpiti e, quindi immunizzati per consentire una tutela per tutti i residenti.
È interessante addentrarsi nel lavoro dei dodici studiosi (Cnr, Ingv, Università Federico II di Napoli e Università di Zurigo). La tesi è che i casi italiani sono “fortemente sottostimati” e si mette in comparazione la letalità specifica del nostro Paese – 12 per cento nel rapporto contagiati-deceduti, con percentuali maggiori in Lombardia – con quelle intorno al 4 per mille di Germania, Austria, Norvegia, Irlanda e Australia e una letalità media dell’1-2 per cento riscontrata negli Stati Uniti, in Danimarca, Belgio e Portogallo. Lo studio italiano prende in esame il fatto che il 23 per cento dei connazionali sia fumatore, ma la media europea sale al 29 per cento; che l’area al di sopra del Po sia tra le più inquinate d’Europa, ma ve ne sono di altrettanto compromesse in zone industriali del continente; che la popolazione italiana sia la seconda più anziana al mondo – ma il Giappone, la nazione più vecchia, ha un indice di letalità più basso del nostro-, e ancora che abbiamo meno posti letto e terapie intensive, per esempio, della Germania. La questione centrale, sostiene però “An abnormally severe disease”, non sono le sigarette, né l’inquinamento, neppure la sanità tagliata. La questione è la forte sottostima del dato dei contagiati. E la controprova ci è data dall’unico caso in cui, ad oggi, un’intera comunità è stata sottoposta a tampone: sulla nave da crociera “Diamond Princess”, ormeggiata a fine febbraio nel porto di Yokohama, in Giappone.
Bene, delle 3.711 persone a bordo della “Diamondi Pricess”, 705 sono risultate positive al tampone e 7 sono decedute. Nel “caso perfetto”, perfettamente isolato e quindi ideale per uno studio statistico, il Covid è stato fatale all’un per cento dei presenti. Quello è il riferimento: un morto ogni cento contagiati. Anche le statistiche italiane dovrebbero tendere a questa letalità. Un milione e mezzo di affetti, almeno, per salire a sei milioni di fronte a percentuali di letalità che in Italia possono essere comunque più alte (ma mai al 12 per cento oggi certificato).
Questi due lavori sono in linea, tra l’altro con lo studio europeo realizzato lo scorso 30 marzo dagli epidemiologi dell’Imperial College di Londra: l’università inglese attribuisce al nostro Paese un’infezione diffusa pari al 9,8 per cento medio (in una forchetta larga, compresa tra il 3,2 e il 26 per cento). Il dato medio corrisponde a poco più di sei milioni di italiani, ecco.
Vi sono, ancora, monitoraggi di società private che, con campioni ridotti, portano il livello del contagio al 38 per cento (la Meleam di Bitonto che ha cercato gli anticorpi Igm-Igg). Per fare statistica seria la base considerata è insufficiente. Si rende necessario, per approfondire questo passaggio fondamentale in vista della fase 2 della convivenza, uno studio del Consiglio superiore di Sanità, nazionale e su un campione rappresentativo. Lo assicurano pronto entro il mese di aprile.

Cateno De Luca e il verbale contro la ministra Lamorgese: “È la prova che dichiarate il falso”
Liberoquotidiano.it, 6 aprile 2020
Non si placa la polemica tra Cateno De Luca, Sindaco di Messina, e Luciana Lamorgese, Ministro dell’interno. Il primo cittadino di Messina è stato denunciato dal Viminale http://www.korazym.org/40465/appello-del-governatore-della-campania-trend-in-calo-un-cavolo-forze-armate-a-supporto-emergenza-sanitaria-pronte-a-fare-di-piu/ e annuncia battaglia: al centro della diatriba ci sono alcuni artisti di strada. “Sono partiti il 21 marzo dalla Francia – ricostruisce De Luca – hanno attraversato l’Italia e sono stati fermati il 22 dai carabinieri di Salerno. Dopo essere stati denunciati, hanno comunque attraversato lo stretto e sono arrivati a Villa San Giovanni. Il 23 marzo, grazie alla nostra attività di intelligence e non alla sua – che utilizza per denunciare i sindaci che le dicono che forse quello che ha fatto è sbagliato -, abbiamo fermato queste persone e scoperto che sono venute in Sicilia per spassarsela, per ricongiungersi con altri artisti di strada provenienti dalla Spagna”. Il sindaco di Messina è un fiume in piena contro la Lamorgese e sventola un verbale: “Glielo sbatto in faccia in tribunale. Questa è la prova che voi avete sempre dichiarato falsità”.

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