Quasi 130.000 contagiati e 16.000 morti. Rischio più grande oggi è abbassare la guardia. Sempre troppi a zonzo, oltre 182.000 denunciati

Il totale dei contagiati di Sars-CoV-2 (non dimentichiamolo, sono persone, non numeri) è salito a 128.948 (+4.805). Gli attualmente positivi sono 91.247 (+2.972), mentre i guariti complessivamente sono 21.815 (+819) e i decessi totali 15.887 (+525).​
Sud&Isole, bomba a orologeria che fa tic tac tic tac… in molti esprimono scetticismo sui dati reali pare che siano molti più alti di quello che dicono. Ma c’è un dato che nessuno potrà mai occultare: il dato dei decessi, in crescita costante in tutto il Mezzogiorno, Isole comprese.

Muore l’Abate di Casamari, ricoverato da alcune settimane all’Ospedale Spaziani di Frosinone

Oggi pomeriggio è morto all’età di 74 anni Dom Eugenio Romagnuolo, Abate dell’Abbazia Cistercense Casamari. Risultato positivo al Sars-CoV-2 era ricoverato presso l’Ospedale Spaziani da un paio di settimane. In queste ore si moltiplicano i messaggi di cordoglio per la grave perdita. Dom Eugenio era stimatissimo da tutto il mondo politico, industriale, imprenditoriale e popolare della provincia di Frosinone.
Sacerdoti e religiosi continuano a morire ma il Papa non va in isolamento.

L’Avvocato Carlo Taormina oggi 5 aprile 2020 ha rilasciato un’intervista a Mirko Crocoli per Affaritaliani.it. Denuncia il governo e i tecnici per epidemia colposa: “Chi ha sbagliato deve pagare, sia esso politico che tecnico. Gravissime le scelte del Governo Conte. In tanti sono morti sulle ambulanze senza nemmeno poter entrare nei nosocomi. Fontana? Lungimirante, ma su di lui guerra politica. Dopo il mio annuncio, facebook mi ha bloccato. Atteggiamento vergognoso. Galli e Pregliasco? grandi professionisti. E ancora, sull’Europa, è categorico: Andiamocene da questo scempio e si ritorni a ristampare la lira, immediatamente”. E sul futuro: l’Italia si rialzerà, ma è necessario adottare misure economiche straordinarie, no agli spiccioli”. Tuttavia è solo la punta dell’iceberg scrive Affaritaliani.it

Il video.

Essere cristiani non è un modo di dire ma è un modo di vivere

Il Governatore della Campania, Vincenzo De Luca:
Dobbiamo essere responsabili anche e soprattutto durante queste festività pasquali, quando potremmo avere la tentazione di uscire.
Molti secoli fa un Papa diceva che essere cristiani non è un modo di dire ma di vivere. Testimoniamo i valori cristiani, non pensando alle cerimonie, ma tenendo vivi i valori della solidarietà e della compassione.
Essere cristiani significa tutelare la vita e la salute delle persone più deboli, in questo momento i nostri anziani.
Ancora un po’ di sacrificio ci aiuterà a vedere la luce in fondo al tunnel.
Vi rinnovo l’invito ad essere responsabili: TUTTI A CASA.

L’esodo verso il mare e i giri a zonzo dei decerebrati

Non facciamoci ingannare dai numeri sull’emergenza Coronavirus che secondo alcuni sembrano suggerire la fine del momento più tragico. La pandemia è ancora in atto. Quindi è importante dunque continuare a restare a casa, altrimenti si rischia una seconda ondata di contagio che renderebbe vano ogni sforzo fatto finora.
Invece, decine di piemontesi e lombardi non hanno ancora imparato niente e nella notte si sono messi in auto per raggiungere le case al mare in Liguria. Scrive La Stampa: “Decine e decine di piemontesi e lombardi incuranti degli inviti a rimanere a casa hanno cercato di raggiungere l’alloggio al mare, in Riviera, attirati anche dalla bellissima giornata di sole. A denunciarli sono stati soprattutto i vicini di casa che di notte sono stati testimoni degli arrivi. Ma sono stati anche traditi dalle webcam dell’Autofiori che hanno registrato dalle prime ore del mattino un insolito traffico verso le province di Imperia e Savona facendo scattare posti di blocco che hanno ‘blindato’ tutti i caselli autostradali, da Savona al confine”.
Sono state costrette ai lavori straordinari le forze dell’ordine, che in molti casi sono riusciti a far tornare indietro le vetture. Si tratta in massima parte di anziani o comunque persone dai 65 anni in su. C’è anche qualche decerebrato in stato più elevato, che ha preferito prendersi la multa di 4.000 euro, come un residente a Torino e diretto a Sanremo. Nonostante l’invito dell’agente si è diretto verso la casa al mare, dove affermava di essere domiciliato.
L’uscita in motorino è costato caro anche a due donne leccesi alle quali la Polizia locale ha inflitto sanzioni per complessivi 6.308 euro. Per ciascuna di esse è scattata una multa di 400 euro per violazione dei divieti riguardanti il contenimento dell’epidemia da Covid-19. In più alla conducente è stata inflitta una sanzione di 398 euro per guida senza patente, mentre nei confronti della proprietaria del motorino è scattata una multa di 5.110 euro per incauto affidamento del mezzo.
Sempre a Lecce, la Polizia locale ha inflitto altre tre sanzioni per spostamenti senza giustificato motivo. Una donna è stata multata mentre era diretta verso il mare.

Nel corso dei controlli svolti da parte delle forze dell’ordine, in applicazione delle misure di contenimento del contagio, ieri 4 aprile 2020 sono state sanzionate 9.284 persone, in aumento rispetto al giorno precedente, nel quale erano state 8.187.
Le denunce per false autodichiarazioni sono state ieri 54 e per violazione della quarantena 10.
I titolari di esercizi commerciali sanzionati sono stati 173 e 27 i provvedimenti di chiusura delle attività. Dall’inizio delle restrizioni, i denunciati sono stati oltre 182.000. In 10 giorni quelli per violata quarantena sono stati 394.

Posta un video con una violazione della quarantena e gli sparano
Storia di come un innocente tentativo di documentare il malcostume si trasforma in una escalation di violenza prima grottesca, poi spaventosa e drammatica
AGI, 5 aprile 2020
È una storia talmente complicata che neppure in un film dei fratelli Cohen sarebbe credibile. Eppure, in estrema sintesi, è andata così: un tizio posta un video dei controlli di polizia per l’emergenza coronavirus e si becca quattro pistolettate.
I protagonisti di questa assurda vicenda avvenuta tra Scilla e Reggio Calabria sono un ignaro cittadino e due gentiluomini, neppure direttamente coinvolti nel video, ma che si sono sentiti chiamati in causa per conto terzi.
La ricostruzione dei fatti, messa insieme dai carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria, è davvero degna di una sceneggiatura.
Venerdì sera un impiegato di Scilla decide di vestire i panni di pubblico censore del malcostume e dal balcone di casa propria si mette a filmare i controlli di polizia sotto casa. In apparenza nulla di male, ma quando il video finisce sul web e tra le persone riprese spunta un dipendente pubblico ufficialmente in malattia, le cose si complicano. E parecchio. L’uomo, sorpreso non solo fuori casa durante l’isolamento, ma per giunta in malattia, ha un cognome che in certi ambienti si potrebbe definire ‘pesante’ e vedersi esposto al pubblico ludibrio non gli va giù. E quando confida il proprio disagio a un parente e a un amico questi, non si sa se motu proprio o ispirati dall’indignazione dell’offeso, decidono di farla pagare all’autore del video.
Da qui la decisione di organizzare una fulminea spedizione punitiva, consumata in mezz’ora. I due si presentano a Scilla direttamente a casa del malcapitato e prima tentano di estorcergli duemila euro a titolo di “risarcimento” del torto patito, poi, quando l’impiegato si rifiuta, uno dei due gli spara quattro colpi di pistola. Solo uno va a segno; l’uomo, ferito a una gamba, cerca di rifugiarsi nell’androne del condominio, ma i due glielo impediscono e continuano a pestarlo.
Quando ritengono di aver dimostrato a sufficienza la propria indignazione si rimettono in macchina per tornare a Reggio Calabria. Ai carabinieri servono meno di due giorni per venire a capo della faccenda: rilievi scientifici, testimonianze, raccolta di dati informativi, permettono di individuare i due presunti autori.
Le indagini sono ancora in corso per far luce su tutti gli aspetti della vicenda, ma anche sul ruolo avuto dell'”offeso”, il permaloso impiegato in malattia. Il ferito, curato all’ospedale di Reggio Calabria, ha già fatto ritorno a casa. I due aggressori sono stati arrestati con l’accusa di tentato omicidio, estorsione e porto abusivo di arma da fuoco.

Il video.

Avevano ragione i saggi arabi

C’è un antico proverbio arabo che recita: “Sui cadaveri dei leoni festeggiano i cani credendo di aver vinto. Ma i leoni rimangono leoni e i cani rimangono cani”.

Il dibattito sulla libertà di culto “in pericolo”

Il sempre attento amico e collega Andrea Gagliarducci oggi sul suo blog in italiano (con il titolo in inglese) Vatican Reporting, con un articolo Coronavirus, il problema che l’informazione religiosa non sembra vedere, sollecita a non preoccuparsi oggi solo di limitare il contagio, ma di guardare al futuro e di cercare di comprendere se tutte queste misure d’emergenza possono essere usate un giorno per attaccare la libertà di culto: “Il dramma del coronavirus, e le misure eccezionali che sono state prese per arginarlo, porta con sé un pericolo strisciante, che probabilmente non è stato ancora realmente affrontato dall’informazione religiosa, e men che meno dai media vaticani: il pericolo della dittatura della tecnocrazia. (…) E così, la domanda finale, la domanda cruciale è solo una: la Chiesa ha perso la capacità di essere profetica? Cederà alla fine alla dittatura della tecnocrazia?”.
Va bene porre la domanda sulla “capacità di essere profetica”, perché è una domanda cruciale, che ho posto anch’io. Va anche bene dire che i media vaticani sono assenti in questa fase, ma sono assenti su molti aspetti, non solo per evidenziare la libertà di culto…
Nella discussione su questa problematica, una cosa deve essere messa in chiaro: nessun Capo di Stato, nessun Capo di Governo, in nessuna Nazione ha detto che le Sante Messe cattoliche o le Celebrazioni cristiane e di altre religioni sono sospese. Il singolo sacerdote, i religiosi con i proprio confratelli nelle loro chiese o cappelle possono celebrare la Santa Messa. Questo è un fatto che va detto, perché le Sante Messe i sacerdoti le celebrano. Quindi non è interdetta nessuna libertà di culto.
Il Governo italiano, ponendo delle limitazioni agli spostamenti e agli assembramenti, ovviamente pone delle condizioni, per le quali in alcuni casi si può andare in chiesa (se la chiesa è sul tragitto casa-spesa-lavoro-farmacia-struttura sanitaria-casa, anche se si potrebbe anche discutere su questa limitazione, che trovo ingiusto anche se #iostoincasa e faccio mia casa #chiesadomestica). Comunque, su questo tema vale quanto detto altrove. Per prima non si capisce perché sarebbe necessario andare a cercare una chiesa lontana da casa. Per secondo è come chi non è mai andato a correre o a fare delle passeggiate, e oggi vuole andare a fare jogging e passeggiate nei parchi. Ovviamente, è comprensibile il desiderio di chi era abituato a visitare ogni giorno la chiesa nel suo quartiere, ma vorrei sapere quanti tra quelli che oggi sentono l’irresistibile bisogno di celebrare nelle chiese come non ci fosse un Coronavirus in giro e denunciano l’attacco al libertà di culto, erano abituali visitatori di una chiesa (o oggi, visto che le chiese sono aperte). Ci viene a pensare che si tratta maggiormente di gente che non ci mette piede né a Pasqua né a Natale né mai. Sapete come è… “A pensar male del prossimo si fa peccato ma si indovina” (Papa Pio XI). Detto da un Papa, chi oserebbe metterlo in dubbio?

La Chiesa di San Lorenzo in Lucina a Roma, aperta per la preghiera, ma nessuno dentro, pomeriggio di Domenica delle Palme, 5 aprile.

Le chiese cattoliche italiane si trovano su territorio italiano. La Chiesa cattolica in quanto tale non ha un territorio proprio, ma si trova su territori di tanti Nazioni ed è soggetta alle singole leggi degli Stati nei quali si trova.
Se pensiamo alla Chiesa con un “territorio proprio”, dobbiamo pensare solo allo Stato della Città del Vaticano e alle chiese aperte e fruibili in questo territorio di uno “stato sovrano”, come la Basilica di San Pietro perché l’Arciprete Cardinale Angelo Comastri afferma che la basilica è sempre aperta, e alle zone extraterritoriali vaticani. Questo è l’unico territorio dove la Chiesa cattolica è nel suo stato sovrano. In tutti gli altri casi, la Chiesa cattolica ha delle strutture sul territorio di altri Stati, nei quali è soggetta alle leggi del rispettivo Stato.

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