Sars-CoV-2. Divulgazione scientifica – Parte 1: Casi asintomatici e periodo d’incubazione

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Covid-19: Casi asintomatici e periodo d’incubazione – 21 marzo 2020
Autore:
Antonino Napoleone – Ricercatore presso Uppsala University


Il primo caso di COVID-19 (Coronavirus disease – 2019) è stato riportato dalle autorità cinesi alla WHO il 31 dicembre 2019 da un paziente affetto da polmonite virale nella città di Wuhan, Cina. Ad oggi 21 marzo 2020, ad un mese esatto dal primo caso italiano rilevato in Lombardia, sono registrati 47.021 casi in Italia, 284.566 in tutto il mondo distribuiti in 166 paesi. Da qui la decisione della WHO in data 11 Marzo 2020 di attribuire al COVID-19 la definizione di pandemia. Recenti indagini su vasta scala mostrano come il 5% dei casi risultati positivi al virus sviluppa sintomi critici, il 14% sviluppa sintomi gravi, mentre l’81% presenta sintomi di natura lieve. In questa ultima categoria non sempre o non del tutto sussiste la necessità di effettuare test/tamponi, il che può significare che il numero di infetti può essere n volte superiore rispetto ai dati epidemiologici ufficializzati. Fra questi non sono inclusi i casi asintomatici e i presintomatici, che pur non presentando alcuna sintomatologia significativa, rappresentano una estesa ed ignara fonte di contagio. Questi ultimi rendono la gestione e il contenimento della pandemia una vera sfida. Da qui le esortazioni della WHO di aumentare il più possibile l’identificazione e la diagnosi su casi sospetti o a contatti sintomatici di casi confermati. Il periodo di incubazione è in media di 5-7 giorni con un massimo di 14 o persino 17 giorni, fino allo sviluppo di sintomatologia da lieve a severa altamente influenzato da fattori quali il sesso, l’età, la preesistenza di condizioni patologiche cronicizzanti (diabete, malattie respiratorie croniche, patologie cardio-cerebrovascolari). Le misure di contenimento stringenti adottate dal governo italiano l’11 marzo 2020 e prese a modello in tempi e modi diversificati dai vari governi europei hanno lo scopo di limitare la diffusione del virus, limitando i contatti fra i casi asintomatici, i presintomatici e le categorie sopracitate più a rischio. Il rimanere a casa, la chiusura di scuole e università, la cancellazione di eventi sociali, il taglio di voli e spostamenti in treno/bus, sospensione del trattato Schengen, intensificazione delle misure igieniche hanno lo scopo di salvare vite ed evitare di saturare gli ospedali già al limite del collasso nelle zone più colpite. Siamo la culla della civiltà occidentale, della bellezza e della cultura, l’Europa e il mondo ci guardano e ci ammireranno quando presto ci risolleveremo. Rispettiamo insieme le regole, condividiamo la fiducia nelle scienze mediche e non mediatiche, per arginare tutto questo serve la collaborazione da parte di tutti.

Bibliografia:
1. https://systems.jhu.edu/
2. https://doi.org/10.1186/s13578-020-00404-4
3. https://doi.org/10.1002/jmv.25776
4. World Health Organization (2020, March).
5. https://doi.org/10.1017/ice.2020.81
6. DPCM dell’11 marzo 2020

TABELLA

Commento di Domenico Gangemi: “Mi pare di capire che ancora sul periodo di contagiosità post guarigione non si sappia nulla, come era prevedibile. Per questo le linee guida cinesi raccomandano di stare a casa in isolamento per 14 giorni dopo che vengano rispettati i criteri di dimissione, ossia: due tamponi negativi a distanza di 24 ore l’uno dall’altro; non sintomi; normalizzazione della PCR e dei globuli bianchi agli esami del sangue fatti alla dimissione; non reperti radiografici di infezione”.

Risposta di Antonino Napoleone: “Esatto. Questi sono i criteri di dimissione recepiti anche dal Ministero della Salute Italiano, che definisce la eliminazione del virus come scomparsa di RNA del SARS-CoV-2 rilevabile nei fluidi corporei, sia in persone che hanno avuto sintomi di malattia, sia in persone in fase asintomatica. Per il soggetto asintomatico, si ritiene opportuno suggerire di ripetere il test per documentare la negativizzazione non prima di 14 giorni (durata raccomandata del periodo d’isolamento) dal riscontro della positività. La definizione di scomparsa dell’RNA virale è attualmente data dall’esecuzione di due test molecolari (PCR), effettuati a distanza di 24 ore, aventi entrambi esito negativo”.

Articolo precedente:

0 – Sars-CoV-2. Divulgazione scientifica volta a contrastare disinformazione e false notizie che imperversano nocivamente – Introduzione

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