Un amico disse: “Di strada ne ha fatto”. Annuii

Con bonaria ironia – a dimostrazione del fatto, che non è ancora totalmente scomparso il cattolicissimo senso dell’umorismo – un’amico, commentando la condivisione del mio articolo Motus in fine velocior. Note biografiche del neo Segretario particolare papale 2.0. Alcune integrazioni e piccolo aggiornamento del 29 gennaio 2020, ha scritto: “Dai ragazzi di strada alla Santa Sede, ne avrà la capacità. O forse è meglio dire Santa Marta, allora va bene qualsiasi Segretario. Tanto l’unica competenza richiesta al Segretario è annuire”. A cui un’altro amico ha risposto: “Insomma… Bisogna anche saperlo fare con il dovuto entusiasmo. Non come i cristiani musi lunghi, facce da sottaceto, ecc.”.

Dopo la parola del giorni “arguito” dal verbo “arguire”, “annuire” come parola del giorno per oggi ci sta, mi sa. È anche facile arguire cosa intendeva l’amico.

Il verbo intransitivo “annuire” è derivato dal latino tardo “adnuere”, composto di prefisso “ad-“ e “nuere” (far cenno), a suo volta derivato da “nutus” (cenno del capo), che corrisponde al greco “neuo” (faccio segno con la testa, mi piego, m’inchino, dico di sì), a cui si ricollega il greco “neuma” (segno di testa) e il latino “numen” (divinità, che ha il potere di concedere, di negare).
Annuire quindi significa accennare di sì, fare cenno di sì, mostrarsi d’accordo, approvare, acconsentire, assentire, dire di sì, essere d’accordo, per lo più con un cenno affermativo del capo (anche + a). Derivato: annuenza (atto dell’annuire, approvazione, consenso).

“Cominciò ad annuire senza convinzione al racconto inverosimile del principale”.

“Un amico disse: ‘Di strada ne ha fatto’. Annuii”.

“Continuava ad annuire ma ero convinto che non aveva capito nulla”.

“Perché annuisci? Ti ha appena offeso…”.

“Per detto adunque e per fatto dei modernisti nulla, o Venerabili Fratelli, vi deve essere di stabile, nulla di immutabile nella Chiesa. Nella qual sentenza non mancarono ad essi dei precursori (…). Il Censore darà per iscritto la sua sentenza. Se sarà favorevole, il Vescovo concederà la facoltà di stampa colla parola Imprimatur, la quale però sarà preceduta dal Nihil obstat e dal nome del Censore. Anche nella Curia romana non altrimenti che nelle altre, si stabiliranno censori di ufficio. L’elezione dei medesimi, dopo interpellato il Cardinale Vicario e coll’annuenza ed approvazione dello stesso Sommo Pontefice, spetterà al Maestro del sacro Palazzo Apostolico. A questo pure toccherà determinare per ogni singolo scritto il Censore che lo esamini” (Lettera enciclica Pascendi domici gregis, Sugli errori del Modernismo del Sommo Pontefice Pio X, 8 settembre 1907).

“E annuiva Falcone quando Borsellino chiariva: ‘È giusto dire in questa occasione che in realtà scontro fra me e Sciascia non ve ne fu. Intanto, perché io stetti silenzioso, anzi, colsi l’occasione subito dopo per indicare in Sciascia la persona che aveva estrema importanza nella mia formazione e anche nella mia sensibilità antimafia…’ (“Borsellino, quel giorno a Racalmuto” di Felice Cavallaro – Malgrado Tutto Web, 19 luglio 2019).

“Trincerato dietro un assoluto riserbo, [Giancarlo] Caselli [Procuratore di Palermo] non ha voluto parlare di inchieste in corso. Ma ha più volte annuito quando [Luciano] Violante [Presidente della Commissione Antimafia], durante il suo intervento, negava l’ esistenza di un ‘complotto’. ‘Chi parla impropriamente di questo – ha spiegato il Presidente dell’ Antimafia – non sa o non vuole sapere che c’ è stato, negli ultimi trent’ anni un complotto contro gli italiani fatto di stragi, di omicidi, di violenza e collusione con Cosa nostra. E questa violenza, questa collusione, non è stata imposta dalla mafia, ma continuamente contrattata. Ancora oggi non ne conosciamo gli autori. Ma il nuovo sistema politico che stiamo costruendo non dovrà portarsi appresso le pietre di questo passato oscuro’” (“Violante: ‘Il complotto è contro gli Italiani’ di Claudio Gerino – La Repubblica, 18 aprile 1993).

“Domande, che per troppo tempo non sono state rivolte a chi di dovere, alcune delle quali hanno trovato risposta, mentre altre ancora sono state eluse, fuggite, producendo anche «risposte imbarazzanti». «Le abbiamo poste tutte, qualche elemento di contezza in più lo abbiamo. Se fossero state fatte in ambienti istituzionali in altri tempi probabilmente avremmo recuperato un po’ di verità in più», continua a dire il presidente [Claudio] Fava [Presidente della Commissione Antimafia in Sicilia]. Di fronte a una platea di giornalisti affamati di dettagli inediti e a una Fiammetta Borsellino seduta in seconda fila, silenziosa, che ogni tanto si limita ad annuire” (“Via D’Amelio, la Commissione antimafia sul depistaggio. «È vergognosa la scelta di qualcuno di non presentarsi» di Silvia Buffa – Meridio News, 19 dicembre 2018).

La malattia dell’annuire è apparsa per la prima volta in Sudan nel 1960 e dalle dinamiche poco conosciute. La malattia porta chi la contrae a disabilità fisica e mentale permanente, e colpisce unicamente bambini di età compresa tra i 5 e i 15 anni. La sua diffusione è limitata alla regione sud del Sudan, alla Tanzania e alla regione nord dell’Uganda. Prima del focolaio scoppiato nel sud del Sudan la malattia fu descritta per la prima volta nel 1962, limitatamente alla sua diffusione in alcune regioni montane della Tanzania, ma la connessione tra la malattia rilevata all’epoca e i focolai scoppiati nel XXI secolo è stata fatta solo di recente. Nuovi focolai si sono registrati nel 2012 in Sudan, Uganda e Tanzania. Le cause della malattia sono sconosciute, ma si pensa possa essere connessa all’infestazione di un nematode, l’Onchocerca volvulus, presente in tutte le aree in cui la malattia si è manifestata. Si sta studiando la possibilità che la malattia sia in qualche modo legata ad agenti chimici usati in guerra, oppure che possa essere causata da deficienze alimentari che causano carenza di vitamina B6, che può portare ad alcune forme di epilessia. Teorie meno recenti indicavano come possibile causa il consumo di carne di scimmia contaminata, oppure il consumo di semi contaminati da sostanze chimiche. I sintomi della malattia sono peculiari, quando un bambino la contrae la crescita corporea e del cervello si ferma permanentemente, e compare un grave ritardo mentale. Il nome della malattia deriva da uno dei sintomi particolari che porta l’ammalato ad annuire con gesti involontari della testa. La malattia è fortemente debilitante sia per il fisico che per la salute mentale. La malattia è degenerativa e fatale, con una durata di forse tre anni o più. La malattia ha inoltre un’alta mortalità, e può essere fatale anche in seguito a cadute causate dalle gravi crisi epilettiche (da Wikipedia).

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