Il Giappone ha ricordato le bombe atomiche

Commemorando i 74 anni dalla bomba atomica su Hiroshima, Kazumi Matsui ha ribadito l’urgenza per il Giappone di firmare il trattato Onu per il bando delle armi nucleari, chiedendo di ‘ascoltare la voce degli hibakushi (i sopravvissuti all’olocausto nucleare)’. Alle ore 8.15, ora in cui la bomba all’uranio scoppiò sul cielo di Hiroshima, tutti i presenti hanno fatto silenzio, a ricordo delle 140.000 vittime: “Nel mondo d’oggi vediamo nazionalismo egocentrico in ascesa, tensioni acuite dall’esclusivismo e dalla rivalità internazionali, mentre il disarmo nucleare rimane a un punto morto”.

Al termine della celebrazione il sindaco ha letto una dichiarazione di pace: “Nel mondo d’oggi vediamo nazionalismo egocentrico in ascesa, tensioni acuite dall’esclusivismo e dalla rivalità internazionali, mentre il disarmo nucleare rimane a un punto morto. Che cosa possiamo fare di questi fenomeni globali?

Avendo sopportato due guerre mondiali, i nostri anziani hanno perseguito un ideale, un mondo senza guerra. Essi si sono impegnati a costruire un sistema di cooperazione internazionale. Non dovremmo noi oggi richiamare e, in nome della sopravvivenza umana, lottare per quel mondo ideale? Domando questo soprattutto a voi, giovani che non avete mai conosciuto la guerra, ma che guiderete il futuro”.

Quindi ha chiesto di ascoltare le voci di chi ha sentito quelle atrocità della guerra: “Guardando al mondo, vediamo che gli individui hanno pochissimo potere, ma vediamo anche molti esempi di forza combinata di moltitudini che raggiungono il loro scopo. L’indipendenza dell’India è un esempio.

Il Mahatma Gandhi, che ha contribuito a quella indipendenza mediante dolori e sofferenze personali, ci ha lasciato queste parole: ‘L’intolleranza è in se stessa una forma di violenza e un ostacolo alla crescita di un vero spirito democratico’. Per affrontare le nostre attuali circostanze e realizzare un mondo pacifico e sostenibile, dobbiamo trascendere le differenze di status o di opinione e lottare insieme in uno spirito di tolleranza verso il nostro ideale”.

Rivolgendosi ai presidenti degli Stati li ha invitati a visitare i musei che raccontano gli orrori: “I leader mondiali devono camminare con loro, facendo avanzare l’ideale di una società civile. Questo è il motivo per cui li esorto a visitare le città bombardate dall’atomica, ascoltare gli ibakusha e visitare il Peace Memorial Museum e la National Peace Memorial Hall per stare di fronte a ciò che è realmente accaduto nella vita delle singole vittime e dei loro cari.

Voglio che i nostri attuali leader ricordino i loro coraggiosi predecessori: quando le superpotenze nucleari, gli Stati Uniti e l’URSS, erano impegnati in una corsa alle armi nucleari intensa e crescente, i loro leader hanno mostrato ragionevolezza e si sono rivolti verso il dialogo per cercare il disarmo”.

Mentre alcuni giorni prima della commemorazione la Chiesa nipponica aveva diffuso un appello a ‘costruire la pace partecipando pienamente allo sviluppo integrale di tutti, chiedendo l’abolizione delle armi nucleari’: ogni anno, tra il 6 e il 15 agosto, la Chiesa cattolica celebra i 10 giorni della pace in ricordo delle vittime degli atroci eventi.

Un’iniziativa nata dopo l’appello alla riconciliazione lanciato da Giovanni Paolo II proprio a Hiroshima, il 25 febbraio 1981. Nel loro messaggio i presuli giapponesi hanno sottolineato l’impegno globale di papa Francesco per la pace e la riconciliazione tra i popoli:
“Tuttavia le minacce nucleari non possono rispondere efficacemente a tali problemi. La stabilità basata sulla paura aumenta semplicemente la paura e compromette la fiducia nelle relazioni tra le nazioni. In tal caso, dobbiamo chiederci come può essere mantenuta la stabilità”.

Nel messaggio i vescovi giapponesi hanno ricordato anche che la Santa Sede è stato uno dei primi tre paesi a ratificare il trattato sulla proibizione delle armi nucleari adottato dall’Onu il 7 luglio 2017, il primo trattato internazionale legalmente vincolante per la completa proibizione delle armi nucleari, rendendole illegali, in un percorso verso la loro completa eliminazione:

“Con papa Francesco preghiamo con tutto il cuore il Dio della pace affinché possiamo costruire la pace partecipando profondamente allo sviluppo integrale di tutti mentre cerchiamo la realizzazione dell’abolizione delle armi nucleari. Iniziamo questo compito facendo tutto il possibile”.

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