In aumento le attività del Bambin Gesù

Nei giorni scorsi l’Ospedale pediatrico ‘Bambin Gesù’ di Roma ha presentato i risultati dell’attività sanitaria e scientifica e del bilancio sociale 2018, alla presenza del Segretario di Stato vaticano, card. Pietro Parolin: quasi 2.000.000 di prestazioni ambulatoriali e 29.000 ricoveri; 324 trapianti di organi, cellule e tessuti e più di 13.000 pazienti ‘rari’; cresce la produzione scientifica, che raggiunge il numero di 679 pubblicazioni per 2.968 punti di Impact Factor Grezzo (IFG), il valore che ne misura il ‘peso’.

Inoltre sono state quasi 4.500 le famiglie dei pazienti ricoverati alle quali è stato fornito un alloggio, oltre 2.100 i nuclei familiari seguiti dai servizi sociali. L’incontro è iniziato con i saluti di Mariella Enoc, presidente del Bambino Gesù: “Il nostro Ospedale è sostanzialmente la ricerca scientifica, la cura e la relazione. Questi sono i tre elementi su cui il Bambino Gesù si deve basare”.

Inoltre, ha ringraziato le Istituzioni «per la vicinanza che hanno a questo Ospedale, una vicinanza da entrambe le parti rispettosa e che si manifesta con atti di attenzione, di possibilità di dialogo e di costruzione insieme di un programma», ma soprattutto ha ringraziato «i medici, gli infermieri e tutti coloro che sono l’essenza del nostro Ospedale”.

Il Segretario di Stato della Santa Sede, card. Parolin, ha ricordato le parole del Rescriptum del Pontefice, commentando i risultati raggiunti, e ha invitato a non fermarsi: “E’ importante che questa tensione verso l’eccellenza non si affievolisca. Non bisogna mai dimenticare che il valore dei successi raggiunti si misura nella capacità di migliorare la qualità delle cure e dell’assistenza. I bambini, i ragazzi e le loro famiglie sono e devono rimanere il cuore di ogni attività, di ogni processo e di ogni iniziativa che si intraprende”.

Passando ai numeri nel 2018 sono stati registrati 85.012 accessi (+1% rispetto al 2017) nelle due sedi del Gianicolo e di Palidoro; 360 sono stati i trasporti di emergenza neonatale e 106 i trasporti tramite l’eliporto vaticano, eseguiti in collaborazione con il Governatorato della Santa Sede, quasi 200 in 2 anni. I parti a rischio effettuati all’interno del progetto ‘Nascita OPBG’ nel corso dell’anno sono stati 27. Il progetto, attivato nel 2017 prevede la nascita in ospedale di neonati altamente critici al fine di evitare i rischi del trasferimento d’urgenza post-parto.

Cresce anche il numero di ricoveri, che nel 2018 sono stati 28.754, (+2%): il 29% proviene da fuori regione, soprattutto Campania, Puglia e Calabria; il 15% dei ricoverati è di nazionalità straniera. Crescono anche le procedure chirurgiche e interventistiche, che raggiungono il numero di 30.648, in aumento del 3% rispetto all’anno precedente. A queste si aggiungono 3.089 interventi di chirurgia ambulatoriale.

Un risultato frutto di percorsi basati sull’appropriatezza clinica, che hanno permesso di mantenere la stessa efficacia assistenziale del ricovero e di garantire minore stress per i pazienti e minori costi per il Sistema Sanitario Nazionale. Crescono, infine, le prestazioni ambulatoriali che raggiungono il numero di quasi 2 milioni (1.921.232) tra visite ed esami: un incremento, negli ultimi 7 anni, di circa il 70%.

L’ospedale pediatrico è l’unico ospedale in Europa in grado di rispondere al bisogno di ogni tipologia di trapianto pediatrico. Nel 2018 sono stati effettuati 150 trapianti di midollo allogenico, 36 di midollo autologo, 39 di homograft (protesi valvolari cardiache), 27 di fegato (di cui 8 da vivente), 28 di rene (di cui 11 da vivente), 29 di cornea, 9 di cuore (a cui si aggiungono 8 impianti di cuore artificiale), 5 di membrana amniotica e 1 di polmone. In totale, 324 trapianti di organi, cellule e tessuti. Lo scorso anno è stato anche l’anno di un altro importante traguardo: quello della terapia genica, cioè delle cellule ‘riprogrammate’ contro il tumore.

La tecnica di manipolazione delle cellule del sistema immunitario del paziente (Car T) rientra nell’ambito della cosiddetta terapia genica o immunoterapia, una delle strategie più innovative e promettenti nella ricerca contro il cancro. Sono oltre 800 al Bambino Gesù le persone impegnate nella ricerca, di cui circa 495 esclusivamente dedicate alla ricerca e 326 medici, biologici, farmacisti e infermieri impegnati sia nell’attività clinica che nella ricerca scientifica.

L’Ospedale si colloca al terzo posto della rete di tutti gli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) e al primo tra gli ospedali pediatrici italiani per livello di Impact Factor (IF), il valore che misura il ‘peso’ delle pubblicazioni scientifiche. L’IF grezzo del Bambino Gesù è arrivato a quota 2.968 nel 2018, per un totale di 679 pubblicazioni scientifiche. 362 i progetti di ricerca traslazionale attivi nello scorso anno. 253 sono stati invece gli studi clinici accademici effettuati nel 2018 e 147 quelli sponsorizzati.

1.786 enti di 73 Paesi coinvolti nelle collaborazioni scientifiche dell’Ospedale, la maggior parte dei quali sono centri universitari (40%), Ospedali (37%) e Centri di ricerca (10%). Con la partecipazione a 15 Reti ERN (European Reference Networks), il Bambino Gesù è l’ospedale pediatrico europeo più coinvolto nei network europei per la condivisione delle conoscenze sulle malattie rare e il coordinamento delle cure di questi pazienti.

Sono 13.307 i pazienti ‘rari’ arruolati dal Bambino Gesù nella Rete Regionale delle Malattie Rare, la casistica più ampia a livello nazionale, non solo in campo pediatrico. Grazie alle piattaforme genomiche e alle competenze bioinformatiche sviluppate presso i laboratori dell’Ospedale, nel 2018 il Bambino Gesù ha identificato 21 nuove malattie rare che erano orfane di diagnosi. Un impegno costante che ha permesso all’Ospedale di fornire risposte diagnostiche per oltre il 50% dei malati rari o ultra-rari seguiti.

L’accoglienza delle famiglie che seguono il bambino malato durante il percorso di cura è parte integrante della terapia: sono quasi 200 ogni giorno le stanze messe a disposizione gratuitamente per i familiari dei piccoli pazienti che vengono da fuori Roma, grazie a una rete di solidarietà formata da case famiglia, istituzioni non profit, associazioni di albergatori. Nel 2018 sono state assicurate 96.415 notti a 4.479 famiglie.

Le famiglie seguite dai servizi sociali del Bambino Gesù sono state 2.108. 5.750 le mediazioni culturali attivate, in 52 lingue, per le famiglie straniere che hanno avuto i figli ricoverati. Circa 30.000 i bambini coinvolti nei progetti ricreativi delle ludoteche; 3.250 gli alunni della ‘scuola in ospedale’.

Nel frattempo prosegue l’attività dell’unità mobile per l’assistenza sanitaria dei bambini con difficoltà sociali ed economiche nelle periferie e nei campi Rom della Capitale, un’esperienza nata in concomitanza con il Giubileo Straordinario della Misericordia voluto da Papa Francesco. Nel 2018 sono state effettuate 1.999 visite pediatriche per un totale di 555 bambini (330 nei campi Rom e 225 nelle parrocchie).

Proseguono infine le iniziative di solidarietà all’estero con progetti umanitari o di cooperazione in 10 Paesi (Repubblica Centrafricana, Etiopia, Giordania, Tanzania, India, Siria, Russia, Georgia, Cambogia e Cina) e 62 pazienti umanitari provenienti da 28 Paesi e interamente a carico dell’Ospedale. L’alto livello di cure garantito del Bambino Gesù lo ha reso un punto di riferimento a livello internazionale: nel 2018 sono stati 531 i pazienti ricoverati provenienti da 5 continenti e 80 Paesi.

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