Dal mondo il grido di proteggere l’ambiente

“Le persone continuano a chiedermi ‘qual è la soluzione alla crisi climatica’. E come possiamo ‘risolvere questo problema’. Si aspettano che conosca la risposta. Pensarlo è oltre l’assurdo perché non ci sono ‘soluzioni’ all’interno dei nostri sistemi attuali”.

Dopo la marcia per clima che ha portato in piazza più di 1.000.000 persone, giovani soprattutto, l’attivista svedese Greta Thunberg ha risposto con un lungo post su Facebook alle critiche rivolte al movimento di cui è ispiratrice: “L’argomento preferito qui in Svezia (e altrove …) è che non importa ciò che facciamo perché siamo tutti troppo piccoli per fare la differenza.

La manifestazione di venerdì scorso è stata la più grande giornata di azione globale sul clima di sempre, secondo 350.org. E’ successo perché alcuni studenti di paesi piccoli come la Svezia, il Belgio e la Svizzera hanno deciso di non andare a scuola perché non si faceva nulla per la crisi climatica. Abbiamo dimostrato che importa quello che fai e che nessuno è troppo piccolo per fare la differenza”.

Negli stessi giorni il Movimento Studenti di Azione Cattolica ha discusso del problema ambientale a Montesilvano alla Scuola di Formazione Studenti: “Come Msac non scenderemo in piazza durante l’orario scolastico, come già ribadito in occasione di altri scioperi o manifestazioni studentesche. La scuola è un nostro diritto e dovere ed è dai banchi di scuola che vogliamo cambiare il mondo.

Partecipiamo infatti alla mobilitazione con gli strumenti che sono propri di noi studenti: vogliamo quindi organizzare assemblee, momenti di dibattito e confronto, attività e laboratori a scuola nelle ore di lezione e anche al pomeriggio in luoghi pubblici, insieme ai nostri compagni, alle nostre compagne, agli insegnanti e ai cittadini interessati”.

Ed hanno invitato gli studenti allo studio: “Per fare questo abbiamo necessità di approfondire e studiare le tematiche ambientali. Abbiamo quindi selezionato alcuni materiali che possono esserci utili per affrontare le diverse sfaccettature della questione ambientale nelle classi. Si tratta del testo dell’Enciclica ‘Laudato Sì’ di papa Francesco, corredata da materiali, spunti di lettura e attività raccolte dall’Azione Cattolica; la scheda della Proposta Formativa ‘SOS Terra chiama Uomo’, con un focus specifico anche sui reati ambientali.

Ovviamente non si tratta di un elenco ‘chiuso’, ma di spunti che possono collegarci ad altri temi e materiali, presenti e non nei programmi scolastici. Crediamo però che alle attività formazione e all’informazione si possa affiancare, in questo 15 marzo, anche un impegno concreto: è l’occasione giusta per avviare un processo di cambiamento dal basso che miri a modificare le nostre attività quotidiane in un’ottica di maggiore sostenibilità e rispetto dell’ambiente.

Ci poniamo quindi una sfida: identificare, in questa giornata particolare, uno o più aspetti della nostra vita quotidiana, e magari anche della nostra intera comunità scolastica, che possiamo modificare per contribuire ad aumentare il rispetto per la salute del nostro Pianeta”.

Mentre nel seminario per giornalisti ambientali, promosso da GreenAccord a San Miniato è stato evidenziato che i media hanno un ruolo fondamentale nel raccontare il dramma della deforestazione che è una delle condizioni principali che produce un aumento dei cambiamenti climatici, dei problemi sociali, sanitari e che porterà ad un incremento esponenziale dei profughi ambientali: ‘E questo dovere deontologico non ha frontiere’.

Per il documentarista della Rai, Davide Demichelis, “uno degli ostacoli più importanti che si trova fronte chi vuole parlare di deforestazione sono gli enormi interessi economici e politici sottostanti al fenomeno”.

Resta quindi “una cornice stretta nella quale muoversi. Motivo in più per sforzarci di trovare storie forti e positive per il pubblico. Penso che debba essere condiviso da tutti il motto della Bbc: informare, educare e divertire. E’ la modernità a chiedercelo. Viviamo nell’età dell’America First e del ‘Prima gli italiani’. Ma noi abbiamo il dovere di raccontare il dramma dei profughi ambientali e come la deforestazione nel mondo sta accrescendo la massa di persone che sono costrette a fuggire dai propri Paesi a causa dei cambiamenti climatici”.

Per Katharina Seuser, ex presidente dell’Enaj (European Network of Agricultural Journalists), organizzazione europea di giornalisti e comunicatori che si occupano di agricoltura, “l’obiettivo di tutti deve essere quello di vegliare sull’indipendenza della stampa e sull’etica dei giornalisti che devono essere messi nelle condizioni di ascoltare tutti i punti di vista. Occorre sostenere una gestione sostenibile delle foreste per mantenere le risorse naturali senza depauperarle a danno delle future generazioni”.

Durante il convegno è stata presentata una fotografia dello stato di salute delle aree verdi nel Mediterraneo, come ha spiegato il prof. Giuseppe Scarascia Mugnozza, docente di selvicoltura ed ecofisiologia forestale dell’università della Tuscia: “Un’area critica per quanto riguarda il controllo, il monitoraggio e l’adattamento ai cambiamenti climatici. Attorno al Mare Nostrum si concentra il 30% del turismo mondiale, che è un’importante causa della pericolosa tendenza al sovrasfruttamento della terra”.

In questo senso, le foreste “rappresentano l’infrastruttura ecologica verde più importante della regione del Mediterraneo, con 25.000 specie presenti e un’importante quantità di acqua e suolo conservati. Inoltre possono assorbire fino al 30% della Co2. Per questo vanno preservate e protette con attenzione, puntando sulla bioeconomia che ci consenta di applicare una gestione sostenibile del capitale naturale del nostro pianeta”.

Infatti da un’indagine di Uecoop risulta che i giovani riciclano sempre più; e non riguarda solo la tavola con il recupero degli avanzi del giorno prima o la gestione separata dei rifiuti, ma coinvolge sempre più la seconda vita degli oggetti: dai vestiti alle scarpe, dalle stoviglie ai libri, dagli elettrodomestici ai mobili.

Il mercato del riuso a prezzi scontati coinvolge i principali centri urbani italiani con Roma al primo posto con 450 attività seguita da Milano con 398 e Torino con 282. Ma nella top ten dell’usato ci sono anche Napoli con 245, Firenze con 227, Genova con 195, Brescia con 105, Arezzo con 92, Bari con 90 e Bologna con 83.

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