Global Compact: la Santa Sede per una migrazione regolare

“La settimana scorsa è stato approvato a Marrakech, in Marocco, il Patto Mondiale per una Migrazione Sicura, Ordinata e Regolare, che intende essere un quadro di riferimento per tutta la comunità internazionale. Auspico pertanto che essa, grazie anche a questo strumento, possa operare con responsabilità, solidarietà e compassione nei confronti di chi, per motivi diversi, ha lasciato il proprio Paese, e affido questa intenzione alle vostre preghiere”:

così, dopo l’Angelus di domenica scorsa, papa Francesco ha richiamato la firma degli Stati al primo accordo globale sulle migrazioni, svoltosi a Marrakech, la conferenza per l’approvazione del patto sulle migrazioni proposto dalle Nazioni Unite, il cosiddetto Global Compact, frutto di due anni di lavoro. Il Patto globale per una migrazione sicura, ordinata e regolare, questo il titolo completo del documento, non è vincolante, a differenza delle Convenzioni o dei Trattati, ma traccia una strada innovativa: la gestione effettivamente multilaterale e globale della sfida epocale delle migrazioni.

Durante la conferenza intergovernativa è intervenuto anche il segretario di Stato vaticano, card. Pietro Parolin, durante la riunione del secondo dialogo sul tema ‘Partnership and innovative initiatives for the way forward’: “Per realizzare l’obiettivo dichiarato di far sì che la migrazione funzioni per tutti, è essenziale chiarire i ruoli che i diversi attori o le parti interessate devono svolgere, così da promuovere responsabilità condivise ed equilibrate.

Le partnership necessarie per attuare con successo la visione del Global Compact per una migrazione sicura, ordinata e regolare dovrebbero includere istituzioni nazionali e locali, il settore privato, i sindacati, la società civile, il mondo accademico, i migranti e i gruppi della diaspora.

Tra gli attori non governativi, la Santa Sede vorrebbe evidenziare il ruolo speciale delle organizzazioni confessionali, che si sono dimostrate particolarmente efficaci nel fornire ai migranti in situazioni di vulnerabilità un sostegno tagliato su misura. Inoltre, le organizzazioni confessionali affrontano anche i bisogni spirituali dei migranti, tendendo a promuovere il loro sviluppo umano integrale”.

Ed ha sottolineato la partecipazione anche dei migranti nell’attuazione politica: “Per essere efficace e sostenibile, qualsiasi azione svolta per far sì che la migrazione funzioni per tutti dipende necessariamente dall’impegno dei migranti stessi. In questo contesto, la Santa Sede auspica una maggiore partecipazione dei migranti nella formulazione e nell’attuazione delle politiche, dei programmi e delle iniziative innovative che li riguardano.

Tale partecipazione dovrebbe essere promossa a tutti i livelli, tanto individualmente quanto collettivamente, e istituzionalizzata ovunque sia possibile, al fine di fornire vie regolari e ufficiali di partnership efficace con le istituzioni”.

Ed ha indicato alcune azioni che potrebbero migliorare la situazione dei migranti: “Sotto il titolo ‘accogliere’ si potrebbe menzionare l’impegno ad assicurare un reclutamento giusto ed equo di migranti, compresi i giovani, per svolgere lavori dignitosi. ‘Proteggere’ potrebbe essere tradotto in difendere i diritti e la dignità dei migranti in ogni fase della loro esperienza migratoria.

‘Promuovere’ può significare assicurare l’accesso dei migranti al lavoro, favorendo la crescita delle loro capacità e mettendoli in grado di contribuire allo sviluppo sostenibile nelle loro comunità sia di destinazione sia d’origine. Infine, ‘integrare’ è possibile attraverso la promozione dell’inclusione sociale e finanziaria dei migranti, ma anche favorendo l’arricchimento reciproco tra comunità locali e nuovi arrivati”.

Inoltre ha rilevato che occorre fare un buon uso delle tecnologie: “Le nuove tecnologie, applicate alla gestione della migrazione, potrebbero essere molto innovative, efficaci e utili per una maggiore cooperazione tra attori. Tuttavia, devono essere adottate nel pieno rispetto della dignità e dei diritti delle persone, assicurando sempre la loro piena consapevolezza e il loro consenso.

Il Forum internazionale per la revisione della migrazione e i processi regionali e nazionali a esso collegati devono essere strumenti efficaci per il coordinamento e il monitoraggio del Global Compact. Il successo di simili meccanismi dipende totalmente dal livello d’impegno di tutti gli attori. La Santa Sede ribadisce il suo impegno a partecipare a tali processi”.

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