Avsi: tende di Natale ‘sotto lo stesso cielo’

“Ti chiami Maria o Francesco, ti muovi ogni giorno per Milano, Roma o Napoli. Lavori o vai a scuola, tieni in braccio il tuo bambino, ti destreggi tra le cose da fare, preoccupazioni, doveri, faccende, provando a essere lieta o lieto. Tra affetti, lavoro, riposo. Ti chiami Rana o Amir o Sharon, ti muovi ogni giorno in una città minacciata dalle bombe, tra macerie di bombardamenti, oppure nei vicoli stretti e fangosi di uno slum o di un campo profughi.

Tieni in braccio il tuo bambino, ti destreggi ogni giorno per rispondere ai bisogni più urgenti, per garantire un pasto, la scuola, le cure ai tuoi cari. Provando nell’instabilità o nella miseria a riconoscere quel dettaglio che come un appiglio ti riporta su e aiuta a resistere. Cambiano le circostanze intorno a noi, ma il cielo sotto il quale ci muoviamo anche in punti cardinali diversi è lo stesso.

E proprio questa consapevolezza aiuta a riconoscere con ancora più nitidezza l’ingiustizia di situazioni non accettabili, di fronte alle quali non è possibile accomodarsi e voltarsi dall’altra parte”.

Così inizia la Campagna ‘Tende di Natale’ con l’obiettivo di ridurre la distanza tra noi e chi vive ancora in guerra in Siria, da profugo in Brasile, in estrema povertà in Burundi e Kenya, da rifugiato o senza tetto in Italia. Giampaolo Silvestri, segretario generale Fondazione AVSI, ha spiegato il motivo della ‘campagna’ di questo anno:

“Questa possibilità sta tutta in una semplice mossa personale: allargare lo sguardo, appoggiarsi a quel cielo condiviso, riconoscere che posso anche io con la mia attenzione, la mia voglia di conoscere e di donare del mio tempo e del mio denaro, farmi prossimo a chi è lontano. Per accompagnare un altro ‘io’ a diventare da vulnerabile protagonista della sua vita. Sotto lo stesso cielo, consapevoli che abbiamo in comune anche un destino. Un destino buono”.

Sotto lo stesso cielo: perché questo titolo?
“La proposta della Campagna Tende per questo Natale, sintetizzata nel suo titolo ‘Sotto lo stesso cielo’, è questa: se pensiamo a quanto abbiamo in comune (sogni, speranze, paure) con chi vive in guerra o in povertà, la distanza tra ‘noi’ e ‘loro’ si riduce e cresce il desiderio di aiutare, ciascuno secondo le sue possibilità. Per questo il filo conduttore di tutti i progetti che proponiamo si racchiude #SottoLoStessoCielo”.

Quali sono i progetti di questa campagna natalizia?
“La campagna promuove quattro progetti: in Siria ‘Ospedali Aperti’, per offrire cure gratuite ai più poveri; in Brasile ‘Bem-vindo’ per accogliere e favorire l’integrazione dei migranti venezuelani; in Kenya e Burundi ‘Work to stay’ per percorsi di formazione e avvio al lavoro per 10 mila giovani e in Italia ‘La casa allargata’ per sostenere le attività delle suore di Carità dell’Assunzione che assistono quotidianamente le famiglie più povere, italiane e straniere”.

Come declinare le parole sviluppo ed accoglienza?
“Non si è mai troppo lontani per incontrarsi, perché siamo tutti sotto lo stesso cielo. Con questa consapevolezza donare l’equivalente di un mese di alimenti a un venezuelano, un’operazione chirurgica ad un siriano o una seduta psicologica a un bambino italiano, diventa la scelta di aiutare qualcuno che ci somiglia, perché abbia le nostre stesse possibilità. Questo secondo AVSI rende possibile lo sviluppo e l’accoglienza nei paesi più lontani come a casa nostra”.

Quali sono stati i progetti finanziati lo scorso Natale?
“La scorsa Campagna Tende portava come titolo ‘La casa dov’è’ e ha finanziato i seguenti progetti dalla Siria all’Italia. In Siria abbiamo attivato la campagna ‘Ospedali Aperti e nel corso del primo anno sono stati raccolti e spesi € 200.000 attraverso la Campagna Tende 2017/2018. Le risorse destinate a questo progetto e raccolte attraverso altre tipologie di donatori sono state maggiori e hanno permesso di curare 11.000 siriani (al 30/09/2018), che ha coinvolto 555 persone.

Abbiamo garantito cure mediche gratuite e di qualità ai più poveri in tempo di guerra. I fondi raccolti sono stati usati per pagare le terapie mediche, la diagnostica e gli interventi chirurgici. In Iraq abbiamo costruito un asilo per Qaraqosh con € 400.000, che serve ad oltre 2.000 persone (450 bambini e le loro famiglie), destinando loro diversi servizi:

riabilitazione dell’asilo delle suore domenicane, acquisto di materiale scolastico e avvio delle attività didattiche, distribuzione della merenda ai bambini, svolgimento di attività ricreative, artistiche e sportive, corsi di formazione per gli insegnanti e attività di sensibilizzazione su igiene, cura e salute.

Per il progetto in Uganda, ‘Come a casa’, abbiamo speso € 130.000 per un bacino di utenza di 3.500 persone attivando corsi di recupero per gli studenti, fornitura di materiale scolastico e borse di studio, incontri sulla didattica per gli insegnanti e corsi di aggiornamento, lavori di ristrutturazione e manutenzione della scuola.

Infine in Italia abbiamo speso € 150.000 per il progetto ‘Portofranco. Aiuto allo studio’, raccogliendo € 150.000, coinvolgendo più di 5.000 ragazzi nell’accompagnamento educativo, ripetizioni individuali gratuite, tutoraggio, orientamento nella scelta della scuola, incontri di approfondimento su alcune materie specifiche, vacanze studio. Il nostro sostegno alle attività di Portofranco continua per tutto il 2019”.

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