La Chiesa in uscita di papa Francesco: Bello, La Pira, Toniolo

Nel mese di novembre papa Francesco ha sottolineato la visione della Chiesa ‘in uscita’ indicando ai fedeli tre importanti personalità del cattolicesimo italiano, che hanno interpretato le parole evangeliche della misericordia: don Tonino Bello, Giorgio La Pira e Giuseppe Toniolo, chiedendo imitare la loro gioia evangelica.

Proprio nell’incontro con i fedeli della diocesi di Barletta-Ruvo papa Francesco ha sottolineato il valore dell’allegria: “Facciamo nostra la raccomandazione a non contristarci mai: se la metteremo in pratica porteremo il tesoro della gioia di Dio nelle povertà dell’uomo d’oggi. Infatti, chi si contrista rimane solo, sparla di tutti, fa chiacchiere qua e là… Ha il cuore triste. Il chiacchierone, la chiacchierona, ha il cuore triste!

Questa è la radice. Anche qui, quando fanno le chiacchiere è perché quell’uomo, quella donna, è triste. Infatti chi si contrista rimane solo, non ha amici. Chi si contrista vede solo problemi, vede solo la parte oscura della vita. Forse è tutto bello, tutto bianco, tutto luminoso, ma lui o lei vede la macchia, vede l’ombra, il negativo… Chi invece mette il Signore prima dei problemi ritrova la gioia. Allora smette di piangersi addosso e, anziché contristarsi, incomincia a fare il contrario: consolare, aiutare”.

Sottolineando il tempo di Avvento il papa ha evidenziato il valore del ‘tempo nuovo’: “E’ bello attendere la novità di Dio nella vita: non vivere di attese, che poi magari non si realizzano, ma vivere in attesa, cioè desiderare il Signore che sempre porta novità. Sempre! Lui non si ripete mai. E’ importante saperlo attendere. Non si attende Dio con le mani in mano, ma attivi nell’amore…

Noi cristiani siamo chiamati a custodire e diffondere la gioia dell’attesa: attendiamo Dio che ci ama infinitamente e al tempo stesso siamo attesi da Lui. Vista così, la vita diventa un grande fidanzamento. Non siamo lasciati a noi stessi, non siamo soli. Siamo visitati, già ora… Dio ci visita e attende di stare con noi per sempre. Oggi, domani, domani, sempre. Se tu lo cacci via, il Signore rimane alla porta, aspettando, in attesa che tu lo lasci entrare un’altra volta. Non scacciamo mai il Signore dalla nostra vita! Lui è sempre in attesa di stare con noi”.

Riprendendo un’espressione cara a mons. Bello il papa ha invitato ad annunciare il Vangelo dell’ ‘antipaura’: “Il Signore chiama ciascuno di noi a inoltrarsi in mare aperto. Non ci vuole controllori del molo o guardiani del faro, ma naviganti fiduciosi e coraggiosi, che seguono le rotte inedite del Signore, gettando le reti della vita sulla sua parola. Una vita ‘privata’, priva di rischi e piena di paure, che salvaguarda sé stessa, non è una vita cristiana.

E’ una vita senza fecondità. Non siamo fatti per sonni tranquilli, ma per sogni audaci. Accogliamo allora l’invito del Vangelo, quell’invito tante volte ripetuto da don Tonino a stare in piedi, ad alzarci. Da dove? Dai divani della vita: dalla comodità che rende pigri, dalla mondanità che fa ammalare dentro, dall’autocommiserazione che incupisce”.

Ed ai membri della Fondazione ‘Giorgio La Pira’ ha ricordato l’importanza dell’impegno in politica, perché come diceva La Pira essa è un ‘impegno di umanità e di santità’: “Il suo esempio è prezioso specialmente per quanti operano nel settore pubblico, i quali sono chiamati ad essere vigilanti verso quelle situazioni negative che San Giovanni Paolo II ha definito ‘strutture di peccato’…

Esse sono la somma di fattori che agiscono in senso contrario alla realizzazione del bene comune e al rispetto della dignità della persona. Si cede a tali tentazioni quando, ad esempio, si ricerca l’esclusivo profitto personale o di un gruppo piuttosto che l’interesse di tutti; quando il clientelismo prevarica sulla giustizia; quando l’eccessivo attaccamento al potere sbarra di fatto il ricambio generazionale e l’accesso alle nuove leve…

Vi esorto pertanto a valorizzare le virtù umane e cristiane che fanno parte del patrimonio ideale e anche spirituale del Venerabile Giorgio La Pira. Così potrete, nei territori in cui vivete, essere operatori di pace, artefici di giustizia, testimoni di solidarietà e carità; essere fermento di valori evangelici nella società, specialmente nell’ambito della cultura e della politica; potrete rinnovare l’entusiasmo di spendersi per gli altri, donando loro gioia e speranza”.

Anche nel messaggio per il centenario della nascita di Giuseppe Toniolo il papa ha ricordato il compito ad essere ‘profeti’: “A tal fine il professore pisano non cessava di ribadire i due principi complementari del primato della società civile e del ruolo non trascurabile dello Stato, secondo i criteri della sussidiarietà e della solidarietà, pilastri della dottrina sociale della Chiesa.

Coltivò così l’ideale di una società veramente democratica, in cui la stella polare fosse il bene comune da conseguire nella convergenza di tutte le forze sociali, a vantaggio dei più poveri. Una democrazia che, per essere tale, pur nell’apertura a tutti e con la collaborazione di tutti, agli occhi del Beato Giuseppe Toniolo non avrebbe mai potuto realizzarsi adeguatamente, senza attingere linfa vitale ai valori evangelici”.

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